“Sì è vero. Ma ti dirò un’altra cosa. I tori sono talmente testardi da avere sia la pazienza sia la capacità di spiegare le proprie ragioni”
“Forse alla fine riuscite ad avere ragione per sfinimento”
Sì, mi sa che sono fatta così. Cerco di convincere gli altri delle mie ragioni. Mi ricordo quando frequentavo l’università: io e la mia compagna di banco studiavamo insieme ed eravamo preparate allo stesso modo ma alla fine io prendevo voti più alti dei suoi perché io ero davvero convinta di quello che dicevo mentre lei tentennava alla prima obiezione del professore. La faccia convinta non è la faccia da culo, non fraintendiamo. Non c’è falsità. Non c’è finzione. La convinzione è un’altra cosa.
“Hai detto che ho ragione? Puoi ripeterlo per favore?”
“Sì, hai ragione”.
Come mi pesa dare ragione, ma l’ho fatto. Davvero. Sarà il segno zodiacale ma sono fatta così, devo sbatterci la testa, o come si suol dire le corna, e come San Tommaso se non vedo, non tocco, non credo.
Sì, sono fatta così. Non fraintendetemi, non voglio avere ragione a prescindere. Ascolto, rosico, e poi sono capace di ammettere che mi sbagliavo. Beh, magari non completamente. Ok, sto cercando di convincervi che non posso davvero aver sbagliato qualcosa. Magari qualche errore di valutazione. E poi, sto cercando di convincere voi o me?
Forse ho dato ragione perché volevo essere dalla parte della ragione. Forse non è vero che voglio avere sempre ragione, forse voglio solo essere dalla sua parte, fa vivere meglio.
“E sticazzi, chi vuole vivere dalla parte del torto?”
Eppure io qualche volta dalla parte del torto ci sono stata.
Delete.
Ctrl+Z.
Ma sì tanto vale lasciarla lì quella parolina tanto temuta, negata e schivata (anche un po’ schifata). Torto.
È vero, una donna è libera di stare con diversi uomini sbagliati fino a quando non trova quello giusto. Anche essere la donna sbagliata però. E poi diciamocelo, si può davvero essere il partner sbagliato di qualcuno? Ok, ci sto provando di nuovo. Però dai, provate a non darmi ragione.
È la dura lotta dell’essere umano, combattuto tra razionalità e passionalità. Amiamo e odiamo l’una e l’altra con la stessa intensità. In realtà riuscire ad odiarle e amarle è un lusso che pochi si possono permettere. È un lusso riuscire a farle convivere entrambe dentro di sé.
O forse è solo un’altra testardaggine della quale cercherò di convincervi.
PS E comunque oggi ho vissuto qualche piccola bella sorpresa che mi ha fatto sorridere. E tutto questo, perché in fondo in fondo, ma molto in fondo e ci aggiungo anche un forse, avevo ragione.
In questi giorni il mio conto corrente ha avuto un gran scossone identificabile nell’addebito delle operazioni di dicembre con carta di credito. Ovvia conseguenza di una pratica (la quale nel mio caso sta diventando sempre più una consuetudine) che è quella di comprare i regali online. Ho pensato di scrivere un post con alcuni dei miei acquisti e relativi consigli perchè oltre a poter tornare utile l’anno prossimo può dare qualche spunto per idee regalo non solo natalizie.
M&M’S personalizzate
Adoro il sito delle M&M’S, mi piace spesso segnalarlo come un ottimo esempio di Owned Media e quest’anno ne ho avuto la conferma dopo aver effettuato il mio primo ordine nello shop. In particolare ho acquistato le personalized M&M’s, personalizzabili sia nel colore (è possibile scegliere due colori), sia nel testo, sia nel packaging.
Ho comprato due formati diversi: un packaging medio con M&M’s fucsia e arancione e la scritta
Questo, invece, è il secondo, più piccolo, e con la scritta
XMAS
LaFra
un pensierino per qualche amichetta e per i miei colleghi
Vi consiglio di dare un’occhiata anche agli altri articoli, dalla cancelleria agli articoli casalinghi, tutti coloratissimi e divertenti.
