Dopo anni di presenza nella cosiddetta blogosfera è arrivato anche per me il momento del “test”.
Quasi tre mesi fa, mentre ero oltremanica, mi scrive Cristiano (anche se per me è e sempre rimarrà lo Zio) e mi dice:
ti ho inserito in una prima lista di blogger a cui proporre la prova del nuovo Sony Ericsson Xperia. Ti interessa riceverlo e smanettarci a piacimento?
E io
io sono una grande smanettona soft web ma poco hardware quindi il mio benchmark sarebbe molto basso
Io le mani avanti le ho messe ed ho fatto bene, ho già letto alcune recensionidialcuniamici (che mi sono state utili a capire come sfruttare al meglio questo pezzo avanzato di tecnologia che mi sono portata in giro nelle ultime settimane) e mai potrei pensare di scrivere una recensione così dettagliata e professionale.
Bene e quindi? Va bene, va bene ora vi dico cosa ne penso e quali sono a mio avviso alcuni punti di forza e di debolezza del X1 e poi vi mostro il mio “test”.
L’X1 è un gioiellino e in quanto tale non è per tutti. All’inizio pensavo che non fosse per me. Io prediligo un telefono che abbia alcune funzionalità di un computer non un pc tascabile che sia anche in grado di fare telefonate e ricevere SMS. Io uso il telefono per parlare, inviare messaggi, scattare fotografie, navigare su internet, chattare, twittare, giochicchiare, scrivere note, segnarmi impegni e date di compleanno nel calendario. Invio anche email ma usando Gmail non un client di posta elettronica.
Quindi se il tuo profilo è quello descritto sopra e se non hai intenzione di sacrificare la lunghezza delle tue unghie per essere più comoda a scrivere con la mini tastiera qwerty, allora forse ci sono altri telefoni che possono soddisfare le tue esigenze.
Ma, c’è sempre un ma, l’X1 è pur sempre un gioiellino e se hai la fortuna di averlo tra le mani non riesci a non portarlo sempre con te, a renderlo parte integrante della tua vita e dei momenti della tua giornata (e a sfoggiarlo con amici e colleghi).
Io l’ho fatto, l’ho testato nella mia vita di tutti i giorni e ora vi racconto i risultati del mio "test", ossia l’X1 come strumento di supporto allo shopping natalizio.
QUESITO
Cosa compro alle Pine (alias amiche storiche de LaFra) per Natale?
L’IDEA
Trovato! Le città nel sacchetto di Muji. Cosa sono le città nel sacchetto? Questa è Londra, dal sacchetto alla mia libreria.
Compro una città diversa per amica in base al significato che ogni città potrebbe avere per ognuna di loro.
Vado sul sito di Muji per controllare quali città nel sacchetto esistono
Perfetto! Prendo Parigi alla Dani, Barcellona all’Ila, l’Italia alla Vale e New York alla Nò.
Mi reco da Muji in Via Torino.
(foto scattata con l’X1)
L’INTOPPO
Mannaggia! Manca New York e ora? Chiedo alla commessa e mi dice che sono disponibili nel negozio di Corso Buenos Aires.
Esco dal negozio. Passa un giorno. Sono pronta per completare la missione "città nel sacchetto".
Mi reco in Corso Buenos Aires.. sì ma quale numero? Corso Buenos Aires è lunghissimo!
Rivado sul sito di Muji, controllo il numero civico e vado su Google Maps per vedere a che altezza è.
IL LIETO FINE
Missione compiuta. Ogni amica ha ora la sua città nel sacchetto
GRAZIE
Grazie allo Zio per avermi dato la possibilità di testare l’ "icsuno". Mi sono proprio divertita
Su Adage circa un mesetto fa è stato pubblicato un lungo articolo sui widgets e sul loro utilizzo in questi ultimi anni da parte delle aziende.
La premessa dell’articolo è che i widgets sulla carta sono uno strumento di marketing efficace ("the highest expression so far of online marketing in this Post-Advertising Age") ma che nonostante le grandi aspettative (Newsweek e Om Malik di GigaOm avevano dichiarato che il 2007 sarebbe stato l’anno dei widgets) in pochi sono riusciti a sfruttarne pienamente le potenzialità.
Ho provato ad estrapolare i punti chiave dell’articolo per cercare di fare (farmi) chiarezza su questo tema.
