• Posted by lafra

 (1. Evoluzione e diversificazione del concetto di brand)

(2. Costruzione della presenza online di un brand)

3. Digitalizzazione dell’Universo Media

I mezzi notoriamente definiti in comunicazione come media offline si stanno digitalizzando e sono fruibili anche su internet: è possibile guardare alcuni programmi televisivi, ascoltare la radio, leggere libri e riviste, con modalità e tempi diversi: live, streaming, download, podcast, etc.

La prima banale considerazione che mi sento di fare è che non ha quindi più senso parlare di media online e offline come se fossero due mondi che fanno fatica a parlarsi ma piuttosto di opportunità diverse di fruizione di un contenuto.

Il pensiero che ho fatto su questo trend che ho chiamato digitalizzazione dell’universo media, proprio per non cadere nella tentazione di parlare di media offline, credo possa rappresentare un ulteriore spunto di riflessione sul crollo di questo ormai storico spartiacque.

Nel trend precedente ho parlato delle tre diverse categorie in cui è possibile classificare i media online se osservati da un punto di vista aziendale relativamente al grado di controllo che è possibile esercitare sulle stesse: owned, bought e earned.

In questo trend vorrei riprendere questa distinzione cambiando il criterio di analisi e spostandolo sull’elemento che intrinsecamente differenzia una categoria dalle altre:

  • Negli owned media il focus è sulla TECNOLOGIA ossia sulla resa grafica e architettonica del sito volta in alcuni casi ad enfatizzarne l’impatto grafico e in altri l’usabilità e il livello di accessibilità.
  • Nei bought media l’attenzione si sposta sul CONTENUTO: faccio pubblicità sui portali perchè è lì che gli utenti fruiscono dei contenuti, mi posiziono nei motori in modo da contestualizzare il mio prodotto nell’ambito della ricerca di contenuti da parte dell’utente.
  • Negli earned media, per ovvi motivi, sono centrali le RELAZIONI.

Se mi fermo a pensare a come gli altri media stanno attraversando il processo di digitalizzazione vedo delle forti analogie con il mezzo internet e la sua evoluzione.

Prendiamo la radio, il mezzo che più degli altri ha abbracciato in questi anni le opportunità di innovazione offerte dalla digitalizzazione. Faccio qualche esempio:

  • TECNOLOGIA: La radio viene appunto digitalizzata e può essere ascoltata online, sia in diretta che sotto forma di podcast
  • CONTENUTO: Vengono messi a disposizione degli utenti contenuti aggiuntivi rispetto a quelli trasmessi: è possibile vedere e non solo ascoltare i protagonisti del canale radiofonico e leggere curiosità sulle loro vite (ad esempio all’interno dei blog personali)
  • RELAZIONI: I canali radiofonici cercano di acquisire un grado di controllo sulla community che è nata spontanea attorno al loro brand dando vita a social network dedicati (ad es. mydeejay) o espandendo la propria presenza in altri territori online; inoltre crescono quei servizi online che consentono di condividere la propria passione per la musica e di personalizzarne la fruizione (ad es. Last.fm).

Discorso analogo per la stampa quotidiana e periodica:

  • TECNOLOGIA: le pagine vengono digitalizzate e rese disponibili in formato elettronico
  • CONTENUTO: il sito del quotidiano / rivista offre contenuti diversi e/o integrativi rispetto a quelli cartacei
  • RELAZIONI: nascono community attorno ai brand editoriali (ad es. donnamoderna, style, grazia, etc)

e per l’editoria

  • TECNOLOGIA: gli ebook e i device mobili in grado di leggerli (ad es. Amazon Kindle)
  • CONTENUTO: i siti e i blog dedicati ai libri (ad es. Internet PR) o scritti dagli stessi autori (ad es. Paulo Coelho, Elisa Rosso)
  • RELAZIONI: la scrittura partecipativa e la raccolta/segnalazione di materiali e risorse da parte degli utenti; la nascita di social network dedicati alla condivisione dei propri interessi bibliografici come Anobii e Pickwicki

(Colgo l’occasione per dire a Gianluca che spero nella concretizzazione del pensierino numero 5 relativo al suo ebook [mini ]marketing, 91 discutibili tesi per un marketing diverso)

E la TV? Il tubo catodico fa più fatica ad innovarsi secondo questo percorso evolutivo ma in questi ultimi anni sono stati fatti molti passi avanti, soprattutto in US e UK (toh che novità), vediamo qualche esempio:

  • TECNOLOGIA: alcuni programmi e serie televisive sono disponibili online a pagamento o gratuitamente. L’esempio americano per eccellenza è Hulu, quello britannico il BBC iPlayer. In Italia mi piace citare la RAI in quanto offre contenuti gratuiti su Rai.tv
  • CONTENUTO: sui siti dei programmi è possibile conoscere i dietro alle quinte, partecipare a sondaggi, vedere interviste non trasmesse in televisione, etc. 
  • RELAZIONI: Hulu e il network ABC consentono di embeddare i video delle proprie serie televisive in siti esterni, la CBS ha creato le social rooms dove è possibile visionare i contenuti "in compagnia" di altri utenti collegati contemporaneamente con cui è possibile interagire; nascono canali e programmi televisivi dove una certa percentuale del palinsesto è creato con i contenuti realizzati dagli utenti (es. Current e QOOB).

