Non so è una buona idea ma invece di scrivere un lunghissimo post con alcune considerazioni che ho fatto sulle differenze che esistono tra i concetti di "Social Network", "Community" e "Forum" in Italia ho buttato tutto in un powerpoint e l’ho caricato su slideshare.
[UPDATE: La presentazione è poco leggibile così, meglio il DOWNLOAD]
Ci tengo quindi a sottolineare che non si tratta di una "presentazione" in senso stretto ma di un tentativo di mettere ordine ad un post che altrimenti sarebbe stato lunghissimo e difficile da seguire.
Come ho scritto nell’ultima slide questo non è un documento "definitivo", mi piacerebbe raccogliere un po’ di spunti di vista per arricchirlo con nuovi spunti e considerazioni.
Può sembrare il titolo di un film invece è un esperimento scientifico involontario che non so quali risultati porterà.
Quella che vedete è una fotografia di un vasetto di yogurt Vitasnella che ho messo sul davanzale della finestra del mio vecchio ufficio (ultimamente ci hanno tutti traslocato al piano di sotto) quando faceva ancora abbastanza freschino per assicurargli un’adeguata temperatura.
Quel vasetto è ancora lì.
Secondo voi cosa potrebbe succedergli? Dite che devo andarlo a buttare?
Ieri sono andata anch’io a Roma per “incontrare” Al Gore all’evento di lancio della sua Current TV in Italia. Dico anch’io perchè sono stati davvero tantissimi i blogger che si sono presentati fuori dal Teatro Ambra Jovinelli dalle 13:30 in poi per accreditarsi.
E tantissimi sono i post / foto / video già pubblicati in rete da parte di coloro che hanno partecipato. Mi servirò di estratti di qualcuno per raccontare il mio "punto di vista" sull’evento (così nel frattempo vi segnalo qualche risorsa interessante per approfondire l’argomento con altri punti di vista).
Perchè tanto buzz?
Forse è meglio fare una piccola premessa partendo dal principio: Cos’è Current?
Sintetizzo il trafiletto "su Current" presente nel comunicato stampa: Current è il primo canale che integra pienamente televisione e internet in una piattaforma attiva 24 ore su 24 [...] unendo il giornalismo alla partecipazione dello spettatore; si rivolge ai giovani adulti ed è attualmente visibile negli Stati Uniti e in Inghilterra in oltre 51 milioni di case [...]
…integra pienamente televisione e internet… Current è un canale televisivo con un suo palinsesto e un sito internet.
…unendo il giornalismo alla partecipazione dello spettatore… il 30% circa del palinsesto sarà costituito da filmati creati dagli utenti e caricati nel sito di Current. In più i filmati trasmessi in televisione, che Current chiama POD, saranno decisi sulla base delle votazioni espresse dagli utenti sempre sul sito internet.
…si rivolge ai giovani adulti… è un target di persone dai 18 ai 34 anni definito in questo modo per esaltarne la maturità che spesso non viene riconosciuta, soprattutto nella fascia più giovane.
…e con l’aggiunta del canale 130 di Sky Italia… Current ha stretto un accordo con Sky che trasmetterà il palinsesto in un canale dedicato.
Credo che a questo punto la risposta alla domanda l’avrete già trovata da soli: non siamo di fronte ad una nuova web tv o ad un clone di YouTube, ma ad un nuovo modo di fare televisione che cerca di coniugare l’autenticità degli user-generated contents, con la qualità e la continuità di una produzione televisiva.
Proprio per questo motivo non si è mai parlato di UGC bensì di VC2 (il 2 in realtà è alla seconda) ossia di Viewer-Created Contents, ossia i video creati dagli spettatori creati in modo da mostrare il proprio singolare punto di vista.
come mi ha sottolineato Tommaso, il primo obiettivo di Current non sarà solo quello di offrire spazio e tools, ma di permettere agli utenti di usare tali strumenti con perizia. Ne è un esempio l’area training (link quella in inglese visto che quella italiana è “in arrivo”) dove trovare veri e propri manuali per creare al meglio i propri video e risorse come librerie musicali libere da vincoli di copyright
A questo proposito aggiungo che nella cartella stampa consegnata ai blogger era presente anche un documento intitolato "Sviluppo e Realizzazione dei Pod - le cose da sapere prima di cimentarsi".
Saranno evitati i soliti gattini e video amatoriali di bassa qualità (almeno questa è la promessa)
Al Gore ha sottolineato come in molti riconoscano la presenza in Current di contenuti video di qualità. La qualità è quindi sempre di più un requisito indispensabile per far emergere un contenuto autoprodotto e lo user-generated content in quanto tale non è più così appealing come un tempo, ma su questo tornerò magari più avanti.
Perchè Al Gore?
