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	<title>Simply my Blog &#187; Communication</title>
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	<description>****************************************** LaFra nel web, Francesca Casadei all'anagrafe, Digital Strategist in ufficio. Qualcuno mi definisce anomala, altri istrionica, altri geek, altri bionda. Qui trovate tutte le "me" possibili</description>
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		<title>Storytelling al profumo di cioccolato</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Apr 2012 10:50:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lafra</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ieri mattina mi sono svegliata ad Alba e quando sono scesa in strada sono stata accolta da un forte profumo di cioccolato. Me lo avevano raccontato ma viverlo nelle mie narici &#232; stata un&#39;esperienza diversa: ho chiuso gli occhi e mi sono sentita come uno dei bambini a spasso nella fabbrica di cioccolato di Willy [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri mattina mi sono svegliata ad Alba e quando sono scesa in strada sono stata accolta da un forte profumo di cioccolato. Me lo avevano raccontato ma viverlo nelle mie narici &egrave; stata un&#39;esperienza diversa: ho chiuso gli occhi e mi sono sentita come uno dei bambini a spasso nella fabbrica di cioccolato di Willy Wonka.&nbsp;</p>
<p>Il biglietto dorato me lo ha dato l&#39;Ente Turismo Alba Bra Langhe Roero invitandomi come relatore al convegno &quot;<a href="http://www.langheroero.it/Sezione.jsp?titolo=Turismo%20e%20Web%202.0&amp;idSezione=733">Web e territorio. Le opportunit&agrave; della rete per il turismo in Piemonte</a>&quot;.&nbsp;</p>
<p><a href="https://twitter.com/#!/inLanghe/status/191899201834205185"><img align="left" alt="" height="150" hspace="10" src="https://p.twimg.com/AqnDTq6CQAE8fv6.jpg" vspace="10" width="200" /></a>Il mio intervento ha avuto come filo conduttore le tecniche di storytelling come strumento di comunicazione dalle origini a oggi e le motivazioni che stanno dietro al rinnovato bisogno di coinvolgere le persone con la narrazione piuttosto che colpirle come target con un messaggio lungo 30 secondi a ripetizione.</p>
<p>In particolare mi sono soffermata sulle opportunit&agrave; per il turismo dove ritengo ci sia ancora molta descrizione e poca narrazione e su come i diversi social media stanno abbracciando la rinascita di questa disciplina vedi il Diario di Facebook, le Storie di Twitter, l&#39;evoluzione di Google + e i nuovi strumenti di content curation come Storify.&nbsp;&nbsp;</p>
<div id="__ss_12569929" style="width:425px">
<p><strong style="display:block;margin:12px 0 4px"><a href="http://www.slideshare.net/lafra/storytelling-twt01-20120416-12569929" target="_blank" title="Dal Carosello a Facebook Diario: torniamo a raccontarci in rete">Dal Carosello a Facebook Diario: torniamo a raccontarci in rete</a></strong></p>
<p>	<iframe frameborder="0" height="355" marginheight="0" marginwidth="0" scrolling="no" src="http://www.slideshare.net/slideshow/embed_code/12569929" width="425"></iframe></p>
<div style="padding:5px 0 12px">View more <a href="http://www.slideshare.net/" target="_blank">presentations</a> from <a href="http://www.slideshare.net/lafra" target="_blank">Francesca Casadei</a></div>
<p>Una bellissima esperienza in una regione da scoprire.</p>
<p>Devo ricordarmi di tornarci quando tostano le nocciole.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Alcuni link di approfondimento</h3>
<ul>
<li>Il <a href="http://www.langheroero.it/allegati/convegno%2016%20aprile%202012_programma%20della%20giornata_120406124008.pdf">programma dell&#39;evento</a></li>
<li>Lo <a href="http://storify.com/langhe/alba-16-aprile-2012-convegno-web-e-territorio">Storify dell&#39;evento</a> a cura di <a href="https://twitter.com/#!/inLanghe">@inLanghe</a></li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
</div>

<p class="FacebookLikeButton"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.lafra.it%2F2012%2F04%2F17%2Fstorytelling-al-profumo-di-cioccolato%2F&amp;layout=standard&amp;show_faces=yes&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;locale=it_IT" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height: 25px"></iframe></p>
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		<title>L’evoluzione delle PR online: da Public Relation a People Relation</title>
		<link>http://www.lafra.it/2011/02/23/l%e2%80%99evoluzione-delle-pr-online-da-public-relation-a-people-relation/</link>
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		<pubDate>Wed, 23 Feb 2011 11:48:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lafra</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Con questo post inizio a condividere una serie di riflessioni e spunti di discussione su alcuni fenomeni relativi all&#8217;evoluzione delle PR online. I possibili approcci alle blogger relation rappresenta il primo di un breve elenco, un work in progress ovviamente: BLOGGER RELATION: APPROCCI POSSIBILI FRAMMENTAZIONE DELLA PRESENZA ONLINE CRM 2.0 LO SVILUPPO DEL PR BRAND [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Con questo post inizio a condividere una serie di riflessioni e spunti di discussione su alcuni fenomeni relativi all&rsquo;evoluzione delle PR online. I possibili approcci alle blogger relation rappresenta il primo di un breve elenco, un work in progress ovviamente: <br />
	</em></p>
<ol>
<li><em>BLOGGER RELATION: APPROCCI POSSIBILI<br />
		</em></li>
<li><em>FRAMMENTAZIONE DELLA PRESENZA ONLINE<br />
		</em></li>
<li><em>CRM 2.0<br />
		</em></li>
<li><em>LO SVILUPPO DEL PR BRAND<br />
		</em></li>
</ol>
<h2>&nbsp;</h2>
<h2>Blogger relation: approcci possibili</h2>
<p>&ldquo;<em>Come possiamo coinvolgere i blogger?</em>&rdquo;</p>
<p>Ho sentito questa domanda tante volte ed &egrave; facile rendersi conto che le risposte possono essere altrettante e tutte diverse.</p>
<p>&Egrave; normale, quelli che oggi vengono definiti blogger &ndash; nelle varie declinazioni food blogger, fashion blogger, mum blogger, etc &#8211; sono considerati influencer perch&eacute; sono in grado appunto di influenzare le opinioni di altri, la visibilit&agrave; dei brand all&rsquo;interno dei motori di ricerca, spesso sono uomini e donne che lavorano in aziende e che possono dare un importante contributo nella definizione di campagne di comunicazione, strategie di prodotto, e cos&igrave; via.</p>
<p>In ogni caso non voglio dilungarmi sulle motivazioni per cui le aziende vogliono che i blogger parlino dei loro prodotti e partecipino ai loro eventi e iniziative.</p>
<p>Ho fatto invece una riflessione su come sono cambiate le modalit&agrave; di &ldquo;coinvolgimento&rdquo;, come si &egrave; evoluto l&rsquo;approccio cercando di classificarlo in alcune macro tipologie.</p>
<p><strong>Il blog come editore: APPROCCIO UFFICIO STAMPA</strong></p>
<p>L&rsquo;approccio probabilmente pi&ugrave; tradizionale: preparo una cartella stampa e oltre ad inviarla alle testate giornalistiche online e ai magazine lo invio anche ad una selezione di blog. La scelta ricade soprattutto sui blog appartenenti a network e a circuiti di nanopublishing o sui blog verticali che hanno la necessit&agrave; di pubblicare articoli aggiornati su contenuti relativi ai temi trattati.</p>
<p><strong>Il blog come media: APPROCCIO CONCESSIONARIA</strong></p>
<p>Chiedo al blogger di pubblicare un post sul mio prodotto in cambio di un corrispettivo economico. Esistono societ&agrave; che dispongono di un database di blog da contattare per proporre l&rsquo;adesione ad una &ldquo;campagna&rdquo;: se accettano viene fornito loro un brief e contenuti multimediali che possono utilizzare per scrivere l&rsquo;articolo. Un approccio assimilabile alle dinamiche di acquisto del media: se voglio che il mio messaggio sia visibile all&rsquo;interno di un dato sito internet chiamo la concessionaria e compro lo spazio. Analogamente a quanto succede con i media nei casi in cui una campagna viene rifiutata perch&eacute; il prodotto non &egrave; in linea con gli standard qualitativi del sito, anche in questi casi non posso assicurarmi la presenza in un blog specifico ma posso avere la garanzia che il mio messaggio verr&agrave; pubblicato all&rsquo;interno di un numero minimo garantito affine al target o alle tematiche della campagna.</p>
<p><strong>Il blogger come web celebrity: APPROCCIO VIP</strong></p>
<p>I blogger sono coccolati come se fossero delle vere e proprie celebrity: ricevono regali, pi&ugrave; o meno &ldquo;impegnativi&rdquo;, vengono invitati a party esclusivi, sono pi&ugrave; fotografati di Paris Hilton. Il fine di questo approccio ovviamente &egrave; spesso analogo a quanto avviene con i VIP: vogliamo che il blogger parli del nostro brand, mostri il prodotto al proprio network di contatti, crei attesa nei confronti dell&rsquo;evento e condivida le foto che lo ritraggono nei propri spazi social. Forse proprio la natura di questo approccio fa s&igrave; che si stia diffondendo sempre pi&ugrave; nell&rsquo;ambito della moda con l&rsquo;esplosione del fenomeno da qualche anno ormai delle cosiddette fashion blogger.</p>
<p><strong>Il blogger come opinion leader: APPROCCIO POLITICO</strong></p>
<p>Approccio assimilabile a quello &ldquo;VIP&rdquo; ma il soggetto che lo intraprende &egrave; spesso di natura istituzionale e non ricollegabile ad uno specifico brand o prodotto. Pensiamo ad esempio alle conferenze stampa o agli eventi in cui sono presenti il direttore marketing o lo stesso CEO organizzati dai telco e o dalle multinazionali leader nel campo informatico ed electronics o dagli stessi editori : oltre a giornalisti, politici, imprenditori, troviamo i blogger sia in veste di &ldquo;special guest&rdquo; sia come relatore, come per l&rsquo;appunto &ldquo;opinion leader&rdquo;. Attenzione non escludo che molti di questi blogger non siano in primis imprenditori, giornalisti e politici ma mi riferisco al fatto che abbiano un blog, uno spazio personale dove esprimono le proprie convinzioni, le proprie ideologie e in generale le proprie opinioni. Molto spesso si ha la sensazione o la quasi certezza che in ogni caso il personaggio in questione parler&agrave; di noi e quindi ci teniamo alla sua presenza sia per poter essere sicuri di metterlo nelle condizioni di avere tutte le informazioni che gli servono, sia, malignamente parlando, per &ldquo;tenercelo buono&rdquo;.</p>
