• 30 mar 2009
  • Posted by lafra

L’anno scorso, più precisamente a settembre, vi avevo parlato della mia intenzione di stampare delle moo cards con le mie adorate Foto Faccioni.

Chi mi conosce e/o mi segue nei diversi social media sa che quella intenzione è diventata azione e che tanti faccioni sono diventati soggetto delle mie prime Moo Cards.

Molti di voi sono in questo momento dentro a portafogli, portabiglietti da visita, tasche dei pantaloni, taschini di giacche, sacchi della spazzatura, etc di persone provenienti da diverse parti del mondo.

Le mini moo cards sono state un successo, tutti erano piacevolmente sorpresi quando tiravo fuori la mia scatoletta bianca (il contenitore dentro al quale vengono spedite le cards) e chiedevo di scegliere quella che preferivano.

Gli elementi maggiormente apprezzati sono stati:

  • il formato: le dimensioni sono diverse da quelle dei classici biglietti da visita professionali
  • la varietà: le moo cards sono diverse l’una dall’altra quindi è possibile scegliere la preferita
  • il tono informale: le informazioni presenti sono nickname (LaFra), nome e cognome (Francesca Casadei) per essere rintracciabile su Facebook, url del blog (www.lafra.it) e frase personalizzata (a digital strategist in the shoes of a blond)
  • la componente fotografica: le foto faccioni :-)

Se le prime tre componenti sono solitamente comuni a tutte le mini moo cards, l’ultima rappresenta il mio “trademark”, e ne vado fiera ;-) . Oltre ad essere considerate alla loro maniera originali, le moo cards con le foto faccioni hanno anche una loro utilità: mi piacerebbe pensare che tutti quelli che incontro si ricorderanno di me dopo avermi conosciuta ma credo che dare una card con una mia foto sia d’aiuto alla memoria, soprattutto in occasione di eventi / barcamp / convegni dove vengono scambiati decine di biglietti da visita.

E qui, ad un certo punto, è subentrato il mio senso di colpa: le persone guardando la moo card si ricorderanno di me, ma quel poveretto che mi è accanto? Spesso mi dilungo a spiegare chi è, conoscendo tutti i soggetti in maniera più o meno approfondita ma dubito che a distanza il possessore della moo card riuscirà a ricordarsi ciò che ho raccontato (scusate la parentesi cinematografica ma questo lato della socialità mi ha fatto venire in mente Britney Jones quando si ricorda la regola "presentare la gente con particolari interessanti")

Allora ho deciso di trasformare le mini moo cards in uno strumento di networking e di creare le SOCIAL MOO CARDS:

  • ho rinominato tutte le foto faccioni in modo che avessero tutte questo titolo: Foto Faccioni: [nome] e LaFra dove [nome] può essere il nickname o il nome+cognome della persona ritratta, l’importante è che cercando su google quel [nome] sia possibile rintracciarlo
  • ho taggato tutte le foto faccioni con il tag “faccioni”
  • ho ristampato le moo cards selezionando tutte le foto con “tag” faccioni e sostituendo la descrizione personalizzata con il titolo della foto (una delle modalità automatiche messe a disposizione).

Quando incontro qualcuno e voglio lasciargli una moo card non gliela faccio più scegliere ma la seleziono io a seconda delle sue caratteristiche e della persona che oltre a me potrebbe essere interessato a conoscere.

La moo card servirà quindi per presentare me, ma anche la persona che è insieme a me: se volesse conoscere un esperto di videogames potrei scegliere la card con Kurai, se mi chiedessero un bravo videomaker darei la card con Biccio, e così via.

Ho fatto questo giochino sociale con Sara Maternini che, ovviamente, conosceva praticamente tutti i miei contatti: le ho dato la moo card con Markingegno perchè mi ha detto di non averlo mai conosciuto personalmente.

Sara Maternini con una Social Moo Card

La Social Moo Card

Un’idea altruista? No un’idea social e in quanto tale altruista ed egoista insieme, perchè dare agli altri ci mette nelle condizioni di ricevere più facilmente in termini di conoscenze, di contatti, etc.

Le social moo cards, ad esempio, oltre a dare visibilità alla persona foto faccionata, comunicano alcuni aspetti di me che potrebbero essere importanti per il mio interlocutore:

  • sono una persona socievole
  • mi piace conoscere gente nuova
  • ho già un network di conoscenze
  • conosco le persone del mio network (network qualificato, non composto da nomi e job title senza una vera identità)

Piccola parentesi gossipara: nei prossimi giorni mi impegnerò al fine di aggiungere un ulteriore punto a questo elenco, conoscere VIP! Domani sarò infatti al super party esclusivo di Virgin Active grazie all’invito di Zio Burp e dopodomani alla festa di Nokia Music e in entrambi sono previsti celebrities di ogni genere. Lascerò che il talento di Julia Allison si impadronisca di me e tenterò, grazie all’aiuto degli altri amichetti invitati, di scattare foto faccioni con i VIP (ora non vorrei dire, ma ve la immaginate la faccia della mia nonna se faccio una foto faccioni con Marco Columbro? ;-) ).