Current TV per chi non lo sapesse è un’emittente televisiva indipendente guidata dall’ex vice presidente USA Al Gore e dall’imprenditore Joel Hyatt. La TV andò in onda per la prima volta a mezzanotte del 1 agosto2005. Una seconda rete, attiva nel Regno Unito e in Irlanda è operativa da marzo 2007 tramite la piattaforma Virgin Media (tratto da Wikipedia, che è stato già aggiornato con la novità del lancio in Italia).
Al Gore crede fermamente che Current sia una manifestazione di democrazia, valore in cui crede molto e che ha ripetuto più volte nella giornata di ieri.
Parla di libertà, Al Gore, di democrazia, pluralismo, di nuova chance. Queste le parole che ritornano, quasi come un’ossessione. Un’ossessione cui tutti i presenti in sala sembrerebbero volerci credere.
Current è stata fatta per dare respiro alla democrazia. Se sempre più persone si informano, diventeranno una maggioranza, e i governi dovranno poi tenerne conto
Perchè l’Italia?
Al Gore sostiene che l’Italia sia un paese con una grande tradizione creativa, soprattutto nel campo cinematografico, e che ci sono talenti inespressi.
Ringrazio Sky per l’apertura che ha dimostrato nei nostri confronti. Nelle trattative che abbiamo avuto con Sky per Current non c’è mai stato nessun tentativo di controllarci. E io non ho nessun filo che lega i miei movimenti. Manderemo in onda tutto quello che riterremo giusto, non subiremo condizionamenti da governi o corporation. Nessuno ci impedirà di mandare in onda qualche cosa che abbiamo deciso di trasmettere. E poi è meglio fare bancarotta e chiudere piuttosto che piegare la schiena
Personalmente ho trovato questa uscita sulla bancarotta un po’ eccessiva, però bisogna riconoscere che Al è pur sempre un politico (anche se "ex") americano.
Perchè i Blogger?
Le organizzatirici dell’evento forse se lo stanno ancora chiedendo, non siamo affatto un pubblico facile, ma l’idea era ovviamente quello di colpire quel target di utenti che da un parte possono partecipare attivamente attraverso la produzione dei contenuti dall’altra possono segnalare Current ad altri utenti e invogliarli a vederla e a votare i POD sul sito internet.
Come ha spiegato Al Gore l’obiettivo di Current è quello di migliorare continuamente la qualità dei propri contenuti e l’aumento della qualità è proporzionale all’aumento dell’utenza/audience.
Per non parlare ovviamente della visibilità mediatica che la blogosfera è stata in grado di generare attorno all’evento, prima, dopo e durante!
Perchè i Giovani Adulti?
Come vi dicevo prima il target a cui si rivolge Current è quello dei Giovani Adulti 18-34 anni. Molto sensata la domanda di Kay Rush in merito alla fascia di età stabilita: "E noi?".
L’aspetto che mi ha lasciato più perplesso è stato quello del limite d’età a chi può inserire materiali [...] Voglio dire, una TV libera però indirizzata solo alle persone tra 18-34? Prima di tutto, non mi piacciono i limiti in internet, poi, quella fascia d’età significa una cosa negli Stati Uniti ed un’altra qui in Italia. Negli States, una persona esce di casa a 18 anni ed è già un adulto in tutti sensi. Lo sappiamo che in Italia non è così, voglio dire, 18-34 in America è come 30-44 qui. Comunque, ripeto, sono contraria a questi limiti inutili. Lui ha risposto che non era un vero limite, che era solo per creare qualcosa per i giovani, bla bla bla però alla fine, è così: una televisione in internet creata e gestita da gente over 34 (anche Tommaso Tessarolo, che è il direttore di Current TV Italia ne ha 35) per ragazzi tra i 18 - 34. Mah
Sono d’accordo con lei.
Perchè Robin Good è rimasto fuori ad aspettare?
Non era d’accordo con la modalità scelta per porre le domande ad Al Gore. Le domande sono state poste nei giorni precedenti sul sito di Current. Le 15 più votate sono state quelle poste ieri, quindi viene reso merito al fatto che le domande venivano poste dagli utenti e scelte dagli utenti ma non che non ci fosse la possibilità di fare domande davvero "live", senza che Al Gore avesse la possibilità di conoscerle prima dell’evento e di prepararsi le risposte. Forse la protesta di Robin Good è servita perchè esaurite le 15 domande è stato possibile farne altre.
Perchè Kay ha parlato degli stivali di Al?
Ve lo lascio immaginare
Si va beh, bella cronaca, ma tu cosa ne pensi?