Gadget Lego
Sia io sia il Mauri siamo grandi fan della Lego e adoriamo navigare nello shop online alla ricerca di gadget.
Per Natale ho deciso di comprargliene qualcuno. Inizialmente avevo optato per la vaschetta per il ghiaccio per creare cubetti a forma di mattoncino insieme ad alcuni articoli di cancelleria.
Ho effettuato l’ordine con un certo anticipo, mi è arrivata la conferma via email e dopo una settimana ho provato a controllare lo stato. Non riuscendo a trovare il tracking ho scritto alla Lego che mi ha risposto dicendomi che l’ordine era stato annullato perchè non risultava pagato. Può succedere, ma avrebbero potuto sollecitare il pagamento o comunque avvisarmi dell’annullamento.
Risultato: dopo aver insultato la Lego in tutte le lingue possibili, ho effettuato un nuovo ordine, ho rinunciato alla vaschetta per il ghiaccio (sold out!) sostituendolo con la sveglia di Star Wars, e a Natale Mauri ha ricevuto un biglietto con stampate le immagini dei regali che avrebbe ricevuto.
(22 dicembre)
(7 gennaio)
Flip & Tumble
Segnalazione di Girl Geek Life. Le Flip & Tumble bags sono shopper da portare comodamente in borsetta perchè portano via pochissimo spazio, per la donne attente all’ambiente.
Belle vero? Peccato che non siano ancora arrivate. Oltre a qualche giorno di ritardo nella consegna devo ancora pagare la tassa per la dogana, che è in più rispetto al costo della merce e di spedizione, e non si paga al momento dell’ordine ma prima della consegna.
Conseguenza: per evitare di presentarmi senza regalo ho dovuto comprare delle borsette analoghe da Moronigomma. Deciderò cosa farmene di tutte le bags ordinate!
Biglietti per il teatro
Una bella idea da tenere sempre presente è il biglietto per un concerto o per uno spettacolo teatrale. Quest’anno ho regalato i biglietti per la Bella e la Bestia (meraviglioso!)
Su Ticketone è possibile anche acquistare una gift card da 50 e o da 100 euro con un codice da inserire sul sito al momento della prenotazione. Recentemente ne ho comprata una per una mia amica ed essendomi ridotta al giorno stesso del compleanno per prenderla ho cercato il punto vendita più vicino nella sezione "Dove trovare la nostra Gift Card". Mi sono recata presso due degli indirizzi indicati e ho trovato due palazzi con uffici di diverse società, commercialisti, avvocati, etc ma nessuno che avesse una vaga idea di cosa fossero queste gift card. Ho provato a chiedere anche nelle banche vicine ma niente. Per motivi di tempo non sono riuscita ad andare dentro la Ricordi dove vendono i biglietti dei singoli eventi, magari è possibile acquistare la Gift Card lì. Nel dubbio potete farvela recapitare, ovviamente è necessario qualche giorno quindi conviene giocare d’anticipo.
Abbonamento rivista
Un grande classico tra i miei regali, ne avevo parlato già due anni fa. Quest’anno ho regalato l’abbonamento a Wired: oltre ad essere una rivista che mi piace leggere l’abbonamento è decisamente conveniente rispetto al costo della singola copia.
Ultimamente parlavo con un collega dei film Disney di cui sono una fan da quando ero bambina e ci siamo chiesti quale personaggio disneiano potrei essere (diciamo che abbiamo umanizzato una delle tante applicazioni di Facebook sul tema): ne e’ emerso che potrei essere un po’ Belle, perche’ anch’io come lei sento il bisogno di scoprire cosa c’e’ al di fuori del mio paesino per soddisfare la mia continua ricerca di nuovi stimoli e come lei anch’io sono considerata un pochino strana dalle persone che mi conoscono. Come lei a volte e’ difficile spiegare le proprie passioni agli altri, fino quasi a rinunciarci. Adora i suoi familiari perche la rendono la persona che e’ e si arricchisce grazie alle nuove persone che incontra durante i suoi "viaggi". Ultima cosa in comune? Gaston non e’ decisamente il mio uomo ideale ).
