Quale personaggio della Disney sei? Un po’ Belle, un po’ Alice.

Ultimamente parlavo con un collega dei film Disney di cui sono una fan da quando ero bambina e ci siamo chiesti quale personaggio disneiano potrei essere (diciamo che abbiamo umanizzato una delle tante applicazioni di Facebook sul tema): ne e’ emerso che potrei essere un po’ Belle, perche’ anch’io come lei sento il bisogno di scoprire cosa c’e’ al di fuori del mio paesino per soddisfare la mia continua ricerca di nuovi stimoli e come lei anch’io sono considerata un pochino strana dalle persone che mi conoscono. Come lei a volte e’ difficile spiegare le proprie passioni agli altri, fino quasi a rinunciarci. Adora i suoi familiari perche la rendono la persona che e’ e si arricchisce grazie alle nuove persone che incontra durante i suoi "viaggi". Ultima cosa in comune? Gaston non e’ decisamente il mio uomo ideale 😉 ).

Se Belle stimola la propria immaginazione leggendo e rileggendo i libri, io ho probabilmente dato questo ruolo alla cosiddetta vita virtuale fino a farla diventare parte della mia realta’.

I test su Facebook pero’ (eh si li ho fatti ovviamente) mi dicono che la Disney Princess che e’ in me e’ in realta’ l’avventurosa Ariel, ma non sono molto d’accordo, mentre in generale il personaggio Disney che meglio mi rappresenta e’ Alice nel Paese delle Meraviglie.

Facebook - What Disney Character are you?

Questo risultato mi ha fatto sorridere perche’ spesso mi sono ritrovata a dire che mi sento un po’ Alice e in questo periodo di vita londinese in particolare. Sara’ che tante cose mi sorprendono, mi meravigliano, anche quelle che le persone considerano scontate e ovvie, sara’ che come Alice sono curiosa e ogni tanto il mio atteggiamento denota un po’ di ingenuita’. Sul fatto che mi faccio gli affari altrui, beh e’ vero, se questi me lo consentono, e’ proprio dalle persone che ricevo le sorprese piu’ grandi.

E tu quale personaggio della Disney sei? :-)

Pensierini “impuri” a Disneyland

Sì lo ammetto, qualche pensierino impuro l’ho fatto durante la mia vacanza a Disneyland:

  • "Capisco che Disneyland sia intramontabile ma perchè questi video sono sempre così anni 80?" Quando arrivi in albergo e accendi la televisione ti accoglie l’agghiacciante filmato "10 things to know before you go": una ragazza bionda mi racconta in inglese le 10 cose che devo assolutamente sapere prima di iniziare questa indimenticabile esperienza. Lei è assolutamente odiosa con quella maglietta di Topolino e il ciuffo alla Cindy Lauper.
  • "Chissà chi è quel poveretto vestito da Pippo. Ma in estate che doccia si fanno? Chissà come li reclutano...". Se volessi diventare la prossima Paperina cosa devo fare? Cosa devo scrivere nel mio curriculum? Quali annunci devo cercare :-)
  • "Direi che a Disneyland gli sponsor (=soldi) non mancano!" Il filmato si conclude con la schermata dei loghi degli sponsor di Disneyland, saranno stati una decina circa, ora però non me li ricordo tutti quindi non proverò ad elencarli

Vorrei soffermarmi su questo ultimo pensierino perché credo che questo mio vuoto di memoria sia probabilmente sintomatico del fatto che gli sponsor dovrebbero godere di una visibilità diversa da una schermata alla fine di un video agghiacciante, che forse non tutti vedranno, per essere minimamente efficace. E infatti a questo proposito voglio invece citare i due brand che mi ricordo perfettamente, uno per deformazione professionale l’ho anche fotografato, che sono France Télécom e Kodak in quanto sponsor “esclusivisti” di due attrazioni provate; nel primo caso si è trattato di una gita in barca all’interno di "un mondo a misura di bambino" dove all’ingresso e all’uscita veniva comunicato ai “passeggeri” che l’attrazione era sponsorizzata appunto dalla compagnia telefonica francese (notare che non è stato utilizzato il logo ma è stato scritto il nome, evitando quindi il forte effetto marketta).

