La prima partita dell’Arsenal (di questa stagione)

Il mio primo weekend londinese è stato all’insegna del football. Ho visto la prima partita dell’Arsenal insieme a mio cugino che è un gran tifoso (pensate che ha deciso il nome di suo figlio in modo che le sue iniziali fossero AFC ossia Arsenal Football Club) e che ci ha procurato le tessere per entrare gratuitamente.

Devo dire che nonostante io non sia una grande amante del calcio mi sono divertita. Ho diversi bei ricordi, vediamo se riesco ad elencarli:

  • Se ripenso alla partita la prima cosa che mi viene in mente sono i sedili: comodissimi! Una versione piu’ spartana dei dei seggiolini dei vecchi cinema.

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  • Il secondo ricordo in classifica e’ il programma della partita che e’ possibile acquistare fuori dallo stadio e che costa se non ricordo male 3 sterline. Al suo interno oltre alle classiche informazioni calcistiche e’ presente un poster di un giocatore (perfetto per i bambini) e una pagina con le dediche personali (ad esempio un ricordo per tifosi recentemente defunti). Inoltre tra il primo e il secondo tempo viene estratto un numero associato al programma e il vincitore ha la possibilita’ di trascorrere del tempo con la squadra. Mio cugino mi ha spiegato con molto orgoglio che il programma e’ stato giudicato come il migliore tra le societa’ calcistiche inglesi negli ultimi anni.
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  • Terzo ricordo le dediche personali tra il primo e il secondo tempo trasmesse dallo speaker.
  • La quarta posizione va al secondo sponsor della squadra, la compagnia telefonica 02 che sempre durante l’intervallo ha sparato in aria un certo numero di magliette dell’Arsenal. Da quello che ho capito 02 era lo sponsor principale della squadra fino a quando e’ arrivata la Emirates con l’asso piglia tutto. Per la cronaca:

In October 2004, Emirates and Arsenal FC signed, at the time, the biggest club sponsorship in English football history, worth some £100 million (AED 662.2 million) The agreement, valid until 2021, gives the airline naming rights to the club’s £357 million home, Emirates Stadium, which took just two and a half years to complete from start to finish. It seats 60,000 spectators and boasts state-of-the-art cutting-edge facilities such as padded seats for all spectators

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  • Quinta posizione: il replay! Subito dopo un’azione viene mostrato nel maxischermo il replay cosi’ da avere un’idea precisa di quello che e’ successo senza tirare ad indovinare. Sbaglio o in Italia questo "servizio" non esiste?
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  • Ultimo ricordo e’ il merchandising shop dello stadio: enorme e ricco di ogni tipo di gadget (mi e’ rimasto impresso il tostapane che lascia le iniziali AFC sulla fetta eheh). Era stracolmo di tifosi. Una vera macchina da soldi, credo che quello di San Siro a confronto faccia ridere ma non vorrei sbilanciarmi troppo 😉

Sbaglio o la situazione in Italia e’ completamente diversa? Quante societa’ prestano cosi’ tanta attenzione al proprio tifo? Quante riescono a monetizzarlo in maniera efficace?

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16 pensieri riguardo “La prima partita dell’Arsenal (di questa stagione)”

  1. Il problema è che gli inglesi spendono un sacco di soldi per il calcio al contrario degli italiano che a malapena vanno allo stadio.

  2. Ciao Fra, in Italia è diverso ma ci arriveremo. Ad ogni modo si prendono le squadre inglesi ad esempio ma se poi si scava si vede come sono indebitate fino al midollo, tipo Man UTD e Chelsea. Quindi tutto il mondo è paese. L’unica cosa che invidio agli inglesi è che hanno quasi eliminati gli incidenti (forse è anche per questo che spesso i tifosi inglesi si scatenano nelle trasferte estere). Fosse per me darei 20 anni a chi crea tafferugli allo stadio, così finalmente potrei andarci con mio cugino di 7 anni (quando ce li avrà, ora ne ha solo 2 :) )

  3. In Italia funziona come i cd: le magliette costano, allora l’italiano la compra tarocca alla bancarella del mercato, quindi le società alzano i prezzo perché ne vendono poche, e avanti così.
    No, non c’è la stessa attenzione per il tifo in Italia, purtroppo…

  4. Riguardo al calcio è uno sport che non seguo, però dagli inglesi c’è da imparare prima di tutto su come rendere sicuri gli stadi.