Se Belle stimola la propria immaginazione leggendo e rileggendo i libri, io ho probabilmente dato questo ruolo alla cosiddetta vita virtuale fino a farla diventare parte della mia realta’.
I test su Facebook pero’ (eh si li ho fatti ovviamente) mi dicono che la Disney Princess che e’ in me e’ in realta’ l’avventurosa Ariel, ma non sono molto d’accordo, mentre in generale il personaggio Disney che meglio mi rappresenta e’ Alice nel Paese delle Meraviglie.
Questo risultato mi ha fatto sorridere perche’ spesso mi sono ritrovata a dire che mi sento un po’ Alice e in questo periodo di vita londinese in particolare. Sara’ che tante cose mi sorprendono, mi meravigliano, anche quelle che le persone considerano scontate e ovvie, sara’ che come Alice sono curiosa e ogni tanto il mio atteggiamento denota un po’ di ingenuita’. Sul fatto che mi faccio gli affari altrui, beh e’ vero, se questi me lo consentono, e’ proprio dalle persone che ricevo le sorprese piu’ grandi.
Il mio primo weekend londinese è stato all’insegna del football. Ho visto la prima partita dell’Arsenal insieme a mio cugino che è un gran tifoso (pensate che ha deciso il nome di suo figlio in modo che le sue iniziali fossero AFC ossia Arsenal Football Club) e che ci ha procurato le tessere per entrare gratuitamente.
Devo dire che nonostante io non sia una grande amante del calcio mi sono divertita. Ho diversi bei ricordi, vediamo se riesco ad elencarli:
Se ripenso alla partita la prima cosa che mi viene in mente sono i sedili: comodissimi! Una versione piu’ spartana dei dei seggiolini dei vecchi cinema.
Il secondo ricordo in classifica e’ il programma della partita che e’ possibile acquistare fuori dallo stadio e che costa se non ricordo male 3 sterline. Al suo interno oltre alle classiche informazioni calcistiche e’ presente un poster di un giocatore (perfetto per i bambini) e una pagina con le dediche personali (ad esempio un ricordo per tifosi recentemente defunti). Inoltre tra il primo e il secondo tempo viene estratto un numero associato al programma e il vincitore ha la possibilita’ di trascorrere del tempo con la squadra. Mio cugino mi ha spiegato con molto orgoglio che il programma e’ stato giudicato come il migliore tra le societa’ calcistiche inglesi negli ultimi anni.
Terzo ricordo le dediche personali tra il primo e il secondo tempo trasmesse dallo speaker.
La quarta posizione va al secondo sponsor della squadra, la compagnia telefonica 02 che sempre durante l’intervallo ha sparato in aria un certo numero di magliette dell’Arsenal. Da quello che ho capito 02 era lo sponsor principale della squadra fino a quando e’ arrivata la Emirates con l’asso piglia tutto. Per la cronaca:
In October 2004, Emirates and Arsenal FC signed, at the time, the biggest club sponsorship in English football history, worth some £100 million (AED 662.2 million) The agreement, valid until 2021, gives the airline naming rights to the club’s £357 million home, Emirates Stadium, which took just two and a half years to complete from start to finish. It seats 60,000 spectators and boasts state-of-the-art cutting-edge facilities such as padded seats for all spectators
Quinta posizione: il replay! Subito dopo un’azione viene mostrato nel maxischermo il replay cosi’ da avere un’idea precisa di quello che e’ successo senza tirare ad indovinare. Sbaglio o in Italia questo "servizio" non esiste?
