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	<title>Simply my Blog &#187; Web Marketing</title>
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	<description>****************************************** LaFra nel web, Francesca Casadei all'anagrafe, Digital Strategist in ufficio. Qualcuno mi definisce anomala, altri istrionica, altri geek, altri bionda. Qui trovate tutte le "me" possibili</description>
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		<title>Owned, Bought e Earned Media: il caso Museum</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Sep 2009 13:42:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lafra</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Qualche giorno dopo aver pubblicato l&#8217;ebook &#34;I Trucchi di una digital strategist&#34; mi ha scritto Edoardo Ambrosini responsabile comunicazione di Museum, una marca di abbigliamento. Mi ha fatto molto piacere leggere la sua email, &#232; stata non solo gratificante ma soprattutto stimolante e quindi gli ho chiesto se potevo pubblicarla per condividerla qui sul blog. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img vspace="10" hspace="10" align="left" src="http://farm3.static.flickr.com/2662/3969039260_1c2400a712.jpg" alt="" />Qualche giorno dopo aver pubblicato l&#8217;ebook &quot;<a href="http://www.lafra.it/2009/09/13/i-trucchi-di-una-digital-strategist-il-mio-primo-ebook/">I Trucchi di una digital strategist</a>&quot; mi ha scritto Edoardo Ambrosini responsabile comunicazione di <strong>Museum</strong>, una marca di abbigliamento.</p>
<p>Mi ha fatto molto piacere leggere la sua email, &egrave; stata non solo gratificante ma soprattutto stimolante e quindi gli ho chiesto se potevo pubblicarla per condividerla qui sul blog.</p>
<blockquote>
<p>Ciao LaFra,     seguo il tuo blog da parecchio ormai e mi sono appena letto il tuo ebook.</p>
<p>Faccio il responsabile comunicazione di una linea di abbigliamento (giubbotti) di famiglia che si chiama MUSEUM e mi piace molto il mondo dell&rsquo;online.</p>
<p>Leggendo il tuo ebook mi sono reso conto (con molta modestia <img src='http://www.lafra.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' />  ) che alla fine credo di aver creato una buona base di presenza on-line del brand di cui mi occupo.</p>
<p><strong>Sito Internet</strong>: <a href="http://www.museumtheoriginal.com/">www.museumtheoriginal.com  </a></p>
<p><strong>Banner</strong>: dalla settimana prossima comincer&agrave; una campagna banner su luxgallery.it e menstyle.it</p>
<p><strong>SEO</strong>: siamo ben posizionati (ma stiamo lavorando per posizionarci sempre meglio)</p>
<p><strong>Social</strong>: <a href="http://www.facebook.com/museumtheoriginal">www.facebook.com/museumtheoriginal</a> pagina che aggiorno quasi ogni giorno con qualche notizia</p>
<p><strong>Campagna offline</strong>: oltre ovviamente alla presenza del sito ho voluto inserire il QR code, codice che permette di connettersi al sito mobile <a href="http://www.museumtheoriginal.mobi/">museumtheoriginal.mobi</a> dai telefonini di nuova generazione.</p>
<p>Inoltre sul sito vedrai la collaborazione che stiamo portando avanti con la Bradipo Travel Designer come <strong>esempio di co-marketing</strong></p>
<p>E per finire su <a href="http://www.desiderantesmeliorempatriam.com/">www.desiderantes.com</a> puoi vedere i cortometraggi MUSEUM che abbiamo realizzato e che stiamo pubblicizzando su vari siti quali Yalp.it, Bestmovie.it, Movieplayer.it, ecc ecc</p>
<p>Non so perch&eacute; ti dico questo. Forse &egrave; solo per condividere con te un mio pensiero come tu fai con i tuoi post sul blog.</p>
<p>Ciao e grazie dell&rsquo;attenzione (se sei arrivata fin qui <img src='http://www.lafra.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' />  ).</p>
</blockquote>
<p>Devo ammettere che prima di questa email non conoscevo Museum ma dev&#8217;essere una carenza mia perch&egrave; su Facebook questo brand ha una <strong>fan page con </strong><strong>pi&ugrave; di 3000 iscritti</strong>!&nbsp;</p>
<p>Ho apprezzato molto l&#8217;email di Edoardo soprattutto per due motivi:</p>
<ul>
<li>Si &egrave; fermato per razionalizzare quello che &egrave; gi&agrave; stato fatto e per costruire una visione d&#8217;insieme della presenza online del brand</li>
<li>Ha sottolineato in pi&ugrave; punti che si pu&ograve; sempre migliorare senza necessariamente stravolgere il lavoro svolto fino ad oggi e vanificare gli sforzi</li>
</ul>
<p>Sembra banale ma per esperienza vedo spesso aziende che di fronte ad un ipotetico fallimento decidono di buttare via un intero progetto per ripartire da zero con uno nuovo quando a volte un&#8217;accurata analisi e un&#8217;impostazione strategica sono sufficienti per individuare le leve da attivare per ottenere dei risultati significativi (anche se altre volte sono proprio i risultati e i KPI che si vogliono raggiungere ad essere sbagliati, ma questo &egrave; ancora un altro discorso).</p>
<p>Complimenti Edoardo e grazie a te per avermi scritto.</p>

<p class="FacebookLikeButton"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.lafra.it%2F2009%2F09%2F30%2Fowned-bought-earned-museum%2F&amp;layout=standard&amp;show_faces=yes&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;locale=it_IT" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height: 25px"></iframe></p>
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		<title>Trends della comunicazione (secondo me): 2. Presenza Online</title>
		<link>http://www.lafra.it/2009/01/22/trends-della-comunicazione-secondo-me-2-presenza-online/</link>
		<comments>http://www.lafra.it/2009/01/22/trends-della-comunicazione-secondo-me-2-presenza-online/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 22 Jan 2009 11:00:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lafra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Trends]]></category>
		<category><![CDATA[Web Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[media]]></category>
		<category><![CDATA[socialmedia]]></category>

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		<description><![CDATA[(1. Evoluzione e diversificazione del concetto di brand) 2. Costruzione della presenza online di un brand Se ripenso alla mia esperienza personale fino ad oggi mi vengono in mente esclamazioni e affermazioni appartenenti a periodi diversi rappresentative del pensiero comune sul ruolo di internet per le aziende in quel momento. Per semplificare al minimo ridurr&#242; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><a href="http://www.lafra.it/2009/01/19/trends-della-comunicazione-secondo-me-1-brands/">(1. Evoluzione e diversificazione del concetto di brand) </a></h3>
<h2>2. Costruzione della presenza online di un brand</h2>
<p>Se ripenso alla mia esperienza personale fino ad oggi mi vengono in mente esclamazioni e affermazioni appartenenti a periodi diversi rappresentative del pensiero comune sul ruolo di internet per le aziende in quel momento.</p>
<p>Per semplificare al minimo ridurr&ograve; questa evoluzione a quattro fasi, che presentano ovviamente ampi margini di sovrapposizione tra di loro, al solo scopo di evidenziarne il macrotrend.</p>
<blockquote>
<p>Devi farti il sito!</p>
</blockquote>
<p>Fino a qualche anno fa (ma la cosa preoccupante &egrave; che in molti la pensano ancora cos&igrave;) internet per le aziende era semplicemente &ldquo;il sito&rdquo;. Le web agencies e i freelance sfornavano un sito dopo l&#8217;altro, acquistavano domini come fossero pacchetti di sigarette, si faceva a gara tra chi trovava l&#8217;accostamento di colori pi&ugrave; accattivante, l&#8217;immagine in homepage pi&ugrave; evocativa e simbolica, il men&ugrave; di navigazione pi&ugrave; articolato o &ldquo;creativo&rdquo;. Il grafico all&#8217;inizio era l&#8217;htmlista, poi il flashista fino ad arrivare a richiedere skills di programmazione per ottenere determinati effetti durante la navigazione.</p>
<blockquote>
<p>Hai visto il mio banner?</p>
</blockquote>
<p>Il numero di siti cresce e le probabilit&agrave; di essere visitato dagli utenti si riducono notevolmente, diventa quindi forte l&#8217;esigenza di creare dei punti di collegamento visibili tra i siti pi&ugrave; visitati, in particolare i portali, e i sitarelli aziendali, siano essi corporate o di prodotto: la soluzione sono i banner. Piccoli, grandi, grafici o testuali, statici o che lampeggiano, diventa impensabile &ldquo;andare su internet&rdquo; senza almeno un bannerino.</p>
<blockquote>
<p>Il SEO &egrave; il futuro!</p>
</blockquote>
<p>&ldquo;<em>Cosa li fai a fare i banner che tanto non te li clicca nessuno? Devi essere nei primi tre risultati di google se vuoi che qualcuno venga sul tuo sito</em>&rdquo;: il search &egrave; la panacea di tutti i web-mali. &egrave; la corsa all&#8217;oro, o meglio alle parole chiave dorate, si snocciolano sigle come SEO, SERP, PR, se non sei sulla prima pagina di Google non sei nessuno.</p>
<blockquote>
<p>Ce l&#8217;hai la pagina su MySpace?</p>
</blockquote>
<p>E venne il momento dei social network. Il concetto chiave che inizia a diffondersi sulle bocche dei web strategists di tutto il mondo &egrave;: se vuoi raggiungere il tuo target devi essere l&igrave; dove sono loro, ossia negli ambienti digitali dove trascorrono gran parte del loro tempo online insieme al proprio &quot;network&quot; (amici, familiari, colleghi, appassionati, etc). E questo concetto si spinge verso il &quot;<em>devi entrare a far parte di quel network</em>&quot;, come se questo ingresso fosse possibile per ogni brand, azienda, prodotto, sito, servizio, testimonial, etc.&nbsp;</p>
