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Ieri mattina mi sono svegliata ad Alba e quando sono scesa in strada sono stata accolta da un forte profumo di cioccolato. Me lo avevano raccontato ma viverlo nelle mie narici è stata un'esperienza diversa: ho chiuso gli occhi e mi sono sentita come uno dei bambini a spasso nella fabbrica di cioccolato di Willy Wonka. 

Il biglietto dorato me lo ha dato l'Ente Turismo Alba Bra Langhe Roero invitandomi come relatore al convegno "Web e territorio. Le opportunità della rete per il turismo in Piemonte". 

Il mio intervento ha avuto come filo conduttore le tecniche di storytelling come strumento di comunicazione dalle origini a oggi e le motivazioni che stanno dietro al rinnovato bisogno di coinvolgere le persone con la narrazione piuttosto che colpirle come target con un messaggio lungo 30 secondi a ripetizione.

In particolare mi sono soffermata sulle opportunità per il turismo dove ritengo ci sia ancora molta descrizione e poca narrazione e su come i diversi social media stanno abbracciando la rinascita di questa disciplina vedi il Diario di Facebook, le Storie di Twitter, l'evoluzione di Google + e i nuovi strumenti di content curation come Storify.  

Dal Carosello a Facebook Diario: torniamo a raccontarci in rete

Una bellissima esperienza in una regione da scoprire.

Devo ricordarmi di tornarci quando tostano le nocciole.

 

Alcuni link di approfondimento

 

Vorrei condividere con voi alcune riflessioni che ho fatto in merito a come si sono evolute le modalita’ di accesso alle informazioni nel tempo, con un riferimento particolare ai feed rss.

I feed rss per me, come per molti di voi ne sono certa, sono una droga. Spesso mi trovo a spiegarne la natura e l’utilizzo ad amici e colleghi e per farlo consiglio sempre di guardare (o mostro direttamente) il video realizzato dai quei geniacci di Commoncraft.

In sintesi il buon leelefever nel 2007 ci spiegava che c’e’ un modo vecchio e lento di accedere alle informazioni (the OLD and Slow Way) e ce n’e’ uno invece nuovo e veloce (The NEW and Fast Way).

Il modo vecchio e’ andare su ogni singolo sito e blog per controllare se ci sono novita’.

 

Il modo nuovo e’ invertire questo procedimento e lasciare che siano le novita’ a venire da te.

Questa inversione e’ fattibile ovviamente grazie alla possibilita’ di ricevere i nuovi articoli e i nuovi post sotto forma di feed rss in un aggregatore, nel mio caso Google Reader.

Ora non so voi, ma se io fossi l’omino disegnato da Commoncraft potrei essere rappresentata cosi:

Avevano ragione quelli di Commoncraft, i feed rss danno dipendenza, arrivi ad aggiungere talmente tanti siti e blog nel tuo aggregatore che e’ umanamente impossibile seguirli tutti. 

E qui vi volevo portare: nasce l’esigenza di un filtro informativo. 

A mio avviso esistono tre macrocategorie di filtri informativi: editoriale, sociale e tecnologico.

FILTRO EDITORIALE

Lasciamo che sia una struttura editoriale a filtrare le notizie più rilevanti e ci fidiamo della loro capacità di scansionare le diverse risorse e di scelta.

Il filtro editoriale, un filtro diciamo "dall’alto", e’ in un certo senso l’attivita’ che e’ storicamente alla base del concetto di pianificazione editoriale, di creazione del palinsesto, dei mass media, se non fosse che le fonti consultate oggetto del filtraggio sono spesso le stesse. E’ anche un’attività a volte offerta come servizio aggiuntivo rispetto alla sola rassegna stampa da parte degli uffici stampa o delle società di pubbliche relazioni.

In questo contesto specifico tuttavia preferisco pensare ad una struttura editoriale piu’ "web oriented" che seleziona le risorse della rete per noi potenzialmente piu interessanti. 

Un esempio potrebbe essere Techmeme e l’italiano Memesphere che "aggrega e analizza migliaia di feed provenienti da blog e da altre fonti web e fornisce ogni giorno la fotografia delle conversazioni e dei concetti più citati dal popolo della rete italiano, ma anche dai media mainstream".

FILTRO SOCIALE

Lasciamo che sia l’aggregazione delle scelte e delle segnalazioni del nostro network sociale a far emergere le novità e gli interventi più interessanti. Faccio specifico riferimento al nostro network personale e non al network generale per due motivi: da una parte perche’ voglio focalizzarmi sul ruolo attivo dell’dell’utente nella scelta di chi (o come vedremo dopo di cosa) "fidarsi" per il filtraggio delle informazioni, dall’altra perche’ siti come digg, come oknotizie e come delicious hanno acquisito con il tempo un ruolo diverso, di siti di ricerca, ma credo che sia meglio rimandarne l’approfondimento in un altro post (di riflessione sulle riflessioni di questo ;-) ).