<p><strong>I blogger come tester: APPROCCIO FOCUS GROUP</strong></p>
<p>Anche in questo caso si tratta di un approccio simile a quello VIP, il blogger riceve &ldquo;regali&rdquo; e viene invitato ad eventi, ma con un fine diverso: testare un nuovo servizio, un nuovo prodotto, commentare un particolare studio o una campagna pubblicitaria in anteprima. A volte l&rsquo;oggetto del test viene spedito e si aspetta la reazione, a volte si creano degli spazi online dove parlarne insieme agli altri tester (ad es. un gruppo privato su Facebook), a volte viene organizzato un evento ad hoc. Il test pu&ograve; riguardare un nuovo prodotto o &ldquo;l&rsquo;idea&rdquo; di un nuovo prodotto: non solo esprimere la propria opinione su una nuova variante ma contribuire a crearla o a decidere tra una serie di opzioni possibili.</p>
<p><strong>Il blogger come creativo: APPROCCIO TALENT SCOUT</strong></p>
<p>Molte persone oltre a scrivere un blog coltivano ovviamente tanti altri interessi e passioni e sono particolarmente bravi nel farlo: scrivono poesie e racconti, scattano fotografie, realizzano cortometraggi, disegnano fumetti, pitturano, cantano, suonano uno strumento, conducono trasmissioni radiofoniche, creano dei mashup o delle playlist musicali, e cos&igrave; via. A volte aprono un blog proprio per dare visibilit&agrave; alle loro creazioni, in alcuni casi le condividono utilizzando altri servizi di sharing oppure le pubblicano sporadicamente nei loro spazi personali; altre volte ancora non sono nemmeno blogger nel senso stretto del termine perch&egrave; il loro spazio personale non &egrave; un blog ma un account su Flickr o un canale su YouTube ma entrer&ograve; pi&ugrave; nel dettaglio di questo discorso quando parler&ograve; del tema della frammentazione della presenza online. Adottare questo approccio vuol dire coinvolgere il blogger in iniziative che gli consentono di mettere alla prova le proprie capacit&agrave; e di dare visibilit&agrave; al proprio particolare talento, magari facendolo diventare una vera e propria fonte di guadagno. Il brand che promuove questo genere di iniziativa funge quindi da sponsor e da &ldquo;enabler&rdquo;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questa potrebbe essere una prima fotografia di come si sono evolute le modalit&agrave; di contatto, interazione e coinvolgimento dei blogger. Vi sembra esaustiva o aggiungereste altre tipologie? Ovviamente non si tratta di una classificazione, i blogger non appartengono ad una categoria o ad un&rsquo;altra: l&rsquo;autore di un blog verticale sulla telefonia mobile pu&ograve; ricevere il comunicato stampa relativo all&rsquo;uscito di un nuovo device e allo stesso tempo essere coinvolto in in un casting per fumettisti perch&egrave; ogni giorno pubblica su Flickr una striscia quotidiana sulla sua vita.</p>
<p>Mi piacerebbe dare un seguito a questo post indicando se e quando &egrave; giusto o plausibile attivare un approccio piuttosto che un altro e quali sono gli eventuali DOs and DON&rsquo;Ts di ciascuno. Mi dite come la pensate cos&igrave; raccolgo un po&rsquo; di opinioni e materiali?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: rgb(255, 0, 0);"><strong>COMUNICAZIONE DI SERVIZIO</strong></span>: Ho resistito per un po&#39; ma alla fine ho ceduto al lato oscuro e ho creato <a href="http://www.facebook.com/pages/LaFra/460883580110">una pagina su Facebook</a>.</p>

<p class="FacebookLikeButton"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.lafra.it%2F2011%2F02%2F23%2Fl%25e2%2580%2599evoluzione-delle-pr-online-da-public-relation-a-people-relation%2F&amp;layout=standard&amp;show_faces=yes&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;locale=it_IT" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height: 25px"></iframe></p>
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		<title>Farmville: Gaming, Target, Business, Advertising</title>
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		<pubDate>Thu, 27 May 2010 14:35:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lafra</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Puoi amarlo o odiarlo ma difficilmente si pu&#242; ignorare un fenomeno come quello di Farmville, il social game con oltre 80 milioni di active users mensili che allo stato attuale &#232; sia l&#8217;applicazione Facebook di maggiore successo sia il gioco pi&#249; diffuso al mondo. Inevitabilmente Farmville &#232; entrato sia nella mia vita personale sia in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Puoi amarlo o odiarlo ma difficilmente si pu&ograve; ignorare un fenomeno come quello di <a href="http://www.farmville.com/">Farmville</a>, il social game con oltre 80 milioni di active users mensili che allo stato attuale &egrave; sia l&rsquo;applicazione Facebook di maggiore successo sia il gioco pi&ugrave; diffuso al mondo.</p>
<p>Inevitabilmente Farmville &egrave; entrato sia nella mia vita personale sia in quella professionale.</p>
<p>Per quanto riguarda la prima, contrariamente a quanto si possa pensare, non direttamente, ossia non giocando, non raccogliendo le patate, non andando alla ricerca di neighbours per &quot;espandere&quot; la farm, bens&igrave; cercandoli <strong>per mia madre</strong>.</p>
<p>S&igrave;, avete capito bene.</p>
<p><iframe width="400" height="600" frameborder="0" src="http://friendfeed.com/lafra/f44e3b35/vuoi-diventare-amico-di-mia-madre-su-facebook?embed=1" style="border: 1px solid rgb(170, 170, 170);"></iframe></p>
<p>Notare la mia farm (creata appositamente per questo screenshot) e la sua.</p>
<p style="text-align: center;"><img src="http://farm2.static.flickr.com/1074/4604185860_a8cb1cc2fd.jpg" alt="" /></p>
<p style="text-align: center;"><img src="http://farm2.static.flickr.com/1299/4604185916_173c01edab.jpg" alt="" /></p>
<p>Grazie a lei mi sono fatta una cultura sulle dinamiche di gioco e soprattutto sulle leve che lo hanno portato ad essere cos&igrave; diffuso. Le spiega in maniera molto semplice <a href="http://kurai.eu/">Federico Fasce</a> in una recente presentazione dedicata al gioco come elemento di innovazione 	nella comunicazione aziendale.</p>
<div style="width: 425px; text-align: left;" id="__ss_3724407"><strong style="margin: 12px 0pt 4px; display: block;"><a href="http://www.slideshare.net/Kurai/il-gioco-come-elemento-della-comunicazione-aziendale" title="Il gioco come elemento della comunicazione aziendale">Il gioco come elemento della comunicazione aziendale</a></strong><object width="425" height="355" id="__sse3724407"><param name="movie" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=giocoecomunicazione-100414123836-phpapp02&amp;stripped_title=il-gioco-come-elemento-della-comunicazione-aziendale" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><embed width="425" height="355" name="__sse3724407" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=giocoecomunicazione-100414123836-phpapp02&amp;stripped_title=il-gioco-come-elemento-della-comunicazione-aziendale" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object> View more <a href="http://www.slideshare.net/">presentations</a> from <a href="http://www.slideshare.net/Kurai">Federico Fasce</a>.</div>
<p>Da un punto di vista professionale Farmville &egrave; un fenomeno decisamente affascinante per molti aspetti: gaming, target, modello di business, strumento di comunicazione e advertising. A questo proposito ho pensato di condividere su Slideshare un powerpoint in cui ho raccolto alcuni key facts a mio avviso interessanti relativi a questo fenomeno.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="__ss_4329768" style="width: 425px;"><strong style="margin: 12px 0pt 4px; display: block;"><a title="Farmville: Gaming, Target, Business, Advertising" href="http://www.slideshare.net/lafra/farmville-gaming-target-business-advertising">Farmville: Gaming, Target, Business, Advertising</a></strong><object width="425" height="355" id="__sse4329768"><param value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=farmvillemaggio2010-100527092737-phpapp01&amp;stripped_title=farmville-gaming-target-business-advertising" name="movie" /><param value="true" name="allowFullScreen" /><param value="always" name="allowScriptAccess" /><embed width="425" height="355" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" type="application/x-shockwave-flash" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=farmvillemaggio2010-100527092737-phpapp01&amp;stripped_title=farmville-gaming-target-business-advertising" name="__sse4329768"></embed></object></p>
<div style="padding: 5px 0pt 12px;">View more <a href="http://www.slideshare.net/">presentations</a> from <a href="http://www.slideshare.net/lafra">Francesca Casadei</a>.</div>
</div>

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		<title>La crisi come opportunità di comunicazione: il retail</title>
		<link>http://www.lafra.it/2009/06/10/la-crisi-come-opportunita-di-comunicazione-il-retail/</link>
