Punto (dicesi un post personale).

Ecco, io raramente scrivo post personali, ma oggi mi prende così.

Sono una persona fortunata io, non è la prima volta che lo dico. Oggi si festeggia la festa del papà. Ho chiamato il mio papà per fargli gli auguri. Alle 1815. Scherzando mi ha detto che sicuramente l’ho fatto perché me lo ha ricordato mia madre. Aveva ragione, me lo aveva scritto su messenger già un paio di volte mentre ero in ufficio, ma non mi sarei dimenticata. Ci tengo alle feste. Sarà il mio retaggio inglese. L’economia inglese si basa sui pretesti per festeggiare. Mi ricordo quando una volta ho visto nelle vetrine di una pasticceria nel Kent delle confezioni regalo per la “festa della maestra” e mi sono chiesta se fosse fattibile una cosa del genere in Italia. Dura vita quella delle maestre.

Ho amici che oggi ricordano padri che non ci sono più. Io ho chiamato mio padre alle 1815. Sono una persona fortunata. Sì, sono fortunata.

Se ho qualcosa che non va ho sempre qualcuno che me lo fa notare. Da qualche mese sono in molti a farmelo notare. Forse quel qualcosa, o era un qualcosa diverso, si notava anche prima ma era più facile da giustificare. Facile. Che strana sensazione usare la parola facile associata a scelte così difficili. Scelte, non scelta, perché quando devi prendere una scelta quelle difficili si mettono in coda prendono il numerino e aspettano il loro turno. E io non sopporto le file. Non tollero perdere tempo.

Gli amici mi chiedono come sto e io rispondo “Si bene dai”. E dentro quel “dai” ci sono sere e sere passate a pensare a me stessa, ad ascoltare canzoni in modalità repeat fino a quando qualcosa ti distrae, a ripetermi che non mi manca assolutamente niente, e altre cose indicibili in un post personale sporadico da pubblicare in un blog che di personale ormai ha poco se non il punto di vista dell’autrice nell’affrontare temi professionalmente interessanti ed in generale il suo lavoro. Sì, anche quando tocca fare i conti con i punti di vista altrui.

Punti di vista. Punti. Sì forse quello che mi manca sono dei punti. Punti di riferimento. Punti fermi nella mia vita. O forse no. Forse mancano dei punti di sospensione. Forse manca solo un po’ di punteggiatura, una virgola qua e là, un punto a capo, un punto esclamativo, di sicuro non mancano i punti interrogativi. Per ogni punto interrogativo dovrebbe esserci almeno un punto esclamativo o un punto a capo.

La prossima volta che mi chiederai come sto e ti risponderò “Sì bene dai” sappi che sto bene. Davvero. Sì, perché sono fortunata. Lo so. Ne sono consapevole. Mi manca giusto qualche punto.

Intanto metto qualche puntino sulle i. Sono importanti. Colmano l’approssimazione e l’incertezza. Almeno quelli ogni tanto so dove piazzarli.

Punto.

14 pensieri riguardo “Punto (dicesi un post personale).”

  1. I punti (di qualsiasi tipo) è meglio non metterli, dai retta a me.
    Che poi succede che qualche volta ti vien voglia di toglierli, e quelli niente, hanno passato il foglio.
    😉

  2. Ecco, avrei potuto scriverlo io questo post.
    Ti leggo sempre con piacere, nei post professionali e non.
    Un saluto!

  3. E’ difficile trovare persone come te serene per quello che sono e per la vita che fanno.
    C’ è una diffusa tendenza a lamentarsi: ma siamo o non siamo artefici del nostro destino? se c’ è un problema perchè non ci impegnamo per risolverlo?
    Ogni secondo speso a lamentarsi è tempo perso…

    Scusa la divagazione!
    Però leggendo l’ articolo mi è venuta spontanea questa riflessione.

    Ciao a presto

  4. Serena ma non definitivamente quieta. Mi sembra una buona cosa no? Senza i punti interrogativi cosa potrebbe spronarci a muoverci e cambiare?
    Io non li trasformerei in esclamativi, ma cercherei di trovare un punto esclamativo per ogni punto interrogativo.

    Mi piace mettere un sacco di punti e punteggiatura, così il libro della vita diventa più lungo e bello.

    Bel post, a presto

  5. @vitzbank ehm non so, qualche punto serve ogni tanto per quanto difficili. Però potrei pentirmene.
    @Ilenia grazie :-)
    @simon ha ragione Giuseppe un conto è la serenità un conto è la felicità, si può essere sereni e non essere felici e io cerco la felicità. Diciamo che la ricerca della felicità ogni tanto mi rende poco serena eheh.
    @Giuseppe grazie!

  6. i punti sono infiniti e creano una linea, punto di partenza, punto di arrivo, il punto deve essere un obiettivo da raggiungere e allo stesso momento da cui ripartire in modo da congiungerlo ad un altro e un altro ancora,tutti questi punti che congiungeremo rappresentano la nostra vita e parte del nostro io. Io ti ho conosciuto poco tempo fa (di persona e al di fuori di questo blog e della tua attivita’) sei un aragazza molto solare e sicura di te al punto che apparte salutarti quando ti incrocio non faccio, mi intimidisci con la tua sicurezza, la prossima volta che ti vedrò ti chiedero’ come va e tu mi risponderai “bene dai”, io sapro’ che non è la verita’, che c’è qualcosa che dentro ti fa male, che ti rende infelice, allora ti diro’ davvero va tutto bene e tu non saprai perchè una persona che conosci di vista ti faccia quella domanda.
    Il punto che voglio raggiungere adesso è quello di parlare con te riuscendo a guardarti negli occhi senza provare timore e ripartire da li per conoscerti meglio e creare cosi’ tanti punti che insieme faranno la mia linea.

    Marzius

  7. Essere fortunati non implica necessariamente essere felici. Ed in quel “dai” mi pare manchi un po’ di felicità.

  8. ho letto questo post casualmente, direi a distanza di un anno dalla pubblicazione nel marzo 2010….la semplicita' espressiva e' quasi imbarazzante.
    Vorrei dire come tutto sia relativo a noi stessi. Il punto di osservazione cambia le dinamiche degli eventi. Se cerchi la felicita' chissa' se la troverai mai, se cerchi di essere serena la felicita' ti accogliera' quando meno te lo aspetti…..il marketing e' studio preventivo per raggiungere un obiettivo, per essere felici invece penso si debba scivolare via senza cercare, solo la serenita' lo permette, gioia e dolore sono solo i suoi estremi.
    Complimenti per il blog, bel carattere!!
    grazie 
    Alessia

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