Me lo ha chiesto anche Erasmo Catavolo di roma-citta.it fuori dal teatro. Vi mostro il video (mi scuso se ad un certo punto si vede visibilmente che sto masticando una cicca… )
Sono sempre più convinta che io non sia fatta per la videocamera. Molto meglio le mie adorate foto faccioni:
con giovy e stefano (autore e coautore del live blogging)
Sì lo ammetto, qualche pensierino impuro l’ho fatto durante la mia vacanza a Disneyland:
"Capisco che Disneyland sia intramontabile ma perchè questi video sono sempre così anni 80?" Quando arrivi in albergo e accendi la televisione ti accoglie l’agghiacciante filmato "10 things to know before you go": una ragazza bionda mi racconta in inglese le 10 cose che devo assolutamente sapere prima di iniziare questa indimenticabile esperienza. Lei è assolutamente odiosa con quella maglietta di Topolino e il ciuffo alla Cindy Lauper.
"Chissà chi è quel poveretto vestito da Pippo. Ma in estate che doccia si fanno? Chissà come li reclutano...". Se volessi diventare la prossima Paperina cosa devo fare? Cosa devo scrivere nel mio curriculum? Quali annunci devo cercare
"Direi che a Disneyland gli sponsor (=soldi) non mancano!" Il filmato si conclude con la schermata dei loghi degli sponsor di Disneyland, saranno stati una decina circa, ora però non me li ricordo tutti quindi non proverò ad elencarli
Vorrei soffermarmi su questo ultimo pensierino perché credo che questo mio vuoto di memoria sia probabilmente sintomatico del fatto che gli sponsor dovrebbero godere di una visibilità diversa da una schermata alla fine di un video agghiacciante, che forse non tutti vedranno, per essere minimamente efficace. E infatti a questo proposito voglio invece citare i due brand che mi ricordo perfettamente, uno per deformazione professionale l’ho anche fotografato, che sono France Télécom e Kodak in quanto sponsor “esclusivisti” di due attrazioni provate; nel primo caso si è trattato di una gita in barca all’interno di "un mondo a misura di bambino" dove all’ingresso e all’uscita veniva comunicato ai “passeggeri” che l’attrazione era sponsorizzata appunto dalla compagnia telefonica francese (notare che non è stato utilizzato il logo ma è stato scritto il nome, evitando quindi il forte effetto marketta).
Nel secondo caso invece l’attrazione sponsorizzata era uno spettacolo in 3D intitolato “Tesoro, mi si è ristretta l’audience” (ispirato al film “Tesoro mi si sono ristretti i ragazzi”) dove l’audience in questione ha dovuto subirsi un buon 15 minuti di filmato pubblicitario Kodak prima di entrare nella sala.
Non è stata un’iniziativa apprezzata dal pubblico che l’ha giudicata eccessiva e invadente, o almeno questa è l’impressione che ho avuto. Per darvi l’idea di quanto è stato lungo vi posso dire che ad un certo punto ho visto persone indossare gli occhiali 3D mentre guardava gli schermi televisivi dove veniva trasmesso il filmato, forse con il dubbio che fosse quella l’attrazione 3D. L’altra faccia della medaglia però può essere la memorabilità della comunicazione: credo che il messaggio che Kodak ha voluto trasmettere con il filmato, ossia che dietro ad ogni foto c’è una storia, sia rimasto impresso al pubblico più delle motivazioni che possono spingere France Telecom a sponsorizzare un’attrazione per bambini (sempre se viene notata).
Sono tuttavia dell’idea che in comunicazione sempre di più conti la qualità che la quantità e di conseguenza ho preferito la scelta di France Telecom:
Sponsor di un’attrazione per tutta la famiglia avente come tema il giro del mondo e quindi in parte riconducibile all’internazionalità e a un brand mobile senza confini (ops questa frase l’ho già vista da qualche parte).
Presenza del brand non invasiva anzi per quanto possibile integrata con l’ambiente che lo ospita.
Forse è proprio questo il punto: lo sponsor dovrebbe considerarsi un ospite nel contesto da lui sponsorizzato e adeguarsi ad esso e alle sue logiche, non un padrone che cerca di imporre la sua presenza e di dettare le regole di inserimento.
(Premessa: spero di non dover pagare i diritti a Gianluca per l’uso improprio del prefisso mini nel titolo )
Come ho comunicato più volte suTwitter, ho trascorso gli ultimi 4 giorni a Disneyland Paris, o meglio da mercoledì alle 19 circa fino a sabato alle 13.
Nel complesso è stata un’esperienza davvero molto bella e indimenticabile, con ovviamente qualche piccolo difetto anche se marginale; ho l’impressione che le aspettative che precedono la gita in questo meraviglioso parco sono spesso avvolte da un manto d’incanto e il disincanto arriva inevitabile: sei sempre un turista in un grande parco di divertimenti le persone che ti circondano sono esseri umani con i loro pregi e difetti e tutto quello che ti circonda è in un’unica parola business.