Alcuni esempi possono essere:

  • Google Reader shared item l’area del tuo Google Reader dove e’ possibile visionare i feed che i tuoi contatti hanno deciso di condividere perche’ considerati piu’ interessanti.
  • delicious.com/network: i links salvati su delicious dai contatti inseriti nel nostro network.
  • Friendfeed: Friendfeed per chi ancora non lo conoscesse (attenzione perche’ e’ giudicato il nuovo Twitter) può essere considerato un servizio di lifestreaming alla stessa stregua di Profilactic ma con una sostanziale differenza che a mio avviso e’ uno dei fattori ne sta decretando il successo: tutto è non solo "likabile" (è possibile contrassegnare i feed interessanti con un "like") ma commentabile; il commento ha la sua importanza in quanto ogni qualvolta un elemento viene commentato in automatico viene riportato in cima alla lista tanto che in alcune occasioni si parla di spam quando i commenti sono talmente numerosi da riportare in cima lo stesso feed più volte. Io sono diventata una friendfeed addicted e quando un feed è fortemente "likato" e commentato mi viene la curiosità di andare a vedere di cosa si tratta.

In contrapposizione al filtro editoriale "dall’alto" potremmo definire il filtro sociale "dal basso"

FILTRO TECNOLOGICO

Il filtro "dal mezzo" (scusate la freddura). Ci affidiamo a filtri automatici, a servizi che o all’interno del nostro reader (ad es. AideRSS con il Postrank) o all’esterno in una pagina web dedicata, selezionano i feed per noi potenzialmente interessanti, sulla base del nostro comportamento (es. Feedhub), dell’interesse mostrato nei loro confronti da altri (nel caso di Postrank si parla di audience engagagement ), o sulla base di keywords da noi segnalate (ad es. FeedRinse).

A questo proposito vi invito a leggere il post di ReadWriteWeb che ha anche ispirato queste mie riflessioni in cui vengono descritti diversi servizi che consentono di filtrare i feed rss tra cui quelli che ho citato.

In questo particolare filtro entra inoltre in scena il tanto discusso e atteso Semantic Web considerato il futuro del Web (il Web 3.0?). Io sono d’accordo con il commento di un lettore di ReadWriteWeb al post "What’s Next After Web 2.0

If Web 1.0 was about Read and Web 2.0 was about Read/Write, then Web 3.0 should be about Read/Write/Understand

Ma sono d’accordo a prescindere dal web semantico.

"(to) Undestand" e’ la vera skill del futuro, sembra scontato ma non lo e’.

Pensiamo ad esempio al web: quanti siti/blog riportarno i fatti e quanti li spiegano? Quanti capiscono veramente quello che stanno scrivendo? Quanti si soffermano sulle parole prima di gettarle in un post? Una persona e’ ovviamente libera di decidere cosa fare del proprio blog o del proprio sito come meglio crede ma se vuole distinguersi, se vuole essere seguito e apprezzato dovra’ sempre di piu’ a mio avviso placare quella crescente sete di "Understanding" che gli utenti hanno.

E per quanto mi riguarda dietro a questi utenti si muovono aziende ed enti pubblici e privati desiderosi di capire cosa sta succedendo e che a volte difficilmente possono riuscirci attraverso la sola lettura dei propri innumerevoli feed.

E qui per ora chiudo ma solo per ora :-)

Voi cosa ne pensate?

Io ci sono riuscita e quindi ci potete riuscire anche voi :-)

Basta usare Mofuse, ossia la fusione tra Mobile e Fusion come ci spiega Veronica Marasco in un video di ictv che inserisco qui visto che viene data una descrizione passo passo di come creare una versione mobile del proprio blog.

Trovo ovviamente importante sottolineare la possibilità, grazie all’inserimento di un codice PHP nel file header del proprio blog, di indirizzare automaticamente gli utenti che digitano www.lafra.it con il proprio telefonino alla versione mobile così da non dover salvare/ricordare un altro indirizzo.

Ecco alcune immagini della preview online del mio blog.

 

 

In sostanza l’utente visualizza prima l’elenco dei titoli dei post e poi eventualmente il dettaglio, senza dover caricare subito tutta la pagina.