<p>La descrizione delle 4 fasi &egrave; volutamente esagerata e approssimativa, cerco di condividere un pensiero per esprimere il mio punto di vista su questo fenomeno.</p>
<p>Avrei dovuto inserire nel passaggio da una fase all&#8217;altra di questa evoluzione anche esclamazioni come &ldquo;<strong>il sito (il <em>destination website</em>) &egrave; morto</strong>&rdquo;, &ldquo;<strong>il banner &egrave; morto</strong>&rdquo;, &ldquo;<strong>il blog &egrave; morto</strong>&rdquo;, &ldquo;<strong>second life &egrave; morto</strong>&rdquo;, etc, sembra che dichiarare la morte di qualcosa o <a href="http://punto-informatico.it/2387740/PI/News/steve-jobs-morto-anzi-no.aspx">qualcuno</a> da qualche anno a questa parte sia diventata una moda (speriamo non un trend).</p>
<p>Si &egrave; sempre alla ricerca della next BIG THING.</p>
<p>Tornando alle fasi , possiamo dire che l&#8217;interesse del mercato si &egrave; spostato dagli <strong>owned media</strong>, siti di propriet&agrave; interamente gestibili dal proprietario (owner), ai <strong>bought media</strong>, spazi sui siti a largo traffico che &egrave; possibile acquistare, fino ad arrivare agli <a href="http://jit.bz/?p=39"><strong>earned media</strong></a>, ambienti online dove il posto ma soprattutto il consenso da parte degli utenti te li devi diciamo guadagnare.</p>
<p style="text-align: center;"><a title="presenzaonline by lafra, on Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/simplylafra/3217812274/"><img width="500" height="261" alt="presenzaonline" src="http://farm4.static.flickr.com/3481/3217812274_9d562138e4.jpg" /></a></p>
<p>Non so quale sar&agrave; la <strong>next big thing</strong>, ma sinceramente mi interessa relativamente, sono molto pi&ugrave; affascinata dalla <strong>big picture</strong>.</p>
<p>Mi spiego.</p>
<p>Ho l&#8217;impressione che la continua ricerca di ci&ograve; che nel prossimo futuro sar&agrave; il nuovo <em>hype</em> faccia perdere di vista quello che in rete c&#8217;&egrave; gi&agrave;, perch&egrave; la cosiddetta rete &egrave; pi&ugrave; viva che mai. Cercare di capire come le persone usano la rete, quali spazi privilegiano, quali motivazioni li spingono ad usare un servizio piuttosto che un altro, di cosa parlano, cosa e chi cercano, &egrave; secondo me una sfida ben pi&ugrave; stimolante del capire cosa si intende per web 3.0.&nbsp;</p>
<p>Per quanto mi riguarda il mio impegno verso la comprensione di come costruire o sviluppare la presenza online di un brand, di un&#8217;azienda, di un ente, di un amico etc. partir&agrave; da qui.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.flickr.com/photos/simplylafra/3217812292/" title="Costruzione della presenza online di un brand (2/2) by lafra, on Flickr"><img width="585" height="239" src="http://farm4.static.flickr.com/3462/3217812292_8a6d480845_o.jpg" alt="Costruzione della presenza online di un brand (2/2)" /></a></p>
<p style="text-align: left;">La corretta valutazione della propria presenza online dovrebbe partire dalla <strong>definizione del ruolo</strong> che dovrebbero avere le tre categorie di online media, e questo non vuol dire che sia necessario investire tempo e risorse in tutte e tre le categorie ma ignorarne una per concentrarsi esclusivamente su un&#8217;altra (ad esempio non curare il proprio sito per dedicarsi interamente alla propria fan page su Facebook) &egrave; un errore.</p>
<p style="text-align: left;">Possiamo ad esempio guidare l&#8217;utente attraverso un percorso che lo agevoli nella ricerca di informazioni sul proprio prodotto (spot in tv con link del product site, presidio delle keyword relative al copy dello spot sui motori, &quot;infiltration&quot; &#8211; che sconsiglio &#8211; nei forum per parlare del sito, etc) ma dobbiamo aspettarci che ogni utente decida autonomamente, volontariamente o meno, di seguire un percorso personalizzato, ed essere pronti ad agire di conseguenza attraverso un&#8217;attenzione costante a tutta la torta non solo ad una fetta.</p>
<p style="text-align: left;">Va bene mi sono dilungata un po&#8217; troppo (strano eh?) ma questo secondo trend &egrave; quello a cui tengo di pi&ugrave; <img src='http://www.lafra.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p style="text-align: left;">Cosa ne pensate? I&nbsp;miei orridi grafici vi hanno fatto chiudere la finestra/tab prima di arrivare qui?</p>
<p style="text-align: left;">&nbsp;</p>
<h2>AGGIORNAMENTO</h2>
<p>I tre trend della comunicazione sono stati raccolti e approfonditi nell&#8217;ebook <a href="http://www.anobii.com/books/I_Trucchi_di_una_digital_strategist/9788863690071/01ae00b3bd1ca02850/"><em><strong>I&nbsp;trucchi di una digital strategist</strong></em></a>, edito da <a href="http://www.simplicissimus.it/index.html">Simplicissimus Book Farm</a>, <a href="http://www.box.net/shared/5ou4bc0i2n">scaricabile gratuitamente</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>

<p class="FacebookLikeButton"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.lafra.it%2F2009%2F01%2F22%2Ftrends-della-comunicazione-secondo-me-2-presenza-online%2F&amp;layout=standard&amp;show_faces=yes&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;locale=it_IT" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height: 25px"></iframe></p>
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			<media:title type="html">Costruzione della presenza online di un brand (2/2)</media:title>
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		<title>Widgets Marketing: successo o flop?</title>
		<link>http://www.lafra.it/2008/12/27/widgets-marketing-successo-o-flop/</link>
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		<pubDate>Sat, 27 Dec 2008 13:47:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lafra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Web Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[digital strategy]]></category>
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		<description><![CDATA[Su Adage circa un mesetto fa &#232; stato pubblicato un lungo articolo sui widgets e sul loro utilizzo in questi ultimi anni da parte delle aziende. La premessa dell&#8217;articolo &#232; che i widgets sulla carta sono uno strumento di marketing efficace (&#34;the highest expression so far of online marketing in this Post-Advertising Age&#34;) ma che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Su Adage circa un mesetto fa &egrave; stato pubblicato un <a href="http://adage.com/article?article_id=132778">lungo articolo sui widgets</a> e sul loro utilizzo in questi ultimi anni da parte delle aziende.</p>
<p>La premessa dell&#8217;articolo &egrave; che i widgets sulla carta sono uno strumento di marketing efficace (&quot;<em>the highest expression so far of online marketing in this Post-Advertising Age</em>&quot;) ma che nonostante le grandi aspettative (Newsweek e Om Malik di GigaOm avevano dichiarato che il 2007 sarebbe stato l&#8217;anno dei widgets) in pochi sono riusciti a sfruttarne pienamente le potenzialit&agrave;.</p>
<p>Ho provato ad estrapolare i punti chiave dell&#8217;articolo per cercare di fare (farmi) chiarezza su questo tema.</p>
<p><strong>TIPOLOGIE DI WIDGETS</strong></p>
<p>(Questa parte nell&#8217;articolo non &egrave; presente, ma preferisco aggiungerla per chiarire alcuni concetti che potrebbero essere fonte di dubbi)</p>
<p>Se volessimo dividere i widgets in macrocategorie potremmo distinguerne a mio avviso tre:</p>
<ul>
<li><strong>Web Widgets</strong>: <em> I Web Widgets sono micro-applicazioni che propongono contenuti digitali da inserire direttamente nel tuo blog, semplicemente copiando ed incollando un codice.  E&rsquo; possibile inserirli anche all&rsquo;interno di una pagina web e in pagine di social networking come MySpace</em> [<a href="http://www.masternewmedia.org/it/2006/12/01/web_widgets_cosa_sono_e.htm">via robingood</a>].</li>
<li><strong>Desktop Widgets</strong>: I Desktop Widgets sono alla stessa stregua dei web widgets delle mini-applicazioni che consentono ai siti di distribuire i propri contenuti al di fuori degli stessi ma in questo caso vengono scaricati ed installati sul proprio desktop. Le principali <a href="http://widgets.yahoo.net/blog/?p=16#more-16">differenze con i web widgets</a> sono quindi:</li>
</ul>
<ol>
<li>Vivono in maniera autonoma rispetto al browser</li>
<li>Possono interagire con le risorse locali del proprio pc</li>
<li>Possono essere utilizzati, se previsto, in modalit&agrave; offline</li>
</ol>
<ul>
<li><strong>Mobile Widgets</strong>: I Mobile Widgets nascono come conseguenza del diffondersi sempre pi&ugrave; massiccio, e dell&#8217;ipotetico successo, delle prime due tipologie. Possiamo considerarli una categoria a s&egrave; perch&egrave; spesso hanno una vita totalmente indipendente sia da un punto di vita dello sviluppo sia dell&#8217;utilizzo da parte dello user.</li>
</ul>
<p>Tenere a mente questa distinzione &egrave; molto importante anche dal punto di vista del marketer perch&egrave; l&#8217;utilizzo di una o dell&#8217;altra tipologia &egrave; associato ad una motivazione diversa da parte dell&#8217;utente.</p>
<p><strong>RUOLO DEI WIDGETS PER L&#8217;UTENTE </strong></p>
