Chi mi conosce sa sicuramente che soffro da tanti anni di cefalea e che sono drogata di Novalgina (sì lo so che non fa bene ma vi assicuro che è l’unico rimedio che ho trovato agli attacchi più pesanti), però chiederò alla casa farmaceutica che produce queste pillole di mandarmi un campione prova eheheh
[ATTENZIONE! SI AVVISANO TUTTI GLI UTENTI CHE QUESTO POST è ALTAMENTE AUTOCELEBRATIVO!]
Eh va beh, c’è chi si accontenta di poco .
Chi però segue da tempo questo blog capirà che sono molto contenta di condividere questo piccolo (grande? ovvio?) risultato che è quello di essere prima con “lafra” su Google! Vi ricordate il post “Cerca “lafra” su Google e Yahoo.. ma non su Ask “? Se prima la situazione era questa:
Ora è questa eheheh
Come potete vedere non contenta sono presente nella prima pagina dei risultati anche con il mio profilo sul forum di GT (evidenziato in arancione).
Buone notizie anche su Zippy. Più di due mesi fa vi avevo parlato di questo meta-motore che effettua la ricerca contemporaneamente su diversi motori quali Google, Yahoo!Search, MSN Search, Ask.com, Alexa, Technorati e The Internet Archive, e vi avevo mostrato come cercando “lafra” fossi in 15esima posizione con il mio blog e sesta con il mio account di Flickr. Oggi ho scoperto di essere terza con il blog e quarta con Flickr eheheh.
Su Yahoo la situazione non è cambiata, sempre prima , stessa cosa anche su Ask che continua al contrario a non considerarmi minimamente: il primo risultato che mi riguarda è il link al comune di Cusano Milanino (quattordicesima posizione) dove sono state pubblicate due foto che ho scattato in occasione della Finale dei Mondiali :-\
Settimana scorsa, io e la mia inseparabile collega Alessia (che avete già avuto modo di conoscere qui), siamo andate al negozio di caramelle in Via Torino a Milano a causa della presenza nella vetrina del nuovo telefonino di Hello Kitty BenQ-Siemens… non potevamo non scoprire a quale modica cifra è stato messo sul mercato: 199 euro. Comunque non è di questo che volevo scrivere bensì del mio acquisto dolciario (perchè una volta che sei dentro come fai ad uscire senza acquisti?): le Frizzy Pazzy. Chi se le ricorda?? Se le hai provate non puoi averle dimenticate! Comunque a quanto pare qualcuno c’è perchè ho trovato un po’ di materiali sul web che ora vi elenco.
Innanzitutto la definizione dal Dimenticatoio:
Granuli di gomma da masticare venduti in bustine, che una volta messi in bocca cominciavano (appunto) a frizzare. Potevano essere o tutti rosa (se il gusto era alla fragola) o multicolori (e allora si aveva un gusto ancora non identificato).
Sempre sul Dimenticatoio è anche possibile vedere in streaming la pubblicità televisiva:
Sul sito Spot80, da cui è possibile scaricarlo, è stata dedicata una pagina al prodotto e leggendo i commenti ho scoperto che è stato creato addirittura un Fans Club che raccoglie tutte le risorse dedicate alle Frizzy Pazzy: articoli, foto, video etc.
A quanto pare comunque adesso le Frizzy Pazzy non sono più di vari colori ma solo bianche per ridurre la quantità di coloranti.
E Alessia??? Diciamo che si è accontentata
Domani comunque è il suo compleanno quindi se volete regalarle il telefono posso mettervi in contatto direttamente con lei eheheh
Finalmente è ora anche per me della pausa pranzo (eh sì, abitualmente inizia tardi). Cosa mangiamo oggi? Perchè non un’ottima insalata? Magari di quelle già lavata e imbustata così non si fa nemmeno fatica
Ehm forse a pensarci è meglio se la lascio alle mie tenere colleghe salutiste … sorpresina compresa! Buon Appetito…
I blog? Una puttanata: Cosa?? Ueee se lè dre a dì chell lìì (traduzione “Ue ma cosa sta dicendo quello lì?”). Questo è quello che ho pensato anch’io quando ho letto il titolo del post ma poi l’ho letto e ora mi ritrovo a segnalarlo perchè condivido pienamente l’opinione di Stefano Hesse sul suo blog privato in merito ai Business Blog in Italia
[...] continuo a sentir parlare di un argomento ultra-specifico, il business blog appunto, da parte di consulenti o agenzie che cercano di rivendere lo strumento a clienti che non ci hanno ancora capito granché, più che altro perché a breve termine vendere un business blog può servire come porta d’accesso, o come upsell (leggi: dammi più soldi) nei confronti di clienti già esistenti. Ovvio: ci sono consulenti bravi, che sanno anche dire a una azienda: “ascolta, per te, ORA, non ha senso aprire un blog, ma dovresti lavorare su altri aspetti della tua comunicazione”, ma la maggioranza non rientra in questo insieme [...]