Siccome con la tecnologia sono un po’ come san tommaso ho lanciato un appello su Twitter per chiedere se qualcuno aveva la possibilità di testare la versione mobile e i tre tester che si sono proposti mi hanno confermato che si naviga senza problemi. Grazie a Francesco, Andrea e Antonio per essersi proposti :-).

Che ne pensate? In realtà vorrei già argomentare questa scelta ma magari lascio le mie considerazioni ad un post successivo, e nel frattempo cerco di raccogliere le vostre prime impressioni.

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Nabaztag svelato — Kurai – Federico Fasce

Federico Fasce descrive in un post il geek gadget del momento: il nabaztag "[…] Dal momento che l’ho potuto provare un po’, mi sembra utile pubblicare una piccola recensione del simpatico gadget"

Il tuo ufficio si sposta online: guida ai servizi | Shannon.it

[…] Il percorso che segnalo di seguito per sfruttare al meglio i servizi sviluppati secondo i principi del Web 2.0 è arbitrario e non vuole essere una guida dei siti di qualità. […]

Lista degil strumenti di tortura più terrificanti della storia. " […] Maybe I just have an over-active imagination, but by the time I got to torture device no. 12, nausea was already setting in."

GUARDA TUTTI I DEL.IZIO.SI PER LAFRA e non solo…

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My Second Life | Giovy’s Blog

Giovy descrive la sua esperienza su Second Life "Mettendo da parte le cazzate come farci comizi o concerti […] la capacità di aggregazione sociale di SL è come quella che hanno i forum o i newsgroup, con la differenza che qui si va oltre il semplice testo scritto utilizzando un "io digitale"

Post di Tiziano Fogliata in cui descrive YSlow, plugin per Firebug il cui "scopo è quello di mostrare quali sono le probabili cause di rallentamento di una pagina web suggerendo anche le possibili soluzioni da adottare per risolvere i problemi"

Maestroalberto spiega il funzionamento di 3Dpregnancy "un’agenda online che accompagna giorno dopo giorno la coppia mostrando l’evoluzione del bambino nel grembo della madre"

 

GUARDA TUTTI I DEL.IZIO.SI PER LAFRA e non solo…

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La verità è che non ho dovuto cercare molto per trovarlo, ma vi segnalo ugualmente SPUTTR, un sito che si potrebbe definire un "aggregatore di motori di ricerca" (non di risultati). Ossia? Visto che la grafica è in grado di spiegarlo meglio di qualunque tipo di descrizione testuale, ecco uno screenshot della homepage.

Sputtr

Poche e semplici istruzioni di utilizzo:

  1. Enter a Search Term, ossia digita quello che vuoi cercare nel box bianco
  2. Choose a Search Type, ossia scegli il servizio con cui vuoi effettuare la ricerca tra i 36 proposti.
  3. Get Results Quickly et voilà i risultati. Sputtr però non è un aggregatore di risultati, quindi dopo aver cliccato su una delle icone si esce da Sputtr e si atterra nella pagina dei risultati del servizio scelto.

Insomma in sostanza un servizio semplice ma utile e sono d’accordo con i Googlisti nel pensare che potrebbe rappresentare la perfetta pagina iniziale di ogni browser :-)

Tutto chiaro quindi… anche se c’è un aspetto che tuttavia mi perplime ed è il nome: perchè Sputtr? La mia testolina ha emesso a questo proposito un output semi-demenziale ossia immaginare che SPUTTR sia l’acronimo Search Page che Unisce Tutte le Tipologie di Ricerche. Va bene, che non sono normale era già abbastanza chiaro vero?

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Recentemente (beh parlo degli ultimi mesi quindi effettivamente non proprio di recente) ho letto diversi post che affrontavano da prospettive diverse il tema della dipendenza da web, ossia quel “male” che affligge oggi tante persone e che consiste nel passare spesso ostinatamente un numero eccessivo di ore al computer, eccessivo ovviamente rispetto a quelli che sono i limiti “medici” consigliati.

Come è mia abitudine ogni volta che leggo un articolo/post che mi piacerebbe segnalare e/o approfondire sul mio blog lo salvo su Google Notebook e stamattina ho pensato di farli uscire dal mio account e di condividerli qui riportando autore, titolo e una breve descrizione/estratto:

  • Damiano di sdamy in “Lavoro al computer: il programma che ti ricorda di staccare” parla appunto di un programmino gratuito chiamato Workrave
    che ti ricorda di fare le pause. Il funzionamento del programma non è semplicemente un misuratore di tempo ma monitora automaticamente l’effettivo tempo di attività del tuo mouse e tastiera e quando vengono raggiunti predeterminati intervalli di tempo regolabili a piacere, un piccolo simpatico popup comparirà sullo schermo per avvisarti che è arrivato il momento di prenderti una minipausa o una vera pausa suggerendoti anche qualche esercizio di rilassamento per il corpo e gli occhi.