<p>L&#8217;articolo si concentra sulle prime due categorie di widgets quindi in questo post far&ograve; altrettanto. Per quanto riguarda i mobile widgets tuttavia vi consiglio il <a href="https://app.e2ma.net/app/view:Join/signupId:33919">white paper di little springs design inc.</a> (scaricabile dopo aver lasciato i propri dati) dove ci sono alcune considerazioni interessanti sui limiti dei mobile widgets lato sviluppatore e utente.</p>
<p>Tornando ai web e desktop widgets &egrave; facilmente intuibile come la motivazione che guida l&#8217;utente ad utilizzare una o l&#8217;altra categoria siano diverse: se io utente aggiungo un widget sul mio blog o sulla mia pagina personale di Myspace o Facebook lo faccio perch&egrave; <strong>voglio comunicare qualcosa di me</strong>, ad esempio che utilizzo un determinato servizio, che sono un fan di un determinato brand oppure perch&egrave; voglio fornire un servizio ai miei &quot;lettori&quot;.</p>
<p>Scelgo un web widget per gli altri pi&ugrave; che per me.</p>
<p>Se scarico un desktop widget la mia scelta &egrave; dettata da criteri diversi rispetto all&#8217;espressione personale e al tipo di utilit&agrave;: <strong>deve essere utile</strong> <strong>e/o divertente</strong>, ma principalmente per me, in quanto solo io acceder&ograve; al widget.</p>
<p><strong>RUOLO DEI WIDGETS PER IL MARKETER </strong></p>
<p>Il ruolo giocato dai widgets nel marketing online pu&ograve; essere rappresentato con questa equazione</p>
<p style="text-align: center;"><strong>marketing : specialties = online marketing : widgets</strong></p>
<p>Le <em>specialties</em> descritte nell&#8217;articolo sono semplicemente i gadgets aziendali, iniziative di comunicazione dove il brand viene fatto vivere in contesti non direttamente associabili alla pubblicit&agrave; tradizionale dei mass media: i magneti per il frigorifero, la tazza, il portacenere, l&#8217;agenda etc, strumenti pubblicitari che hanno l&#8217;obiettivo di ricordarti in momenti diversi della tua giornata che il brand pu&ograve; o &egrave; entrato a far parte della tua vita, in maniera semplice, a volte utile e poco invasiva. I widgets analogamente possono inserirsi altrettanto semplicemente nella tua vita online, nei contesti e luoghi digitali dove sei gi&agrave; presente o dove &ldquo;passi&rdquo; spesso perch&egrave; fanno parte delle tue abitudini di navigazione del web e di esplorazione e utilizzo dei tuoi device (pc, telefono, PDA etc.)</p>
<p><strong>PUNTI DI FORZA DEI WIDGETS</strong></p>
<p>Il principale punto di forza del widget &egrave; nella sua natura ed &egrave; la possibilit&agrave; di distribuire in maniera semplice i contenuti del proprio sito in blog ed altri ambienti online e offline aumentando quindi le occasioni di fruizione degli stessi. Per quanto popolare pu&ograve; essere il tuo sito la realt&agrave; &egrave; che i tuoi utenti visitano molto pi&ugrave; spesso Facebook, MySpace, Google, Yahoo, etc. Nell&#8217;articolo si parla della &quot;<em><strong>morte del destination website</strong></em>&quot; e quindi i widgets rispondono in questo caso ad un&#8217;esigenza vecchia come il cuc&ugrave;: se Maometto non va alla montagna, la montagna va da Maometto.</p>
<p>Gli altri punti di forza individuabili sono:</p>
<ol>
<li>&egrave; <strong>curioso</strong>, o meglio attira curiosit&agrave;, analogamente a quanto succede con i gadgets</li>
<li>&egrave; a <strong>portata di mano</strong> (anzi di click) ed &egrave; immediato, pu&ograve; essere utilizzato pi&ugrave; volte</li>
<li>&egrave; (potenzialmente) <strong>viral </strong></li>
<li>&egrave; (relativamente) <strong>economico</strong></li>
<li>&egrave; (o meglio pu&ograve; essere) <strong>utile</strong>, e quindi pu&ograve; attribuire un&#8217;immagine positiva all&#8217;azienda che lo ha realizzato o sponsorizzato</li>
<li>&egrave; <strong>trackabile / misurabile</strong>, quindi ci pu&ograve; fornire informazioni sul comportamente dell&#8217;utente</li>
</ol>
<p><strong>PUNTI DI DEBOLEZZA DEI WIDGETS</strong></p>
<ol>
<li><strong>Non standardization</strong>: per consentire la fruizione del widget a tutti &egrave; necessario prevederne la realizzazione in diversi formati Ie il test!) al fine di essere compatibile con le diverse piattaforme, iGoogle, Facebook, MySpace, mobile, desktop, etc.</li>
<li><strong>Scarsa rilevanza per low-interest categorie</strong>: c&#8217;&egrave; differenza se il widget lo fa Nike o se lo fa Vileda (non ce l&#8217;abbiano con me quelli di Vileda, &egrave; il primo brand &quot;low-interest&quot; che mi &egrave; venuto in mente).</li>
<li><strong>Costo</strong>: il costo di creazione dei widget &egrave; relativamente basso ma non si pu&ograve; dire altrettanto della sua distribuzione/promozione</li>
<li><strong>Shelf Space</strong>: non possiamo aspettarci che l&#8217;utente consideri lo spazio da riservare ai widget illimitato, sia esso rappresentato dal proprio blog / pagina personale o dal proprio desktop.</li>
</ol>
<p><strong>CASE STUDIES</strong></p>
<p>Nell&#8217;articolo vengono citati diversi esempi di branded widgets di rilievo, questi sono quelli che ho preferito:</p>
<p><strong>Miles / Nike +</strong>: Miles &egrave; un avatar 3D da installare sul proprio desktop che ci incoraggia ad andare a correre insieme al nostro iPod corredato di Nike + , ci informa sul meteo, sugli eventi, sulle promozioni ed organizza i nostri feed RSS.</p>
<p style="text-align: center;"><object height="344" width="425"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/0lcEczTQ9DA&amp;hl=en&amp;fs=1" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed height="344" width="425" src="http://www.youtube.com/v/0lcEczTQ9DA&amp;hl=en&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><strong>UPS Widget:</strong> analogamente a Miles anche in questo caso si tratta di un simpatico personaggio che ci aiuta ad organizzare e tenere traccia delle nostre spedizioni.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.widget.ups.com/it-it/index.html"><img alt="" src="http://farm4.static.flickr.com/3266/3140381051_0f829f9400.jpg?v=0" /></a></p>
<p><strong>CokeTags</strong>:</p>
<blockquote>
<p><span class="RedText">A CokeTag is a fun, personal widget for packaging and sharing links to content across the Web.</span> Use CokeTags to promote yourself &mdash; your blog, work, interests, team, band or whatever you like or care about &mdash; and then track how influential you are!</p>
</blockquote>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.coketags.com/"><img alt="" src="http://farm4.static.flickr.com/3098/3140388571_aabafa8d88.jpg?v=0" /></a></p>
<p><strong>CONCLUSIONI</strong></p>
<p>I widget sono relativamente semplici da creare e da utilizzare ma se vogliamo utilizzarli come leva di marketing dobbiamo tenere in considerazioni tutta una serie di aspetti. Dobbiamo farci delle domande, le prime che mi vengono in mente sono:</p>
<ul>
<li><strong>Qual &egrave; la motivazione che spingerebbe l&#8217;utente ad utilizzare il mio web widget?</strong> Se sono un brand con un&#8217;immagine forte posso pensare di realizzare un web widget e sperare che gli utenti lo aggiungano alle proprie pagine personali. Se sono un brand appartenente alle categorie definite &quot;low interest&quot; forse il web widget non &egrave; consigliabile ed &egrave; meglio&nbsp; puntare su altre motivazioni che non siano l&#8217;espressione personale (ad esempio l&#8217;utilit&agrave; come ha fatto UPS).</li>
<li><strong>Il mio desktop widget &egrave; davvero utile per l&#8217;utente? </strong>Non innamoratevi del vostro widget, testatelo, fatelo provare a persone diverse, cercate di capire se l&#8217;utente lo troverebbe davvero utile, lo utilizzerebbe e lo consiglierebbe ai suoi conoscenti.</li>
<li><strong>Il mio utente sa cos&#8217;&egrave; un widget? Sa a cosa gli potrebbe servire?</strong> Attenzione perch&egrave; il termine widget non fa parte del bagaglio lessicale di tutti gli utenti. Innanzitutto il widget in quanto tale viene spesso definito in modi diversi: applicazione, badge, utility, etc. inoltre proprio come nel caso dei gadgets si ha la sensazione che il widget sia per natura inutile, una &quot;digital cavolata&quot;.</li>
<li><strong>Come far&agrave; l&#8217;utente a trovare il mio widget?</strong> Creare un widget e metterlo nel proprio sito non basta per farlo girare nel web, &egrave; necessario prevedere un investimento minimo per la sua distribuzione/promozione online e magari offline.<strong><br />
    </strong></li>
<li><strong>Che ruolo ha il widget per il mio brand? Tattico o strategico?</strong> Come sempre &egrave; necessario avere bene in chiaro gli obiettivi che ci spingono ad investire nella creazione, distribuzione e promozione del widget, tenendo ovviamente in considerazione che il widget da solo non fa miracoli ma deve essere inserito in un&#8217;adeguata strategia di comunicazione dove avremo gi&agrave; studiato il nostro target, le loro abitudini di consumo, il loro utilizzo dei mezzi e il ruolo del brand nelle loro vite. Vogliamo creare awareness? Vogliamo attivare un nuovo canale di comunicazione / interazione con l&#8217;utente? Vogliamo aumentare le occasioni d&#8217;uso del nostro prodotto? etc. <strong><br />
    </strong></li>
</ul>
<p>Credo di potermi fermare qui per il momento. In realt&agrave; credo che questo tema sia davvero interessante, <a href="http://www.womarketing.netsons.org/marketing/177/widget-marketing-prima-parte/#comment-75">come ho manifestato in passato</a>, e spero si continuer&agrave; a parlarne.</p>