Ultimo ricordo e’ il merchandising shop dello stadio: enorme e ricco di ogni tipo di gadget (mi e’ rimasto impresso il tostapane che lascia le iniziali AFC sulla fetta eheh). Era stracolmo di tifosi. Una vera macchina da soldi, credo che quello di San Siro a confronto faccia ridere ma non vorrei sbilanciarmi troppo
Sbaglio o la situazione in Italia e’ completamente diversa? Quante societa’ prestano cosi’ tanta attenzione al proprio tifo? Quante riescono a monetizzarlo in maniera efficace?
Sono trascorse quasi due settimane dal mio arrivo a Londra e mi sembra di essere qui da un mese.
Il mio nuovo lavoro non mi ha impedito di fare un po’ di vita mondana e vacanziera
Ecco un "breve" riassunto della prima settimana:
Domenica: Arrivo a London. Sistemazione nel "mio" appartamento londinese in Hatton Garden, la via dei Diamanti. Io e uragano pranziamo/ceniamo alle 1630 a Pizza Hut.
Lunedi’: Breve giro a Covent Garden e poi spesa da Sainsbury’s Local. Uragano, che e’ una buona forchetta ma anche piuttosto raffinata e un buon cuoco, era un tantino sconcertato dalla totale impossibilita’ di replicare le abitudini di spesa che aveva a Milano anche a Londra: tra innumerevoli varieta’ di piatti pronti e spaghetti in scatola ho visto un velo di disperazione sul suo volto.
Martedi’ : Birra con i compagni di classe di uragano (che ha colto l’occasione per migliorare il suo inglese iscrivendosi due settimane alla Regent) e cena a base di Fish and Chips. Due personaggi singolari e davvero simpatici: Blei e’ di Palma di Maiorca e la sua cadenza spagnola quando parla inglese e’ contagiosa . Miguel e’ portoghese, e’ un appassionato di scienze e un gran chiaccherone ma decisamente un vero spasso!
Mercoledi’ : Birra con Miguel, Bru e Lawrence. Tra una birra e l’altra siamo finiti col parlare della Teoria del Caos e degli effetti della Dopamina sulle prestazioni sessuali maschili (ovviamente merito di Miguel).
Giovedi’: Birra con Miguel, Blei ed altri compagni di uragano. Eravamo un gruppetto davvero internazionale: tre italiani (tra cui io e uragano), tre spagnoli, due russi, due sud koreane e un portoghese.
(gli ultimi sono Blei e Miguel)
Venerdi’: Cena con mio cugino James, sua moglie Leanne e la mia bellissima nipotina. Decisamente non la migliore cena della nostra vita (uragano ha preso una pizza alquanto sospetta e io un hamburger giusto per andare sul sicuro) ma la compagnia e’ stata meravigliosa.
Visto che la preoccupazione di ogni madre e’ sapere cosa sta mangiando la propria figlia purtroppo devo dirle che c’e’ da preoccuparsi…. Questo e’ uno dei miei pranzo tipo
L’arrivo a Berenice e’ stato un tantino traumatico. Ero talmente sconcertata dalla situazione che mi sono sorpresa a volerne fare un videopost
Per quanto riguarda il mezzo di trasporto che ci ha portati dall’aeroporto al resort immaginatevi la scena: trasciniamo il nostro trolley verso il parcheggio dove circa una ventina di bus granturismo sono in attesa di accompagnare i turisti in arrivo verso i rispettivi alberghi/villaggi… li scorriamo con lo sguardo tutti, uno dopo l’altro cercando di capire quale potrebbe essere il nostro e poi ad un certo punto vediamo un mezzo di locomozione decisamente spartano e pensiamo "non sara’ mica quello?" ERA QUELLO.
Devo dire pero’ che non mi ‘ dispiaciuto affatto, e’ stato a suo modo divertente e comunque non particolarmente scomodo.