    Sono tentata di provarlo ma il boss potrebbe licenziarmi se sapesse che scarico e installo questo genere di cosette digitali sul portatile del lavoro eheh. Magari lo proverò a casa per capire come funziona, in particolare mi incuriosiscono gli esercizi che il programma stesso dovrebbe proporti :-D … dopotutto anche a casa spesso e volentieri il tempo che trascorro al computer è un tantino al di fuori dei limiti citati sopra.

  • Workrave è tra le Five Apps to take a break & stay healthy segnalate in un articolo di Web Worker Daily, a sua volta segnalato da Luigi di ionontremo.com in Consigli per web workers. Le altre quattro sono:
    • Exercise Minder: in maniera analoga a Workrave ci ricorda di muoverci dalla postazione e di fare degli esercizi volti a preservare la nostra salute e il nostro benessere.
    • Albion StopNow! Applicazione a pagamento che consiste in un’icona colorata inserita nella task tray che passa dal verde, al giallo e infine al rosso nel momento in cui hai sorpassato l’orario previsto per il tuo break.
    • Break Reminder (a pagamento). Questa è la soluzione più drastica per importi una pausa: l’applicazione monitora l’utilizzo della tastiera e del mouse e quando decide che hai trascorso troppo tempo davanti al computer oscura lo schermo e disattiva il mouse per cinque minuti così non hai scelta se non fermarti e fare una passeggiata 
    • WorkPace (a pagamento) è tra le 5 applicazioni quella che si può considerare più seria in quanto scientificamente provata (o almeno così è riportato sul sito “is the ONLY scientifically validated Repetitive Stress Injury prevention software, proven to support positive and sustainable behaviour change among users"). Addirittura viene venduto in due versioni: “Personal” (39 eur) e “Professional” (55 eur a licenza con un minimo di 10 licenze e quindi ben 550 eur). Quello che mi fa sorridere è l’approccio comunicativo utilizzato per promuovere il prodotto:
      “It educates computer users in practical ways to prevent computer fatigue, discomfort and injury, ensuring healthier, happier employees”

      (happier employees… ma quando mai…) anche se poi viene ovviamente aggiunto:

      “It protects corporations from lost productivity, increased overheads, compensation claims and high insurance costs.”.

      Onestamente mi sembra tutto molto utopistico eheh.

  • Cristian di disordine.comPosso evitare di mettere un titolo a questo post?”. Questo è stato il post che mi ha colpito di più in particolare perchè l’autore dice di averlo scritto per se stesso, un promemoria… io vi ho letto una sorta di piccolo sfogo personale, e il lato “personale” di un blogger è quello che generalmente preferisco, che mi spinge a tornare a fargli visita. Tornando a quanto ha scritto Cristian, ecco un breve estratto:

    In questi giorni sono online in maniera assidua, quasi a livelli di dipendenza […] Ad un certo punto capita di perdere completamente la cognizione del tempo: vecchia storia, dirà qualcuno, ma per chi davanti ad un computer ci lavora per tutto il benedetto giorno, ad un certo punto potrebbe arrivare anche il momento del rigetto. Allora, meglio smettere. […] Appunto, che cavolo ci sto a fare qui davanti? Spesso me lo chiedo anch’io..

  • Cristian non è il solo ad essersi sfogato sul proprio blog, anche Napolux nel suo post “Io non ci sto dietro” spiega appunto come ci si ritrovi spesso a vivere dei momenti in cui ci si sente sommersi da una quantità tale di informazioni da essere impossibile da gestire:
    Sono sommerso dalle informazioni. Tra un po’ vengo svegliato di notte dal PC che mi dice: “A stronzo, ce stanno dumila post da leggere!” Sì, sì ci sono una marea di servizi per stare dietro a tutti i blog […] Non che non mi piaccia seguire tutto, ma non ne ho il tempo. Ho una vita privata, lavoro, scrivo su 3 blog e adoro dormire: la giornata è di 24 ore, fate un po’ di conti e vedete quanto ne rimane da dedicare al flusso informativo che permea il web (che frase del ca**o, ma volevo utilizzare un verbo figo).

