Conosco Pizza Hut da diversi anni visto che a Londra è ormai un’istituzione e devo dire che la loro pizza mi piace, soprattutto quella con la stuff crust, ossia la crosta farcita (sono una di quei loschi individui che avanza la crosta, beh non sempre ma il più delle volte).
Ma torniamo al titolo del post: quanti modi ci sono per ordinare una pizza? Pizza Hut ti consente non solo di ordinarla telefonicamente ma anche online, via mobile browsing, via sms e mentre stai giocando a EverQuest II.
Internet: Save your playlists, review your favorite orders, manage your order locations and pre-order up to seven days in advance…register today for Pizza Hut® Internet Ordering and get great deals online! Un servizio utile ad esempio per gli uffici e più in generale per le aziende, meno per le famiglie ma pur sempre un’alternativa.
Mobile Browsing: Pizza Hut ha ottimizzato il proprio sito in modo che sia facilmente navigabile anche con tutti i telefonini con accesso a WWW. Try the mobile version of PizzaHut.com made just for your mobile phone. Browse the complete menu on the go and order at your convenience.
SMS: mandando un semplice SMS è possibile ordinare le pizze.
Peccato che non sia esattamente così. Il servizio, di cui si è parlato anche in Italia circa due settimane fa, prevede infatti le seguenti fasi:
Andare sul sito Registrarsi/Loggarsi
Andare nella pagina My Account
Aggiungere il proprio numero di cellulare, che automaticamente verrà associato al proprio account web.
Creare una playlist, ossia effettuare un ordine e salvarlo.
Attribuire all’ordine un nome (one or two letters is recommended) e una descrizione. Ad esempio nome: F e descrizione Family Dinner
Scrivere un SMS con testo Ospazio e Nome dell’ordine/playlist che hai inserito sul sito (quindi nel caso dell’esempio O F) e inviarlo al numero di PizzaHut (sperando che tu l’abbia salvato nella rubrica)
Leggere SMS di risposta con il riepilogo del tuo ordine.
Semplice no?
Ora immaginiamoci alcuni possibili scenari:
Non ho salvato il numero di Pizza Hut nella mia rubrica. Fine del gioco.
Sono in giro e voglio ordinare una pizza ma non ho mai creato una playlist sul sito. Fine del gioco.
Voglio ordinare una prosciutto e funghi, una capricciosa e un calzone ma la playlist che ho salvato è prosciutto e funghi, margherita e calzone (ma chi cavolo voleva la margherita??). Fine del gioco.
Ordino la pizza per tutta la famiglia, che stranamente vuole le stesse pizze di settimana scorsa, e scrivo F O. Mi arrivano a casa 10 pizze invece di 3: F stava per Friends, il name per l’ordine famiglia era C (Casa). Stupido che non sei altro: non hai controllato attentamente il messaggio di conferma ordine.
Se hai dei dubbi puoi comodamente inviare HELP allo stesso numero e ricevere un SMS con i comandi tra cui LIST, inviare LIST e ricevere l’SMS con le playlist che hai inserito tra cui F, inviare F per sapere cosa hai inserito in quella playlist e scoprire che è la lista Friends (senza l’elenco delle pizze), inviare LIST per vedere se trovi la playlist della famiglia, provi inviando C e scopri che corrisponde a CASA. Non ti ricordi quale pizze avevi associato a quella lista. Fine del Gioco.
Ad esclusione del primo punto, ma non facevi prima a chiamare???
Gaming. Circa due anni fa era stato lanciato il servizio di ordinazione all’interno del videogame Everquest II ma ora non so se è ancora attivo o se viene in qualche modo utilizzato. L’ho scoperto solo di recente e l’ho trovata un’iniziativa originale soprattutto ora che c’è molto interesse nei confronti dell’in-game advertising. Il sito comunque è attivo.
Riassumendo: la multicanalità è cosa buona ma non basta aprire un canale SMS se poi è impossibile da usare. MAI dimenticarsi del KISS !
Comunque questo modello di Business credo che allo stato attuale in Italia sia alquanto impraticabile, voi che dite?
Vi vengono in mente altri settori dove funziona bene la multicanalità o dove potrebbe funzionare bene?
Forums are like social mixers, where everyone is at equal level, milling about and discussing with others. These many to many communication tools allow anyone to start a topic and anyone to respond to one. Members are often at equal level, and content is usually segmented by topic. (rather than by people).
Blogs are like a keynote speech where the speaker (blogger) is in control of the discussion, but allows questions and comments from the audience. Blogs are journals often authored by one individual, and sometimes teams. In the context of business communication, these are often used to talk with the marketplace and to join the conversation that existing external bloggers may be having.
Social Networks are like topic tables at a conference luncheon. Ever been to a conference where different lunch tables had big white signs inviting people to sit and join others of like interest? It’s like that. Social networks allow members to organize around a person’s relationships or interests, rather that just focused on topic. People that know each other (or want to meet each other) will connect by a variety of common interests. These are great tools to get people of like interest to connect to each other and share information.
Vi ritrovate in queste definizioni?
Secondo voi ci sono delle sostanziali differenze nel modo di approcciare questi strumenti da parte del pubblico "italiano"?
Pensiamo ad esempio ad un Social Network come Facebook. Quanti in percentuale oggi usano facebook in maniera diciamo "utile" alla coltivazione dei propri interessi e all’ampliamento della propria rete di conoscenze (conoscenza nel vero senso della parola non solo aggiungere quell’utente alla propria lista di amici senza avere bene idea di chi si tratti).