<p>Voi cosa ne pensate? Utilizzate i widgets (sia users che marketers)?</p>
<p>&nbsp;</p>

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	</item>
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		<title>Quality Entertainment per famiglie: La Web Com di Dixan</title>
		<link>http://www.lafra.it/2008/06/05/quality-entertainment-per-famiglie-la-web-com-di-dixan/</link>
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		<pubDate>Thu, 05 Jun 2008 15:16:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lafra</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Recentemente ho parlato della web tv series americana &#8220;In the Motherhood&#8221;, definendola &#8220;un prodotto innovativo che coniuga l&#8217;autenticit&#224; degli user-generated contents, con la qualit&#224; e la continuit&#224; di una produzione seriale televisiva&#8221;. Ho inoltre espresso qualche considerazione in merito alla possibile replicabilit&#224; di un format analogo in Italia Se volessimo ipotizzare la sua &#34;applicabilit&#224;&#34; o [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Recentemente <a href="http://www.lafra.it/2008/04/13/la-web-tv-series-dedicata-alle-mamme-in-the-motherhood/">ho parlato</a> della web tv series americana &ldquo;<a href="http://inthemotherhood.msn.com/">In the Motherhood</a>&rdquo;, definendola &ldquo;<em>un prodotto innovativo che coniuga l&rsquo;autenticit&agrave; degli user-generated contents, con la qualit&agrave; e la continuit&agrave; di una produzione seriale televisiva</em>&rdquo;.</p>
<p>Ho inoltre espresso qualche considerazione in merito alla possibile replicabilit&agrave; di un format analogo in Italia</p>
<blockquote><p>Se volessimo ipotizzare la sua &quot;applicabilit&agrave;&quot; o &quot;replicabilit&agrave;&quot; in Italia &egrave; ovvio che bisognerebbe considerare il fatto che i webisodes rappresentano ancora un fenomeno di fruizione limitata ma ci insegnano anche che puntare su elementi apprezzati dal target come la qualit&agrave; della produzione e soprattutto la serialit&agrave; possono comunque generare un seguito di pubblico interessante e rappresentare delle leve per la diffusione di forme analoghe di intrattenimento.</p></blockquote>
<p>Sono quindi rimasta favorevolmente colpita dall&rsquo;idea che precede la realizzazione di &ldquo;<strong>Formato Famiglia</strong>&rdquo;, la web com firmata Henkel creata per in occasione della campagna di lancio di nuovo <a href="http://www.dixan.it/pagine/pagina.aspx?&amp;L=IT">Dixan</a> liquido.</p>
<p align="center"><img alt="" src="http://farm4.static.flickr.com/3133/2553956366_a38e58f6b4.jpg?v=1212679321" /></p>
<blockquote><p>Il format permette di raccontare aneddoti e gag di una famiglia italiana tipo che diventeranno occasione per richiamare i diversi plus del prodotto. Il 5 giugno i primi tre episodi di &lsquo;Dixan Formato Famiglia&rsquo; (in tutto la prima serie ne ha in programma 20) saranno presentati in anteprima a Milano presso Uci Cinemas Bicocca, precedendo una proiezione speciale di Sex and the City. Le avventure della &lsquo;Famiglia Macchietta&rsquo; saranno anche al centro dell&rsquo;iniziativa che porter&agrave; il nuovo Dixan Liquido in tour per tutta Italia [fonte <a href="http://www.pubblicitaitalia.it/news.asp?id_news=49544">Pubblicitaitalia</a>] </p></blockquote>
<blockquote><p>La sit-com racconta con ironia le piccole avventure quotidiane di una famiglia italiana spiata dall&#8217;obl&ograve; di una lavatrice e vanno in onda sul sito www.dixan.it e sui canali Fox life e Sky vivo [fonte articolo di <strong>ItaliaOggi</strong>]</p></blockquote>
<p>Analogamente a &ldquo;In the Motherhood&rdquo; anche in questo caso ci troviamo di fronte ad un esempio che potremmo definire di &ldquo;<strong>Quality Entertainment</strong>&rdquo;: grazie ad un brand &ldquo;<em>enabler</em>&rdquo; nasce un prodotto online ipoteticamente di qualit&agrave; (il regista &egrave; Giuseppe Recchia, lo stesso di Zelig, Colorado caf&eacute; e Love bugs).   ) in grado di intrattenere il proprio target di comunicazione di riferimento.</p>
<p>Le principali differenze invece con la serie televisiva americana online dedicata alle mamme sono:</p>
<ul>
<li>Non &egrave; esclusivamente online, ma <strong>&egrave; multicanale</strong> (internet, cinema e canali satellitari)</li>
<li><strong>Manca una componente UGC</strong> presente invece nella &ldquo;sceneggiatura&rdquo; degli episodi di In the Motherhood (le storie sono basate sui racconti delle mamme). Tuttavia durante il tour verranno fatti dei provini per entrare a far parte del cast e diventare un protagonista d&#8217;eccezione.</li>
</ul>
<p>Per quanto riguarda la multicanalit&agrave; vi riporto gli estratti dall&rsquo;articolo di ItaliaOggi dove vengono spiegate le scelte relative al canale satellitare e alle sale cinematografiche.</p>
<blockquote><p>&laquo;La scelta dei canali dipende dal posizionamento degli stessi&raquo;, racconta Pofidio, &laquo;Fox life &egrave; per esempio il contenitore ideale per le sit-com sul bouquet satellitare, Sky vivo racconta invece le storie di tutti i giorni. Entrambe sono in perfetta linea con <strong>il nuovo consumatore cui Dixan vuole parlare</strong>&raquo;. [&hellip;] Il lancio della nuova campagna Dixan &egrave; legato, con un evento questa sera a Milano, all&#8217;uscita del <a href="http://sexandthecity.it.msn.com/">film Sex and the City</a>. Perch&eacute; &laquo;Dixan &egrave; un grande successo sullo scaffale del supermercato&raquo;, conclude Pofidio, &laquo;e abbiamo voluto legarci al pi&ugrave; grande successo televisivo degli ultimi anni per dichiarare l&#8217;obiettivo della nuova campagna: centrare il primato anche nei contenuti della comunicazione, oltre che nel prodotto&raquo;.</p></blockquote>
<p>Ovviamente non ho ancora visto le puntate della sitcom ma vorrei chiedervi come giudicate dalle premesse questo tipo di operazione di comunicazione. Spero che la qualit&agrave; dell&rsquo;iniziativa in termini soprattutto di capacit&agrave; di intrattenimento sia pi&ugrave; simile a <a href="http://www.love-bugs.it/">Love Bugs</a> che a <a href="http://www.casabonduelle.it/">Casa Bonduelle</a> (di cui ora che ci penso <a href="http://www.lafra.it/2006/11/17/tutto-fa-blog-anche-i-fagiolini/">avevo parlato</a> un anno e mezzo fa).</p>
<p><img alt="Technorati" id="image329" src="http://freehogg.files.wordpress.com/2006/04/technorati.gif" /> technorati tags: <a rel="tag" href="http://www.technorati.com/tags/dixan">dixan</a>, <a rel="tag" href="http://www.technorati.com/tags/formatofamiglia">formatofamiglia</a>, <a rel="tag" href="http://www.technorati.com/tags/sitcom">sitcom</a>, <a rel="tag" href="http://www.technorati.com/tags/webcom">webcom</a>, <a rel="tag" href="http://www.technorati.com/tags/henkel">henkel</a></p>

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		<title>La web tv series dedicata alle mamme: In the Motherhood</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Apr 2008 17:01:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lafra</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Avevo segnalato In the Motherhood su Twitter gi&#224; un po&#8217; di tempo fa ma era indubbio che avrei dedicato anche un post a questa iniziativa americana di cui sono ormai diventata una fan accanita! Si tratta di una divertente serie televisiva fruibile esclusivamente online in un canale dedicato sul sito di MSN le cui protagoniste [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Avevo segnalato <a href="http://inthemotherhood.msn.com/">In the Motherhood</a> su Twitter gi&agrave; un po&#8217; di tempo fa ma era indubbio che avrei dedicato anche un post a questa iniziativa americana di cui sono ormai diventata una fan accanita!</p>
<p align="center"><a href="http://www.flickr.com/photos/simplylafra/2410063073/"><img width="500" height="545" alt="" src="http://farm4.static.flickr.com/3206/2410063073_8711ced225.jpg?v=1208106341" /></a></p>
<p>Si tratta di una divertente serie televisiva fruibile esclusivamente online in un canale dedicato sul sito di MSN le cui protagoniste sono tre donne (tra cui <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Jenny_McCarthy">Jenny McCarthy</a>) alle prese con il difficile ruolo di mamma.</p>
<p>A rendere <em>In the Motherhood</em> ancora pi&ugrave; interessante &egrave; la componente &quot;user-generated&quot;: le storie alla base dei vivaci <strong><em>webisodes</em></strong> sono ispirate ai racconti che le mamme pubblicano sul sito e che vengono votati dagli utenti; il racconto vincitore diventa il soggetto del prossimo episodio. Si pu&ograve; quindi dire che questa <em>web tv series</em> &egrave; un prodotto innovativo che coniuga l&rsquo;autenticit&agrave; degli user-generated contents, con la qualit&agrave; e la continuit&agrave; di una produzione seriale televisiva. Se volessimo ipotizzare la sua &quot;applicabilit&agrave;&quot; o &quot;replicabilit&agrave;&quot; in Italia &egrave; ovvio che bisognerebbe considerare il fatto che i <em>webisodes</em> rappresentano ancora un fenomeno di fruizione limitata ma ci insegnano anche che puntare su elementi apprezzati dal target come la qualit&agrave; della produzione e soprattutto la serialit&agrave; possono comunque generare un seguito di pubblico interessante e rappresentare delle leve per la diffusione di forme analoghe di intrattenimento.</p>