Insomma su questo tema ci sono tantissime cose da dire e gli esempi citati vogliono essere solo rappresentativi, sicuramente non esaustivi.

Il mio obiettivo in questo post è condividere il mio pensiero sul trend che può guidare questa evoluzione.

E questa volta non vi disturberò la vista con i miei orridi grafici, spero che il post sia abbastanza esplicativo così, ma per ogni dubbio sapete dove trovarmi ;-)

Concludendo mi sento di dire che, analogamente al secondo trend, sia importante avere sempre in mente la big picture quando si ha a che fare con la comunicazione e con le modalità con qui questa prende vita. 

E ricollegandomi al primo trend, quello relativo alla nascita di nuove categorie di brand, credo sia raccomandabile per ogni player media, presente o entrante, considerarsi innanzitutto un brand, un’entità con dei valori e un equity, e non esclusivamente un canale, magari partendo proprio dall’analisi delle tre componenti Tecnologia, Contenuto e Relazioni.

 

Va beh, chiudo davvero e lascio a voi la parola.

Vi va di dirmi cosa ne pensate di questo approccio relativo all’analisi del fenomeno di digitalizzazione dei media?

 

AGGIORNAMENTO

I tre trend della comunicazione sono stati raccolti e approfonditi nell’ebook I trucchi di una digital strategist, edito da Simplicissimus Book Farm, scaricabile gratuitamente.

 

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9 Responses to “Trends della comunicazione (secondo me): 3. (digitalising) MEDIA”

  1. Simply my Blog » Trends della comunicazione (secondo me): 1. Brands Says:

    [...] Simply my Blog » Trends della comunicazione (secondo me): 3. (digitalising) MEDIA Says: January 26th, 2009 at 22:37 [...]

  2. davide Says:

    Ottima terza puntata fra, occupandomi di editoria 2.0 io citerei anche il POD e il caso Lulu.com su tutti. IL libro qui viaggia sia su formato digitale che cartaceo e Lulu ha anche una community italiana molto attiva che riunisce scrittori e lettori. Al momento l’ibrido migliore in un campo dove fruire del libro totalmente digitale è ancora difficile.
    Però il tuo grafico manca ;)

    a presto
    da

  3. lafra Says:

    @davide hai perfettamente ragione. Lulu.com è sicuramente un caso che va segnalato a chi ancora non lo conosce :-) Grazie per averlo ricordato!

    PS bugiardo! ;-)

  4. Smeerch Says:

    Anche questa volta ti faccio i complimenti, Fra. Ottimo post.
    A quelli da te citati, mi permetto di aggiungere un altro caso di tv il cui palinsesto è creato con i contenuti realizzati dagli utenti: YKS (ex The Blog Tv). Disclaimer: si tratta della società in cui lavoro e la cui missione è sviluppare e far proliferare gli UGC (user generated contents).

  5. naevus Says:

    per la tv, mi permetto di segnalare una cosuccia che mi ha riavvicinato alla tv: infostrada tv (che in pratica è come mysky)

    poter registrare svariate ore (credo 100) da sky e poterle rivedere quando voglio, ha rubato tempo ad internet (non alla tv free in quanto ormai la avevo abbandonata)

  6. Il futuro dei media « Il Giornalaio Says:

    [...] senso parlare di media on e off line è un teorema al quale, modestamente, eravamo arrivati anche dalle nostre parti ma, come sempre, è l’equilibrio economico – gestionale che parrebbe essere ormai da tempo [...]

  7. Simply my Blog » I Trucchi di una digital strategist. Il mio primo Ebook. Says:

    [...] chiamarlo, è l’aggregazione e l’arricchimento sia contenutistico che grafico dei tre trend della comunicazione pubblicati all’inizio di [...]

  8. I trucchi di una digital strategist | Marketing Non Convenzionale - Ninja Marketing Says:

    [...] vogliamo chiamarlo, è l’aggregazione e l’arricchimento sia contenutistico che grafico dei tre trend della comunicazione pubblicati all’inizio di [...]

  9. Geo Service s.r.l. » Marketing » I trucchi di una digital strategist Says:

    [...] vogliamo chiamarlo, è l’aggregazione e l’arricchimento sia contenutistico che grafico dei tre trend della comunicazione pubblicati all’inizio di [...]