TIPOLOGIE DI WIDGETS
(Questa parte nell’articolo non è presente, ma preferisco aggiungerla per chiarire alcuni concetti che potrebbero essere fonte di dubbi)
Se volessimo dividere i widgets in macrocategorie potremmo distinguerne a mio avviso tre:
Web Widgets: I Web Widgets sono micro-applicazioni che propongono contenuti digitali da inserire direttamente nel tuo blog, semplicemente copiando ed incollando un codice. E’ possibile inserirli anche all’interno di una pagina web e in pagine di social networking come MySpace [via robingood].
Desktop Widgets: I Desktop Widgets sono alla stessa stregua dei web widgets delle mini-applicazioni che consentono ai siti di distribuire i propri contenuti al di fuori degli stessi ma in questo caso vengono scaricati ed installati sul proprio desktop. Le principali differenze con i web widgets sono quindi:
Vivono in maniera autonoma rispetto al browser
Possono interagire con le risorse locali del proprio pc
Possono essere utilizzati, se previsto, in modalità offline
Mobile Widgets: I Mobile Widgets nascono come conseguenza del diffondersi sempre più massiccio, e dell’ipotetico successo, delle prime due tipologie. Possiamo considerarli una categoria a sè perchè spesso hanno una vita totalmente indipendente sia da un punto di vita dello sviluppo sia dell’utilizzo da parte dello user.
Tenere a mente questa distinzione è molto importante anche dal punto di vista del marketer perchè l’utilizzo di una o dell’altra tipologia è associato ad una motivazione diversa da parte dell’utente.
RUOLO DEI WIDGETS PER L’UTENTE
L’articolo si concentra sulle prime due categorie di widgets quindi in questo post farò altrettanto. Per quanto riguarda i mobile widgets tuttavia vi consiglio il white paper di little springs design inc. (scaricabile dopo aver lasciato i propri dati) dove ci sono alcune considerazioni interessanti sui limiti dei mobile widgets lato sviluppatore e utente.
Tornando ai web e desktop widgets è facilmente intuibile come la motivazione che guida l’utente ad utilizzare una o l’altra categoria siano diverse: se io utente aggiungo un widget sul mio blog o sulla mia pagina personale di Myspace o Facebook lo faccio perchè voglio comunicare qualcosa di me, ad esempio che utilizzo un determinato servizio, che sono un fan di un determinato brand oppure perchè voglio fornire un servizio ai miei "lettori".
Scelgo un web widget per gli altri più che per me.
Se scarico un desktop widget la mia scelta è dettata da criteri diversi rispetto all’espressione personale e al tipo di utilità: deve essere utilee/o divertente, ma principalmente per me, in quanto solo io accederò al widget.
RUOLO DEI WIDGETS PER IL MARKETER
Il ruolo giocato dai widgets nel marketing online può essere rappresentato con questa equazione
Le specialties descritte nell’articolo sono semplicemente i gadgets aziendali, iniziative di comunicazione dove il brand viene fatto vivere in contesti non direttamente associabili alla pubblicità tradizionale dei mass media: i magneti per il frigorifero, la tazza, il portacenere, l’agenda etc, strumenti pubblicitari che hanno l’obiettivo di ricordarti in momenti diversi della tua giornata che il brand può o è entrato a far parte della tua vita, in maniera semplice, a volte utile e poco invasiva. I widgets analogamente possono inserirsi altrettanto semplicemente nella tua vita online, nei contesti e luoghi digitali dove sei già presente o dove “passi” spesso perchè fanno parte delle tue abitudini di navigazione del web e di esplorazione e utilizzo dei tuoi device (pc, telefono, PDA etc.)
PUNTI DI FORZA DEI WIDGETS
Il principale punto di forza del widget è nella sua natura ed è la possibilità di distribuire in maniera semplice i contenuti del proprio sito in blog ed altri ambienti online e offline aumentando quindi le occasioni di fruizione degli stessi. Per quanto popolare può essere il tuo sito la realtà è che i tuoi utenti visitano molto più spesso Facebook, MySpace, Google, Yahoo, etc. Nell’articolo si parla della "morte del destination website" e quindi i widgets rispondono in questo caso ad un’esigenza vecchia come il cucù: se Maometto non va alla montagna, la montagna va da Maometto.