<p>In pi&ugrave; vorrei farvi notare la tipologia di presenza degli sponsor: la web series, che &egrave; alla sua seconda stagione <a href="http://www.tilzy.tv/news/2008/2/Back-In-the-MotherHood.htm">dopo il successo della prima</a> (5.5 milioni di visitatori) &egrave; sponsorizzata da <a href="http://www.suave.com/">Suave</a> (&quot;<em>the only beauty brand specially formulated for moms</em>&quot;) e <a href="http://www.sprint.com/index.html">Sprint</a> (numero tre dei servizi mobili in America). Onestamente non so quanto abbiano dovuto investire i due sponsor in questione per realizzare la web series ma credo che la percezione di brand da parte degli utenti che si sono appassionati alle storie delle tre mamme protagoniste non possa che essere positiva. I brand in questione sono molto visibili ma non sono invadenti, io personalmente li percepisco pi&ugrave; come &quot;<em>enabler</em>&quot; della serie che &quot;sovvenzionatori&quot;, sar&agrave; l&#8217;espressione &quot;<em>conceived by Suave and Sprint</em>&quot; (ossia concepito da) che appare all&#8217;inizio di ogni episodio e l&#8217;assenza di ogni altro brand sia all&#8217;interno degli episodi che del sito a farmelo pensare?</p>
<p>Deformazione professionale <img src='http://www.lafra.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' />  a parte vi consiglio vivamente di concedervi 10 minuti di relax (gli episodi durano circa 5-7 minuti ciascuno) e di immergervi nel coinvolgente mondo di <em>In the Motherhood</em> (sto facendo talmente tanta pubblicit&agrave; a questa serie che dovrebbero pagarmi!).</p>
<p><img id="image329" alt="Technorati" src="http://freehogg.files.wordpress.com/2006/04/technorati.gif" /> technorati tags: <a rel="tag" href="http://www.technorati.com/tags/in+the+motherhood">in+the+motherhood</a>, <a rel="tag" href="http://www.technorati.com/tags/jenny+mccarthy">jenny+mccarthy</a>, <a rel="tag" href="http://www.technorati.com/tags/mums">mums</a>, <a rel="tag" href="http://www.technorati.com/tags/mothers">mothers</a>, <a rel="tag" href="http://www.technorati.com/tags/web+tv">web+tv</a>, <a rel="tag" href="http://www.technorati.com/tags/series">series</a>, <a rel="tag" href="http://www.technorati.com/tags/webisodes">webisodes</a></p>

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			<media:title type="html">Technorati</media:title>
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		<item>
		<title>Il futuro dell&#8217;advertising online (classico) non è &#8220;social&#8221;</title>
		<link>http://www.lafra.it/2008/03/03/il-futuro-delladvertising-online-classico-non-e-social/</link>
		<comments>http://www.lafra.it/2008/03/03/il-futuro-delladvertising-online-classico-non-e-social/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 03 Mar 2008 14:43:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lafra</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I social networks sono ormai da tempo al centro dei pensieri di molti addetti al marketing e alla comunicazione perch&#232; sono coscienti del fatto che l&#236; potrebbe risiedere il loro target, sia esso di vendita che di comunicazione, e non sanno come raggiungerlo. Regole di comunicazione che sono valide in un contesto non possono avere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.flickr.com/photos/fedefido/1297803114/"><img hspace="10" height="187" width="249" vspace="10" align="left" src="http://farm2.static.flickr.com/1108/1297803114_fd454e1778.jpg?v=0" alt="" /></a>I social networks sono ormai da tempo al centro dei pensieri di molti addetti al marketing e alla comunicazione perch&egrave; sono coscienti del fatto che l&igrave; potrebbe risiedere il loro target, sia esso di vendita che di comunicazione, e non sanno come raggiungerlo.</p>
<p>Regole di comunicazione che sono valide in un contesto non possono avere ovviamente la stessa efficacia in altri, ed &egrave; per questo che <strong>Google non ottiene gli stessi risultati sul suo motore di ricerca e su MySpac</strong>e. Il motivo &egrave; ovvio: se nel primo caso la scelta di navigare in Google Search &egrave; legata alla specifica esigenza di cercare e soprattutto trovare qualcosa nel pi&ugrave; breve tempo possibile, nel secondo invece &egrave; connessa ad altri obiettivi, classificabili sar&agrave; ovvio dirlo di &quot;networking&quot;.&nbsp; Come scrive Joshua Porter nel suo post &quot;<a href="http://bokardo.com/archives/why-social-ads-dont-work/">Why Social Ads Don&#8217;t Work</a>&quot; non a caso <strong>Google si pone come obiettivo di continuare a ridurre il tempo</strong> che gli utenti trascorrono all&#8217;interno del suo motore di ricerca, perch&egrave; questo vuol dire che gli stessi sono riusciti a soddisfare velocemente il loro bisogno, mentre <strong>Facebook mira ad a</strong><strong>mpliare quanto pi&ugrave; possibile il time-per-visit </strong>dei suoi iscritti.</p>
<p>Lo stesso messaggio pubbilcitario pu&ograve; quindi essere percepito in maniera completamente differente a seconda del contesto: se all&#8217;interno del motore pu&ograve; essere utile perch&egrave; pertinente con la mia ricerca, all&#8217;interno di Facebook &egrave; fastidioso perch&egrave; decontestualizzato (ci si potrebbe scrivere un libro su questo.. o qualcuno lo ha gi&agrave; fatto??) e antiestetico.</p>
<p>Se sono all&#8217;interno di un social network difficilmente cliccher&ograve; su un banner/messaggio pubblicitario che mi porter&agrave; in un altro sito allontanandomi dal luogo virtuale in cui mi ritrovo, &egrave; come se fossi in un pub e per provare una birra diversa da quella che bevo solitamente dovessi uscire e recarmi in una nuova discoteca, magari bellissima ma dove non conosco nessuno e non mi sento altrettanto a mio agio: non sarebbe meglio farmela bere nel mio solito amato pub insieme ai miei amici?</p>
<p>In sintesi</p>
<blockquote><p>the context is entirely different. When you&rsquo;re in <strong>search mode</strong>, you are playing by different rules</p></blockquote>
<p>L&#8217;analisi dei primi risultati relativi ai &quot;social ads&quot; confermano appunto la teoria secondo cui il presupposto per far s&igrave; che l&#8217;utente interagisca con i messaggi pubblicitari sia che in quel momento sia pi&ugrave; o meno esplicitamente alla ricerca di qualcosa, e quindi questi sono alcuni dei contesti in cui si ottengono i ritorni migliori:</p>
<ul>
<li>Searching</li>
<li>Shopping</li>
<li>Traveling</li>
</ul>
<p>Proprio qualche giorno fa Mauri, il mio compagno di scrivania, mi ha raccontato di aver trovato un interessante sito sul Canada se non ricordo male mentre navigava in <a href="http://www.turistipercaso.it/">Turisti per Caso</a> cliccando su un annuncio pubblicitario.</p>
<p>Questo ci porta a fare qualche prima considerazione anche sugli <strong>esiti della ipotetica futura guerra tra</strong> <strong>Microsoft+Yahoo e Google</strong>: bench&egrave; gli strumenti di posta elettronica e di community dei primi due siano pi&ugrave; forti non riusciranno a monetizzare gli stessi risultati in termini di advertising di Google Search. Questo ci fa inoltre capire perch&egrave; gli investimenti e gli sforzi maggiori da parte dei tre colossi siano incentrati soprattutto sul mobile e sulle maps: quando le persone accedono ai servizi mobile sono in movimento e quindi in <em>unfamiliar places with the same old needs</em>, stiamo quindi cercando sia una destinazione sia dei servizi che ci possano essere di supporto lungo il tragitto. Proprio per questo motivo Joshua conclude il suo post affermando che <strong><em>maps and mobile are the future of advertising</em></strong>.</p>
<p>Le osservazioni interessanti per&ograve; continuano all&#8217;interno dei commenti:</p>
<p>Innanzitutto ci si interroga sull&#8217;<strong>efficacia dei messaggio all&#8217;interno dei blogs</strong>: che differenza c&#8217;&egrave; tra l&#8217;advertising su MySpace e quello nei blogs, ossia i risultati in termini di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Click-through_rate">CTR</a> non dovrebbero essere pi&ugrave; bassi? La risposta &egrave; NO, e questo grazie alla visibilit&agrave; che i blog hanno all&#8217;interno delle <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Search_engine_results_page">SERP</a>, ossia delle pagine dei risultati di ricerca. A differenza dei social network infatti i blog vengono spesso visitati in quanto all&#8217;interno dei risultati di una ricerca ed essendo l&#8217;utente in quel momento nel cosiddetto &quot;<em>seach mode</em>&quot; &egrave; pi&ugrave; propenso a continuare appunto questa ricerca cliccando sui messaggi presenti nei blog: <em>User searches, user clicks through to blog, user clicks ad</em>. Ed &egrave; proprio per questo motivo che un blog riesce a guadagnare quanto pi&ugrave; &egrave; focalizzato su un argomento (vi consiglio a questo proposito il post di Tagliaerbe &quot;<a href="http://blog.tagliaerbe.com/2008/02/tematizzare-il-primo-comandamento-seo.html">Tematizzare: il primo comandamento SEO</a>&quot;)</p>
<p>Altri utenti riflettono su usi migliori dei social network:</p>
<ul>