(Ah per chi non lo sapesse Stefano è il Corporate Communications & Public Affairs Manager di Google Italia e scrive anche sul relativo corporate blog)
Il mio commento in merito ai Business Blog l’ho espresso esattamente una settimana fa in questo post “TUTTO FA BLOG! Anche i fagiolini” e nei relativi commenti
Luca Giurato come Chuck Norris: ti ricordi il blog Roundhouse Kicks con tutte le storielle su Chuck Norris? No?? Beh allora vai subito a vederlo, una volta che hai capito lo spirito delle battute (leggine una decina almeno che meritano eheheh) il divertimento è assicurato. Successivamente trasferisciti sul nuovo blog interamente dedicato a Luca Giurato che usa un approccio analogo . Ecco un paio di post:
(21 novembre 2006) Da piccolo Luca Giurato giocava con gli amichetti a palla prigiomiera ma non si riusciva mai a finire una partita perché chiamava la polizia.
(23 novembre 2006) Luca Giurato crede di essere nato sotto un cavolo e da anni chiede a tutti gli ortolani d’Italia dov’è finito il suo
Moltiplicazioni facili (o quasi): un modo alternativo per fare le moltiplicazioni, ho provato e funziona (e se ci riesco io ci possono riuscire tutti fidatevi), il discorso ovviamente si complica quando le cifre salgono… fate ad esempio 99 x 99
Dopo il calendario di Lago vi segnalo il calendario di Studio Labo che non si chiamerà LaboCalendario bensì 365% daysign (va beh dai mi frusto da sola per la battuta). In realtà si tratta di un prodotto a più mani e che ha visto ovviamente anche l’intervento dei ragazzi di Studio Labo; per darvi un’idea più dettagliata vi riporto un estratto dal loro blog :
365% Daysign 2007 propone un calendario sotto forma di mostra, mettendo a “confronto” dodici studi “liquidi” che si muovono tra design, architettura e grafica, tutti rigorosamente testati da un’alta qualità produttiva.
Il tema è un colore: il cyano, uno dei quattro colori della stampa. Un modo per abbattere la “banalità” della quadricromia ed obbligare il manipolo di creativi a lavorare con un obbligo formale ben preciso. A realizzare i vari mesi, in formato 40x 40 cm, sono stati i seguenti studi, (in ordine di mese): April (Milano), Leftloft (Milano), Zetalab (Milano), Studiolabo (Milano), Elyron (Torino), Bellissimo (Torino), Changed (Venezia), Mekkanografici (Roma), Civico13 (Torino), Brh (Torino), Boltesfernando (Torino), Joevelluto (Vicenza).
Il calendario può essere richiesto nelle migliori librerie, bookshop, o alla mail press@fuoribiennale.org.
La monocromia mi perplime ma condivido la scelta del colore perchè trasmette indubbiamente delle sensazioni positive di calma e armonia (motivo per il quale molte aziende lo hanno adottato come colore per il proprio logo e la propria immagine coordinata)
Grazie ad un post su [mini]marketing ho scoperto il nuovo sito di Bonduelle dedicato alla famiglia di Casa Bonduelle, soggetto della nuova campagna di comunicazione ideata dall’agenzia AIDA Partners srl. Un sito sì ma con un blog dentro scritto dai singoli componenti del nucleo familiare… e quindi trattandosi di personaggi di fantasia da chi in realtà? Questo aspetto, ossia la finzione che inevitabilmente accompagna questa iniziativa, è ciò che porta [mini]marketing a criticare questo tipo di idea creativa, e benchè io l’abbia trovata divertente (eh va beh, non resto insensibile di fronte al trash eheheh), non posso non essere d’accordo perchè nella blogosfera questo tipo di scelta non si può, non si dovrebbe accettare: alla lunga si rischia che venga assimilata e non sapremo mai se il blog che stiamo leggendo è vero o fittizio. Vi riporto un estratto del post che condivido pienamente:
[...] me li immagino, all’agenzia, a dividersi i ruoli dei commentatori (“tu fai babsi, io ubu”) con uno script-sceneggiatura sott’occhio [...] Già solo pensare a blog scritti da personaggi di uno spot, perdipiù su cipolle e peperoni, è delirante: l’unica (o quasi) cosa che fa leggere un blog è la presunzione che dietro ci sia una persona vera e minimamente sincera e aperta.
