Archives: Web Marketing

Il bello di essere un blogger è che ti può capitare di sapere le cose prima degli altri, di avere le notizie in anteprima insomma. Ed ecco che in settimana mi arriva una mail da una certa Inga di OgilvyInteractive (dove tra le altre cose ho lavorato eheh, strana coincidenza), che inizia così

Essere aggiornata sulle novità della blogosfera italiana è parte del mio lavoro ed è infatti navigando di link in link che ho scoperto il tuo blog, "Simply my blog". L’ho letto, ho visto gli argomenti che ti appassionano e il tuo stile e ho pensato che potrebbe interessarti partecipare all’originale campagna creata dall’agenzia FFL per il lancio del nuovo prodotto Diesel. È un’occasione unica, riservata a te e a pochi altri blogger selezionati in Italia e in Europa, che ti permetterà di conoscere il prodotto in anteprima [...].

Beh direi che "c’ha preso" visto che la cosa mi ha interessato subito tanto da mettermi in contatto con Inga per estrapolare ulteriori dettagli (simpatica e significativa a questo proposito la conclusione della sua email "Per qualsiasi dubbio o domanda puoi scrivermi o telefonarmi: sono una persona in carne ed ossa, ti risponderò! :) "). Ma niente Inga non ha aggiunto altro rispetto al sito segnalato nell’email, www.nolegalization.com, della misteriosa organizzazione chiamata "Society against Legalization".

Nel frattempo ho scoperto alcuni dei bloggers che come me sono stati contattati da Inga per partecipare all’iniziativa, tra cui Luca di BluBlog e Danilo Palermo.

Comunque i dettagli richiesti non sono tardati ad arrivare.

Ciao Francesca, come promesso, ti scrivo nuovamente per darti delle informazioni in più sul nuovo prodotto che Diesel presenterà tra pochi giorni. In molti si sono chiesti quale fosse il vero nemico della “Society against Legalization”. Che cosa vogliono? A cosa si oppongono? Quale oggetto non deve essere legalizzato? Ora puoi scoprilo. Puoi vederlo. Puoi commentarlo. Troverai tutto il materiale (foto, video, screenshots, descrizione del prodotto e della campagna, ecc…) collegandoti a questo sito: http://www.dieselweblaunch.com. L’accesso è riservato (infatti il lancio ufficiale del prodotto avverrà il 27 Agosto) ma ad alcuni blogger come te è stata data la possibilità di conoscere tutti i dettagli in anteprima [...]

L’email segue con i dati per accedere all’area riservata… io so già tutto, voi dovrete aspettare questo lunghissimo weekend ;-) .. anche se navigando nella blogosfera non avrete molte difficoltà a svelare il mistero eheh.

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Second Life è una di quelle cose da cui una "geek" come me non può stare lontana per troppo tempo. Ho continuato a rimandare da una parte perchè non conosco nessuno che abbia un avatar su SL dall’altra perchè forse è sempre mancato un reale interesse. Come diceva Mafe in una recente intervista su Blogosfere

Second Life non fa per me [...] mi incuriosisce molto ma [...] la mediazione della parola scritta è la cosa più affascinante

Ultimamente ho cambiato in parte idea anche se scrivere e leggere rimangono le modalità di vivere sul web che preferisco. Ci ha pensato il mio nuovo lavoro a portarmi su Second Life e a farmi scoprire questo immenso mondo, i suoi punti di forza e di debolezza, nonchè l’opinione che gli utenti hanno nei suoi confronti, divisa in pareri entusiastici da una parte e critiche serrate dall’altra. Insomma credo che SL diventerà, nel bene e nel male, uno dei nuovi argomenti di questo blog, e perchè non iniziare quindi da questo post ;-)

Giovedì ho partecipato per la prima volta ad un evento su Second Life ed in particolare al lancio di C1 Deejay sulla nuova isola C1, di nome e di fatto vista la forma eheh;

è davvero pazzesco quello che i "residenti" possono trovare su SL, su quest’isola ad esempio è stata creata una macchina gigante, una C1 Deejay ovviamente, al cui interno è stata collocata la discoteca! L’evento ha visto l’arrivo di Linus che dopo aver tagliato il nastro è entrato dentro alla discoteca per ballare con tutti i presenti.

Per una newbie come me è stato tutto molto strano ma devo dire anche molto affascinante. Non so quando un evento su Second Life possa essere considerato di successo ma l’idea che tutte quelle persone (credo ne siano arrivate almeno un centinaio) fossero davanti ad un pc, collegate su Second Life a far volare il proprio avatar attorno alla macchina o a farlo ballare in mezzo alla pista mi faceva pensare che fosse un’iniziativa ben riuscita. Magari tra qualche mese quando avrò una conoscenza ben più ampia del fenomeno potrò esprimere un parere più motivato.