Scherzi e VIP a parte e tornando "seri", cosa ne pensate dell’idea delle social moo cards? Potrebbe essere declinabile anche su biglietti da visita ordinari? 

Secondo me potrebbe essere una buona idea per i siti di social network professionali come Linkedin e Xing dare la possibilità agli utenti di stampare dei biglietti da visita con i contatti del proprio network, magari in partnership con Moo.

Altro delirio mentale o spunto interessante?

  • Posted by lafra

Quest’ultimo weekend l’ho trascorso nella mia adorata Londra, diciamo un altro long weekend londinese se consideriamo che sono tornata martedì.

Se prima anche un classico fine settimana da venerdì sera a domenica sera mi bastava ora, dopo averci vissuto quattro mesi, ho affetti che vanno al di là di quelli familiari e sono “costretta” a pianificare weekend più lunghi.

Il motivo principale del mio viaggetto era lo “spupazzamento” (dal verbo "spupazzare" ;-)  ) del mio nuovo nipote (figlio di mio cugino per la verità, ma essenzialmente un nipote).

Eccomi praticamente appena sveglia (ossia senza trucco) con l’adorabile pupo addormentato tra le mie braccia.

Cuore di zia (seppiato)

Motivi secondari, ma non per questo meno importanti, il voler vedere alcuni colleghi, alcuni amichetti italiani

Due Fra Ca[etc] a Londra

e lo shopping (ribattezzato SHOePPING visto che mi sono portata a casa quattro paia di scarpe).

SHOePPING londinese

Nel set dedicato al weekend su Flickr ho inoltre aggiunto scatti in apparenza senza senso, in realtà si tratta di “appunti fotografici” in quanto mi servono per ricordarmi di cercare informazioni sugli oggetti fotografati.

  1. I gusti "Crispy Duck & Hoisin" e "Fish & Chips" delle patatine Walkers

Walkers VOTE FOR ME

Gli inglesi sono grandi consumatori di patatine in busta e quando da noi esistevano come varianti di gusto solo “paprika” con le Più Gusto e “formaggio” con le Dixi, gli inglesi potevano già scegliere tra “Cheese & Onion”, “Salt & Vinegar”, "BBQ" (barbecue), "Prawn Cocktail", etc.

Uno dei brand di patatine più conosciuti è Walkers il quale ha deciso di coinvolgere direttamente i consumatori nella invenzione e nella scelta del nuovo gusto da aggiungere alle 13 varianti già presenti.

L’iniziativa "Do us a flavour" (basato sul gioco di parole "Do us a favour" ossia "Facci un favore"), partita l’estate scorsa, è entrata a inizio anno nella seconda fase.

La prima prevedeva l’invio da parte degli utenti di proposte per il nuovo gusto delle patatine e la votazione da parte degli utenti.

La seconda consiste nell’individuazione dei finalisti e la creazione di una short list per la votazione. 

Questi sono i gusti finalisti

Walker Flavours Contest

è possibile votare Online, via mobile (SMS o mobile site), via email o su Facebook.

Ho assaggiato il gusto Chili e Chocolate e non mi è piaciuto (bleah); in aeroporto ho comprato i due gusti che avete visto sopra, vediamo come sono :-)

Il premio per il vincitore?

Not only does the winner get bragging rights as the taste’s inventor, but they also receive 50,000 pounds in prize money and 1% of future sales in the new product – an unique opportunity to truly feel apart of the Walker brand. [via pskf]

Un case study davvero interessante, cercherò di riprenderlo in futuro e di dettagliarlo raccogliendo un po’ di numeri.

Altri appunti che voglio approfondire sono il Personal Stylist di GAP

GAS Personal Stylist

su cui da una veloce navigazione non ho trovato informazioni in rete, e la macchina mediatica che vive dietro al Red Nose Day di Comic Relief di cui qui vedete il cd dell’edizione di quest’anno con il singolo e il video del cortometraggio.

Comic Relief 2009 CD Single

Anche questo in quanto appunto andrà approfondito :-)

  • Posted by lafra

Nel mio ultimo post vi ho raccontato della mia partecipazione ad una viral video competition nel contesto di un corso di formazione interno a Londra.

L’obiettivo era riuscire ad ottenere quante più view possibili del video assegnato coinvolgendo i propri contatti attraverso i diversi social media.

