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	<title>Simply my Blog &#187; Strategy</title>
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	<description>****************************************** LaFra nel web, Francesca Casadei all'anagrafe, Digital Strategist in ufficio. Qualcuno mi definisce anomala, altri istrionica, altri geek, altri bionda. Qui trovate tutte le "me" possibili</description>
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		<title>L’evoluzione delle PR online: da Public Relation a People Relation</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Feb 2011 11:48:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lafra</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Con questo post inizio a condividere una serie di riflessioni e spunti di discussione su alcuni fenomeni relativi all&#8217;evoluzione delle PR online. I possibili approcci alle blogger relation rappresenta il primo di un breve elenco, un work in progress ovviamente: BLOGGER RELATION: APPROCCI POSSIBILI FRAMMENTAZIONE DELLA PRESENZA ONLINE CRM 2.0 LO SVILUPPO DEL PR BRAND [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Con questo post inizio a condividere una serie di riflessioni e spunti di discussione su alcuni fenomeni relativi all&rsquo;evoluzione delle PR online. I possibili approcci alle blogger relation rappresenta il primo di un breve elenco, un work in progress ovviamente: <br />
	</em></p>
<ol>
<li><em>BLOGGER RELATION: APPROCCI POSSIBILI<br />
		</em></li>
<li><em>FRAMMENTAZIONE DELLA PRESENZA ONLINE<br />
		</em></li>
<li><em>CRM 2.0<br />
		</em></li>
<li><em>LO SVILUPPO DEL PR BRAND<br />
		</em></li>
</ol>
<h2>&nbsp;</h2>
<h2>Blogger relation: approcci possibili</h2>
<p>&ldquo;<em>Come possiamo coinvolgere i blogger?</em>&rdquo;</p>
<p>Ho sentito questa domanda tante volte ed &egrave; facile rendersi conto che le risposte possono essere altrettante e tutte diverse.</p>
<p>&Egrave; normale, quelli che oggi vengono definiti blogger &ndash; nelle varie declinazioni food blogger, fashion blogger, mum blogger, etc &#8211; sono considerati influencer perch&eacute; sono in grado appunto di influenzare le opinioni di altri, la visibilit&agrave; dei brand all&rsquo;interno dei motori di ricerca, spesso sono uomini e donne che lavorano in aziende e che possono dare un importante contributo nella definizione di campagne di comunicazione, strategie di prodotto, e cos&igrave; via.</p>
<p>In ogni caso non voglio dilungarmi sulle motivazioni per cui le aziende vogliono che i blogger parlino dei loro prodotti e partecipino ai loro eventi e iniziative.</p>
<p>Ho fatto invece una riflessione su come sono cambiate le modalit&agrave; di &ldquo;coinvolgimento&rdquo;, come si &egrave; evoluto l&rsquo;approccio cercando di classificarlo in alcune macro tipologie.</p>
<p><strong>Il blog come editore: APPROCCIO UFFICIO STAMPA</strong></p>
<p>L&rsquo;approccio probabilmente pi&ugrave; tradizionale: preparo una cartella stampa e oltre ad inviarla alle testate giornalistiche online e ai magazine lo invio anche ad una selezione di blog. La scelta ricade soprattutto sui blog appartenenti a network e a circuiti di nanopublishing o sui blog verticali che hanno la necessit&agrave; di pubblicare articoli aggiornati su contenuti relativi ai temi trattati.</p>
<p><strong>Il blog come media: APPROCCIO CONCESSIONARIA</strong></p>
<p>Chiedo al blogger di pubblicare un post sul mio prodotto in cambio di un corrispettivo economico. Esistono societ&agrave; che dispongono di un database di blog da contattare per proporre l&rsquo;adesione ad una &ldquo;campagna&rdquo;: se accettano viene fornito loro un brief e contenuti multimediali che possono utilizzare per scrivere l&rsquo;articolo. Un approccio assimilabile alle dinamiche di acquisto del media: se voglio che il mio messaggio sia visibile all&rsquo;interno di un dato sito internet chiamo la concessionaria e compro lo spazio. Analogamente a quanto succede con i media nei casi in cui una campagna viene rifiutata perch&eacute; il prodotto non &egrave; in linea con gli standard qualitativi del sito, anche in questi casi non posso assicurarmi la presenza in un blog specifico ma posso avere la garanzia che il mio messaggio verr&agrave; pubblicato all&rsquo;interno di un numero minimo garantito affine al target o alle tematiche della campagna.</p>
<p><strong>Il blogger come web celebrity: APPROCCIO VIP</strong></p>
<p>I blogger sono coccolati come se fossero delle vere e proprie celebrity: ricevono regali, pi&ugrave; o meno &ldquo;impegnativi&rdquo;, vengono invitati a party esclusivi, sono pi&ugrave; fotografati di Paris Hilton. Il fine di questo approccio ovviamente &egrave; spesso analogo a quanto avviene con i VIP: vogliamo che il blogger parli del nostro brand, mostri il prodotto al proprio network di contatti, crei attesa nei confronti dell&rsquo;evento e condivida le foto che lo ritraggono nei propri spazi social. Forse proprio la natura di questo approccio fa s&igrave; che si stia diffondendo sempre pi&ugrave; nell&rsquo;ambito della moda con l&rsquo;esplosione del fenomeno da qualche anno ormai delle cosiddette fashion blogger.</p>