Per quanto riguarda la desolazione del posto devo ammettere che all’inizio e’ stato un piccolo shock, vi assicuro che appena arrivati non abbiamo visto NESSUNO, solo il personale. La prima sera a cena eravamo solo io e uragano, una coppia di russi e altre due-tre persone. Fortunatamente il giorno dopo e’ arrivata una coppia di italiani con cui ci siamo trovati molto bene e con cui abbiamo ovviamente trascorso tutta la settimana.
Altro grosso problema iniziale e’ stato constatare come fosse impossibile accedere al mare: i coralli in quella zona arrivano fino a riva e noi non avevamo le apposite scarpette per camminarci sopra. In molte altre strutture e’ presente un ponte che consente di arrivare a piedi fino al di la’ della barriera, in mare aperto e lo stesso accorgimento doveva essere presente anche nel nostro villaggio. Purtroppo il rispetto delle tempistiche e la celerita’ a quanto sembra non sono decisamente uno dei punti forza degli egiziani e del ponte non c’era nemmeno l’ombra.
Anche in questo caso pero’ il problema e’ stato risolto dalla nostra guida Ashim (credo si scriva cosi’) che ci ha portato le scarpette e ci ha accompagnato fino al di la’ della barriera corallina per una snorkelata di un’ora circa dove ho avuto l’occasione di vedere, oltre ai bellissimi pesci del Mar Rosso, una temutissima Murena.
Vi risparmio i dettagli sui problemi fisici che mi hanno un tantino devastata i primi giorni della settimana per passare all’ultimo giorno effettivo di vacanza e alla nostra gita alla Baia dei Delfini.
Un posto meraviglioso, un cerchio di coralli in mezzo al mare che delimitano un’area nota appunto come una delle Dolphins House, dove branchi di delfini nuotano liberi anche se non indisturbati eheh.
Una volta ancorata la barca infatti si attende l’arrivo del branco e non appena viene avvistato si salta tutti sul gommone e si parte all’inseguimento per vederli da vicino e provare ad entrare in acqua con loro.
Io sono stata molto fortunata, sono saltata giu’ dal gommone dalla parte dove se ne vedevano pochi e ormai in lontananza ma con mia grande sorpresa il branco stava nuotando sotto di me con alcuni delfinini saldamente attaccati al fianco della mamma. L’emozione e’ stata davvero indescrivibile. Ho scattato qualche foto con una macchinetta usa e getta, non appena le sviluppo le fotografo e le aggiungo al set che ho creato su Flickr.
Chi mi segue al di fuori di questo blog (ad esempio su twitter) qualche notizia sul mio conto l’ha gia’ letta. Per tutti gli altri eventualmente interessati faccio un breve riepilogo della mia vita dall’ultimo post che ho scritto.
La settimana successiva al long weekend londinese l’ho trascorsa in ufficio per portare a termine alcuni task e per fare il passaggio di consegna dei vari progetti su cui sto lavorando al mio adorato collega Mauri (che ora mi vorra’ meno bene). E perche’ mai? Niente dimissioni, niente prepensionamento, semplicemente mi e’ stato proposto di lavorare nella sede londinese della mia azienda per due mesi . Data di inizio dell’avventura londinese: 11 agosto 2008 (quindi SI sono gia’ qui, nel caso qualcuno non lo avesse ancora capito, vero Tony?).
Ho quindi anticipato le mie vacanze durate relativamente poco: due settimane di ferie di cui una trascorsa a casa con mamma Jacqueline a recuperare con un leggero ritardo sia le pulizie di primavera sia il cambio di stagione e l’altra di effettive vacanze.
La prima delle due settimane di ferie e’ stata fortunatamente non solo all’insegna delle grandi manovre domestiche ma anche dei saluti agli amici.
Sono appena tornata da un long weekend a Londra, o meglio nel Kent dove vivono i miei zii perchè non potevo mancare alla festa del ventunesimo compleanno della mia adorabile cugina.
Nonostante cinque giorni consecutivi di mal di testa e di assunzione di droghe varie per stare meglio mi sono divertita moltissimo, ho rivisto tutta la mia english family e i miei amici.