Ho letto inoltre che sempreil 21 Giugno sono stati organizzati altri tre eventi: il "Ferrarelle Summer Solstice Party" nei pressi della piazza principale della Sim Parioli (163, 95, 40) per lanciare la presenza su Second Life di Ferrarelle, l’esibizione di Silvia Salemi alle ore 23.00 in occasione della Festa Europea della Musica e infine il lancio della sede virtuale de ilgiornale.it.

Ferrarelle su Second Life

Festa della Musica su Second Life

Sede de ilgiornale.it su Second Life

 

Insomma permettetemi il gioco di parole, ma sembra che ci sia davvero vita su Second life… Io continuerò ad esplorarla e vi terrò informati. Quello che non farò, perchè cerco di non farlo mai, è giudicare questo nuovo mondo senza conoscerlo, solo così potrò darvi un parere quanto più obiettivo possibile.

A presto

LaFra Cazalet ;-)

 

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  • I blog? Una puttanata: Cosa?? Ueee se lè dre a dì chell lìì (traduzione “Ue ma cosa sta dicendo quello lì?”). Questo è quello che ho pensato anch’io quando ho letto il titolo del post ma poi l’ho letto e ora mi ritrovo a segnalarlo perchè condivido pienamente l’opinione di Stefano Hesse sul suo blog privato in merito ai Business Blog in Italia

    [...] continuo a sentir parlare di un argomento ultra-specifico, il business blog appunto, da parte di consulenti o agenzie che cercano di rivendere lo strumento a clienti che non ci hanno ancora capito granché, più che altro perché a breve termine vendere un business blog può servire come porta d’accesso, o come upsell (leggi: dammi più soldi) nei confronti di clienti già esistenti. Ovvio: ci sono consulenti bravi, che sanno anche dire a una azienda: “ascolta, per te, ORA, non ha senso aprire un blog, ma dovresti lavorare su altri aspetti della tua comunicazione”, ma la maggioranza non rientra in questo insieme [...]

    (Ah per chi non lo sapesse Stefano è il Corporate Communications & Public Affairs Manager di Google Italia e scrive anche sul relativo corporate blog)

    Il mio commento in merito ai Business Blog l’ho espresso esattamente una settimana fa in questo post “TUTTO FA BLOG! Anche i fagiolini” e nei relativi commenti

  • Luca Giurato come Chuck Norris: ti ricordi il blog Roundhouse Kicks con tutte le storielle su Chuck Norris? No?? Beh allora vai subito a vederlo, una volta che hai capito lo spirito delle battute (leggine una decina almeno che meritano eheheh) il divertimento è assicurato. Successivamente trasferisciti sul nuovo blog interamente dedicato a Luca Giurato che usa un approccio analogo :-) . Ecco un paio di post:

    (21 novembre 2006) Da piccolo Luca Giurato giocava con gli amichetti a palla prigiomiera ma non si riusciva mai a finire una partita perché chiamava la polizia.
    (23 novembre 2006) Luca Giurato crede di essere nato sotto un cavolo e da anni chiede a tutti gli ortolani d’Italia dov’è finito il suo

  • Moltiplicazioni facili (o quasi): un modo alternativo per fare le moltiplicazioni, ho provato e funziona (e se ci riesco io ci possono riuscire tutti fidatevi), il discorso ovviamente si complica quando le cifre salgono… fate ad esempio 99 x 99 :-)


    [via sdamy]

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Grazie ad un post su [mini]marketing ho scoperto il nuovo sito di Bonduelle dedicato alla famiglia di Casa Bonduelle, soggetto della nuova campagna di comunicazione ideata dall’agenzia AIDA Partners srl. Un sito sì ma con un blog dentro scritto dai singoli componenti del nucleo familiare… e quindi trattandosi di personaggi di fantasia da chi in realtà? Questo aspetto, ossia la finzione che inevitabilmente accompagna questa iniziativa, è ciò che porta [mini]marketing a criticare questo tipo di idea creativa, e benchè io l’abbia trovata divertente (eh va beh, non resto insensibile di fronte al trash eheheh), non posso non essere d’accordo perchè nella blogosfera questo tipo di scelta non si può, non si dovrebbe accettare: alla lunga si rischia che venga assimilata e non sapremo mai se il blog che stiamo leggendo è vero o fittizio. Vi riporto un estratto del post che condivido pienamente:

[...] me li immagino, all’agenzia, a dividersi i ruoli dei commentatori (“tu fai babsi, io ubu”) con uno script-sceneggiatura sott’occhio [...] Già solo pensare a blog scritti da personaggi di uno spot, perdipiù su cipolle e peperoni, è delirante: l’unica (o quasi) cosa che fa leggere un blog è la presunzione che dietro ci sia una persona vera e minimamente sincera e aperta.

