Ieri ho visto una pubblicità che mi ha lasciato perplessa.
Una ragazza sta facendo un provino per diventare VJ, il sogno di molte ragazze come lei. Manca solo uno step al tanto atteso traguardo: le viene chiesto SE SA FARE LA RUOTA!
Oh no, ho le mestruazioni, e ora come faccio? Niente paura, grazie ai miei fantastici assorbenti non dovrò rinunciare a questa grande opportunità, posso fare la ruota senza alcun problema e pensiero.
Ora aiutatemi a capire… è davvero così importante saper fare la ruota per diventare VJ? Insomma non la devono saper fare nemmeno i ballerini di Amici!
AGGIORNAMENTO 11 aprile 2008
Mi sembra doveroso aggiungere anche il video della Litizzetto:
Da un po’ di tempo non vi segnalo pubblicità interessanti e questo perchè devono colpirmi, per un motivo o per l’altro, a un punto tale da portarmi ad aprire il mio pannello wordpress e scrivere un post
Questi ultimi due giorni sono stati molto intensi per la sottoscritta, davvero ricchi di emozioni.
Lunedì sera ho partecipato alla serata di premiazione dei Giovani Leoni 2008, il premio promosso da Sipra eArt Directors’ Club per incentivare la creatività degli ‘under 28′ nelle agenzie italiane, in quanto in finale nella neo-categoria media planner… e incredibilmente ho vinto… pur non essendo una media planner eheh. A parte gli scherzi, è vero che non sono in senso stretto una media planner però come digital strategist sono comunque coinvolta nel processo di media planning; forse è stata proprio la mia diciamo expertise "digital" ad aver portato la giuria a preferirmi, e credo che questo blog abbia avuto un ruolo centrale nella loro decisione… quindi grazie anche a tutti quelli che mi leggono, in cambio vi prometto un reportage completo del mio viaggio a Cannes!
Quando hanno detto il mio nome non ci potevo credere, ero ovviamente rossa paonazza dall’emozione ma sono riuscita a non cadere (già mi immaginavo una bella caduta roccambolesca) e fortunatamente non ho dovuto dire niente.
Peccato che dopo aver ritirato il premio…
dopo aver mostrato orgogliosa il mio attestato di vincitrice ai "fotografi"…
ho scoperto che era DI UN ALTRO!
Stefano Migliore è l’altro vincitore della categoria media planner a cui faccio ovviamente i miei complimenti
Martedì invece ho trascorso l’intera giornata in quel di London per una riunione di lavoro. Visto che la riunione durava un’ora e io avevo praticamente tutta la giornata ho fatto un bel giretto in centro. Non potendo spendere troppi soldi in shopping ho deciso di andare in Bond Street… lì sicuramente non avrei comprato niente eheh.
Stamattina ho appreso da Techcrunch che la possibilità che Flickr fornirà ai suoi utenti un servizio di upload di video stia diventando realtà
[...] rumors are flying that Yahoo intends to integrate video into Flickr very soon, perhaps in the next three weeks. Part of the delay may have been a long internal debate about how to make Flickr Video special and distinct from what YouTube already offers. They apparently have come to some product decisions, and will be making an announcement soon
Cosa ne pensate della possibilità di inserire video in Flickr, che verrà attivata prossimamente?
Io rientro nell’attuale 71% di NO.
I commenti all’articolo di Techcrunch riflettono il dibattito che probabilmente si è acceso anche internamente a Yahoo! sulla possibilità di "snaturare" il servizio e di deludere la forte community di Flickr Lovers che si è creata negli anni.
SI:
Sounds great, as long as there is no region blocking. I bet the artistic Flickr community could build a decent video collection
NO:
I think Flickr should remain focused on Photos. Videos will just kill all the Photos. Damn !
NI:
If Flickr wants to start videos…they should create another, seperate division, like something called Recordr
SI MA
Flickr, one of the best photo sharing websites ever.. Now, Yahoo is down and fighting off a takeover bid from Microsoft. As far as Yahoo is concerned they require some big app to challenge the Titan Google itself. In comes Flickr Video, would be a great website if the interface, etc looks and works good. I’m sick and tired of the over cluttered YouTube webpage. I personally love the minimalistic art-like approach Flickr has.. Here’s to hoping that the same design philosophy has been followed and it’ll be one heck of a website to reckon with.. There r many art-directors who make great stuff, plus the Flickr community itself is one hell of a artistically inclined community.
SI SE
whats the problem with big companies? why does it take 3 years to integrate a service that they already have (yahoo video) into flickr. they better integrate the jumpcut technology into flickr video to make it more fancy than youtube.
Alcuni non vedono l’ora, altri hanno paura che l’inserimento dei video possa snaturare il servizio, altri pensano che possa essere una buona idea ma a determinate condizioni, differenziandosi dagli altri big players del mercato, ed in particolare YouTube.