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		<pubDate>Wed, 10 Jun 2009 14:26:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lafra</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel precedente post ho parlato di come la crisi economica possa essere vissuta non solo come una minaccia ma anche come un&#8217;opportunit&#224;, in particolare per la comunicazione. Avevo citato casi di aziende come Coca Cola e Kellogg&#8217;s che hanno dato vita ad iniziative pubblicitarie legate alla crisi, in maniera diretta o indiretta, con il rischio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="400" height="238" vspace="10" hspace="10" align="left" alt="" src="http://img.mobypicture.com/13355d39578413750900c4f0dc457997_view.jpg" />Nel <a href="http://www.lafra.it/2009/05/27/la-crisi-come-opportunita-di-comunicazione/">precedente post</a> ho parlato di come la crisi economica possa essere vissuta non solo come una minaccia ma anche come un&#8217;opportunit&agrave;, in particolare per la comunicazione.</p>
<p>Avevo citato casi di aziende come Coca Cola e Kellogg&#8217;s che hanno dato vita ad iniziative pubblicitarie legate alla crisi, in maniera diretta o indiretta, con il rischio di non essere gradite dai consumatori (mi riferisco in particolare al caso &quot;<em>Spot Coca Cola : Giulia e la crisi</em>&quot;).</p>
<p>Avevo anche scritto che a mio avviso le aziende che hanno colto maggiormente questa opportunit&agrave; sono quelle operanti nel retail che possono in questo contesto di crisi economica far leva su due aspetti ovviamente rilevanti per la categoria: la <strong>vicinanza al consumatore</strong> e la <strong>convenienza</strong>.</p>
<p>Durante il mio soggiorno londinese ho potuto notare e anche approfittare di alcune iniziative di catene molto note in UK.</p>
<p><strong>TESCO &quot;CHEAPER ALTERNATIVES&quot;</strong></p>
<p>Tesco ha creato all&#8217;interno del suo sito <a href="http://www.tesco.com/cheaperalternatives/">un&#8217;area dedicata</a> alla ricerca di &quot;alternative pi&ugrave; economiche&quot;.</p>
<p>Basta navigare all&#8217;interno dello store online e cliccare, dove presente, sul link <span style="color: rgb(255, 0, 0); "><strong>See Cheaper Alternatives! </strong></span>per visualizzare lo stesso prodotto di un brand diverso (generalmente la <em>private label</em> di Tesco) ad un costo inferiore e aggiungerlo nel carrello (seguono screenshot dalla demo in flash presente sul sito).</p>
<p style="text-align: left; "><img width="200" height="165" alt="" src="http://farm4.static.flickr.com/3381/3613079755_6085739b59.jpg?v=0" /><img width="200" height="164" alt="" src="http://farm4.static.flickr.com/3384/3613897680_fce5a26f1e.jpg?v=0" /><img width="200" height="164" alt="" src="http://farm4.static.flickr.com/3367/3613897728_bcab8c33bd.jpg?v=0" /></p>
<p>Questa iniziativa &egrave; stata promossa su diversi media tra cui una <a href="http://wheresthesausage.typepad.com/my_weblog/2008/09/tesco-take-the-credit-crunch-head-on.html">campagna banner &quot;interattiva&quot;</a>: passando sopra ai prodotti era possibile visualizzare la &quot;<em>cheaper alternative</em>&quot; di ciascuno e alla fine conoscere il totale di pounds risparmiati scegliendo le alternative pi&ugrave; convenienti proposte da Tesco.</p>
<p style="text-align: center; "><img alt="" src="http://farm4.static.flickr.com/3355/3613918380_07366159d2.jpg?v=1244637845" /></p>
<p style="text-align: left; ">Le <em>Cheaper Alternatives</em> sono state anche inserite all&#8217;interno dei <a href="http://www.retailforum.it/?p=1486">6 consigli di Tesco per risparmiare quando si fa la spesa</a>.</p>
<p style="text-align: center; "><a href="http://www.retailforum.it/wp-content/uploads/2009/01/regole-tesco.jpg"><img width="500" height="376" alt="" src="http://www.retailforum.it/wp-content/uploads/2009/01/regole-tesco-tm.jpg" /></a></p>
<p style="text-align: left; ">&nbsp;A quanto pare queste iniziative hanno premiato Tesco che <a href="http://www.retailforum.it/?p=1937">ha chiuso il 2008 con un +15.1%</a>&nbsp;sulle vendite.</p>
<p><strong>MARKS &amp; SPENCER &quot;DINE IN FOR &pound;10&quot;</strong></p>
<p>Marks &amp; Spencer con una certa periodicit&agrave; lancia la promozione &quot;<em>Dine in for&nbsp;&pound;10</em>&quot; dove con dieci sterline &egrave; possibile acquistare&nbsp;</p>
<p style="text-align: center; "><strong>A MAIN MEAL</strong></p>
<p style="text-align: center; "><strong>+&nbsp;</strong></p>
<p style="text-align: center; "><strong>SIDE DISH</strong></p>
<p style="text-align: center; "><strong>+&nbsp;</strong></p>
<p style="text-align: center; "><strong>DESSERT</strong></p>
<p style="text-align: center; "><strong>+</strong></p>
<p style="text-align: center; "><strong>A BOTTLE OF WINE</strong></p>
<p>per due persone tutto a dieci sterline.</p>
<p style="text-align: center; "><a href="http://www.supermarketscope.com/Marks-And-Spencer-Dine-In-For-10-Pounds.asp"><img alt="" src="http://farm4.static.flickr.com/3347/3613210609_571fba6ce2.jpg?v=0" /></a></p>
<p style="text-align: center; "><a href="http://blog.metelecoms.co.uk/2009/02/26/dine-in-for-two-for-10/"><img alt="" src="http://farm3.static.flickr.com/2431/3614028304_241ac8d43c.jpg?v=0" /></a></p>
<p>Vi assicuro che come offerta &egrave; assolutamente conveniente e apprezzata da molti consumatori, sia considerando i prezzi del food in UK, sia considerando la catena che non ha mai puntato sul low cost. A questo proposito mi sento di dire che l&#8217;iniziativa &egrave; anche molto coerente con i valori del brand che non vuole svalorizzare la sua immagine di qualit&agrave; puntando esclusivamente sulla leva prezzo ma che preferisce piuttosto parlare di una scelta efficiente, qualit&agrave; e convenienza insieme.</p>
<p><strong>SAINSBURY&#8217;S &quot;FEED YOUR FAMILY FOR A FIVER&quot;</strong></p>
<p>Sainsbury&#8217;s ha lanciato la campagna &quot;<em>Feed your family for a fiver</em>&quot; ossia &quot;dai da mangiare alla tua famiglia con cinque sterline&quot; (<em>fiver</em> &egrave; una tipica espressione inglese che si potrebbe tradurre nel nostro &quot;cinquino&quot; o ai tempi della lira lo &quot;scudo&quot; che a quanto pare <a href="http://ff.im/3O8PP">non si usa pi&ugrave;</a> da quando siamo passati all&#8217;euro).</p>
<p>Qui potete vedere il recente spot tv con il testimonial <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Jamie_Oliver">Jamie Oliver</a>, noto chef inglese.</p>
<p style="text-align: center; "><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/nqmnlHlxqD8&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed src="http://www.youtube.com/v/nqmnlHlxqD8&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>
<p>L&#8217;iniziativa &egrave; in questo momento anche <a href="http://www.sainsburys.co.uk/YourIdeas/forums/showthread.aspx?PostID=13072">oggetto di discussione</a> nella community del sito di Sainsbury&#8217;s.</p>
<p><strong>E IN ITALIA?</strong></p>
<p>Anche in Italia alcuni retailer hanno unito all&rsquo;interno delle campagne di comunicazione i due aspetti di vicinanza al consumatore e convenienza.</p>
<p>Ne sono un esempio la campagna di <strong>Coop</strong> &quot;<em><strong>Come sar&agrave; il 2009?</strong></em>&quot;, in cui &egrave; chiaro il riferimento al periodo di crisi economica ma senza esplicitarlo come nel caso di Coca Cola,</p>
<p style="text-align: center; "><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/MPVfv3duH90&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed src="http://www.youtube.com/v/MPVfv3duH90&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>
<p>e&nbsp;<strong>Lidl</strong>&nbsp;che dopo aver sostituito le offertone della settimana con lo spot &quot;Ogni giorno &egrave; speso bene&quot; (dove si tenta di adottare dei codici di comunicazione pi&ugrave;&nbsp;emozionali legati all&#8217;immagine della nuova famiglia italiana)</p>
<p style="text-align: center; "><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/V--MKnNWwfU&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed src="http://www.youtube.com/v/V--MKnNWwfU&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>
<p style="text-align: left; ">ha deciso poi di integrare nello spot entrambi questi due aspetti: spot &quot;emozionale&quot; + offerta della settimana.</p>
<p style="text-align: left; ">Direi di fermarmi qui, sicuramente ci sono altri esempi di comunicazione molto interessanti nel comparto del retail nati in risposta al periodo di crisi economica, ne volete segnalare qualcuno?</p>
<p style="text-align: left; ">Cosa ne pensate di quelli che ho citato?&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>

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		<title>La crisi come opportunità di comunicazione</title>
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		<pubDate>Wed, 27 May 2009 11:01:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lafra</dc:creator>
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		<description><![CDATA[PREMESSA Un paio di settimane&#160;Quasi un mese fa ho partecipato al Materacamp e come ho gi&#224; detto su Friendfeed &#232; stata un&#8217;esperienza indimenticabile sia per il luogo, sia per le persone, sia per il contesto, ossia la formula del barcamp. Come molti di voi sanno i barcamp sono eventi organizzati da volontari e realizzabili grazie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="font-size: smaller;"><span style="color: rgb(128, 128, 128);"><span style="background-color: rgb(255, 255, 255);">PREMESSA</span></span></span></strong></p>