Nel secondo caso invece l’attrazione sponsorizzata era uno spettacolo in 3D intitolato “Tesoro, mi si è ristretta l’audience” (ispirato al film “Tesoro mi si sono ristretti i ragazzi”) dove l’audience in questione ha dovuto subirsi un buon 15 minuti di filmato pubblicitario Kodak prima di entrare nella sala.

(foto di Dave McKay)

Non è stata un’iniziativa apprezzata dal pubblico che l’ha giudicata eccessiva e invadente, o almeno questa è l’impressione che ho avuto. Per darvi l’idea di quanto è stato lungo vi posso dire che ad un certo punto ho visto persone indossare gli occhiali 3D mentre guardava gli schermi televisivi dove veniva trasmesso il filmato, forse con il dubbio che fosse quella l’attrazione 3D. L’altra faccia della medaglia però può essere la memorabilità della comunicazione: credo che il messaggio che Kodak ha voluto trasmettere con il filmato, ossia che dietro ad ogni foto c’è una storia, sia rimasto impresso al pubblico più delle motivazioni che possono spingere France Telecom a sponsorizzare un’attrazione per bambini (sempre se viene notata).

Sono tuttavia dell’idea che in comunicazione sempre di più conti la qualità che la quantità e di conseguenza ho preferito la scelta di France Telecom:

  • Sponsor di un’attrazione per tutta la famiglia avente come tema il giro del mondo e quindi in parte riconducibile all’internazionalità e a un brand mobile senza confini (ops questa frase l’ho già vista da qualche parte).
  • Presenza del brand non invasiva anzi per quanto possibile integrata con l’ambiente che lo ospita.

Forse è proprio questo il punto: lo sponsor dovrebbe considerarsi un ospite nel contesto da lui sponsorizzato e adeguarsi ad esso e alle sue logiche, non un padrone che cerca di imporre la sua presenza e di dettare le regole di inserimento.

Voi che ne pensate?

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(Mini) Guida Pratica a Disneyland: alcuni consigli

(Premessa: spero di non dover pagare i diritti a Gianluca per l’uso improprio del prefisso mini nel titolo 😉 )

Come ho comunicato più volte su Twitter, ho trascorso gli ultimi 4 giorni a Disneyland Paris, o meglio da mercoledì alle 19 circa fino a sabato alle 13.

Nel complesso è stata un’esperienza davvero molto bella e indimenticabile, con ovviamente qualche piccolo difetto anche se marginale; ho l’impressione che le aspettative che precedono la gita in questo meraviglioso parco sono spesso avvolte da un manto d’incanto e il disincanto arriva inevitabile: sei sempre un turista in un grande parco di divertimenti  le persone che ti circondano sono esseri umani con i loro pregi e difetti e tutto quello che ti circonda è in un’unica parola business.

Mi sento quindi di elencare in punti alcuni consigli/suggerimenti, o usando un inglesismo tips, a chi ha in programma un viaggetto in questo mondo incantevole, ma non troppo.

I PARCHI

Come probabilmente già saprete Disneyland Resort Paris non è composto da un unico parco ma due, uno accanto all’altro: Disneyland e Walt Disney Studios.

 

Disneyland Paris

 

Il primo è il parco che tutti conosciamo, quello con le attrazioni ispirate alle storie più classiche della Disney come Biancaneve e i Sette Nani, Il Libro della Giungla, Alice nel Paese delle Meraviglie etc.;

Biancaneve a Disneyland

Il Libro della Giungla a Disneyland

Alice nel Paese delle Meraviglie a Disneyland

 

il secondo è dedicato ad un pubblico più adulto dove protagonisti sono le storie più recenti della Disney tanto apprezzate anche dai più grandi come Monsters & Co, Alla Ricerca di Nemo e Lilo e Stitch.