Quando torno da Londra mi porto a casa sempre qualche novità e curiosità sugli inglesi e sul loro modo di vivere, ho pensato di condividerne vecchie e nuove qui:
BIGLIETTI D’AUGURI (e non solo)
In Inghilterra i biglietti d’auguri sono una sorta d’istituzione, si spediscono biglietti per ogni occasione ed esistono negozi che vendono quasi esclusivamente quello (ad es. Clinton Cards e Birthdays). è possibile trovare biglietti di ogni prezzo, da 10 per 1 sterlina a 1 per 10 sterline, e per ogni sorta di destinatario: mamma, papà, fratello, sorella, nonno, nonna, zio, zia, nipote, cugino, suocera, cognato, vicina di casa etc. di quasi tutte le età.
Domenica sono andata a comprare per mia zia dei biglietti con scritto Thank You da spedire agli invitati per ringraziarli dei loro regali. Ho provato a ripercorrere il traffico di biglietti legati a questa festa di compleanno e mi sono resa conto di quanti biglietti girano ogni giorno sul territorio inglese.
Biglietti d’invito alla festa
Biglietto per confermare la presenza alla festa (sì, visto che viene chiesta conferma alcuni rispondono all’invito
Biglietto d’auguri alla festeggiata
Biglietto per ringraziare gli invitati
Totale? Conosco solo la quantità del punto 4 perchè li ho comprati io ed erano 40. Facendo un calcolo approssimativo direi un traffico di almeno 150 biglietti.
Ho sempre pensato di adeguarmi a questa usanza, magari in forma ridotta, ricordandomi almeno di mandare a tutti un biglietto per il compleanno e uno per Natale ma devo ammettere che la pigrizia poi prende il sopravvento. Meno male che c’è mamma Jacqueline che invece in questo è very english e mi ricorda le occasioni importanti.
Fino ad un anno fa non avevo problemi, al massimo mi limitavo a firmare il biglietto della family casadei, ora invece devo scrivere i miei. In questo primo anno di convivenza infatti ho iniziato a ricevere i primi biglietti indirizzati a me e uragano e nell’ordine: biglietti di congratulazioni per la casa nuova, biglietti di natale, biglietti di compleanno (magari a fine anno vi farò vedere la quantità di biglietti che ricevo per le feste natalizie e quelli che riceve mia madre e soprattutto cosa ne facciamo).
Direi che le altre curiosità che volevo condividere le lascio ad una seconda parte del post. Spero di non avervi annoiato eheh.
Stazione centrale ore 15. Binario 19. Carrozza 1 dell’eurocity che porta a Nizza.
Eh si, carrozza 1, per una volta tanto viaggio in prima classe! Non che cambi poi molto, in più c’è solo la moquette e in meno i posti a sedere nel corridoio.
“Dannazione ma perché i gradini sono così alti?”, la domanda che segue è “perché non c’è mai un uomo quando serve?”. Fortunatamente una ragazza giapponese mi aiuta a far salire la mia valigia sul treno perché da sola l’avrei vista davvero molto dura.
La ragazza giapponese in questione va avanti ed entra nel suo scompartimento. Controllo i numeri e scopro con piacere che è anche il mio, mi siedo di fronte a lei e ridiamo della casualità.
Ottimo inizio direi.
Manca solo un uomo per mettere la valigia in alto (io e lei insieme non ce l’avremmo fatta). Non c’è, va beh vado a cercarlo e lo trovo nello scompartimento accanto (mi sento tanto Victoria nella pubblicità stampa della Modus Grazia).
Perfetto sono pronta! Cannes arrivooo.
Poi arriva lei: una uoma sui 130 chili direi che traspira puzza di sudore da ogni poro. Mi guarda e mi dice che sono seduta al suo posto. Ha ragione, io avrei il posto della giapponese e lei purtroppo aveva sbagliato a leggere il biglietto e il suo posto non era il 56 ma il 65.