<p><strong>Il blogger come opinion leader: APPROCCIO POLITICO</strong></p>
<p>Approccio assimilabile a quello &ldquo;VIP&rdquo; ma il soggetto che lo intraprende &egrave; spesso di natura istituzionale e non ricollegabile ad uno specifico brand o prodotto. Pensiamo ad esempio alle conferenze stampa o agli eventi in cui sono presenti il direttore marketing o lo stesso CEO organizzati dai telco e o dalle multinazionali leader nel campo informatico ed electronics o dagli stessi editori : oltre a giornalisti, politici, imprenditori, troviamo i blogger sia in veste di &ldquo;special guest&rdquo; sia come relatore, come per l&rsquo;appunto &ldquo;opinion leader&rdquo;. Attenzione non escludo che molti di questi blogger non siano in primis imprenditori, giornalisti e politici ma mi riferisco al fatto che abbiano un blog, uno spazio personale dove esprimono le proprie convinzioni, le proprie ideologie e in generale le proprie opinioni. Molto spesso si ha la sensazione o la quasi certezza che in ogni caso il personaggio in questione parler&agrave; di noi e quindi ci teniamo alla sua presenza sia per poter essere sicuri di metterlo nelle condizioni di avere tutte le informazioni che gli servono, sia, malignamente parlando, per &ldquo;tenercelo buono&rdquo;.</p>
<p><strong>I blogger come tester: APPROCCIO FOCUS GROUP</strong></p>
<p>Anche in questo caso si tratta di un approccio simile a quello VIP, il blogger riceve &ldquo;regali&rdquo; e viene invitato ad eventi, ma con un fine diverso: testare un nuovo servizio, un nuovo prodotto, commentare un particolare studio o una campagna pubblicitaria in anteprima. A volte l&rsquo;oggetto del test viene spedito e si aspetta la reazione, a volte si creano degli spazi online dove parlarne insieme agli altri tester (ad es. un gruppo privato su Facebook), a volte viene organizzato un evento ad hoc. Il test pu&ograve; riguardare un nuovo prodotto o &ldquo;l&rsquo;idea&rdquo; di un nuovo prodotto: non solo esprimere la propria opinione su una nuova variante ma contribuire a crearla o a decidere tra una serie di opzioni possibili.</p>
<p><strong>Il blogger come creativo: APPROCCIO TALENT SCOUT</strong></p>
<p>Molte persone oltre a scrivere un blog coltivano ovviamente tanti altri interessi e passioni e sono particolarmente bravi nel farlo: scrivono poesie e racconti, scattano fotografie, realizzano cortometraggi, disegnano fumetti, pitturano, cantano, suonano uno strumento, conducono trasmissioni radiofoniche, creano dei mashup o delle playlist musicali, e cos&igrave; via. A volte aprono un blog proprio per dare visibilit&agrave; alle loro creazioni, in alcuni casi le condividono utilizzando altri servizi di sharing oppure le pubblicano sporadicamente nei loro spazi personali; altre volte ancora non sono nemmeno blogger nel senso stretto del termine perch&egrave; il loro spazio personale non &egrave; un blog ma un account su Flickr o un canale su YouTube ma entrer&ograve; pi&ugrave; nel dettaglio di questo discorso quando parler&ograve; del tema della frammentazione della presenza online. Adottare questo approccio vuol dire coinvolgere il blogger in iniziative che gli consentono di mettere alla prova le proprie capacit&agrave; e di dare visibilit&agrave; al proprio particolare talento, magari facendolo diventare una vera e propria fonte di guadagno. Il brand che promuove questo genere di iniziativa funge quindi da sponsor e da &ldquo;enabler&rdquo;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questa potrebbe essere una prima fotografia di come si sono evolute le modalit&agrave; di contatto, interazione e coinvolgimento dei blogger. Vi sembra esaustiva o aggiungereste altre tipologie? Ovviamente non si tratta di una classificazione, i blogger non appartengono ad una categoria o ad un&rsquo;altra: l&rsquo;autore di un blog verticale sulla telefonia mobile pu&ograve; ricevere il comunicato stampa relativo all&rsquo;uscito di un nuovo device e allo stesso tempo essere coinvolto in in un casting per fumettisti perch&egrave; ogni giorno pubblica su Flickr una striscia quotidiana sulla sua vita.</p>
<p>Mi piacerebbe dare un seguito a questo post indicando se e quando &egrave; giusto o plausibile attivare un approccio piuttosto che un altro e quali sono gli eventuali DOs and DON&rsquo;Ts di ciascuno. Mi dite come la pensate cos&igrave; raccolgo un po&rsquo; di opinioni e materiali?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: rgb(255, 0, 0);"><strong>COMUNICAZIONE DI SERVIZIO</strong></span>: Ho resistito per un po&#39; ma alla fine ho ceduto al lato oscuro e ho creato <a href="http://www.facebook.com/pages/LaFra/460883580110">una pagina su Facebook</a>.</p>