<p><span style="font-size: smaller;"><span style="color: rgb(128, 128, 128);"><span style="background-color: rgb(255, 255, 255);"><strike>Un paio di settimane</strike>&nbsp;Quasi un mese fa ho partecipato al <a href="http://www.materacamp.com/">Materacamp</a> e come ho gi&agrave; detto <a href="http://ff.im/2z9hw">su Friendfeed</a> &egrave; stata un&#8217;esperienza indimenticabile sia per il luogo, sia per le persone, sia per il contesto, ossia la formula del barcamp.</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: smaller;"><span style="color: rgb(128, 128, 128);"><span style="background-color: rgb(255, 255, 255);">Come molti di voi sanno i barcamp sono eventi organizzati da volontari e realizzabili grazie al contributo di sponsor pubblici e privati in cui non esiste un&#8217;agenda prefissata con relatori ed interventi, ognuno pu&ograve; decidere di fare uno speech: &egrave; sufficiente arrivare presto la mattina e attaccare un post-it con il proprio nome e il titolo dell&#8217;intervento sulla board vuota con gli slot orari disponibili.</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: smaller;"><span style="color: rgb(128, 128, 128);"><span style="background-color: rgb(255, 255, 255);">Gli interventi dovrebbero essere inerenti il tema del barcamp che in alcuni casi &egrave; definito dalla natura stessa dell&#8217;evento (ad es. il <a href="http://www.barcamp.org/parmaworkcamp">Parmaworkcamp</a> era dedicato ai rapporti fra il mondo del lavoro e il web, mentre al <a href="http://www.wordcamp.it/">Wordcamp</a> a Milano sabato scorso il tema era la piattaforma di blogging WordPress) o &egrave; indicato nel wiki. Il tema del Materacamp 2009 era <strong>&ldquo;</strong><strong><em>come il web e la tecnologia possono aiutare l&rsquo;economia a sconfiggere la crisi</em></strong>&rdquo;, un argomento molto interessante di cui purtroppo non ho sentito interventi (va detto che sabato sono arrivata dopo pranzo quindi ho perso tutta la mattinata).</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: smaller;"><span style="color: rgb(128, 128, 128);"><span style="background-color: rgb(255, 255, 255);">Qualcuno potr&agrave; dirmi: perch&egrave; non hai fatto un intervento tu? Avrei voluto ma mi sono ridotta all&#8217;ultima settimana e purtroppo non ho avuto il tempo di prepararlo. Ma il bello di internet e dei social media in particolare &egrave; la possibilit&agrave; di prolungare &ldquo;gli effetti&rdquo; di un evento e quindi ve ne parler&ograve; qui.</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: smaller;"><span style="color: rgb(128, 128, 128);"><span style="background-color: rgb(255, 255, 255);">Il titolo del mio intervento sarebbe stato: La crisi come opportunit&agrave; di comunicazione.</span></span></span></p>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/gemsling/535394101/"><img hspace="10" vspace="10" align="left" alt="" src="http://farm2.static.flickr.com/1139/535394101_edbd34269f_m.jpg" /></a>Non tutti i mali vengono per nuocere, anche la crisi economica.</p>
<p>In un momento in cui la maggior parte delle aziende vedono la crisi come una forte minaccia alla propria sopravvivenza altre cercano di sfruttarne gli aspetti positivi, un po&#8217; come farebbe <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Pollyanna">Pollyanna</a> con il gioco della felicit&agrave; (&ldquo;<em>The Glad Game</em>&rdquo;).</p>
<p>Ma cosa ci pu&ograve; essere di positivo nella crisi e perch&egrave; alcune aziende investono in comunicazione nonostante il periodo sfavorevole?</p>
<p><span style="color: rgb(153, 51, 0);"><strong>L&#8217;investimento pubblicitario &egrave; uno degli indici di &ldquo;salute&rdquo; di un&#8217;azienda.</strong></span></p>
<p>Se un&#8217;azienda anche in periodi di crisi continua a pubblicizzare i suoi prodotti, viene percepita come solida e quindi <strong>in grado di mantenere uno standard di qualit&agrave;</strong> verso i suoi clienti/consumatori. Questo &egrave; il punto di vista di <a href="http://profy.com/2008/10/06/sure-about-pending-collapse-of-ad-supported-internet/">Svetlana Gladkova</a> che individua delle analogie tra questa crisi e quella degli Anni 30, la <em>Great Depression</em>, in cui le aziende che sono sopravvissute non sono quelle che hanno tagliato i costi di comunicazione ma quelle che hanno continuato a pubblicizzare i propri prodotti e a convincere i consumatori a sceglierli rispetto a quelli dei concorrenti che avevano smesso di &ldquo;parlare&rdquo; (<em>under-advertised</em>).</p>
<p><span style="color: rgb(153, 51, 0);"><strong>Il silenzio spaventa</strong>.</span></p>
<p>Nei periodi di recessione <strong>si respira ovviamente molta tensione</strong>: gli impiegati hanno paura di essere licenziati da un momento all&#8217;altro, i fornitori di non essere pagati, i consumatori di vedere un abbassamento nella qualit&agrave; dei prodotti, gli azionisti di assistere al crollo delle quotazioni etc. e stare in silenzio non pu&ograve; che peggiorare la situazione. Comunicare in maniera diretta a ciascun target pu&ograve; da una parte rassicurarli nel caso in cui l&#8217;allarmismo non sia motivato dall&#8217;altra d&agrave; comunque <strong>un&#8217;immagine positiva all&#8217;azienda di trasparenza</strong> e di interesse nei confronti del sentiment dei propri pubblici di riferimento (per approfondire questo aspetto vi consiglio l&#8217;articolo &quot;<a href="http://money.cnn.com/galleries/2009/fortune/0901/gallery.colvin_managing.fortune/3.html">10 Ways to weather the storm</a>&quot;).</p>
<p><span style="color: rgb(153, 51, 0);"><strong>Nel silenzio la tua voce si sente di pi&ugrave;</strong>.</span></p>
<p>Se i tuoi competitor hanno deciso di tagliare gli investimenti in comunicazione non &egrave; detto che tu debba fare lo stesso. Se normalmente &egrave; difficile riuscire a farsi notare e sentire da parte dei propri clienti, il &quot;silenzio&quot; che si genera in tempi di crisi <strong>pu&ograve; diventare un vantaggio competitivo</strong>.</p>
<p><span style="color: rgb(153, 51, 0);"><strong>La crisi pu&ograve; diventare un leva di comunicazione pubblicitaria</strong>.</span></p>
<p>Alcune grandi aziende hanno dato vita a campagne incentrate sulla crisi come tema di comunicazione.</p>
<p><strong>COCA COLA</strong></p>
<p><a href="http://www.coca-cola.it/felicita_a_tavola/">&quot;La Felicit&agrave; a tavola&quot;</a></p>
<p>In questo caso la crisi &egrave; un tema che entra a far parte della comunicazione stessa.</p>
<p style="text-align: center;"><object height="344" width="425"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/5D9NQhfxWP4&amp;hl=it&amp;fs=1" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed height="344" width="425" src="http://www.youtube.com/v/5D9NQhfxWP4&amp;hl=it&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><strong>KELLOGG&#8217;S UK</strong></p>
<p>In questo esempio invece Kellogg&#8217;s affronta il periodo di crisi con una comunicazione incentrata sull&#8217;acquisto efficiente: qualit&agrave; e prezzo insieme.</p>
<p><!-- BEGIN VISIT4INFO EMBED CODE --></p>
<div id="visit4info_65589" style="width: 322px; background-color: white;"><a target="_blank" href="http://www.visit4info.com/advert/100-Years-of-Kelloggs-Corn-Flakes-all-for-10p-a-Bowl-Kelloggs-Corn-Flakes-Range/65589?autoplay=true"><img width="322" border="0" alt="100 Years of Kellogg's Corn Flakes, all for 10p a Bowl" style="border: 0px none ; margin: 0px; padding: 0px;" src="http://www.visit4info.com/sitecontent/LG/fullZZZZZZTVC081110202524PDC.jpg" /></a></div>
<div style="background: transparent url(http://www.visit4info.com/images/embed_large_bar.jpg) repeat scroll 0% 0%; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial; height: 33px; width: 323px;">
<div style="padding-top: 2px;">
<p style="margin: 0px;"><a style="font-family: verdana; font-size: 11px; color: rgb(0, 0, 0); text-decoration: none;" target="_blank" href="http://www.visit4info.com/advert/100-Years-of-Kelloggs-Corn-Flakes-all-for-10p-a-Bowl-Kelloggs-Corn-Flakes-Range/65589?autoplay=true"><img height="30" width="36" border="0" align="left" alt="" style="float: left;" src="http://www.visit4info.com/images/spacer.gif" /><b>100 Years of Kellogg..</b><br />
Watch the ad&#8230;</a></p>
</div>
<p><script src="http://www.visit4info.com/external/embed_ex.cfm?id=65589"></script></div>
<p>
<!-- END VISIT4INFO EMBED CODE --></p>
<p>Chi ha saputo a mio avviso trarre maggior vantaggio da questa opportunit&agrave; sono tuttavia <strong>le aziende del retail</strong>, ma preferisco dedicare a questo fenomeno un post dedicato.</p>
<p><span style="color: rgb(153, 51, 0);"><strong>E un&#8217;opportunit&agrave; per sperimentare l&#8217;utilizzo di nuovi media</strong>.</span></p>
<p>La necessaria riduzione dei budget di comunicazione in alcune aziende pu&ograve; essere vissuta come un&#8217;opportunit&agrave; per sperimentare <strong>mezzi pi&ugrave; efficienti e affini al proprio target</strong> e anche nelle aziende pi&ugrave; restie ci si interroga su quale ruolo dare a <strong>internet </strong>nella propria strategia di comunicazione ma soprattutto di marketing.</p>
<p>Un esempio arriva dalla Russia dove <a href="http://profy.com/2008/12/02/procter-amp-gamble-moving-ads-online-from-tv-in-russia-at-least/ ">Procter &amp; Gamble che ha deciso di aumentare del 20% i propri investimenti pubblicitari online nel 2009</a>.&nbsp;</p>
<blockquote>
<p>The official reason is simple and straightforward: Procter &amp; Gamble believes they will be able to achieve similar or comparable results targeting online viewers but the expenses will be lower which is very important during the current global financial crisis.&nbsp;</p>
</blockquote>
<p>Per concludere non voglio dire che sto trattando il tema della crisi con superficialit&agrave; e con il piglio egoista del comunicatore ma con cercare di affontarla con propositivit&agrave; e un pizzico di furbizia.</p>
<p>Cosa ne pensate?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>AGGIORNAMENTO 30 MAGGIO 2009</strong></p>
<p>Incorporo la conversazione generata su Friendfeed grazie al post-commento di Suzukimaruti</p>
<p>&nbsp;</p>
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			<media:title type="html">100 Years of Kellogg's Corn Flakes, all for 10p a Bowl</media:title>
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		<title>Dalla Big Thing alla Big Picture (Forum Ricerca e Innovazione 2009)</title>
		<link>http://www.lafra.it/2009/05/25/dalla-big-thing-alla-big-picture-forum-ricerca-e-innovazione-2009/</link>