Quindi rimaniamo io e la uoma che mi racconta che sta andando dai suoi genitori e che la sua gatta, rinchiusa in un trasportino di plastica rossa, è “inca..ata nera”. Gli altri dettagli li ho persi, non sono riuscita a concentrarmi sulle sue parole, solo sulla sua puzza.
L’aria si fa irrespirabile, apro il finestrino ma non entra niente, mi dico che proverò a resistere.
Nel frattempo arrivano loro: una coppia di mezza età con la puzza sotto il naso; si guardano in giro evidentemente schifati alla ricerca del motivo di cotanta puzza, guardano prima il gatto poi guardano la uoma e capiscono che è lei la causa.
LUI mi guarda storcendo il naso e io ricambio lo sguardo annuendo. Poi LUI apre bocca e dice alla uoma biascicando “c’è puzza eh?” Poi si gira verso di me e sempre biascicando aggiunge “bisogna dirle queste cose se no la gente non impara”. Io vorrei nascondermi, ma perché tutte a me?
Cerco lo sguardo di LEI, magari sta accompagnando LUI che è evidentemente ritardato, ma con accento snob lo guarda e dice squadrando la uoma che nel frattempo è di spalle “ma cos’è? Un uomo o una donna?”… la uoma non dice niente, è in imbarazzo e lo maschera cercando di sistemarsi la pancia che straborda dal pantalone.
Mi chiama uragano, che è ad un addio al celibato in canoa; mentre sto parlando LEI si alza va da LUI con qualcosa in mano ma non riesco a capire cos’è… me ne rendo conto troppo tardi, è una boccetta di profumo che LEI gli spruzza praticamente dentro le narici. Ve lo giuro gli ha spruzzato il profumo nelle narici. Sono assolutamente basita e un tantino innervosita. Io odio il 90% dei profumi in commercio, mi fanno venire mal di testa e la nausea.
Appena finito di parlare con uragano chiedo gentilmente a LEI di non spruzzare altro profumo e LEI con tono da super donna mi dice "Eh pazienza, cosa possiamo fare? Io ho la nausea, e poi il profumo è alcool e disinfetta"… non sono stata capace di aggiungere altro ma una domanda mi tormenta.
Sono passati due anni da quel lontano 9 giugno 2006, data in cui scrissi il primo post come LaFra.
Dopo due anni ti viene voglia di tirare un po’ le somme ed ecco cosa emerge:
Ho scritto 322 post, il che vuol dire che mediamente ho scritto un post un giorno sì e un giorno no.
Il blog ha totalizzato 1514 commenti (grazie mille!!)
Grazie a Google Adsense ho guadagnato… 0 euro. Sì perchè non ho ancora raggiunto i primi 100 euro.
Il motivo di questa disfatta economica è che ovviamente gli obiettivi che mi hanno portato ad aprire questo blog non sono economici altrimenti avrei definito una struttura editoriale decisamente diversa da quella presenta che di strutturato non ha niente.
E qui allora arriva la "marcionata": aggiungere il pulsante "Donazioni" di paypal non per scopi benefici bensì per scopi di natura diciamo "editoriale". Come ho manifestato in un precedente post vorrei avere la dotazione tecnologica necessaria per scrivere di più, ossia mentre sono in giro, mentre sono "in mobilità" (che fa tanto geek). Con il mio cellulare aggiornare il blog è praticamente impossibile, a malapena riesco ad aggiornare Twitter, e quindi ho dedotto che la soluzione a questo mio desiderio si concretizza in un portatile di piccole dimensioni, leggero da poter portare sempre con me: in una parola un EEEPC.
Sarebbe un perfetto regalo per il mio secondo compleanno da blogger. Qualcuno che si offre volontario per questa causa?
PS Grazie a Lalui che involontariamente mi ha dato l’idea (per questo ti sei meritata la donazione di 1 EUR per la "lente decente" della tua Nikon