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Additional comments powered by BackType

  • 1 January 1970 at 01:33 lafra
    eventuali commenti me li fate qui e non al twit? così sono visibili anche nel blog grazie al plugin :-D
  • 1 January 1970 at 01:33 lafra
    verissimo :-) ci sarebbe un quarto trend che riguarda la tanto inflazionata convergenza dove effettivamente la radio sarebbe protagonista ma ho pensato che tre fosse il numero perfetto eheh (certo che hai proprio un debole per la radio eh? anzi mi sa che è vero amore...)
  • 1 January 1970 at 01:33 lafra
    dipende dai dj ;-)
  • 1 January 1970 at 01:33 Mattia (Raibaz)
    concordo con Suz, io mi diverto molto di più a farla la radio che ad ascoltarla :)
  • 1 January 1970 at 01:33 Andrea - womarketing
    sono daccordo in pieno con Enrico...la radio attualmente, soprattutto se pensiamo alla sua versione digitale, a poter essere fruita contemporaneamente ai social media. La TV non perde la sua importanza nello stimolare la domanda, ma sicuramente ha bisogno di nuove formule che consentano le "relazioni", vedi current. Complimenti Francesca
  • 1 January 1970 at 01:33 lafra
    grazie Andrea :-)
  • 1 January 1970 at 01:33 maurizio (videogioco)
    l'ho visto solo ora...mi fiondo subito a leggerlo! è interessante quanto i primi due, vero? ;-)
  • 1 January 1970 at 01:33 lafra
    ahah spero :-D
  • 1 January 1970 at 01:33 gluca - [m]m
    mi ha ispirato un minipost :)
  • 1 January 1970 at 01:33 lafra
    @gluca dove? :-D
  • 1 January 1970 at 01:33 gluca - [m]m
    eh, aspetta. ho un backlog di 3 settimane :)
  • 1 January 1970 at 01:33 lafra
    ah ok, ero preoccupata per le mie minidoti di tracking dei tuoi post :-D
  • 1 January 1970 at 01:33 stetto
    Mi hai fatto pensare al brand per cui sto lavorando da metà del 2004, e a tutti i fattori che insistono sul suo delicato sviluppo in ambiente digitale. Alle volte vorrei un incubatore. :) Altre volte invece vorrei che fosse l'ultima volta che sento la frase, Quest'anno dobbiamo investire di più sul digitale. A chi la pronuncia farò leggere i tuoi ultimi 3 post!
  • 1 January 1970 at 01:33 Antonella*
    @stefano: eh, sarebbe il caso
  • 1 January 1970 at 01:33 lafra
    @stetto grande! grazie mille :-D ti capisco perfettamente, anche da queste parti si ha a che fare con brand appartenenti allo stesso ambito e di frasi con un principio di verità ma senza un vero significato per chi le pronuncia ne ho sentite parecchie eheh
  • 1 January 1970 at 01:33 Maurizio Goetz
    La radio è un mediun moderno, non assorbe tutta l'attenzione, è abbinabile, è perfetto per la generazione del mulitasking e si sposa alla perfezione con Internet
  • 1 January 1970 at 01:33 gluca - [m]m
    sulla radio, boh... dipende. io mi sono stancato di gente spiritosa che mette su playlist dettate dal product placement.
  • 1 January 1970 at 01:33 gluca - [m]m
    w la radio di nicchia. magari la digitalizzazione del mezzo porterà nuova linfa.
  • 1 January 1970 at 01:33 lafra
    esatto, nuova linfa in termini di persone e contenuti :-) e nuove opportunità anche per le aziende di comunicare in maniera più mirata e più "semanticamente" affine ai propri contenuti (scusate.. sapete la deformazione..)
  • 1 January 1970 at 01:33 Matteo Balocco
    Mi fa piacere che tu abbia citato il blog di Elisa Rosso perchè lo sto seguendo personalmente dalla sua nascita (nel senso che affianco e assisto Elisa per le scelte tecnologiche e di comunicazione) e devo dire che lei, nonostante la giovanissima età, ha davvero le idee chiare e sa come creare attorno a sè una comunità di appassionati e fan.
  • 1 January 1970 at 01:33 lafra
    ciao matteo, è stato un piacere :-) anch'io seguo con molta attenzione Elisa Rosso perchè mi sembra un fenomeno editoriale davvero interessante se consideriamo l'appeal che ha verso i teenager. Grazie :-D
  • 1 January 1970 at 01:33 Matteo Balocco
    Bene, se ti interessa seguire più da vicino gli sviluppi, sei la benvenuta, ovviamente. Anche perchè a breve ci saranno novità. Batti pure un colpo in privato.
  • 1 January 1970 at 01:33 Vincenzo Risi
    ciao. non avevo letto i 3 post sui trends della comunicazione...complimentissimi per tutti e 3! :-)
  • 1 January 1970 at 01:33 lafra
    ahah grazie mille vincenzo :-)

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