Mi sento quindi di elencare in punti alcuni consigli/suggerimenti, o usando un inglesismo tips, a chi ha in programma un viaggetto in questo mondo incantevole, ma non troppo.
I PARCHI
Come probabilmente già saprete Disneyland Resort Paris non è composto da un unico parco ma due, uno accanto all’altro: Disneyland e Walt Disney Studios.
Il primo è il parco che tutti conosciamo, quello con le attrazioni ispirate alle storie più classiche della Disney come Biancaneve e i Sette Nani, Il Libro della Giungla, Alice nel Paese delle Meraviglie etc.;
il secondo è dedicato ad un pubblico più adulto dove protagonisti sono le storie più recenti della Disney tanto apprezzate anche dai più grandi come Monsters & Co, Alla Ricerca di Nemo e Lilo e Stitch.
Non solo, l’attenzione verso noi grandicelli è visibile anche in altre attrazioni come lo spettacolo degli stuntmen (classificabile direi come uno degli impedibili) e le montagne russe aventi come colonna sonora gli Aerosmith.
I primi tre consigli che vi do sono:
Dedicate almeno due giorni a questa vacanza
Non saltate gli Studios, soprattutto se siete adulti senza bambini
Munitevi subito di una Guida di entrambi i parchi.
LE GUIDE
Due parchi e quindi due guide. All’ingresso di Disneyland troverete subito una miniguida fatta a mappa del parco ma non degli Studios. Vi consiglio allora di andare nel Disneyland City Hall, ossia il Punto informazioni presente in Main Street USA, per chiedere anche la mappa degli Studios e prendere il depliant con gli eventi di entrambi i parchi così potete organizzare le vostre giornate e non rischiate di perdervi spettacoli ed esibizioni.
I miei suggerimenti a questo proposito sono:
Non perdete la Parata delle 17:00, i carri sono molto belli così come i personaggi.
Se siete adulti (soprattutto se siete senza bambini) e se vi piace il genere montagne russe, individuate subito le attrazioni in arancione ossia quelle etichettate come Emozioni Forti.
Utilizzate il sistema FastPass per non fare troppa coda. Sono delle macchinette situate vicino alle singole attrazioni dove inserendo il biglietto d’ingresso si ottiene un biglietto con l’orario esatto in cui recarsi. All’orario indicato ci si ripresenta all’attrazione e ci si infila nella coda FastPass, una sorta di corsia preferenziale. Purtroppo non tutte le attrazioni prevedono questo sistema, quelle che ce l’hanno hanno un bollino FP sulla guida.
MANGIARE E BERE
Disneyland è carissima, tutto costa uno sproposito e quindi può essere utile adottare qualche accorgimento:
Se proprio non volete portarvi il pranzo al sacco, portate almeno qualcosa da bere e da sgranocchiare: drinks e snacks costano parecchio.
Se vi siete dimenticati di farlo potete fare qualche acquisto nella stazione fuori dall’ingresso al parco, nel negozio all’interno o direttamente dalle macchinette, tanto è tutto preconfezionato anche dentro e pagherete qualcosa meno.
Se volete fermarvi al Disney Village, l’area adiacente ai parchi con negozi e ristoranti, per fare qualche acquisto e vi viene fame sappiate che c’è anche un enorme McDonald’s: magari non siete amanti del genere ma visto i prezzi degli altri ristoranti è sempre un bene saperlo
I BAMBINI
Disneyland è indubbiamente il paradiso dei bambini, ma potrebbe non essere quello dei genitori visto i prezzi. Non fatevi incantare dal messaggio I Bambini sotto i 7 Anni NON pagano: il biglietto sarà gratis ma Disneyland è pur sempre una grande macchina da soldi e questa è una realtà con cui bisogna fare i conti da subito.
Quindi è opportuno sapere che:
Per farsi fare gli autografi dai personaggi è necessario comprare l’apposito quadernetto degli autografi, onestamente non mi ricordo quanto costa ma non è sicuramente gratis.
I palloncini con le teste di Topolino, Paperino, Winnie the Pooh e company costano 7.50 euro l’uno.
Se vedete qualche bambino/bambina con un vestito tipo da Carnevale sappiate che ho visto abitini da principessa a 60-70 euro. Provate a persuadere vostra figlia che potrà diventare una splendida Minnie anche solo il cerchietto con le orecchie, dovreste cavarvela con 10-15 euro.
Per ora mi fermo qui, se mi viene in mente qualche altro consiglio utile lo aggiungo a questo post.
Seguirà (tempo a disposizione per scrivere permettendo) un post con un’impronta più “markettara” anche se ad essere sinceri sono riuscita a non farmi assalire da pensieri “impuri” per la stragrande maggioranza del tempo trascorso.
Tutte le foto scattate sono già su Flickr. Erano più di 400 ma ho fatto una selezione (ora sono 397).