Come spesso mi succede, partendo dal blog di [mini]marketing è iniziato il mio viaggio odierno nella blogosfera ed ecco cosa ho trovato di interessante:
Nuovo evento dedicato ai bloggers? No, un post scritto da Giorgio Soffiato su MarketingArena che partendo dall’analisi del successo del blog Ducati si chiede se anche le altre aziende hanno bisogno di inserire un corporate blog nell’insieme degli strumenti di comunicazione rivolti ai propri clienti e la risposta è ovviamente NO, e sottolineare l’avverbio “ovviamente” è rigoroso, almeno in questo momento. In molte imprese non c’è la cultura necessaria per approcciare questo tipo di comunicazione, rischia di essere controproducente, di ledere l’immagine aziendale. Un blog non può essere tale se non è fondamentalmente sincero: quali aziende vogliono, possono permettersi, o semplicemente provano ad essere sinceri con il proprio pubblico?
A questa considerazione aggiungo quelle di Giorgio Soffiato
Ritengo che perchè un blog aziendale possa sopravvivere siano necessarie almeno due cose:
- avere qualcosa da dire
- avere qualcuno che ascolta
Credo che questi due aspetti siano necessari, anche se in maniera diversa, per qualunque blog, corporate e non.
Questi sono stati i motivi per cui questo blog è nato :
Insomma per concludere questo primo lunghissimo post, perché ora sto scrivendo un blog? Durante il convegno [Everything But Advertising] è stato detto, se non sbaglio da Valdemarin, che il blogger a differenza del giornalista scrive solo se ha qualcosa di interessante da dire (o che almeno lui ritiene tale): ho trovato interessante l’incontro di ieri e quindi eccomi qui
Ieri sera le Iene hanno simpaticamente preso in giro la povera Eva Henger e il suo calendario 2007, leggermente in contrasto con la sua nuova immagine, o meglio, come spiega TVBLOG, con l’operazione di ricostruzione dell’immagine, da mito del pornomane a eroina dei bambini a possibile mito catodico.
Beh giudicate voi guardando le foto del calendario pubblicate su Repubblica, in questa mi sembra particolarmente sbarazzina…
Comunque, cosa centra Eva con il LagoCalendario? Beh se decidete di rinunciare alle tette di Eva Henger, senza ombra di dubbio di ottima fattura, potete optare per calendari diciamo più creativi come sarà sicuramente il nuovo calendario di Lago. Ecco cosa viene anticipato sul corporate blog:
Potevamo non restare contagiati dalla dilagante moda del calendario?
Dopo la fortunata edizione del 2006, stiamo ultimando i lavori per il LagoCalendario 2007, quest’anno progettato da Laetitia Cordier.
Qui riporto un’immagine del mese di maggio, ossia il mese in cui festeggio gli anni eheheh.
Ma come? Tutti hanno parlato dell’acquisizione di YouTube da parte di Google e io parlo di rivalità tra i due??
Beh non proprio, oggi sono un po’ nostalgica e mi diverto semplicemente a ricordare i vecchi tempi, quando addirittura c’era chi metteva questi due colossi a confronto in una sorta di similrivalità come in questo articolo di Grazia della settimana del 12 settembre 2006 che ho resuscitato dalla pigna di riviste, articoli, plichi, libri, fogli volanti sparsi armonicamente sulla mia scrivania.
Sono passati solo due mesi da questo articolo, ma già mi viene da dire “Eh, ti ricordi quando YouTube non era di proprietà di Google? Bei tempi quelli”