Io continuo a drogarmi ;-)…

 

 

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Pikipimp: un altro sito molto carino che ti consente di manipolare in maniera divertente le proprie immagini, grazie alla possibilità di trascinare all’interno dell’immagine scelta svariati oggetti suddivisi per categorie: barbe, occhiali, gioielli, cappelli, personaggi famosi, animali, bocche, etc.
Ogni elemento può essere poi editato con diversi strumenti: ingrandimento, rotazione, trasparenza e Crop.
Ecco il mio parto serale… agghiacciante eheheh! (forse ho esagerato troppo con il rossetto ;-) )

Audiosnacks: Audiosnacks è un sito che si propone di aiutare gli utenti a vivere meglio i propri viaggi grazie alla possibilità di cercare, scaricare (a pagamento) gli audiotours delle città che andranno a visitare, creati da altri utenti registrati. Automaticamente questo comporta che grazie ad Audiotours ognuno può improvvisarsi guida turistica e registrare ad esempio la propria proposta di tour nella città in cui si vive, o il commento ad una mostra o ad un museo.
Ho guardato cosa è disponibile attualmente per la città di Milano e vi segnalo che è presente un audiotour del Cenacolo, sia in italiano (5 dollari) che in inglese (7 dollari). Cliccando sulla versione italiana ho ottenuto una serie di dettagli aggiuntivi che vi riporto:

Audio Snack: L’Ultima Cena
Previews: 19
Price: 5.00
Status: Active
Location: piazza s.Maria delle Grazie
File Type: MP3
City: Milan
Language: Italian
Country: Italy
Class: Walking
Date Created: 11/2/2006
File Size: 22.95 MB
Time Length: 30 min
Tracks: 17
Attachments: picture
Description: la tua guida personale ti accompagna, parlando per una mezzora, nella visita ad una delle più famose opere di Leonardo, a Milano e nel mondo. Oltre ad illustrarti ed a commentare l’Ultima Cena, ti dirà anche del soggiorno dell’artista a Milano, dell’ultimo restauro condotto sul dipinto e non si dimenticherà di parlarti anche della Crocifissione, l’affresco sempre trascurato ma ben presente, con il capolavoro di Leonardo, nella stessa sala del refettorio
[Play Sample]

PECK: A proposito di gite a Milano, se siete nei paraggi e riuscite ad andare in Via Torino andate a vedere la vetrina natalizia di Peck: un super babbo natale con renna interamente di cioccolato bianco!

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  • I blog? Una puttanata: Cosa?? Ueee se lè dre a dì chell lìì (traduzione “Ue ma cosa sta dicendo quello lì?”). Questo è quello che ho pensato anch’io quando ho letto il titolo del post ma poi l’ho letto e ora mi ritrovo a segnalarlo perchè condivido pienamente l’opinione di Stefano Hesse sul suo blog privato in merito ai Business Blog in Italia

    […] continuo a sentir parlare di un argomento ultra-specifico, il business blog appunto, da parte di consulenti o agenzie che cercano di rivendere lo strumento a clienti che non ci hanno ancora capito granché, più che altro perché a breve termine vendere un business blog può servire come porta d’accesso, o come upsell (leggi: dammi più soldi) nei confronti di clienti già esistenti. Ovvio: ci sono consulenti bravi, che sanno anche dire a una azienda: “ascolta, per te, ORA, non ha senso aprire un blog, ma dovresti lavorare su altri aspetti della tua comunicazione”, ma la maggioranza non rientra in questo insieme […]

    (Ah per chi non lo sapesse Stefano è il Corporate Communications & Public Affairs Manager di Google Italia e scrive anche sul relativo corporate blog)

    Il mio commento in merito ai Business Blog l’ho espresso esattamente una settimana fa in questo post “TUTTO FA BLOG! Anche i fagiolini” e nei relativi commenti

  • Luca Giurato come Chuck Norris: ti ricordi il blog Roundhouse Kicks con tutte le storielle su Chuck Norris? No?? Beh allora vai subito a vederlo, una volta che hai capito lo spirito delle battute (leggine una decina almeno che meritano eheheh) il divertimento è assicurato. Successivamente trasferisciti sul nuovo blog interamente dedicato a Luca Giurato che usa un approccio analogo :-). Ecco un paio di post:

    (21 novembre 2006) Da piccolo Luca Giurato giocava con gli amichetti a palla prigiomiera ma non si riusciva mai a finire una partita perché chiamava la polizia.
    (23 novembre 2006) Luca Giurato crede di essere nato sotto un cavolo e da anni chiede a tutti gli ortolani d’Italia dov’è finito il suo

  • Moltiplicazioni facili (o quasi): un modo alternativo per fare le moltiplicazioni, ho provato e funziona (e se ci riesco io ci possono riuscire tutti fidatevi), il discorso ovviamente si complica quando le cifre salgono… fate ad esempio 99 x 99 :-)


    [via sdamy]

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