<li><em><strong>Better-Targeted Ads</strong></em>: benvenga la pubblicit&agrave; nei social networks, ma solo se fortemente contestualizzata ed interessante per il target, anche perch&egrave; i social network offrono a volte un livello notevole di segmentazione dei consumatori. L&#8217;esempio fatto &egrave; quello di <a href="http://www.dogster.com/">Dogster</a> la community dedicata agli amanti dei cani, &quot;<em>a dream marketing opportunity for a company like&#8230; <a href="http://www.pupperoni.com/">Pup-peroni</a></em>, marca di cibo per cani, che &egrave; infatti uno degli sponsor del sito. Ho notato che una delle campagne di advertising visibile in questo momento &egrave; il lancio del doppio DVD Platinum Edition della Carica dei 101, pi&ugrave; contestualizzato di cos&igrave; <img src='http://www.lafra.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </li>
<li><em><strong>Brand Building</strong></em> e <em><strong>Sponsorship</strong></em>: gi&agrave; all&#8217;interno del post Joshua aveva spiegato che la presenza di pubblicit&agrave; all&#8217;interno dei social network non sia legata necessariamente al tentativo di portare gli utenti sul proprio sito, costringendoli quindi a lasciare il proprio &quot;space&quot;, ma <em>perhaps they are simply for brand-building purposes&hellip;<strong>you see the brand and it has a subconscious effect</strong>&hellip;you don&rsquo;t change what you were doing but the brand is somehow strengthened in your mind from the ad impression. </em>A questo proposito nei commenti si parla di opportunit&agrave; di Sponsorship, come ad esempio nel caso appena visto di Dogster, perch&egrave; &egrave; vero che gli utenti continueranno a vivere la loro vita virtuale e a fare &quot;networking&quot; ma saranno riconoscenti al brand che permette loro di fare tutto questo, probabilmente memorizzandolo e diventandone consumatori. Onestamente non credo che sia cos&igrave; semplice ma potrebbe essere pi&ugrave; efficace del semplice messaggio; ovviamente bisognerebbe in qualche modo misurare l&#8217;efficacia di un&#8217;azione di questo tipo in relazione anche all&#8217;investimento che &egrave; indubbiamente pi&ugrave; elevato rispetto ad un messaggio pubblicitario.</li>
<li><em><strong>Panel Research</strong></em> e <em><strong>Paid reviews</strong></em>: ci sono molte potenzialit&agrave; in questo senso, ma anche in questo caso &egrave; necessario tenere bene a mente le caratteristiche intrinseche dello strumento che <strong>impongono trasparenza e rispetto</strong>.</li>
</ul>
<p>Ultime due considerazioni prima di chiudere questo lunghissimo post:</p>
<ul>
<li>Quando pensate a MySpace, a Facebook o agli altri social networks &egrave; importante ricordare la <strong>sfera personale</strong> in cui volete entrare: &quot;<em>Despite what advertisers think, my Facebook account is MY personal space&hellip; please don&rsquo;t bug me on it</em>.&quot;. Attenzione, la pubblicit&agrave; in questi contesti non solo potrebbe non sortire nessun effetto, ma potrebbe essere <strong>addirittura controproducente</strong>.</li>
<li>Gli utenti abituali dei social networks <strong>li conoscono come le loro tasche</strong>, forse meglio, alcuni potrebbero navigare al loro interno anche ad occhi chiusi quindi possono tranquillamente <strong>sfuggire all&#8217;esposizione di messaggi pubblicitari</strong>. Esattamente come nella vita reale alcune persone <em>have an amazing ability to filter out ambient noise in places they frequent and i believe this also plays a part in the lackluster results of ads.</em></li>
</ul>
<p>Scusate se sono stata prolissa ma non volevo omettere nessun dettaglio degno, a mio avviso ovviamente, di rilievo e di essere esplicitato.</p>
<p>Voi cosa ne pensate? Queste considerazioni valgono anche per il mercato italiano?</p>

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	</item>
		<item>
		<title>Non tutti gli utenti sono uguali: differenze tra forum e social networks</title>
		<link>http://www.lafra.it/2008/01/17/377/</link>
		<comments>http://www.lafra.it/2008/01/17/377/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 17 Jan 2008 09:47:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lafra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Communication]]></category>
		<category><![CDATA[Web 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[Web Marketing]]></category>

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		<description><![CDATA[Recentemente mi sono trovata nella situazione di dover spiegare quali sono le sostanziali differenze tra i forum e i social networks e di conseguenza le diversit&#224; che possono esistere tra gli utenti che frequentano gli uni e gli altri perch&#233; purtroppo per i &#8220;non addetti ai lavori&#8221; rischia di esserci confusione in merito a causa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal">Recentemente mi sono trovata nella situazione di dover spiegare quali sono le sostanziali differenze tra i forum e i social networks e di conseguenza le diversit&agrave; che possono esistere tra gli utenti che frequentano gli uni e gli altri perch&eacute; purtroppo per i &ldquo;non addetti ai lavori&rdquo; rischia di esserci confusione in merito a causa del continuo proliferare di nuovi social media e di nuove iniziative chiamiamole 2.0 e delle conseguenti richieste di &quot;iscrizione&quot; e &quot;partecipazione&quot; a cui gli utenti sono soggetti quotidianamente.</p>
<p class="MsoNormal">Se ad esempio ad un cliente proponi di considerare all&rsquo;interno della propria strategia di comunicazione online il target delle donne che frequentano i Forum potresti sentirti rispondere che le donne a cui vogliono comunicare non sono iscritte a Facebook o a MySpace, ossia non partecipano attivamente nella rete.</p>
<p class="MsoNormal">Tralasciando le innumerevoli differenze che esistono solo tra i due social networks sopracitati in termini di tipologia di utenza, ho cercato di focalizzarmi sulle diversit&agrave; in senso lato ovviamente dei due strumenti di interazione.</p>
<table width="471" height="352" cellspacing="0" cellpadding="0" border="0" class="MsoNormalTable">
<tbody>
<tr style="height: 18pt;">
<td width="250" valign="top" style="border-style: solid; border-color: rgb(130, 130, 130); border-width: 1.5pt 1pt 1pt 1.5pt; padding: 0cm; width: 187.15pt; height: 18pt;">
<p class="MsoNormal"><strong>FORUM</strong></p>
</td>
<td width="249" valign="top" style="border-style: solid; border-color: rgb(130, 130, 130); border-width: 1.5pt 1.5pt 1pt 1pt; padding: 0cm; width: 187.1pt; height: 18pt;">
<p class="MsoNormal"><strong>SOCIAL NETWORK</strong></p>
</td>
</tr>
<tr style="height: 16.5pt;">
<td width="250" valign="top" style="border-style: solid; border-color: rgb(130, 130, 130); border-width: 1pt 1pt 1pt 1.5pt; padding: 0cm; width: 187.15pt; height: 16.5pt;">
<p class="MsoNormal">&Egrave; nato <strong>prima </strong>(&egrave; una realt&agrave; consolidata del web)</p>
</td>
<td width="249" valign="top" style="border-style: solid; border-color: rgb(130, 130, 130); border-width: 1pt 1.5pt 1pt 1pt; padding: 0cm; width: 187.1pt; height: 16.5pt;">
<p class="MsoNormal">&Egrave; nato <strong>dopo </strong>(&egrave; percepito ancora come una novit&agrave;)</p>
</td>
</tr>
<tr style="height: 15pt;">
<td width="250" valign="top" style="border-style: solid; border-color: rgb(130, 130, 130); border-width: 1pt 1pt 1pt 1.5pt; padding: 0cm; width: 187.15pt; height: 15pt;">
<p class="MsoNormal">&Egrave; rimasto sostanzialmente <strong>invariato nel tempo</strong></p>
</td>
<td width="249" valign="top" style="border-style: solid; border-color: rgb(130, 130, 130); border-width: 1pt 1.5pt 1pt 1pt; padding: 0cm; width: 187.1pt; height: 15pt;">
<p class="MsoNormal">&Egrave; in continua <strong>evoluzione</strong></p>
</td>
</tr>
<tr style="height: 36pt;">
<td width="250" valign="top" style="border-style: solid; border-color: rgb(130, 130, 130); border-width: 1pt 1pt 1pt 1.5pt; padding: 0cm; width: 187.15pt; height: 36pt;">
<p class="MsoNormal">L&rsquo;iscrizione coincide spesso con la necessit&agrave; di aprire   una discussione, di <strong>chiedere</strong> qualcosa, di confrontarsi su un tema.</p>
</td>
<td width="249" valign="top" style="border-style: solid; border-color: rgb(130, 130, 130); border-width: 1pt 1.5pt 1pt 1pt; padding: 0cm; width: 187.1pt; height: 36pt;">
<p class="MsoNormal">L&rsquo;iscrizione &egrave; legata alla necessit&agrave; di &ldquo;esserci&rdquo;, di <strong>creare   uno</strong> <strong>spazio personale</strong> e condividere questo spazio con gli altri.</p>
</td>
</tr>
<tr style="height: 64.5pt;">
<td width="250" valign="top" style="border-style: solid; border-color: rgb(130, 130, 130); border-width: 1pt 1pt 1pt 1.5pt; padding: 0cm; width: 187.15pt; height: 64.5pt;">
<p class="MsoNormal">Gli utenti sono &ldquo;<strong>fidelizzati</strong>&rdquo;: difficilmente   abbandonano un forum tematico per un altro.</p>
</td>
<td width="249" valign="top" style="border-style: solid; border-color: rgb(130, 130, 130); border-width: 1pt 1.5pt 1pt 1pt; padding: 0cm; width: 187.1pt; height: 64.5pt;">
<p class="MsoNormal">Gli utenti sono <strong>predisposti per il tradimento</strong>: si   tratta spesso di utenti evoluti sono alla ricerca del servizio migliore o di   quello pi&ugrave; in voga. Di fatto spesso non tradiscono pi&ugrave; che altro per un fattore di   &ldquo;scomodit&agrave;&rdquo; e di spreco di tempo legati alla creazione di un nuovo spazio   personale e alla costruzione di un nuovo network di &ldquo;friends&rdquo;.</p>
</td>
</tr>
<tr style="height: 44.25pt;">