Come spesso mi succede, partendo dal blog di [mini]marketing è iniziato il mio viaggio odierno nella blogosfera ed ecco cosa ho trovato di interessante:

Nuovo evento dedicato ai bloggers? No, un post scritto da Giorgio Soffiato su MarketingArena che partendo dall’analisi del successo del blog Ducati si chiede se anche le altre aziende hanno bisogno di inserire un corporate blog nell’insieme degli strumenti di comunicazione rivolti ai propri clienti e la risposta è ovviamente NO, e sottolineare l’avverbio “ovviamente” è rigoroso, almeno in questo momento. In molte imprese non c’è la cultura necessaria per approcciare questo tipo di comunicazione, rischia di essere controproducente, di ledere l’immagine aziendale. Un blog non può essere tale se non è fondamentalmente sincero: quali aziende vogliono, possono permettersi, o semplicemente provano ad essere sinceri con il proprio pubblico?
A questa considerazione aggiungo quelle di Giorgio Soffiato

Ritengo che perchè un blog aziendale possa sopravvivere siano necessarie almeno due cose:
- avere qualcosa da dire
- avere qualcuno che ascolta

Credo che questi due aspetti siano necessari, anche se in maniera diversa, per qualunque blog, corporate e non.
Questi sono stati i motivi per cui questo blog è nato :-) :

Insomma per concludere questo primo lunghissimo post, perché ora sto scrivendo un blog? Durante il convegno [Everything But Advertising] è stato detto, se non sbaglio da Valdemarin, che il blogger a differenza del giornalista scrive solo se ha qualcosa di interessante da dire (o che almeno lui ritiene tale): ho trovato interessante l’incontro di ieri e quindi eccomi qui :-)

(dal mio primo post, 9 giugno 2006)

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Già, non bastavano gruppi musicali, cantanti famosi, e presunte tali, ora sul social network più famoso del pianeta possiamo trovare anche Whopper e Crispy Chicken… non sapete di cosa sto parlando? Ma siete veramente dei salutisti ;-)
I sopracitati sono due panini rientranti nella gamma dei prodotti di Burger King, la catena di fast food concorrente di McDonald’s, non molto nota qui ma sicuramente lo è all’estero.
Tornando all’obiettivo di questo post ho scoperto in un articolo pubblicato su BusinessWeek che anche Burger King è presente su MySpace con la propria pagina, che vede padrone il suo testimonial per eccellenza, alias THE KING.


L’orientamento stategico attuato, come è facilmente comprensibile dal titolo dell’articolo “Marketing to Kids Where They Live“, è quello di attirare i giovani consumatori nei luoghi dove è più facile trovarli, anche se si tratta di spazi virtuali. La scelta a quanto pare è stata indovinata, THE KING oggi conta 129845 friends e questo grazie soprattutto a due motivi:

  • Gli utenti possono scaricare gratuitamente episodi di note serie televisive quali 24 e American Dad
  • All’interno della pagina è possibile lasciare commenti di qualunque tipo, fino a quando questi rispettano la policy di MySpace non c’è nessuna censura.

A questo proposito è interessante notare come la presenza di THE KING all’interno di MySpace non sia limitata solo alla pagina “ufficiale” ma sia replicata in altri spazi nei modi più disparati: video, foto, blog.
Vi segnalo un blog dedicato al personaggio, con alcuni simpatici fotomontaggi, e vi faccio vedere un divertente filmato in cui THE KING si diverte a mostrare il dito medio di fronte ad alcune note catene come l’inafferabile McDonald, PizzaHut, KFC e Dunkin Donuts.

Nei confronti di questi contributi amatoriali la catena di hamburger si esprime così: “Imitation is the highest form of flattery” (L’imitazione è la forma più elevata di adulazione).

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Già, non bastavano gruppi musicali, cantanti famosi, e presunte tali, ora sul social network più famoso del pianeta possiamo trovare anche Whopper e Crispy Chicken… non sapete di cosa sto parlando? Ma siete veramente dei salutisti ;-)
I sopracitati sono due panini rientranti nella gamma dei prodotti di Burger King, la catena di fast food concorrente di McDonald’s, non molto nota qui ma sicuramente lo è all’estero.
Tornando all’obiettivo di questo post ho scoperto in un articolo pubblicato su BusinessWeek che anche Burger King è presente su MySpace con la propria pagina, che vede padrone il suo testimonial per eccellenza, alias THE KING.