    Poi sicuramente un pò di marketing non farebbe male se vogliono riempire gli stadi e vendere le magliette.

    Secondo me non è tanto il prezzo che frena noi Italiani e il fatto che non ci sentiamo coinvolti abbastanza, perchè spediamo volentieri i nostri soldi se crediamo nel prodotto è qui la differenza.

  5. @ADVsha sono d’accordo, il coinvolgimento e’ diverso. Mi ricordo ad esempio durante i mondiali: ci siamo tutti riscoperti patriottici perche’ l’Italia ha vinto ma se fosse uscita ai quarti avremmo ritirato immediatamente tutte le bandiere. Gli inglesi hanno lasciato fuori le loro fino alla fine.

  6. Fantastico, davvero, ti invidio un sacco. Vedere una partita di calcio inglese in uno stadio inglese è una di quelle cose che vorrei fare. Cioé guardate queste foto: gli spettatori sono li, quasi a bordo-campo, una cosa che in Italia è impensabile.
    Perché quando vado a vedere una partita, per colpa di tanti imbecilli devo trovarmi davanti 3 metri di barriera? E via dicendo.
    Certo, c’è anche da dire che spesso, quando i tifosi inglesi vanno all’estero fanno disastri, però lì, vivi proprio “l’esperienza” della partita, come se fosse uno spettacolo, con il prima, il durante e il dopo.
    Niente male!

  7. Ciao Fra, tutto quelo detto sopra è vero, ma il problema più vicino alla realtà sta proprio in quello che ti ha stupito di più: lo stadio.
    In Italia sono cattedrali nel deserto che funzionano un giorno alla settimana e per il resto sono abbandonati a sprecare soldi; tutto questo nasce dal fatto che da noi i club non sono mai propietari dell’impianto( che per la stragrande maggioranza è comunale) e quindi non possono metterci mano innanzitutto per farlo diventare accogliente ed invogliare la gente ad andare lì e non stare sul divano a vedere la partita.
    I club inglesi hanno la più alta fonte di guadagno proprio dagli introiti dello stadio, dal merchandising, dalla creazione di ristoranti ed intrattenimenti all’interno della loro “casa”. In Italia il 70% dei guadagni di un club è data dalla vendita dei diritti TV delle loro partite, credo il problema sia qui.

    Ciao.
    :)
    M

  8. @sonounprecario hai ragione! Questo effettivamente e’ il ricordo piu’ importante, non ho mai visto una partita cosi’ bene in vita mia, riuscivo a distinguere le facce dei giocatori ahah.

    @Marco e’ vero. Mio cugino mi ha spiegato che il fatto di usare sedili di quel tipo, piu’ larghi ha diminuito la capienza dello stadio ma probabilmente la societa’ si e’ assicurata piu’ abbonamenti!

  9. Leggere i tuoi commenti (e anche quelle di un tuo lettore) sul calcio senza ché tu abbia una reale frequentazione degli stadi italiani mi fa inc.. Parlare senza sapere è fastidioso per chì legge e sa.

    Detto questo ti chiedo: in ché settore dello stadio eri?

  10. Ciao samuele, scusa la franchezza ma mi sembra che l’unico che abbia scritto un tantino a sproposito sei tu, o perlomeno il modo. Nessuno qui , io per prima (“…Devo dire che nonostante io non sia una grande amante del calcio mi sono divertita…”) ha affermato di essere un esperto in materia, se tu lo sei, ma anche se non lo sei, mi farebbe piacere avere il tuo personale punto di vista.
    Per quanto riguarda la tua domanda non ne ho la più pallida idea posso chiedere a mio cugino se ti fa piacere.

  11. Ciao Fra, purtroppo in questo caso gli inglesi sono dei veri maestri. Diciamo quasi a livello degli americani, come marketing e idee creative nel campo sportivo.
    Noi italiani dovremmo capire bene e sforzarci di migliorare sempre.
    Buona fortuna per tutto.

    Roby

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