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Non solo, l’attenzione verso noi grandicelli è visibile anche in altre attrazioni come lo spettacolo degli stuntmen (classificabile direi come uno degli impedibili) e le montagne russe aventi come colonna sonora gli Aerosmith.

 

I primi tre consigli che vi do sono:

  • Dedicate almeno due giorni a questa vacanza
  • Non saltate gli Studios, soprattutto se siete adulti senza bambini
  • Munitevi subito di una Guida di entrambi i parchi.

LE GUIDE

Due parchi e quindi due guide. All’ingresso di Disneyland troverete subito una miniguida fatta a mappa del parco ma non degli Studios. Vi consiglio allora di andare nel Disneyland City Hall, ossia il Punto informazioni presente in Main Street USA, per chiedere anche la mappa degli Studios e prendere il depliant con gli eventi di entrambi i parchi così potete organizzare le vostre giornate e non rischiate di perdervi spettacoli ed esibizioni.

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I miei suggerimenti a questo proposito sono:

  • Non perdete la Parata delle 17:00, i carri sono molto belli così come i personaggi.
  • Se siete adulti (soprattutto se siete senza bambini) e se vi piace il genere montagne russe, individuate subito le attrazioni in arancione ossia quelle etichettate come Emozioni Forti.
  • Utilizzate il sistema FastPass per non fare troppa coda. Sono delle macchinette situate vicino alle singole attrazioni dove inserendo il biglietto d’ingresso si ottiene un biglietto con l’orario esatto in cui recarsi. All’orario indicato ci si ripresenta all’attrazione e ci si infila nella coda FastPass, una sorta di corsia preferenziale. Purtroppo non tutte le attrazioni prevedono questo sistema, quelle che ce l’hanno hanno un bollino FP sulla guida.

MANGIARE E BERE

Disneyland è carissima, tutto costa uno sproposito e quindi può essere utile adottare qualche accorgimento:

  • Se proprio non volete portarvi il pranzo al sacco, portate almeno qualcosa da bere e da sgranocchiare: drinks e snacks costano parecchio.
  • Se vi siete dimenticati di farlo potete fare qualche acquisto nella stazione fuori dall’ingresso al parco, nel negozio all’interno o direttamente dalle macchinette, tanto è tutto preconfezionato anche dentro e pagherete qualcosa meno.
  • Se volete fermarvi al Disney Village, l’area adiacente ai parchi con negozi e ristoranti, per fare qualche acquisto e vi viene fame sappiate che c’è anche un enorme McDonald’s: magari non siete amanti del genere ma visto i prezzi degli altri ristoranti è sempre un bene saperlo

 

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I BAMBINI

Disneyland è indubbiamente il paradiso dei bambini, ma potrebbe non essere quello dei genitori visto i prezzi. Non fatevi incantare dal messaggio I Bambini sotto i 7 Anni NON pagano: il biglietto sarà gratis ma Disneyland è pur sempre una grande macchina da soldi e questa è una realtà con cui bisogna fare i conti da subito.

Quindi è opportuno sapere che:

  • Per farsi fare gli autografi dai personaggi è necessario comprare l’apposito quadernetto degli autografi, onestamente non mi ricordo quanto costa ma non è sicuramente gratis.
  • I palloncini con le teste di Topolino, Paperino, Winnie the Pooh e company costano 7.50 euro l’uno.
  • Se vedete qualche bambino/bambina con un vestito tipo da Carnevale sappiate che ho visto abitini da principessa a 60-70 euro. Provate a persuadere vostra figlia che potrà diventare una splendida Minnie anche solo il cerchietto con le orecchie, dovreste cavarvela con 10-15 euro.
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Per ora mi fermo qui, se mi viene in mente qualche altro consiglio utile lo aggiungo a questo post.

Seguirà (tempo a disposizione per scrivere permettendo) un post con un’impronta più “markettara” anche se ad essere sinceri sono riuscita a non farmi assalire da pensieri “impuri” per la stragrande maggioranza del tempo trascorso.

Tutte le foto scattate sono già su Flickr. Erano più di 400 ma ho fatto una selezione (ora sono 397).

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