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		<title>Owned, Bought e Earned Media: il caso Museum</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Sep 2009 13:42:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lafra</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Qualche giorno dopo aver pubblicato l&#8217;ebook &#34;I Trucchi di una digital strategist&#34; mi ha scritto Edoardo Ambrosini responsabile comunicazione di Museum, una marca di abbigliamento. Mi ha fatto molto piacere leggere la sua email, &#232; stata non solo gratificante ma soprattutto stimolante e quindi gli ho chiesto se potevo pubblicarla per condividerla qui sul blog. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img vspace="10" hspace="10" align="left" src="http://farm3.static.flickr.com/2662/3969039260_1c2400a712.jpg" alt="" />Qualche giorno dopo aver pubblicato l&#8217;ebook &quot;<a href="http://www.lafra.it/2009/09/13/i-trucchi-di-una-digital-strategist-il-mio-primo-ebook/">I Trucchi di una digital strategist</a>&quot; mi ha scritto Edoardo Ambrosini responsabile comunicazione di <strong>Museum</strong>, una marca di abbigliamento.</p>
<p>Mi ha fatto molto piacere leggere la sua email, &egrave; stata non solo gratificante ma soprattutto stimolante e quindi gli ho chiesto se potevo pubblicarla per condividerla qui sul blog.</p>
<blockquote>
<p>Ciao LaFra,     seguo il tuo blog da parecchio ormai e mi sono appena letto il tuo ebook.</p>
<p>Faccio il responsabile comunicazione di una linea di abbigliamento (giubbotti) di famiglia che si chiama MUSEUM e mi piace molto il mondo dell&rsquo;online.</p>
<p>Leggendo il tuo ebook mi sono reso conto (con molta modestia <img src='http://www.lafra.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' />  ) che alla fine credo di aver creato una buona base di presenza on-line del brand di cui mi occupo.</p>
<p><strong>Sito Internet</strong>: <a href="http://www.museumtheoriginal.com/">www.museumtheoriginal.com  </a></p>
<p><strong>Banner</strong>: dalla settimana prossima comincer&agrave; una campagna banner su luxgallery.it e menstyle.it</p>
<p><strong>SEO</strong>: siamo ben posizionati (ma stiamo lavorando per posizionarci sempre meglio)</p>
<p><strong>Social</strong>: <a href="http://www.facebook.com/museumtheoriginal">www.facebook.com/museumtheoriginal</a> pagina che aggiorno quasi ogni giorno con qualche notizia</p>
<p><strong>Campagna offline</strong>: oltre ovviamente alla presenza del sito ho voluto inserire il QR code, codice che permette di connettersi al sito mobile <a href="http://www.museumtheoriginal.mobi/">museumtheoriginal.mobi</a> dai telefonini di nuova generazione.</p>
<p>Inoltre sul sito vedrai la collaborazione che stiamo portando avanti con la Bradipo Travel Designer come <strong>esempio di co-marketing</strong></p>
<p>E per finire su <a href="http://www.desiderantesmeliorempatriam.com/">www.desiderantes.com</a> puoi vedere i cortometraggi MUSEUM che abbiamo realizzato e che stiamo pubblicizzando su vari siti quali Yalp.it, Bestmovie.it, Movieplayer.it, ecc ecc</p>
<p>Non so perch&eacute; ti dico questo. Forse &egrave; solo per condividere con te un mio pensiero come tu fai con i tuoi post sul blog.</p>
<p>Ciao e grazie dell&rsquo;attenzione (se sei arrivata fin qui <img src='http://www.lafra.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' />  ).</p>
</blockquote>
<p>Devo ammettere che prima di questa email non conoscevo Museum ma dev&#8217;essere una carenza mia perch&egrave; su Facebook questo brand ha una <strong>fan page con </strong><strong>pi&ugrave; di 3000 iscritti</strong>!&nbsp;</p>
<p>Ho apprezzato molto l&#8217;email di Edoardo soprattutto per due motivi:</p>
<ul>
<li>Si &egrave; fermato per razionalizzare quello che &egrave; gi&agrave; stato fatto e per costruire una visione d&#8217;insieme della presenza online del brand</li>
<li>Ha sottolineato in pi&ugrave; punti che si pu&ograve; sempre migliorare senza necessariamente stravolgere il lavoro svolto fino ad oggi e vanificare gli sforzi</li>
</ul>
<p>Sembra banale ma per esperienza vedo spesso aziende che di fronte ad un ipotetico fallimento decidono di buttare via un intero progetto per ripartire da zero con uno nuovo quando a volte un&#8217;accurata analisi e un&#8217;impostazione strategica sono sufficienti per individuare le leve da attivare per ottenere dei risultati significativi (anche se altre volte sono proprio i risultati e i KPI che si vogliono raggiungere ad essere sbagliati, ma questo &egrave; ancora un altro discorso).</p>
<p>Complimenti Edoardo e grazie a te per avermi scritto.</p>

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