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	<title>Commenti a: Riflessioni su &#8220;Ode allo Spreco&#8221; di Chris Anderson</title>
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	<description>****************************************** LaFra nel web, Francesca Casadei all'anagrafe, Digital Strategist in ufficio. Qualcuno mi definisce anomala, altri istrionica, altri geek, altri bionda. Qui trovate tutte le "me" possibili</description>
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		<title>Di: camu</title>
		<link>http://www.lafra.it/2009/10/15/riflessioni-su-ode-allo-spreco-di-chris-anderson/#comment-14732</link>
		<dc:creator>camu</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Nov 2009 12:47:36 +0000</pubDate>
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		<description>Scrivendo un articolo con tematiche simili, mi hanno segnalato in un commento questo tuo intervento e così sono venuto a leggerlo. Interessante ciò che dici, senza dubbio. Però io non riesco a non vedere lo spreco. YouTube è solo uno dei tanti, nel mio post parlo di blog abbandonati, ma ci si potrebbe anche rivolgere alla fuffa di Facebook o ai milioni di caselle email abbandonate su Gmail. Un&#039;inenumerabile quantità di dati che ha annacquato in questi ultimi 5 anni la qualità della rete. Quando io mi sono connesso per la prima volta, c&#039;erano pochi siti di decente qualità, e cercando una cosa su Yahoo! o Altavista (Google ancora non esisteva), era probabile che finivi nel posto giusto al primo colpo. Adesso se cerco una cosa su Google devo passare 10 minuti a fare una cernita dei risultati, delle pubblicità, dei siti civetta, e via dicendo. Troppo caos, troppa spazzatura. La Napoli tecnologica ha bisogno di essere ripulita, solo che non è chiaro sul come fare. Certo i proprietari dei contenuti spazzatura dovrebbero essere maggiormente sensibilizzati, invitandoli a rimuovere il ciarpame, una volta che non serve più.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Scrivendo un articolo con tematiche simili, mi hanno segnalato in un commento questo tuo intervento e così sono venuto a leggerlo. Interessante ciò che dici, senza dubbio. Però io non riesco a non vedere lo spreco. YouTube è solo uno dei tanti, nel mio post parlo di blog abbandonati, ma ci si potrebbe anche rivolgere alla fuffa di Facebook o ai milioni di caselle email abbandonate su Gmail. Un&#8217;inenumerabile quantità di dati che ha annacquato in questi ultimi 5 anni la qualità della rete. Quando io mi sono connesso per la prima volta, c&#8217;erano pochi siti di decente qualità, e cercando una cosa su Yahoo! o Altavista (Google ancora non esisteva), era probabile che finivi nel posto giusto al primo colpo. Adesso se cerco una cosa su Google devo passare 10 minuti a fare una cernita dei risultati, delle pubblicità, dei siti civetta, e via dicendo. Troppo caos, troppa spazzatura. La Napoli tecnologica ha bisogno di essere ripulita, solo che non è chiaro sul come fare. Certo i proprietari dei contenuti spazzatura dovrebbero essere maggiormente sensibilizzati, invitandoli a rimuovere il ciarpame, una volta che non serve più.</p>
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		<title>Di: Giadascript</title>
		<link>http://www.lafra.it/2009/10/15/riflessioni-su-ode-allo-spreco-di-chris-anderson/#comment-14682</link>
		<dc:creator>Giadascript</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Oct 2009 15:10:55 +0000</pubDate>
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		<description>Riguardo ai contenuti degli altri e alla cultura del remix avrei un&#039;altra riflessione da aggiungere. 
I social network creano spesso una ridondanza di contenuti pazzesca. Spesso sulla mia home page di FB mi capita di vedere il solito video ripetuto anche 4 volte; questo perché ognuno nella mia cerchia di amici ci tiene a segnalare un contenuto divertente anche ad altri.

Girano sempre gli stessi contenuti, nonostante ci sia un&#039;abbondanza pazzesca. Si tratta sicuramente di qualcosa si necessario, che fa emergere automaticamente ciò che è di qualità (o se non altro &quot;pop&quot;), ma l&#039;abitudine al retweet e al &quot;segnala ai tuoi amici&quot; crea un grande spreco.

Per il monitoraggio non potrei trovarmi più d&#039;accordo (ovvio), ma mi sembra che in Italia la cultura dell&#039;analisi sia molto indietro. 

Finché sei un singolo che vuol far parlare di sé o condividere le proprie idee, lo spreco potenzialmente non esiste, ma spesso le aziende comunicano senza neanche porsi un obiettivo..&quot;ci penseremo poi&quot;. Ecco qual&#039;è lo spreco per me.

Riguardo a l&#039;analisi del linguaggio naturale..tu ti fidi di un algoritmo?!?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Riguardo ai contenuti degli altri e alla cultura del remix avrei un&#8217;altra riflessione da aggiungere.<br />
I social network creano spesso una ridondanza di contenuti pazzesca. Spesso sulla mia home page di FB mi capita di vedere il solito video ripetuto anche 4 volte; questo perché ognuno nella mia cerchia di amici ci tiene a segnalare un contenuto divertente anche ad altri.</p>
<p>Girano sempre gli stessi contenuti, nonostante ci sia un&#8217;abbondanza pazzesca. Si tratta sicuramente di qualcosa si necessario, che fa emergere automaticamente ciò che è di qualità (o se non altro &#8220;pop&#8221;), ma l&#8217;abitudine al retweet e al &#8220;segnala ai tuoi amici&#8221; crea un grande spreco.</p>
<p>Per il monitoraggio non potrei trovarmi più d&#8217;accordo (ovvio), ma mi sembra che in Italia la cultura dell&#8217;analisi sia molto indietro. </p>
<p>Finché sei un singolo che vuol far parlare di sé o condividere le proprie idee, lo spreco potenzialmente non esiste, ma spesso le aziende comunicano senza neanche porsi un obiettivo..&#8221;ci penseremo poi&#8221;. Ecco qual&#8217;è lo spreco per me.</p>
<p>Riguardo a l&#8217;analisi del linguaggio naturale..tu ti fidi di un algoritmo?!?</p>
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