I Flickr lovers hanno paura di essere traditi e ce ne sono davvero tanti. Basta fare una ricerca su Google ("I love Flickr" = 38.600 risultati) e guardare le foto caricate nei vari gruppi dedicati agli amanti di Flickr ed in particolare in Flickr Fan Art.
Settimana scorsa Livia ha pubblicato il video realizzato in occasione della Girl Geek Dinner a cui ho partecipato venerdì 29 febbraio in cui intervista alcune delle ragazze presenti tra cui la sottoscritta.
Credo che sia decisamente la mia più lunga apparizione in video e questo perchè personalmente non mi ritengo in alcun modo videogenica e ho la tendenza ad arrossire visibilmente e a balbettare :-). In questo caso penso che il vino abbia fatto la sua parte e quindi eccomi nel video, sorriso a 50 denti, biascicante e tono di voce a mio avviso anche un po’ antipatico (il rossore non si nota fortunatamente).
Soggettività estetica a parte, voglio scrivere questo post soprattutto perchè mi sono resa conto di aver detto una castroneria pazzesca, complice la fretta, un po’ di imbarazzo e la povertà lessicale:
"scrivo un blog un po’ tecnologico"
Ma che vuol dire un po’ tecnologico?? Direi proprio un bel niente
Da un po’ vorrei concedere a questo blog personale un tocco di chiamiamola personalità ma prima di farlo vorrei togliermi una piccola curiosità: secondo voi che tipo di blog è questo? Cioè se qualcuno vi dovesse chiedere: "di cosa parla lafra nel suo blog (e come ne parla)?", voi cosa rispondereste?
Grazie a chi vorrà partecipare a questo piccolo sondaggio eheh.
Giusto qualche giorno fa io e il collega Mauri ci siamo chiesti come avrebbero utilizzato lo spazio lasciato vuoto da Mondadori (prima di prendere il posto delle Messaggerie Musicali) in Corso Vittorio Emanuele.
Cavalcando l’onda dei Temporary Shop abbiamo pensato che un’idea di business poteva essere quella di affittare lo store ai brand che fossero intenzionati a seguire la scia di Nivea e Barilla-Alixir visto lo spazio a disposizione e la posizione strategica del negozio.
Non è andata proprio come avevamo pensato, ma quasi: ecco il Temporary (si spera) Political Store di Berlusconi e del suo Popolo delle LIbertà (beh effettivamente lo store era suo anche prima ma in maniera meno vistosa ).
I social networks sono ormai da tempo al centro dei pensieri di molti addetti al marketing e alla comunicazione perchè sono coscienti del fatto che lì potrebbe risiedere il loro target, sia esso di vendita che di comunicazione, e non sanno come raggiungerlo.
Regole di comunicazione che sono valide in un contesto non possono avere ovviamente la stessa efficacia in altri, ed è per questo che Google non ottiene gli stessi risultati sul suo motore di ricerca e su MySpace. Il motivo è ovvio: se nel primo caso la scelta di navigare in Google Search è legata alla specifica esigenza di cercare e soprattutto trovare qualcosa nel più breve tempo possibile, nel secondo invece è connessa ad altri obiettivi, classificabili sarà ovvio dirlo di "networking". Come scrive Joshua Porter nel suo post "Why Social Ads Don’t Work" non a caso Google si pone come obiettivo di continuare a ridurre il tempo che gli utenti trascorrono all’interno del suo motore di ricerca, perchè questo vuol dire che gli stessi sono riusciti a soddisfare velocemente il loro bisogno, mentre Facebook mira ad ampliare quanto più possibile il time-per-visit dei suoi iscritti.
Lo stesso messaggio pubbilcitario può quindi essere percepito in maniera completamente differente a seconda del contesto: se all’interno del motore può essere utile perchè pertinente con la mia ricerca, all’interno di Facebook è fastidioso perchè decontestualizzato (ci si potrebbe scrivere un libro su questo.. o qualcuno lo ha già fatto??) e antiestetico.
Se sono all’interno di un social network difficilmente cliccherò su un banner/messaggio pubblicitario che mi porterà in un altro sito allontanandomi dal luogo virtuale in cui mi ritrovo, è come se fossi in un pub e per provare una birra diversa da quella che bevo solitamente dovessi uscire e recarmi in una nuova discoteca, magari bellissima ma dove non conosco nessuno e non mi sento altrettanto a mio agio: non sarebbe meglio farmela bere nel mio solito amato pub insieme ai miei amici?
In sintesi
the context is entirely different. When you’re in search mode, you are playing by different rules
L’analisi dei primi risultati relativi ai "social ads" confermano appunto la teoria secondo cui il presupposto per far sì che l’utente interagisca con i messaggi pubblicitari sia che in quel momento sia più o meno esplicitamente alla ricerca di qualcosa, e quindi questi sono alcuni dei contesti in cui si ottengono i ritorni migliori:
Searching
Shopping
Traveling
Proprio qualche giorno fa Mauri, il mio compagno di scrivania, mi ha raccontato di aver trovato un interessante sito sul Canada se non ricordo male mentre navigava in Turisti per Caso cliccando su un annuncio pubblicitario.