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		<pubDate>Mon, 25 May 2009 12:43:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lafra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Communication]]></category>
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		<description><![CDATA[Venerd&#236; mattina ho preso un treno insieme a Marco Massarotto e a Stefano Stravato diretto a Padova e pi&#249; precisamente al Forum della Ricerca e dell&#8217;Innovazione. Sono stata invitata come relatrice nella sessione La Comunicazione di prodotto e il Web 2.0. Un&#8217;esperienza molto bella sia per la citt&#224; che ho visitato per la prima volta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Venerd&igrave; mattina ho preso un treno insieme a <a href="http://marcomassarotto.com/2009/05/20/internet-innovazione-e-ritorno-alle-origini/">Marco Massarotto</a> e a <a href="http://www.bonafficiata.it/2009/05/ricordi-di-una-primavera-20-o-2007/">Stefano Stravato</a> diretto a Padova e pi&ugrave; precisamente al <a href="http://web.rif2009.org/programma#ven22"><strong>Forum della Ricerca e dell&#8217;Innovazione</strong></a>.</p>
<p>Sono stata invitata come relatrice nella sessione <em><strong>La Comunicazione di prodotto e il Web 2.0</strong></em>.</p>
<p>Un&#8217;esperienza molto bella sia per la citt&agrave; che ho visitato per la prima volta sia per la sessione che vedeva oltre a me, Marco e Stefano anche <a href="http://digital-intranos.blogspot.com/">Pepe Moder</a> di Barilla e Frangino Lucarini di <a href="http://www.h-art.it/">H-Art</a>. La scelta dei relatori mi &egrave; sembrata molto ben riuscita essendo presenti rappresentanti dei principali attori della comunicazione: clienti, agenzie e media.</p>
<p>Il mio ruolo &egrave; stato quello di chiarire come <strong>il web 2.0 dovrebbe essere considerato come uno degli ambienti in cui le aziende si possono muovere online senza tuttavia trascurare gli altr</strong><strong>i</strong>, ossia i propri spazi come il sito corporate e i siti di prodotto, e quelli che &egrave; possibile &quot;acquistare&quot; come le campagne di display advertising e le partnership media.</p>
<p>Ho quindi sostenuto l&#8217;importanza di una visione d&#8217;insieme quando ci si relazione con internet (linko a questo proposito <a href="http://www.lafra.it/2009/01/22/trends-della-comunicazione-secondo-me-2-presenza-online/">il secondo dei tre trend sulla comunicazione &quot;secondo me&quot;</a>) e la convinzione che <strong>non sia possibile innovare senza conoscere la realt&agrave;</strong> in cui si &egrave; presenti perch&egrave; si corre il rischio di &quot;creare&quot; qualcosa che esiste gi&agrave; o qualcosa di totalmente inutile.</p>
<p>Ho caricato la presentazione <a href="http://www.slideshare.net/lafra/dalla-big-thing-alla-big-picture-limportanza-di-una-visione-strategica-dinsieme-online">su Slideshare</a> anche se molte considerazioni non sono presenti perch&egrave; le ho dette a voce. Ovviamente sono come sempre disponibile ad approfondire l&#8217;argomento <img src='http://www.lafra.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<div style="width:425px;text-align:left" id="__ss_1485047">
<p style="text-align: center; "><a style="font:14px Helvetica,Arial,Sans-serif;display:block;margin:12px 0 3px 0;text-decoration:underline;" title="Dalla Big Thing alla Big Picture - L&rsquo;importanza di una visione strategica d&rsquo;insieme online" href="http://www.slideshare.net/lafra/dalla-big-thing-alla-big-picture-limportanza-di-una-visione-strategica-dinsieme-online?type=presentation">Dalla Big Thing alla Big Picture &#8211; L&rsquo;importanza di una visione strategica d&rsquo;insieme online</a><object style="margin:0px" width="425" height="355"><param name="movie" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=forumricercainnovazione2009-090525070355-phpapp01&amp;stripped_title=dalla-big-thing-alla-big-picture-limportanza-di-una-visione-strategica-dinsieme-online" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><embed src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=forumricercainnovazione2009-090525070355-phpapp01&amp;stripped_title=dalla-big-thing-alla-big-picture-limportanza-di-una-visione-strategica-dinsieme-online" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="355"></embed></object></p>
<div style="font-size:11px;font-family:tahoma,arial;height:26px;padding-top:2px;">View more <a style="text-decoration:underline;" href="http://www.slideshare.net/">Microsoft Word documents</a> from <a style="text-decoration:underline;" href="http://www.slideshare.net/lafra">Francesca Casadei</a>.</div>
</div>

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	</item>
		<item>
		<title>Trends della comunicazione (secondo me): 3. (digitalising) MEDIA</title>
		<link>http://www.lafra.it/2009/01/26/trends-della-comunicazione-secondo-me-3-digitalising-media/</link>
		<comments>http://www.lafra.it/2009/01/26/trends-della-comunicazione-secondo-me-3-digitalising-media/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 26 Jan 2009 21:37:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lafra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Communication]]></category>
		<category><![CDATA[Trends]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[media]]></category>
		<category><![CDATA[riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160;(1. Evoluzione e diversificazione del concetto di brand) (2. Costruzione della presenza online di un brand) 3. Digitalizzazione dell&#8217;Universo Media I mezzi notoriamente definiti in comunicazione come media offline si stanno digitalizzando e sono fruibili anche su internet: &#232; possibile guardare alcuni programmi televisivi, ascoltare la radio, leggere libri e riviste, con modalit&#224; e tempi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>&nbsp;<a href="http://www.lafra.it/2009/01/19/trends-della-comunicazione-secondo-me-1-brands/">(1. Evoluzione e diversificazione del concetto di brand)</a></h3>
<div>
<h3><a href="http://www.lafra.it/2009/01/22/trends-della-comunicazione-secondo-me-2-presenza-online/">(2. Costruzione della presenza online di un brand)</a></h3>
<h2>3. Digitalizzazione dell&#8217;Universo Media</h2>
</div>
<p>I mezzi notoriamente definiti in comunicazione come media offline si stanno digitalizzando e sono fruibili anche su internet: &egrave; possibile guardare alcuni programmi televisivi, ascoltare la radio, leggere libri e riviste, con modalit&agrave; e tempi diversi: live, streaming, download, podcast, etc.</p>
<p>La prima banale considerazione che mi sento di fare &egrave; che <strong>non ha quindi pi&ugrave; senso parlare di media online e offline</strong> come se fossero due mondi che fanno fatica a parlarsi ma piuttosto di opportunit&agrave; diverse di fruizione di un contenuto.</p>
<p>Il pensiero che ho fatto su questo trend che ho chiamato digitalizzazione dell&#8217;<em>universo media</em>, proprio per non cadere nella tentazione di parlare di media offline, credo possa rappresentare un ulteriore spunto di riflessione sul crollo di questo ormai storico spartiacque.</p>
<p>Nel trend precedente ho parlato delle tre diverse categorie in cui &egrave; possibile classificare i media online se osservati da un punto di vista aziendale relativamente al grado di controllo che &egrave; possibile esercitare sulle stesse: owned, bought e earned.</p>
<p>In questo trend vorrei riprendere questa distinzione cambiando il criterio di analisi e spostandolo sull&#8217;elemento che intrinsecamente differenzia una categoria dalle altre:</p>
<ul>
<li>Negli owned media il focus &egrave; sulla <strong>TECNOLOGIA</strong> ossia sulla resa grafica e architettonica del sito volta in alcuni casi ad enfatizzarne l&#8217;impatto grafico e in altri l&#8217;usabilit&agrave; e il livello di accessibilit&agrave;.</li>
<li>Nei bought media l&#8217;attenzione si sposta sul <strong>CONTENUTO</strong>: faccio pubblicit&agrave; sui portali perch&egrave; &egrave; l&igrave; che gli utenti fruiscono dei contenuti, mi posiziono nei motori in modo da contestualizzare il mio prodotto nell&#8217;ambito della ricerca di contenuti da parte dell&#8217;utente.</li>
<li>Negli earned media, per ovvi motivi, sono centrali le <strong>RELAZIONI</strong>.</li>
</ul>
<p>Se mi fermo a pensare a come gli altri media stanno attraversando il processo di digitalizzazione vedo delle forti analogie con il mezzo internet e la sua evoluzione.</p>
<p>Prendiamo la <strong>radio</strong>, il mezzo che pi&ugrave; degli altri ha abbracciato in questi anni le opportunit&agrave; di innovazione offerte dalla digitalizzazione. Faccio qualche esempio:</p>
<ul>
<li><strong>TECNOLOGIA</strong>: La radio viene appunto digitalizzata e pu&ograve; essere ascoltata online, sia in diretta che sotto forma di podcast</li>
<li><strong>CONTENUTO</strong>: Vengono messi a disposizione degli utenti contenuti aggiuntivi rispetto a quelli trasmessi: &egrave; possibile vedere e non solo ascoltare i protagonisti del canale radiofonico e leggere curiosit&agrave; sulle loro vite (ad esempio all&#8217;interno dei blog personali)</li>
<li><strong>RELAZIONI</strong>: I canali radiofonici cercano di acquisire un grado di controllo sulla community che &egrave; nata spontanea attorno al loro brand dando vita a social network dedicati (ad es. <a href="http://mydeejay.deejay.it/">mydeejay</a>)&nbsp;o espandendo la propria presenza <a href="http://www.corriere.it/spettacoli/08_gennaio_24/105_youtube_62e0b382-cac4-11dc-bbdc-0003ba99c667.shtml">in altri territori</a> online; inoltre crescono quei servizi online che consentono di condividere la propria passione per la musica e di personalizzarne la fruizione (ad es. <a href="http://www.lastfm.it/home">Last.fm</a>).</li>
</ul>
<p>Discorso analogo per la <strong>stampa quotidiana e periodica</strong>:</p>
<ul>