Gli altri punti di forza individuabili sono:
è curioso, o meglio attira curiosità, analogamente a quanto succede con i gadgets
è a portata di mano (anzi di click) ed è immediato, può essere utilizzato più volte
è (potenzialmente) viral
è (relativamente) economico
è (o meglio può essere) utile, e quindi può attribuire un’immagine positiva all’azienda che lo ha realizzato o sponsorizzato
è trackabile / misurabile, quindi ci può fornire informazioni sul comportamente dell’utente
PUNTI DI DEBOLEZZA DEI WIDGETS
Non standardization: per consentire la fruizione del widget a tutti è necessario prevederne la realizzazione in diversi formati Ie il test!) al fine di essere compatibile con le diverse piattaforme, iGoogle, Facebook, MySpace, mobile, desktop, etc.
Scarsa rilevanza per low-interest categorie: c’è differenza se il widget lo fa Nike o se lo fa Vileda (non ce l’abbiano con me quelli di Vileda, è il primo brand "low-interest" che mi è venuto in mente).
Costo: il costo di creazione dei widget è relativamente basso ma non si può dire altrettanto della sua distribuzione/promozione
Shelf Space: non possiamo aspettarci che l’utente consideri lo spazio da riservare ai widget illimitato, sia esso rappresentato dal proprio blog / pagina personale o dal proprio desktop.
CASE STUDIES
Nell’articolo vengono citati diversi esempi di branded widgets di rilievo, questi sono quelli che ho preferito:
Miles / Nike +: Miles è un avatar 3D da installare sul proprio desktop che ci incoraggia ad andare a correre insieme al nostro iPod corredato di Nike + , ci informa sul meteo, sugli eventi, sulle promozioni ed organizza i nostri feed RSS.
UPS Widget: analogamente a Miles anche in questo caso si tratta di un simpatico personaggio che ci aiuta ad organizzare e tenere traccia delle nostre spedizioni.
CokeTags:
A CokeTag is a fun, personal widget for packaging and sharing links to content across the Web. Use CokeTags to promote yourself — your blog, work, interests, team, band or whatever you like or care about — and then track how influential you are!
CONCLUSIONI
I widget sono relativamente semplici da creare e da utilizzare ma se vogliamo utilizzarli come leva di marketing dobbiamo tenere in considerazioni tutta una serie di aspetti. Dobbiamo farci delle domande, le prime che mi vengono in mente sono:
Qual è la motivazione che spingerebbe l’utente ad utilizzare il mio web widget? Se sono un brand con un’immagine forte posso pensare di realizzare un web widget e sperare che gli utenti lo aggiungano alle proprie pagine personali. Se sono un brand appartenente alle categorie definite "low interest" forse il web widget non è consigliabile ed è meglio puntare su altre motivazioni che non siano l’espressione personale (ad esempio l’utilità come ha fatto UPS).
Il mio desktop widget è davvero utile per l’utente? Non innamoratevi del vostro widget, testatelo, fatelo provare a persone diverse, cercate di capire se l’utente lo troverebbe davvero utile, lo utilizzerebbe e lo consiglierebbe ai suoi conoscenti.
Il mio utente sa cos’è un widget? Sa a cosa gli potrebbe servire? Attenzione perchè il termine widget non fa parte del bagaglio lessicale di tutti gli utenti. Innanzitutto il widget in quanto tale viene spesso definito in modi diversi: applicazione, badge, utility, etc. inoltre proprio come nel caso dei gadgets si ha la sensazione che il widget sia per natura inutile, una "digital cavolata".
Come farà l’utente a trovare il mio widget? Creare un widget e metterlo nel proprio sito non basta per farlo girare nel web, è necessario prevedere un investimento minimo per la sua distribuzione/promozione online e magari offline.
Che ruolo ha il widget per il mio brand? Tattico o strategico? Come sempre è necessario avere bene in chiaro gli obiettivi che ci spingono ad investire nella creazione, distribuzione e promozione del widget, tenendo ovviamente in considerazione che il widget da solo non fa miracoli ma deve essere inserito in un’adeguata strategia di comunicazione dove avremo già studiato il nostro target, le loro abitudini di consumo, il loro utilizzo dei mezzi e il ruolo del brand nelle loro vite. Vogliamo creare awareness? Vogliamo attivare un nuovo canale di comunicazione / interazione con l’utente? Vogliamo aumentare le occasioni d’uso del nostro prodotto? etc.
Credo di potermi fermare qui per il momento. In realtà credo che questo tema sia davvero interessante, come ho manifestato in passato, e spero si continuerà a parlarne.
Voi cosa ne pensate? Utilizzate i widgets (sia users che marketers)?