Coincidenza vuole che sulla rivista .net comprata a Heathrow prima di tornare a casa ci sia un articolo intitolato “How to get a million YouTube hits”.

La premessa è la recente dichiarazione di Google sulla quantità di video caricati su YouTube: ben 13 ore di video al minuto, l’equivalente di 57000 lungometraggi ogni settimana.

Come faccio quindi a farmi notare dagli utenti e ad aumentare il numero di views scatenando l’effetto virale? La ricetta descritta da Oliver LIndberg prevede i seguenti ingredienti, da usare singolarmente o perché no in combinazione tra di loro:

DO A FUNNY DANCE

La danza, nelle sue diverse forme, può essere un elemento vincente per la “virability” del video.

Gli esempi citati:

  • The Evolution of Dance (2006) si contende con Avril Lavigne il primo posto dei video più visti in assoluto (a livello globale) su YouTube (in questo momento il primo ha totalizzato 114,552,041 views, il secondo 115,973,452)
  • Un esempio più recente è l’ennesimo caso di parodia di un videoclip, in questo caso di “Single Ladies (Put A Ring On It)”
  • La rivista Science ha invitato i ricercatori di tutto il mondo a sfidarsi nell’interpretazione danzante del proprio dottorato di ricerca (Ph.D.). Il video "The role of vitamin D in beta cell function" mostra una delle performance vincitrici del contest

FEATURE ANIMAL OR KIDS

I bambini e gli animali hanno da sempre la capacità di attirare l’attenzione di grandi e piccoli.

I video segnalati nell’articolo in questo caso sono:

START A REMIX CRAZE

La mania dei remix è un altro fenomeno molto diffuso su YouTube.

Il caso riportato è quello della polka finlandese Ievan Polkka che è stata ripresa, remixata, trasformata in cartoon e in suoneria, fatta cantare a Chewbecca, a Stalin etc. Vi faccio vedere un "video compilation" con alcuni esempi:

Un altro caso celebre è il dance remix del video "Bill O’Reilly Flips Out"

DO SOMETHING UNIQUE

Quest’ultimo tip mi sembra scontato ma per dovere di cronaca ve lo riporto ugualmente.

I due esempi citati hanno in comune una vena provocatoria: nel primo The Fine Brothers.com raccontano 100 spoilers cinematografici in meno di 5 minuti (visto il successo recentemente hanno creato anche una Oscar edition del video), nel secondo un buontempone riesce ad ottenere 7 milioni di views "facendo credere" che è possibile ricaricare un iPod con una cipolla (qui il video dei Mythbusters che svela la bufala).

Questo è lo screenshot dei video più visti in assoluto a livello globale dove vediamo appunto GirlFriend di Avril Lavigne al primo post e The Evolution of Dance al secondo.

Ho evidenziato con una cornice rossa i video rientranti in una delle 4 categorie descritte sopra:

Questa invece è la schermata relativa ai video più visti in assoluto in Italia.

Trovo interessante che due dei video più visti siano relativi al mondo dei videogames:

A questo proposito mi sento di quotare una domanda di Maurizio in merito al target dei "gamers" e al relativo potenziale in tema di buzz marketing

Se Procter&Gamble ha creato un network di mamme influenti per generare passaparola con le altre mamme, se Sony fa provare in anteprima ai blogger i suoi prodotti per farli conoscere e capire ai loro lettori, come mai nessuno [in Italia] pensa ai gamer come target chiave nelle strategie di buzz marketing?

Il quarto video più visto in assoluto è invece uno video virale pubblicitario (Ikea)

Per quanto riguarda gli altri video in vetta alle classifiche dei più visti abbiamo la predominanza di videoclip, segno che la musica vuole essere vissuta sempre di più attraverso l’esortazione di più sensi, non solo dell’udito, e che i brands devono monitorare costantemente questo fenomeno perchè potrebbe creare delle opportunità di comunicazione vincenti. Un esempio in questo senso è ovviamente il "Tea Partay" di Smirnoff che molti di voi conosceranno

(non sono riuscita a trovare un post esaustivo sulla storia di questo video, come è nato e quali effetti ha generato, non escludo che riprenderò anche questo esempio in futuro post perchè secondo me è un case study davvero interessante)

Il viral, il buzz, il word-of-mouth, sono temi decisamente caldi, in molti si interrogano su quali sono gli ingredienti per creare una campagna virale di successo (spesso incentrata sulla realizzazione di un video).

Vi ho parlato di questo articolo proprio per raccogliere un po’ di idee sul tema, partendo da alcuni tips ovviamente generici e dai casi di maggior successo.

Secondo voi esistono delle regole, dei tips, dei consigli per creare un video virale di successo?