<li><strong>TECNOLOGIA</strong>: le pagine vengono digitalizzate e rese disponibili in formato elettronico</li>
<li><strong>CONTENUTO</strong>: il sito del quotidiano / rivista offre contenuti diversi e/o integrativi rispetto a quelli cartacei</li>
<li><strong>RELAZIONI</strong>: nascono community attorno ai brand editoriali (ad es. <a href="http://forum.donnamoderna.com/">donnamoderna</a>, <a href="http://life.style.it/community/index.php">style</a>, <a href="http://grazia.blog.it/#/1/">grazia</a>, etc)</li>
</ul>
<p>e per l&#8217;<strong>editoria</strong></p>
<ul>
<li><strong>TECNOLOGIA</strong>: gli ebook e i device mobili in grado di leggerli (ad es. <a href="http://www.amazon.com/Kindle-Amazons-Wireless-Reading-Device/dp/B000FI73MA">Amazon Kindle</a>)</li>
<li><strong>CONTENUTO</strong>: i siti e i blog dedicati ai libri (ad es. <a href="http://internetpr.it/">Internet PR</a>) o scritti dagli stessi autori (ad es. <a href="http://www.paulocoelho.eu/">Paulo Coelho</a>, <a href="http://elisarosso.edizpiemme.it/">Elisa Rosso</a>)</li>
<li><strong>RELAZIONI</strong>: la scrittura partecipativa e la raccolta/segnalazione di materiali e risorse da parte degli utenti; la nascita di social network dedicati alla condivisione dei propri interessi bibliografici come <a href="http://www.pickwicki.com/pages/_Home.aspx">Anobii</a> e <a href="http://www.pickwicki.com/pages/_Home.aspx">Pickwicki</a></li>
</ul>
<p>(Colgo l&#8217;occasione per dire a Gianluca che spero nella concretizzazione del <a href="http://www.minimarketing.it/2008/12/10-pensierini-veloci-di-fine-anno-il.html">pensierino numero 5</a> relativo al suo ebook <a href="http://www.box.net/shared/g46bxmfyky">[<em>mini ]marketing</em>, <em>91</em> discutibili <em>tesi</em> per un marketing diverso)</a></p>
<p>E la <strong>TV</strong>? Il tubo catodico fa pi&ugrave; fatica ad innovarsi secondo questo percorso evolutivo ma in questi ultimi anni sono stati fatti molti passi avanti, soprattutto in US e UK (toh che novit&agrave;), vediamo qualche esempio:</p>
<ul>
<li><strong>TECNOLOGIA</strong>: alcuni programmi e serie televisive sono disponibili online a pagamento o gratuitamente. L&#8217;esempio americano per eccellenza &egrave; <a href="http://www.hulu.com/">Hulu</a>, quello britannico il <a href="http://www.bbc.co.uk/iplayer/">BBC iPlayer</a>. In Italia mi piace citare la RAI in quanto offre contenuti gratuiti su <a href="http://www.rai.tv/dl/raitv/home.html">Rai.tv</a></li>
<li><strong>CONTENUTO</strong>: sui siti dei programmi &egrave; possibile conoscere i dietro alle quinte, partecipare a sondaggi, vedere interviste non trasmesse in televisione, etc.&nbsp;</li>
<li><strong>RELAZIONI</strong>: Hulu e il network ABC consentono di embeddare i video delle proprie serie televisive in siti esterni, la CBS ha creato le <a href="http://www.cbs.com/socialroom/">social rooms</a> dove &egrave; possibile visionare i contenuti &quot;in compagnia&quot; di altri utenti collegati contemporaneamente con cui &egrave; possibile interagire; nascono canali e programmi televisivi dove una certa percentuale del palinsesto &egrave; creato con i contenuti realizzati dagli utenti (es. <a href="http://current.com/">Current</a> e <a href="http://it.qoob.tv/">QOOB</a>).</li>
</ul>
<p>Insomma su questo tema ci sono tantissime cose da dire e gli esempi citati vogliono essere solo rappresentativi, sicuramente non esaustivi.</p>
<p>Il mio obiettivo in questo post &egrave; condividere il mio pensiero sul trend che pu&ograve; guidare questa evoluzione.</p>
<p>E questa volta non vi disturber&ograve; la vista con i miei orridi grafici, spero che il post sia abbastanza esplicativo cos&igrave;, ma per ogni dubbio sapete dove trovarmi <img src='http://www.lafra.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Concludendo mi sento di dire che, analogamente al <a href="http://www.lafra.it/2009/01/22/trends-della-comunicazione-secondo-me-2-presenza-online/">secondo trend</a>, sia importante avere sempre in mente la big picture quando si ha a che fare con la comunicazione e con le modalit&agrave; con qui questa prende vita.&nbsp;</p>
<p>E ricollegandomi al <a href="http://www.lafra.it/2009/01/19/trends-della-comunicazione-secondo-me-1-brands/">primo trend</a>, quello relativo alla nascita di nuove categorie di brand, credo sia raccomandabile per ogni player media, presente o entrante, considerarsi innanzitutto un brand, un&#8217;entit&agrave; con dei valori e un equity, e non esclusivamente un canale, magari partendo proprio dall&#8217;analisi delle tre componenti Tecnologia, Contenuto e Relazioni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Va beh, chiudo davvero e lascio a voi la parola.</p>
<p>Vi va di dirmi cosa ne pensate di questo approccio relativo all&#8217;analisi del fenomeno di digitalizzazione dei media?</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>AGGIORNAMENTO</h2>
<p>I tre trend della comunicazione sono stati raccolti e approfonditi nell&#8217;ebook <a href="http://www.anobii.com/books/I_Trucchi_di_una_digital_strategist/9788863690071/01ae00b3bd1ca02850/"><em><strong>I&nbsp;trucchi di una digital strategist</strong></em></a>, edito da <a href="http://www.simplicissimus.it/index.html">Simplicissimus Book Farm</a>, <a href="http://www.box.net/shared/5ou4bc0i2n">scaricabile gratuitamente</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>

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	</item>
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		<title>Trends della comunicazione (secondo me): 1. Brands</title>
		<link>http://www.lafra.it/2009/01/19/trends-della-comunicazione-secondo-me-1-brands/</link>
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		<pubDate>Mon, 19 Jan 2009 10:56:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lafra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Communication]]></category>
		<category><![CDATA[Trends]]></category>
		<category><![CDATA[Brands]]></category>

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		<description><![CDATA[Quali sono i principali trends della comunicazione? Io me lo sono chiesta, come sicuramente molti di voi. Mi sono chiesta quali tendenze nell&#8217;ambito della comunicazione e dell&#8217;evoluzione dei media, in particolare online, hanno fortemente influenzato il 2008 e gli anni precedenti e guideranno il 2009 e gli anni successivi. Ho provato a darmi una risposta, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Quali sono i principali trends della comunicazione?  </strong></p>
<p>Io me lo sono chiesta, come sicuramente molti di voi.</p>
<p>Mi sono chiesta quali tendenze nell&#8217;ambito della comunicazione e dell&#8217;evoluzione dei media, in particolare online, hanno fortemente influenzato il 2008 e gli anni precedenti e guideranno il 2009 e gli anni successivi.</p>
<p>Ho provato a darmi una risposta, ho provato a tornare indietro nel tempo per ripercorrere la mia esperienza fino ad oggi e capire se era possibile individuare dei trends significativi e tutt&#8217;ora in evoluzione.</p>
<p>Mi sono soffermata su questi tre:</p>
<ul>
<li><strong>Evoluzione e diversificazione del concetto di brand</strong></li>
<li><a href="http://www.lafra.it/2009/01/22/trends-della-comunicazione-secondo-me-2-presenza-online/"><strong>Costruzione della presenza online di un brand</strong></a></li>
<li><strong><a href="http://www.lafra.it/2009/01/26/trends-della-comunicazione-secondo-me-3-digitalising-media/">Digitalizzazione dell&#8217;universo media</a>  </strong></li>
</ul>
<p>Cercher&ograve; di spiegarli in maniera sintetica all&#8217;interno di tre post distinti perch&egrave; qualcuno mi ha detto che &quot;<a href="http://friendfeed.com/e/b1c26ef0-b0db-1897-d688-97b0b366d0f1/Widgets-Marketing-successo-o-flop/">se fai i post lunghi poi finisce che ti emarginano</a>&quot; . Ovviamente li considero uno spunto iniziale per ulteriori riflessioni quindi li riprender&ograve; eventualmente pi&ugrave; nel dettaglio in futuri post.</p>
<h2><strong>1. Evoluzione e diversificazione del concetto di brand </strong></h2>
<p>Si evolve il concetto di brand in quanto non pi&ugrave; relativo a prodotti e servizi ma a tutta una serie di nuove categorie.</p>
<p><strong>Harry Potter</strong> ha profondamente modificato le logiche del <strong>marketing editoriale</strong> perch&egrave; non &egrave; solo il titolo di un libro o il nome di un personaggio di fantasia, bens&igrave; un brand che va protetto e custodito. Il libro &ldquo;<a href="http://www.anobii.com/books/01bec740653fe99f9d/">Harry Potter &#8211; Come creare un business da favola</a>&ldquo;  si concentra proprio su questo concetto e sul ruolo della Rowling di &ldquo;<em>custode del brand</em>&rdquo; controllando personalmente ogni richiesta di estensione del brand (merchandising, trasposizione cinematografica dei libri, parco di divertimenti &ldquo;<a href="http://www.universalorlando.com/harrypotter/">The Wizarding World</a>&rdquo; di Orlando, etc).</p>
<p>Discorso analogo per una serie televisiva come <strong>Sex &amp; the City</strong>: il lancio del film &egrave; stato supportato non esclusivamente ma per gran parte da operazioni di co-marketing: <a href="http://brandworld.mercedes-benz.com/sexandthecity/int/">con Mercedes</a>, <a href="http://www.swarovskisparkles.com/movies/film/n-3143.html">con Swaroski</a>, <a href="http://www.sfilate.it/moda/news.cfm?id=11191">con Sephora</a>, che hanno assicurato una visibilit&agrave; notevole all&#8217;evento con una riduzione significativa degli investimenti pubblicitari. Sex &amp; the City non &egrave; semplicemente un &ldquo;contenuto&rdquo; &egrave; un brand.</p>