L’orientamento stategico attuato, come è facilmente comprensibile dal titolo dell’articolo “Marketing to Kids Where They Live“, è quello di attirare i giovani consumatori nei luoghi dove è più facile trovarli, anche se si tratta di spazi virtuali. La scelta a quanto pare è stata indovinata, THE KING oggi conta 129845 friends e questo grazie soprattutto a due motivi:

  • Gli utenti possono scaricare gratuitamente episodi di note serie televisive quali 24 e American Dad
  • All’interno della pagina è possibile lasciare commenti di qualunque tipo, fino a quando questi rispettano la policy di MySpace non c’è nessuna censura.

A questo proposito è interessante notare come la presenza di THE KING all’interno di MySpace non sia limitata solo alla pagina “ufficiale” ma sia replicata in altri spazi nei modi più disparati: video, foto, blog.
Vi segnalo un blog dedicato al personaggio, con alcuni simpatici fotomontaggi, e vi faccio vedere un divertente filmato in cui THE KING si diverte a mostrare il dito medio di fronte ad alcune note catene come l’inafferabile McDonald, PizzaHut, KFC e Dunkin Donuts.

Nei confronti di questi contributi amatoriali la catena di hamburger si esprime così: “Imitation is the highest form of flattery” (L’imitazione è la forma più elevata di adulazione).

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Stamattina ho letto su Marketingroutes.com una segnalazione relativa alla nascita di un nuovo sito di e-commerce “gastronomico” denominato La Compagnia del Cavatappi. Il progetto in questione sta destando molto interesse nella blogosfera grazie all’iniziativa “La Compagnia dei Blogger“, che consente ai blogger di ricevere un buono omaggio del valore di Euro 25,00 semplicemente facendo una recensione del sito sul proprio blog. In realtà non è sufficiente il post ma è necessario che il blog abbia un ottimo PageRank ed un discreto numero di visitatori, requisito direi giustificato se teniamo conto che recentemente David Sifry, nel suo ultimo aggiornamento sullo stato della blogosfera, ha comunicato che il 31 Luglio 2006 Technorati ha trackato (si potrà dire?) il 50 milionesimo blog!!
Nonostante quest’ultimo aspetto ho pensato che avrei scritto ugualmente un post per segnalare il sito della Compagnia, essendo sicura che qualche “mangione” di mia conoscenza lo avrebbe apprezzato :-)
Letta questa lunga premessa è facile capire come io mi sia divertita a leggere il post scritto sul blog Yaab che critica l’iniziativa perchè riservata alla “blogosfera elitaria”; il post in questione ha scatenato un minidibattito tra bayle, il blogger, e la Compagnia che ha prontamente risposto alle critiche facendo notare giustamente come l’intento dell’iniziativa non sia regalare buoni a tutti coloro che si professano blogger ma ricompensare coloro che garantiscono un buon ritorno in termini di visibilità

Una domanda, invieresti decine di pacchi del valore di 25 Euro (es. 25 * 15 = 375,00 Euro) senza avere un ritorno in termini di visite?

Lo scambio di commenti è terminato con la decisione da parte della Compagnia di concedere il buono a Bayle (nonostante il suo pagerank sia ancora molto basso) e l’elegante rifiuto da parte di quest’ultimo per rispettare la posizione presa.
Da parte mia consiglio di visitare sia lacompagniadelcavatappi.it perchè da una prima impressione mi sembra un sito ben costruito e con un buon livello di usabilità (non mi dilungo con altri dettagli perchè vorrei effettuare un acquisto prima di emettere la sentenza definitiva ;-) ), sia il blog Yaab perchè ci sono alcuni post interessanti con buoni spunti di riflessione… E la pace è fatta ;-)

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Per il lancio di Aquarius, la nuova bibita analcolica non gassata al gusto di limone di Coca Cola è stato creato un sito www.votaquarius.it dove gli utenti potranno vedere due diversi spot sulla bevanda, A “Stay Fluid” di Nitro di Londra e B “Musical” di Saatchi & Saatchi Roma e votare quello che preferisce. Il più votato sarà scelto per essere il protagonista della campagna pubblicitaria che partirà a settembre.
Io ho votato B. A questo proposito guardate anche il videoclip di Hair da cui è stato tratto ;-)

“Aquarius” song clip