Forse Facebook è ancora nello stadio "hype" un po’ come è stato per Second Life dove tutti si iscrivono e tutti cercano di accedervi senza un reale scopo o senza riscontrare una reale utilità. Quando l’effetto moda sarà esaurito forse emergerà il vero uso e i veri facebook users.
Recentemente mi sono trovata nella situazione di dover spiegare quali sono le sostanziali differenze tra i forum e i social networks e di conseguenza le diversità che possono esistere tra gli utenti che frequentano gli uni e gli altri perché purtroppo per i “non addetti ai lavori” rischia di esserci confusione in merito a causa del continuo proliferare di nuovi social media e di nuove iniziative chiamiamole 2.0 e delle conseguenti richieste di "iscrizione" e "partecipazione" a cui gli utenti sono soggetti quotidianamente.
Se ad esempio ad un cliente proponi di considerare all’interno della propria strategia di comunicazione online il target delle donne che frequentano i Forum potresti sentirti rispondere che le donne a cui vogliono comunicare non sono iscritte a Facebook o a MySpace, ossia non partecipano attivamente nella rete.
Tralasciando le innumerevoli differenze che esistono solo tra i due social networks sopracitati in termini di tipologia di utenza, ho cercato di focalizzarmi sulle diversità in senso lato ovviamente dei due strumenti di interazione.
FORUM
SOCIAL NETWORK
È nato prima (è una realtà consolidata del web)
È nato dopo (è percepito ancora come una novità)
È rimasto sostanzialmente invariato nel tempo
È in continua evoluzione
L’iscrizione coincide spesso con la necessità di aprire una discussione, di chiedere qualcosa, di confrontarsi su un tema.
L’iscrizione è legata alla necessità di “esserci”, di creare unospazio personale e condividere questo spazio con gli altri.
Gli utenti sono “fidelizzati”: difficilmente abbandonano un forum tematico per un altro.
Gli utenti sono predisposti per il tradimento: si tratta spesso di utenti evoluti sono alla ricerca del servizio migliore o di quello più in voga. Di fatto spesso non tradiscono più che altro per un fattore di “scomodità” e di spreco di tempo legati alla creazione di un nuovo spazio personale e alla costruzione di un nuovo network di “friends”.
Nascono spesso come strumento di discussione di un sito-madre.
Hanno generalmente una vita propria, sono progetti a sé stanti, eventualmente supportati da un brand.
Ci tengo a sottolineare che si tratta di distinzioni macro, se dovessimo analizzare i due fenomeni nel dettaglio delle singole realtà esistenti la tabella si arricchirebbe di asterischi e di postille (se due social networks come MySpace e Facebook hanno un’utenza diversa anche forum come quelli di Html.it e di AlFemminile.com sono popolati di persone con cultura, interessi e approccio verso la tecnologia diversi).
Se penso al mio ventaglio di conoscenze posso dire che ho amiche che scrivono in forum di cucina, di moda, di salute senza aver mai letto un blog, senza mai essersi interessate a Facebook, a Twitter o a Flickr. Quindi è sempre più chiaro che in comunicazione non si possa più solo fare una distinzione tra chi naviga e chi noi tengo a sottolineare che si tratta di distinzioni macro, ovviamente se andiamo ad ana tipologia di utenza cerco di concentr e nel primo caso tra chi “partecipa” e chi si limita a “guardare”, perché sono possibili tantissimi modelli di targetizzazione anche tra coloro che attivamente contribuiscono a popolare il web di nuovi contenuti ogni giorno, siano essi post, twit, foto o semplicemente replies.
Ogni commento e considerazione in merito su questo post "serio" sono ben accetti
Cosa c’è nel futuro di Apple? Come mai Steve Jobs ha dato una poltrona alla CEO Avon?
Questi sono alcuni dei possibili scenari delineati nell’articolo di Wired:
Strategie di comunicazione e/o di vendita dedicate alle donne
Miglioramento della propria Corporate Social Responsibility
Programma di m-commerce in China sfruttando l’expertise di Avon (scenario interessante per iPhone)
Nuovo modello di retail in China orientato alla forza vendita
Di seguito alcuni estratti dell’articolo. Che ne pensate?
Avon cosmetics CEO Andrea Jung is taking a seat on the board of Apple. Why? Good question.
Jung is the first woman to sit on Apple’s board in a decade, and that she heads up one of the most feminine companies in the world. Avon touts itself as the "company for women," empowering millions of female entrepreneurs. The world of technology is distinctly male, but if there’s a high-tech company that appeals to women, it’s Apple.
Jung is an expert in marketing on a global scale
Jung is also an expert in corporate social responsibility
In China, Avon isn’t a pure direct-sales operation. Instead, it operates a hybrid model that blends 5,500 retail stores, or beauty boutiques, with 130,000 direct-sales reps.
Perhaps Jobs is thinking of setting up hundreds of small Apple boutiques all over China
La mia metà britannica non ha resistito alla tentazione di scrivere questo post dopo aver letto l’articolo di ieri del Corriere dove viene spiegato che la Regina Elisabetta gioca con la console Nintendo Wii.
Non solo Elisabetta è una Regina, una figura aristocratica, ma è anche una nonna ottantenne. Di lusso ma pur sempre una "vecchietta", proprio come quella che sconfigge Panariello nella pubblicità televisiva di Wii Sports. La Wii è quindi davvero una console per tutti tutti? Qualcuno di voi ha un esempio in famiglia come questo ?
Io per ora sono tentatissima dalla DS, anzi direi già intenzionata ad acquistarla perchè posso giocarci anche in treno e non devo essere necessariamente a casa ma bisogna riconoscere che anche la Wii è proprio divertente (vero Napolux?).