Questo ci porta a fare qualche prima considerazione anche sugli esiti della ipotetica futura guerra traMicrosoft+Yahoo e Google: benchè gli strumenti di posta elettronica e di community dei primi due siano più forti non riusciranno a monetizzare gli stessi risultati in termini di advertising di Google Search. Questo ci fa inoltre capire perchè gli investimenti e gli sforzi maggiori da parte dei tre colossi siano incentrati soprattutto sul mobile e sulle maps: quando le persone accedono ai servizi mobile sono in movimento e quindi in unfamiliar places with the same old needs, stiamo quindi cercando sia una destinazione sia dei servizi che ci possano essere di supporto lungo il tragitto. Proprio per questo motivo Joshua conclude il suo post affermando che maps and mobile are the future of advertising.
Le osservazioni interessanti però continuano all’interno dei commenti:
Innanzitutto ci si interroga sull’efficacia dei messaggio all’interno dei blogs: che differenza c’è tra l’advertising su MySpace e quello nei blogs, ossia i risultati in termini di CTR non dovrebbero essere più bassi? La risposta è NO, e questo grazie alla visibilità che i blog hanno all’interno delle SERP, ossia delle pagine dei risultati di ricerca. A differenza dei social network infatti i blog vengono spesso visitati in quanto all’interno dei risultati di una ricerca ed essendo l’utente in quel momento nel cosiddetto "seach mode" è più propenso a continuare appunto questa ricerca cliccando sui messaggi presenti nei blog: User searches, user clicks through to blog, user clicks ad. Ed è proprio per questo motivo che un blog riesce a guadagnare quanto più è focalizzato su un argomento (vi consiglio a questo proposito il post di Tagliaerbe "Tematizzare: il primo comandamento SEO")
Altri utenti riflettono su usi migliori dei social network:
Better-Targeted Ads: benvenga la pubblicità nei social networks, ma solo se fortemente contestualizzata ed interessante per il target, anche perchè i social network offrono a volte un livello notevole di segmentazione dei consumatori. L’esempio fatto è quello di Dogster la community dedicata agli amanti dei cani, "a dream marketing opportunity for a company like… Pup-peroni, marca di cibo per cani, che è infatti uno degli sponsor del sito. Ho notato che una delle campagne di advertising visibile in questo momento è il lancio del doppio DVD Platinum Edition della Carica dei 101, più contestualizzato di così
Brand Building e Sponsorship: già all’interno del post Joshua aveva spiegato che la presenza di pubblicità all’interno dei social network non sia legata necessariamente al tentativo di portare gli utenti sul proprio sito, costringendoli quindi a lasciare il proprio "space", ma perhaps they are simply for brand-building purposes…you see the brand and it has a subconscious effect…you don’t change what you were doing but the brand is somehow strengthened in your mind from the ad impression. A questo proposito nei commenti si parla di opportunità di Sponsorship, come ad esempio nel caso appena visto di Dogster, perchè è vero che gli utenti continueranno a vivere la loro vita virtuale e a fare "networking" ma saranno riconoscenti al brand che permette loro di fare tutto questo, probabilmente memorizzandolo e diventandone consumatori. Onestamente non credo che sia così semplice ma potrebbe essere più efficace del semplice messaggio; ovviamente bisognerebbe in qualche modo misurare l’efficacia di un’azione di questo tipo in relazione anche all’investimento che è indubbiamente più elevato rispetto ad un messaggio pubblicitario.
Panel Research e Paid reviews: ci sono molte potenzialità in questo senso, ma anche in questo caso è necessario tenere bene a mente le caratteristiche intrinseche dello strumento che impongono trasparenza e rispetto.
Ultime due considerazioni prima di chiudere questo lunghissimo post:
Quando pensate a MySpace, a Facebook o agli altri social networks è importante ricordare la sfera personale in cui volete entrare: "Despite what advertisers think, my Facebook account is MY personal space… please don’t bug me on it.". Attenzione, la pubblicità in questi contesti non solo potrebbe non sortire nessun effetto, ma potrebbe essere addirittura controproducente.
Gli utenti abituali dei social networks li conoscono come le loro tasche, forse meglio, alcuni potrebbero navigare al loro interno anche ad occhi chiusi quindi possono tranquillamente sfuggire all’esposizione di messaggi pubblicitari. Esattamente come nella vita reale alcune persone have an amazing ability to filter out ambient noise in places they frequent and i believe this also plays a part in the lackluster results of ads.
Scusate se sono stata prolissa ma non volevo omettere nessun dettaglio degno, a mio avviso ovviamente, di rilievo e di essere esplicitato.
Voi cosa ne pensate? Queste considerazioni valgono anche per il mercato italiano?