<p>In generale questo trend si &egrave; manifestato in maniera molto forte <strong>in tutta l&#8217;industria legata all&#8217;entertainment</strong>; esempi di operazioni di branding molto interessanti per la comunicazione sono arrivati anche dal <strong>mondo videoludico</strong> (tanto che &ldquo;il mauri&rdquo; ha deciso di dedicare a questo tema <a href="http://videogioco.wordpress.com/">un blog</a> che vi consiglio di dare in pasto al vostro feed reader): pensiamo al recente caso di <strong>Halo 3</strong> e andando pi&ugrave; indietro nel tempo al mitico <strong>Mario Bros</strong> e alla sua seconda giovinezza con la Wii.</p>
<p>Gli stessi <strong>media</strong> diventano brands: pensiamo alle emittenti radiofoniche come <strong>RadioDeejay</strong> e magazine come Grazia. In quanto brands possono essere utilizzati in contesti diversi da quello originario, e non mi riferisco solo alla nascita di canali di fruizione del brand diversi come, nel caso della radio, il sito, il social network o il canale televisivo, ma ad esempio all&#8217;utilizzo insieme a brand automobilistici per operazioni di co-marketing (<strong>C1 Deejay</strong>, <strong>Renault Modus Grazia</strong>, <strong>Nissan Micra RDS</strong> etc).</p>
<p>Anche<strong> le persone </strong>diventano dei brand. Recentemente <a href="http://www.lafra.it/2008/10/24/riflessioni-sul-personality-based-marketing-il-caso-julia-allison/">ho parlato</a> del <a href="http://www.lafra.it/2008/10/31/ancora-sul-%E2%80%9Cpersonality-based-marketing%E2%80%9D-the-sartorialist-e-le-fashion-blogueueses/">personality brand</a>: le celebrities diventano brand e in quanto tali possono essere soggette ad estensioni (<em>brand extensions</em>): pensiamo ad esempio ai profumi aventi il nome delle celebrit&agrave; o alle linee di abbigliamento da loro stesse disegnate.</p>
<p>Ho provato a riassumere questo primo trend con un orrido schemino che mi vergogno un po&#8217; a pubblicare ma che spero dia l&#8217;idea di cosa intendo quando parlo di evoluzione.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.flickr.com/photos/simplylafra/3207445719/" title="Trends: Evoluzione del Brand by lafra, on Flickr"><img height="355" width="500" src="http://farm4.static.flickr.com/3091/3207445719_c2754236dc.jpg" alt="Trends: Evoluzione del Brand" /></a></p>
<p>Dal prodotto, ai servizi fino ad arrivare alle nuove categorie descritte sopra a cui sicuramente ne vanno aggiunte altre. Di particolare interesse per chi si occupa di comunicazione online &egrave; la presenza di brands forti anche in rete: pensiamo ad esempio alla recente &quot;battaglia&quot; a colpi di video virali tra Apple (<a href="http://it.youtube.com/watch?v=ci2D1ig4df4">I&#8217;m a&nbsp;Mac</a>) e Microsoft (<a href="http://it.youtube.com/watch?v=HJzzjaSk-ZM">I&#8217;m a PC</a>) o alle manifestazioni d&#8217;amore espresse dagli utenti (brand lovers) nei confronti del browser Firefox e della sua ormai famosa volpe tanto da essere utilizzata sulle carte di credito Visa.</p>
<p>Insomma il trend &egrave; ancora vivo e crea nuovi scenari, nuove opportunit&agrave; ma anche nuove minacce.</p>
<p>Secondo voi come si evolver&agrave;?</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>AGGIORNAMENTO</h2>
<p>I tre trend della comunicazione sono stati raccolti e approfonditi nell&#8217;ebook <a href="http://www.anobii.com/books/I_Trucchi_di_una_digital_strategist/9788863690071/01ae00b3bd1ca02850/"><em><strong>I&nbsp;trucchi di una digital strategist</strong></em></a>, edito da <a href="http://www.simplicissimus.it/index.html">Simplicissimus Book Farm</a>, <a href="http://www.box.net/shared/5ou4bc0i2n">scaricabile gratuitamente</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>

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			<media:title type="html">Trends: Evoluzione del Brand</media:title>
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		<title>Alla ricerca del filtro informativo perfetto: editoriale, sociale o tecnologico?</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Nov 2008 17:48:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lafra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Communication]]></category>
		<category><![CDATA[Tools]]></category>
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		<description><![CDATA[Vorrei condividere con voi alcune riflessioni che ho fatto in merito a come si sono evolute le modalita&#8217; di accesso alle informazioni nel tempo, con un riferimento particolare ai feed rss. I feed rss per me, come per molti di voi ne sono certa, sono una droga. Spesso mi trovo a spiegarne la natura e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vorrei condividere con voi alcune riflessioni che ho fatto in merito a come si sono evolute le modalita&#8217; di accesso alle informazioni nel tempo, con un riferimento particolare ai feed rss.</p>
<p>I feed rss per me, come per molti di voi ne sono certa, sono una droga. Spesso mi trovo a spiegarne la natura e l&#8217;utilizzo ad amici e colleghi e per farlo consiglio sempre di guardare (o mostro direttamente) il <a href="http://www.youtube.com/watch?v=0klgLsSxGsU">video</a> realizzato dai quei geniacci di Commoncraft.</p>
<p>In sintesi il buon leelefever nel 2007 ci spiegava che c&#8217;e&#8217; un modo vecchio e lento di accedere alle informazioni (<em>the OLD and Slow Way</em>) e ce n&#8217;e&#8217; uno invece nuovo e veloce (<em>The NEW and Fast Way</em>).</p>
<p>Il modo vecchio e&#8217; andare su ogni singolo sito e blog per controllare se ci sono novita&#8217;.</p>
<p style="text-align: center; ">&nbsp;<img alt="" src="http://farm4.static.flickr.com/3021/3002825708_d1a3f6928b.jpg?v=0" /></p>
<p>Il modo nuovo e&#8217; invertire questo procedimento e lasciare che siano le novita&#8217; a venire da te.</p>
<p style="text-align: center; "><img alt="" src="http://farm4.static.flickr.com/3016/3001990825_c3066a746c.jpg?v=0" /></p>
<p style="text-align: left; ">Questa inversione e&#8217; fattibile ovviamente grazie alla possibilita&#8217; di ricevere i nuovi articoli e i nuovi post sotto forma di feed rss in un aggregatore, nel mio caso Google Reader.</p>
<p style="text-align: left; ">Ora non so voi, ma se io fossi l&#8217;omino disegnato da Commoncraft potrei essere rappresentata cosi:</p>
<p style="text-align: center; "><img alt="" src="http://farm4.static.flickr.com/3284/3002825842_ca857f414c.jpg?v=0" /></p>
<p style="text-align: left; ">Avevano ragione quelli di Commoncraft, i feed rss danno dipendenza, arrivi ad aggiungere talmente tanti siti e blog nel tuo aggregatore che e&#8217; umanamente impossibile seguirli tutti.&nbsp;</p>
<p style="text-align: left; ">E qui vi volevo portare: nasce l&#8217;esigenza di un filtro informativo.&nbsp;</p>
<p style="text-align: center; "><img alt="" src="http://farm4.static.flickr.com/3165/3002825928_ab8119560e.jpg?v=0" /></p>
<p style="text-align: left; ">A mio avviso esistono tre macrocategorie di filtri informativi: editoriale, sociale e tecnologico.</p>
<p style="text-align: left; "><strong>FILTRO EDITORIALE</strong></p>
<p style="text-align: left; ">Lasciamo che sia una struttura editoriale a filtrare le notizie pi&ugrave; rilevanti e ci fidiamo della loro capacit&agrave; di scansionare le diverse risorse e di scelta.</p>
<p style="text-align: left; ">Il filtro editoriale, un filtro diciamo <strong>&quot;dall&#8217;alto&quot;</strong>, e&#8217; in un certo senso l&#8217;attivita&#8217; che e&#8217; storicamente alla base del concetto di pianificazione editoriale, di creazione del palinsesto, dei mass media, se non fosse che le fonti consultate oggetto del filtraggio sono spesso le stesse. E&#8217; anche un&#8217;attivit&agrave; a volte offerta come servizio aggiuntivo rispetto alla sola rassegna stampa da parte degli uffici stampa o delle societ&agrave; di pubbliche relazioni.</p>
<p style="text-align: left; ">In questo contesto specifico tuttavia preferisco pensare ad una struttura editoriale piu&#8217; &quot;web oriented&quot; che seleziona le risorse della rete per noi potenzialmente piu interessanti.&nbsp;</p>
<p style="text-align: left; ">Un esempio potrebbe essere <a href="http://www.techmeme.com/">Techmeme</a> e l&#8217;italiano <a href="http://www.memesphere.it/">Memesphere</a> che &quot;<em>aggrega e analizza <strong>migliaia di feed</strong> provenienti da blog e da altre fonti web e fornisce ogni giorno la fotografia delle conversazioni e dei concetti pi&ugrave; citati dal popolo della rete italiano, ma anche dai media mainstream</em>&quot;.</p>
<p style="text-align: left; "><strong>FILTRO SOCIALE</strong></p>
<p>Lasciamo che sia l&#8217;aggregazione delle scelte e delle segnalazioni del <strong>nostro</strong> network sociale a far emergere le novit&agrave; e gli interventi pi&ugrave; interessanti. Faccio specifico riferimento al nostro network personale e non al network generale per due motivi: da una parte perche&#8217; voglio focalizzarmi sul <strong>ruolo attivo</strong> dell&#8217;dell&#8217;utente nella scelta di chi (o come vedremo dopo di cosa) &quot;fidarsi&quot; per il filtraggio delle informazioni, dall&#8217;altra perche&#8217; siti come digg, come oknotizie e come delicious hanno acquisito con il tempo un ruolo diverso, di siti di ricerca, ma credo che sia meglio rimandarne l&#8217;approfondimento in un altro post (di riflessione sulle riflessioni di questo <img src='http://www.lafra.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' />  ).</p>
<p>Alcuni esempi possono essere:</p>
<ul>
<li><strong>Google Reader shared item </strong>l&#8217;area del tuo Google Reader dove e&#8217; possibile visionare i feed che i tuoi contatti hanno deciso di condividere perche&#8217; considerati piu&#8217; interessanti.</li>
<li><strong>delicious.com/network</strong>: i links salvati su delicious dai contatti inseriti nel nostro network.</li>