<td width="250" valign="top" style="border-style: solid; border-color: rgb(130, 130, 130); border-width: 1pt 1pt 1.5pt 1.5pt; padding: 0cm; width: 187.15pt; height: 44.25pt;">
<p class="MsoNormal">Nascono spesso come strumento di discussione di un   sito-madre.</p>
</td>
<td width="249" valign="top" style="border-style: solid; border-color: rgb(130, 130, 130); border-width: 1pt 1.5pt 1.5pt 1pt; padding: 0cm; width: 187.1pt; height: 44.25pt;">
<p class="MsoNormal">Hanno generalmente una vita propria, sono progetti a s&eacute;   stanti, eventualmente supportati da un brand.</p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p class="MsoNormal"><o:p></o:p>Ci tengo a sottolineare che si tratta di distinzioni macro, se dovessimo analizzare i due fenomeni nel dettaglio delle singole realt&agrave; esistenti la tabella si arricchirebbe di asterischi e di postille (se due social networks come <a href="http://www.myspace.com/">MySpace</a> e<a href="http://www.facebook.com/"> Facebook</a> hanno un&rsquo;utenza diversa anche forum come quelli di <a href="http://forum.html.it/forum/">Html.it</a> e di <a href="http://www.alfemminile.com/m/club/forum.html">AlFemminile.com</a> sono popolati di persone con cultura, interessi e approccio verso la tecnologia diversi).</p>
<p class="MsoNormal"><o:p></o:p>Se penso al mio ventaglio di conoscenze posso dire che ho amiche che scrivono in forum di cucina, di moda, di salute senza aver mai letto un blog, senza mai essersi interessate a <a href="http://www.facebook.com/profile.php?id=710956560&amp;hiq=casadei%2Cfrancesca">Facebook</a>, a <a href="http://twitter.com/lafra">Twitter</a> o a <a href="http://twitter.com/lafra">Flickr</a>. Quindi &egrave; sempre pi&ugrave; chiaro che in comunicazione non si possa pi&ugrave; solo fare una distinzione tra chi naviga e chi no<span style="display: none;">i tengo a sottolineare che si tratta di distinzioni macro, ovviamente se andiamo ad ana tipologia di utenza cerco di concentr</span> e nel primo caso tra chi &ldquo;partecipa&rdquo; e chi si limita a &ldquo;guardare&rdquo;, perch&eacute; sono possibili tantissimi modelli di targetizzazione anche tra coloro che attivamente contribuiscono a popolare il web di nuovi contenuti ogni giorno, siano essi post, twit, foto o semplicemente replies.</p>
<p class="MsoNormal">Ogni commento e considerazione in merito su questo post &quot;serio&quot; sono ben accetti <img src='http://www.lafra.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><img id="image329" src="http://freehogg.files.wordpress.com/2006/04/technorati.gif" alt="Technorati" /> technorati tags: <a href="http://www.technorati.com/tags/forum" rel="tag">forum</a>, <a href="http://www.technorati.com/tags/socialnetwork" rel="tag">socialnetwork</a>, <a href="http://www.technorati.com/tags/target" rel="tag">target</a>, <a href="http://www.technorati.com/tags/webmarketing" rel="tag">webmarketing</a></p>

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		<media:thumbnail url="http://freehogg.files.wordpress.com/2006/04/technorati.gif" />
		<media:content url="http://freehogg.files.wordpress.com/2006/04/technorati.gif" medium="image">
			<media:title type="html">Technorati</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>Street Marketing francese: Bébé Surgelé</title>
		<link>http://www.lafra.it/2007/10/30/street-marketing-francese-bebe-surgele/</link>
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		<pubDate>Tue, 30 Oct 2007 15:55:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lafra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Viral]]></category>
		<category><![CDATA[Web Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Youtube]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 28 ottobre mi &#232; arrivata un email il cui mittente &#232; b&#233;b&#233; surgel&#233; il cui subject &#232; &#34;A &#34;home made&#34; street marketing campaign for 119 (National French phone number to prevent child abuse)&#34; e all&#8217;interno del cui corpo &#232; presente solo un link, una firma e un&#8217;immagine. Il link era l&#8217;URL di un video [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 28 ottobre mi &egrave; arrivata un email il cui mittente &egrave; <strong><em>b&eacute;b&eacute; surgel&eacute;</em></strong> il cui subject &egrave; &quot;<span class="HcCDpe"><em>A &quot;home made&quot; street marketing campaign for 119 (National French phone number to prevent child abuse)</em>&quot; e all&#8217;interno del cui corpo &egrave; presente solo un link, una firma e un&#8217;immagine.</span></p>
<p>Il link era l&#8217;URL di un video su YouTube, questo</p>
<p><object width="425" height="355"><param value="http://www.youtube.com/v/3x5F8iW-Jxc&amp;rel=1" name="movie" /><param value="transparent" name="wmode" /><embed width="425" height="355" wmode="transparent" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/3x5F8iW-Jxc&amp;rel=1"></embed></object></p>
<p>La firma &egrave;</p>
<p><font color="#888888">&quot;B&eacute;b&eacute; Surgel&eacute;&quot; (frozen Baby)<br />
A home made (spoof but done) street marketing campaign for 119  <br />
(national french phone number to prevent child abuse) <br />
inspired by real facts.<br />
PARIS 10 . 2007</font></p>
<p>e l&#8217;immagine &egrave; questa .gif</p>
<p align="center"><img width="200" height="200" alt="" src="http://www.lafra.it/wp-content/uploads/Image/baby.gif" /></p>
<p>A qualcun&#8217;altro &egrave; arrivata la medesima email? Non riesco a risalire alla &quot;sorgente&quot; di questa comunicazione ma credo che abbia sortito l&#8217;effetto sperato.. ne sto parlando qui <img src='http://www.lafra.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><img alt="Technorati" src="http://freehogg.files.wordpress.com/2006/04/technorati.gif" id="image329" /> technorati tags: <a rel="tag" href="http://www.technorati.com/tags/b&eacute;b&eacute;surgele">b&eacute;b&eacute;surgele</a>, <a rel="tag" href="http://www.technorati.com/tags/bebe">bebe</a>, <a rel="tag" href="http://www.technorati.com/tags/surgelato">surgelato</a>, <a rel="tag" href="http://www.technorati.com/tags/street+marketing">street+marketing</a>, <a rel="tag" href="http://www.technorati.com/tags/119">119</a>, <a rel="tag" href="http://www.technorati.com/tags/child+abuse">child+abuse</a></p>

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			<media:title type="html">Technorati</media:title>
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		<title>Da &#8220;Social Network&#8221; a &#8220;Publicity Network&#8221;: vi piace questo uso di Twitter?</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Oct 2007 13:45:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lafra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blogosphere]]></category>
		<category><![CDATA[Communication]]></category>
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		<category><![CDATA[Web Marketing]]></category>

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		<description><![CDATA[Una caratteristica che mi contraddistingue &#232; il tempismo (ultimamente nella vita reale ne ho dato una lampante dimostrazione) tranne quando si tratta di scrivere su questo blog. Trovo un articolo interessante e poi immancabilmente passano settimane prima che riesca a trovare il tempo o l&#8217;occasione per parlarne. Comunque, chiusa parentesi, il post in questione &#232; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una caratteristica che mi contraddistingue &egrave; il tempismo <img src='http://www.lafra.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' />  (ultimamente nella vita reale ne ho dato una lampante dimostrazione) tranne quando si tratta di scrivere su questo blog. Trovo un articolo interessante e poi immancabilmente passano settimane prima che riesca a trovare il tempo o l&#8217;occasione per parlarne. Comunque, chiusa parentesi, il post in questione &egrave; <a href="http://www.centernetworks.com/social-network-to-publicity-network"><strong><em>When Does a Social Network Become a &quot;Publicity Network&quot;</em></strong></a>?</p>
<p>Allen Stern, l&#8217;autore dell&#8217;articolo, analizza il fenomeno Twitter come strumento di social networking e si sofferma sulla inevitabile &quot;snaturizzazione&quot; dello stesso da parte di alcuni noti personaggi della rete. Il personaggio di riferimento &egrave; <a href="http://scobleizer.com/">Robert Scoble</a> il cui <a href="http://twitter.com/scobleizer">account su Twitter</a> mostra in questo momento 6.628 followers, e fino a qui tutti i nostri complimenti, accanto per&ograve; a questo dato &quot;<strong>Following: 6.809</strong>&quot;.</p>
<p align="center"><a title="Photo Sharing" href="http://www.flickr.com/photos/simplylafra/1728165266/"><img width="500" height="223" alt="Twitter - Scobleizer 24/10/2007" src="http://farm3.static.flickr.com/2061/1728165266_23904400b6.jpg" /></a></p>
<p>La domanda sorge spontanea: come pu&ograve; Scoble seguire tutti i twit di 6809 utenti? Stern a questo proposito ipotizza anche un calcolo per verificarne la fattibilit&agrave; &quot;umana&quot;:</p>
<blockquote><p>With 6,000 people on Twitter, let&#8217;s assume 10% are active and post 3 messages a day, that&#8217;s 1800 messages per day to keep track of</p></blockquote>
<p>La riflessione che &egrave; scaturita da questa constatazione &egrave; stata appunto se per personaggi come Scoble Twitter pi&ugrave; che un <em>social network</em> sia diventato un <em>publicity network,</em> ossia un mezzo per farsi pubblicit&agrave;, per automanifestarsi, per segnalare i propri articoli/post, senza di fatto interagire con gli altri utenti in uno spirito di condivisione e di confronto.</p>