<li><strong>Friendfee</strong><strong>d</strong>: Friendfeed per chi ancora non lo conoscesse (attenzione perche&#8217; <a href="http://www.techcrunch.com/2008/03/14/friendfeed-is-this-years-twitter-but-why/">e&#8217; giudicato</a>&nbsp;il nuovo Twitter) pu&ograve; essere considerato un servizio di <em>lifestreaming</em> alla stessa stregua di <a href="http://www.profilactic.com/">Profilactic</a> ma con una sostanziale differenza che a mio avviso e&#8217; uno dei fattori ne sta decretando il successo: tutto &egrave; non solo <strong>&quot;likabile</strong>&quot; (&egrave; possibile contrassegnare i feed interessanti con un &quot;like&quot;) ma <strong>commentabile</strong>; il commento ha la sua importanza in quanto ogni qualvolta un elemento viene commentato in automatico viene riportato in cima alla lista tanto che in alcune occasioni si parla di <em>spam</em> quando i commenti sono talmente numerosi da riportare in cima lo stesso feed pi&ugrave; volte. Io sono diventata una <em>friendfeed addicted</em> e quando un feed &egrave; fortemente &quot;likato&quot; e commentato mi viene la curiosit&agrave; di andare a vedere di cosa si tratta.</li>
</ul>
<p>In contrapposizione al filtro editoriale &quot;dall&#8217;alto&quot; potremmo definire il filtro sociale<strong> &quot;dal basso&quot;</strong>.&nbsp;</p>
<p><strong>FILTRO TECNOLOGICO</strong></p>
<p>Il filtro<strong> &quot;dal mezzo</strong>&quot; (scusate la freddura). Ci affidiamo a filtri automatici, a servizi che o all&#8217;interno del nostro reader&nbsp;(ad es.&nbsp;<a href="http://www.aiderss.com/">AideRSS</a>&nbsp;con il Postrank)&nbsp;o all&#8217;esterno in una pagina web dedicata, selezionano i feed per noi potenzialmente interessanti, sulla base del nostro comportamento (es. <a href="http://www.feedhub.com/">Feedhub</a>), dell&#8217;interesse mostrato nei loro confronti da altri (nel caso di Postrank si parla di<em> audience engagagement</em>&nbsp;), o sulla base di keywords da noi segnalate (ad es. <a href="http://www.feedrinse.com/">FeedRinse</a>).</p>
<p>A questo proposito vi invito a leggere il <a href="http://www.readwriteweb.com/archives/6_ways_to_filter_your_rss_feeds.php">post di ReadWriteWeb</a> che ha anche ispirato queste mie riflessioni in cui vengono descritti diversi servizi che consentono di filtrare i feed rss tra cui quelli che ho citato.</p>
<p>In questo particolare filtro entra inoltre in scena il tanto discusso e atteso Semantic Web considerato il futuro del Web (il Web 3.0?). Io sono d&#8217;accordo con il <a href="http://www.readwriteweb.com/archives/whats_next_after_web_20.php#comment-113720">commento</a> di un lettore di ReadWriteWeb al post &quot;<a href="http://www.readwriteweb.com/archives/whats_next_after_web_20.php"><em>What&#8217;s Next After Web 2.0</em></a>&quot;&nbsp;</p>
<blockquote>
<p>If Web 1.0 was about Read and Web 2.0 was about Read/Write, then Web 3.0 should be about Read/Write/Understand</p>
</blockquote>
<p>Ma sono d&#8217;accordo a prescindere dal web semantico.</p>
<p><strong>&quot;(to) Undestand&quot; e&#8217; la vera skill del futur</strong><strong>o</strong>, sembra scontato ma non lo e&#8217;.</p>
<p>Pensiamo ad esempio al web: quanti siti/blog riportarno i fatti e quanti li spiegano? Quanti capiscono veramente quello che stanno scrivendo? Quanti si soffermano sulle parole prima di gettarle in un post? Una persona e&#8217; ovviamente libera di decidere cosa fare del proprio blog o del proprio sito come meglio crede ma se vuole distinguersi, se vuole essere seguito e apprezzato dovra&#8217; sempre di piu&#8217; a mio avviso placare quella crescente sete di &quot;Understanding&quot; che gli utenti hanno.</p>
<p>E per quanto mi riguarda dietro a questi utenti si muovono aziende ed enti pubblici e privati desiderosi di capire cosa sta succedendo e che a volte difficilmente possono riuscirci attraverso la sola lettura dei propri innumerevoli feed.</p>
<p>E qui per ora chiudo ma solo per ora <img src='http://www.lafra.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Voi cosa ne pensate?</p>

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	</item>
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		<title>Pizza Hut (o Pasta Hut?) su Facebook</title>
		<link>http://www.lafra.it/2008/10/19/pizza-hut-o-pasta-hut-su-facebook/</link>
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		<pubDate>Sun, 19 Oct 2008 16:40:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lafra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Brands]]></category>
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		<description><![CDATA[Ho letto un paio di giorni fa che Pizza Hut ha esteso le possibilita&#8217; di &#8220;order online&#8221; anche a Facebook integrando all&#8217;interno della sua brand page il sistema di prenotazione e/o acquisto. Non mi sorprende, Pizza Hut aveva gia&#8217; attivato tutta una serie di canali e Facebook non poteva mancare per due motivi: La brand [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho <a href="http://www.telegraph.co.uk/connected/main.jhtml?xml=/connected/2008/10/17/dlpizza117.xml">letto</a> un paio di giorni fa che Pizza Hut ha esteso le possibilita&rsquo; di &ldquo;order online&rdquo; anche a Facebook integrando all&rsquo;interno della sua <a href="http://www.new.facebook.com/inbox/#/pages/Pizza-Hut/6053772414?ref=mf">brand page</a> il sistema di prenotazione e/o acquisto.</p>
<p>Non mi sorprende, Pizza Hut aveva gia&rsquo; attivato <a href="http://www.lafra.it/2008/01/30/quanti-modi-ci-sono-per-ordinare-una-pizza-il-caso-pizza-hut/">tutta una serie di canali</a> e Facebook non poteva mancare per due motivi:</p>
<ul>
<li>La brand page conta piu&rsquo; di 300.000 iscritti (314.055 in questo momento), anche se non so in percentuale quanti di questi possono davvero usufruire del servizio visto che pur essendo un brand globale non e&rsquo; &quot;distribuita&quot;&nbsp;ovunque</li>
<li>L&rsquo;obiettivo di Pizza Hut e&rsquo; &quot;<em>Any way they want to order from us, we&#8217;ll be there for them</em>&rdquo; Ipoteticamente a prescindere dal numero di ordini effettuato attraverso quel determinato a canale.</li>
</ul>
<p>Per aumentare il numero di fans Pizza Hut ha lanciato &quot;<strong>Lotta Pizza Lotto</strong>&quot; : qualunque utente decida di diventare fan di Pizza Hut prima della fine dell&rsquo;anno puo&rsquo; vincere ogni settimana una gift card di 50 dollari.</p>
<p>L&rsquo;aspetto che trovo potenzialmente interessante in questa notizia e&rsquo; che Pizza Hut non e&rsquo; ovviamente l&rsquo;unico retailer a decidere di utilizzare Facebook come strumento di comunicazione e/o vendita.</p>
<p>Secondo un recente studio di Rosetta, agenzia di interactive marketing, il 59% dei retailer US ha una fan page su Facebook</p>
<blockquote>
<p>Rosetta found that 29 of the retailers surveyed had added a Facebook page in the past four months, including Wal-Mart, Toys R Us, Best Buy and Kohl&rsquo;s. Rosetta suggests that the sharp increase means Facebook and retailers have reached a so-called tipping point, with the pages <strong>soon becoming de rigueur</strong>.</p>
</blockquote>
<p>In Italia come siamo messi? Ci sono segnali che fanno pensare che anche il nostro retailing possa andare in questa direzione?</p>
<p>Per concludere: il titolo fa riferimento alla recente comunicazione da parte di Pizza Hut di cambiare il proprio brand in <strong>Pasta Hut </strong>allo scopo di attrarre anche la clientela piu&rsquo; salutista. Passato lo shock iniziale (ho fotografato anche la freepress con la campagna stampa sul treno) mi sono fermata a pensarci su ipotizzando che possa trattarsi di un&#8217;abile mossa mediatica e dando una lettura in giro ai vari articoli / post sul tema non sono la sola.</p>
<p style="text-align: center;"><a title="Pizza Hut diventa Pasta Hut? by lafra, on Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/simplylafra/2954139733/"><img height="500" width="375" alt="Pizza Hut diventa Pasta Hut?" src="http://farm4.static.flickr.com/3181/2954139733_7549e8b0c1.jpg" /></a></p>
<p>In <a href="http://www.blogstorm.co.uk/pizza-hut-changing-to-pasta-hut-real-or-hoax-marketing/1257/">questo post</a> ad esempio si discute sulla scelta di Pizza Hut di lanciare un sondaggio sul sito volto a testare l&rsquo;opinione dei fan: restare Pizza Hut o diventare Pasta Hut? Qualche giorno fa ho partecipato e questi erano i risultati.</p>
<p style="text-align: center;"><a title="Pasta Hut daily poll (17 October 2008) by lafra, on Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/simplylafra/2954216031/"><img height="309" width="500" alt="Pasta Hut daily poll (17 October 2008)" src="http://farm4.static.flickr.com/3159/2954216031_38a9b4a1ea.jpg" /></a></p>
<p>I risultati purtroppo sono giornalieri quindi decisamente non rappresentativi del pensiero comune. Teoricamente per sapere il totalone e&#8217; necessario iscriversi ad un concorso: FATTO?! (<a href="http://www.youtube.com/watch?v=6XDBOqBuSs4">alla Art Attack</a>) . Io si&#8217;, vediamo se me li mandano.</p>
<p>Comunque il dubbio relativo a questa iniziativa e&#8217; ovviamente questo: perche&rsquo; lanciare un sondaggio se la decisione e&rsquo; gia&rsquo; stata presa?</p>
<p>Comunque da un punto di vista comunicazionale l&#8217;operazione mi sembra molto ben riuscita, mi ricorda molto il <a href="http://www.lafra.it/2008/07/01/cannes-lions-2008-living-naked-e-il-whopper-freak-out/">&quot;Whopper Freak Out&quot; di Burger King</a> il cui obiettivo era sostanzialmente &quot;<em>make them show their love</em>&quot; ossia lascia che i tuoi brand lovers dimostrino quanto amano i tuoi prodotti portandoglieli via. Date un&#8217;occhiata al numero di &quot;discussioni&quot; aperte sul tema &quot;Pasta Hut&quot; <a href="http://uk.answers.yahoo.com/search/search_result;_ylt=AtRh9SX2YDBNh0FFgeaAzgkGBgx.;_ylv=3?p=pasta+hut">su Yahoo Answers</a> tanto per fare un esempio.</p>
<p>Voi cosa ne pensate?</p>

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			<media:title type="html">Pasta Hut daily poll (17 October 2008)</media:title>
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