<blockquote><p>A social networking tool becomes a publicity tool when &quot;I speak, you speak, I reply, you reply&quot; becomes &quot;I speak, you listen&quot;.</p></blockquote>
<p>Lo stesso Scoble &egrave; intervenuto con un commento in cui ha spiegato che per lui Twitter &egrave; come una sorta di chat room e che non &egrave; vero che &egrave; impossibile star dietro a tutti i twit, anzi &quot;<strong><em>it is VERY possible</em></strong>&quot;. Aggiunge inoltre che non perde MAI i twit di coloro che iniziano i loro messaggi con &quot;@scobleizer&quot; grazie al loro raggruppamento all&#8217;interno della pagina &quot;replies&quot; e chiude parlando della funzione &quot;track&quot; che gli consente di avere sott&#8217;occhio tutto ci&ograve; che viene discusso su un argomento come ad esempio &quot;microsoft&quot;.</p>
<p>Insomma una cosa &egrave; certa: Scoble conosce molto bene il mezzo che ha a disposizione e lo utilizza in maniera consistente (anche se c&#8217;&egrave; chi afferma che i twit non sono tutti farina del suo sacco), quello che ci si chiede e se lo stia usando in maniera corretta.</p>
<p>Il punto &egrave; che molti account su Twitter sono stati aperti solo ed esclusivamente per utilizzare il mezzo come un <em>publicity network</em>, l&#8217;esempio citato da Stern &egrave; <a href="http://twitter.com/mashable">Mashable</a> (Following 2 / Followers 1.608) a me vengono in mente tra i miei contatti <a href="http://twitter.com/SKYTG24">SkyTG24</a> e <a href="http://twitter.com/Blogosfere">Blogosfere</a> , e il successo di alcuni di questi fa scaturire una domanda forse un tantino provocatoria</p>
<blockquote><p>Are these new publicity networks (Facebook, Twitter, etc.) <strong>the new press release?</strong> [...] <span id="intelliTXT">And if you are working with a social media consultant who isn&#8217;t leveraging these new publicity networks where appropriate, you need to find a new consultant</span></p></blockquote>
<p>Che ne pensate? Twitter potrebbe arrivare a sostituire la tradizionale press release? Come vedete l&#8217;utilizzo di Twitter non come servizio di microblogging, o di social networking in senso lato, ma come Publicity Network? Considerate Robert Scoble un caso ibrido?</p>
<p><img alt="Technorati" src="http://freehogg.files.wordpress.com/2006/04/technorati.gif" id="image329" /> technorati tags: <a rel="tag" href="http://www.technorati.com/tags/robertoscoble">robertoscoble</a>, <a rel="tag" href="http://www.technorati.com/tags/scobleizer">scobleizer</a>, <a rel="tag" href="http://www.technorati.com/tags/twitter">twitter</a>, <a rel="tag" href="http://www.technorati.com/tags/socialnetwork">socialnetwork</a>, <a rel="tag" href="http://www.technorati.com/tags/publicitynetwork">publicitynetwork</a>, <a rel="tag" href="http://www.technorati.com/tags/allenstern">allenstern</a></p>

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		<title>Web Marketing Cinematografico: HairSpray, Scrivilo sui Muri e Suxbad</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Sep 2007 17:18:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lafra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Graphic]]></category>
		<category><![CDATA[Web Marketing]]></category>

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		<description><![CDATA[Non so se &#232; solo una mia impressione o se &#232; cos&#236; effettivamente, ma mi sembra che in questo ultimo periodo gli investimenti sul web stanziati per il lancio di un film al cinema siano aumentati o forse semplicemente utilizzati meglio. &#200; ovviamente sotto gli occhi di tutti il notevole spazio dato sul web al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non so se &egrave; solo una mia impressione o se &egrave; cos&igrave; effettivamente, ma mi sembra che in questo ultimo periodo gli investimenti sul web stanziati per il lancio di un film al cinema siano aumentati o forse semplicemente utilizzati meglio.</p>
<p>&Egrave; ovviamente sotto gli occhi di tutti il notevole spazio dato sul web al lancio di &ldquo;<a href="http://www.simpsonsmovie.com/main.html?cid=it  ">I Simpson &ndash; Il Film</a>&rdquo;, tanti blog ne hanno parlato prima dell&rsquo;uscita e altri continuano a parlarne ora che &egrave; nelle sale, ma non &egrave; il solo.</p>
<p>Eccone altri:</p>
<ul>
<li><strong>HairSpray</strong>: il film ha come protagonista un &quot;rinnovato&quot; John Travolta nei panni di Edna, una donna di 135 kg (porta la nona di reggiseno) con un&#8217;acconciatura decisamente vistosa e una figlia, anche lei bella pienotta, amante del ballo e desiderosa di entrare a far parte del suo programma televisivo preferito.  Il resto della trama e il trailer sono visibili sul sito di <a href="http://www.dimensionedanza.it/hairspray/">Dimensione Danza</a> dove &egrave; stato lanciato un concorso legato ad un quiz di 5 domande relativo ai contenuti del trailer. In palio per i vincitori estratti<br />
<blockquote>primo estratto: completo Dimensione Danza Studio, in un abbinamento di felpa &#8211; t-shirt- pantalone &#8211; borsone, e un biglietto per due persone per la festa del 25 settembre presso LUNEUR di Roma. Dal secondo al quattordicesimo estratto: un biglietto per due persone per la festa del 25 settembre presso LUNEUR di Roma.</p></blockquote>
<p> Se a qualcuno sta venendo in mente di chiedermi se ho partecipato la risposta &egrave; ovviamente s&igrave; <img src='http://www.lafra.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> . La presenza online di Hairspray si concentra soprattutto <a href="http://hairspray.msn.it/">sulla pagina dedicata al film su MSN</a> dal quale &egrave; ovviamente possibile scaricare le animoticon del film e accedere al <a href="http://hairsprayblog.spaces.live.com/">blog su Windows Live Spaces</a>.</li>
</ul>
<div align="center"><a href="http://www.dimensionedanza.it/hairspray/"><img width="450" height="329" src="http://farm2.static.flickr.com/1311/1402141997_367efae704.jpg?v=0" alt="" /></a></div>
<ul>
<li><strong>Scrivilo sui Muri</strong>: Il nuovo film di Giancarlo Scarchilli in uscita il 21 Settembre ha ovviamente il suo <a href="http://www.scrivilosuimuri.it/">sito dedicato</a> e in pi&ugrave; uno <a href="http://www.mtv.it/editoriali/scrivilosuimuri/">spazio sul sito di MTV</a>. Il film ruota attorno ad una community di writers chiamata Civil Disobiedence e proprio per questo su entrambi i siti viene in qualche modo richiamato l&#8217;argomento: sul sito principale &egrave; possibile tenendo premuto il tasto sinistro del mouse disegnare con lo spray il muro di sfondo, mentre sul sito di MTV viene dato evidenza al <a href="http://www.mtv.it/news/news_page.asp?IDNEWS=21259"><strong>TAG PARTY</strong></a> (<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tag_%28firma%29">non sai cosa sono i tag?</a>), l&#8217;evento di lancio del film il 19 settembre a Roma dove sar&agrave; possibile assistere a writers performance, avvincenti sfide tra DJ e vj e un <strong>Wall Of Tag</strong> dove postare gli invitati potranno postare il loro pensieri.</li>
</ul>
<div align="center"><img width="450" height="230" alt="" src="http://farm2.static.flickr.com/1031/1403290570_79c015ae6a.jpg?v=0" />&lt;</div>
<ul>
<li>
<div align="left"><strong>SUXBAD</strong>: non si legge &quot;suxbad&quot; ma &quot;superbad&quot; eheh, e il cui sottotitolo &quot;<em>Tre menti sopra il pelo</em>&quot; &egrave; stato creato da un utente che ha vinto il contest per la migliore proposta di sottotitolo (<a href="http://www.cineblog.it/post/6738/superbad-sbanca-il-botteghino-usa/1#771917">non tutti </a>sembrano d&#8217;accordo sulla scelta ma era prevedibile). Anche in questo caso &egrave; stata creata una <a href="http://www.mtv.it/competition/contest_superbad.aspx">sezione dedicata al film sul sito di MTV</a> al cui interno &egrave; stato lanciato anche un contest un po&#8217; particolare: il <strong>PENIS DRAWING CONTEST</strong>. Le immagini vi assicuro valgono pi&ugrave; di mille parole e quindi eccone alcune:</div>
</li>
</ul>
<p align="center"><img width="450" height="338" src="http://www.mtv.it/competition/superbad/gfx/composit_penis.jpg" alt="" />.</p>
<p align="left">Avete notato altri casi di lancio in chiave prettamente web di film cinematografici?</p>
<p><img id="image329" src="http://freehogg.files.wordpress.com/2006/04/technorati.gif" alt="Technorati" /> technorati tags: <a href="http://www.technorati.com/tags/cinema" rel="tag">cinema</a>, <a href="http://www.technorati.com/tags/dimensionedanza" rel="tag">dimensionedanza</a>, <a href="http://www.technorati.com/tags/mtv" rel="tag">mtv</a>, <a href="http://www.technorati.com/tags/hairspray" rel="tag">hairspray</a>, <a href="http://www.technorati.com/tags/scrivilosuimuri" rel="tag">scrivilosuimuri</a>, <a href="http://www.technorati.com/tags/graffiti" rel="tag">graffiti</a>, <a href="http://www.technorati.com/tags/suxbad" rel="tag">suxbad</a>, <a href="http://www.technorati.com/tags/superbad" rel="tag">superbad</a>, <a href="http://www.technorati.com/tags/penisdrawingcontest" rel="tag">penisdrawingcontest</a>, <a href="http://www.technorati.com/tags/windowslivespaces" rel="tag">windowslivespaces</a></p>

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