Tutta la verita’ su Ubiquifra: la cronostoria

26 agosto: Nicola invita LaFra all’AdvCamp in occasione della Blogfest a Riva del Garda. Lei gli risponde che purtroppo essendo a Londra difficilmente riuscira’ a partecipare.

9 settembre: Tutta la blogosfera attende l’inizio della Blogfest, l’attesa e’ snervante, soprattutto per chi sa che non potra’ andare. LaFra a Londra si strugge e si sfoga con la sua geek friend LaLui in chat.

lafra: ahhhhhhhhhhhhhhhhhhhh / voglio venire anch’io alla blogfest :-(

lalui: 😀 prendi un volo ryanair / scendi a bergamo e ti veniamo a prendere sabato mattina 😉

LaFra controlla i voli ma non c’e’ niente da fare, il cost di ryanair non e’ affatto low e lei capisce che deve definitivamente rinunciare.

11 settembre: LaFra si sfoga sul suo blog con un post strappalacrime 😉 dal titolo Non vedo l’ora che passi questo weekend! Io ooodio la Blogfest (sigh)

12 settembre: LaFra si sfoga (di nuovo) con LaLui

lafra: […] 500 euro sono troppi quindi niente sigh

lalui: sì troppi per una blog fest

lafra: si vede che era destino / buuuuuuuuu / come sono triste / andro ad ubriacarmi / ahah / e lunedi faro uno spogliarello in mezzo a trafalgar square / mi faccio riprendere / e metto il video su youtube / cosi ci sara qualcos’altro di cui parlare ahah

lalui: hhihhihihi / scema dai / farò un totem con la tua foto / e dirò / c’era pure la fra / una sagoma

lafra: ahah basta tagliare la meta di una delle foto faccioni tanto sono tutte uguali ahah

lalui: dai ora lo faccio 😀

lafra: divertiti cara fai un grosso in bocca al lupo alla nostra sara

lalui: grazie!! sarà fatto

lafra: chiudo / ti lascio con un sonoro SIGH

13 settembre: su Twitter appaiono strani messaggi.

 

La credibilita’ di LaFra viene messa in discussione.

La verita’ era una: LaFra si era trasformata in Ubiquifra’ (o Ubiquafra). Era sia alla Blogfest sotto la pioggia sia a Londra al Thames Festival sotto il sole (…)

15 settembre: LaFra ritratta (come Maxwell Sheffield ne La Tata… va beh questa l’apprezzeranno in pochi credo)

18 settembre: LaLui comunica ufficialmente chi c’e’ dietro a questa Idea della madonna.. LEI ovviamente :-)

Lo stesso giorno la stampa manifesta interesse nei confronti di ubiquifra con uno straordinario articolo.

23 settembre: LaFra e la sua cartonata meta’ si incontrano grazie all’incontro organizzato da semerssuaq con pestoverde. In quella occasione LaFra sigilla l’autenticita’ del suo cartonato con il sangue (va beh dai in maniera meno drammatica in realta’) per prevenire l’arrivo di eventuali copie contraffatte.

26 settembre: LaFra e LaLui, entrambe in versione carne e ossa, si incontrano alla GGD di Roma.

 

29 settembre: In rete circolano nuove foto di una nuova presunta LaFra cartonata che sarebbe stata presente ad Assisi al primo nanosocial nonostante avesse dovuto declinare l’invito di Simone Brunozzi a parteciparvi.

LaLui manifesta con parole forti il suo disappunto 😉

Cosa succedera’ ad Ubiquifra’ e alle sue amiche?

Secondo voi :-) ?

 

AGGIORNAMENTO

29 settembre: Domitilla scrive un articolo su Menstyle: Un’assenza che si fa notare. Ora vi chiedo solo un favore: leggetelo e ditemi cosa ne pensate. Ci tengo davvero. Ne riparlerò sicuramente in futuro. Per il momento non voglio aggiungere altro… se non, Grazie Dò!

Blogfest 2008: (rettifico) Io c’ero!

Contrariamente a quanto comunicato qualche giorno fa, alla Blogfest c’ero pure io!

 

In questo preciso momento sono senza parole e diciamocelo anche un tantino commossa.

Mi viene in mente solo una cosa: guai a chi prova ancora a dirmi che le amicizie non possono nascere e vivere online. So di aver fracassato le cosiddette un po’ a tutti con questa Blogfest ma non mi sarei immaginata che qualcuno avrebbe fatto così tanto per fare in modo che io non mancassi. Dopo non essere riuscita ad usufruire del suo passaggio, Lalui ha pensato di portarmi ugualmente con sè, se non è un gesto d’amicizia questo…

Grazie grazie grazie a lei e a Sara per aver reso questo weekend ugualmente speciale.

Siete state meravigliose…

PS Grazie a tutti quelli che hanno assecondato le ragazze in questa idea pazzerella, devo dire che alcune foto faccioni sono quasi più belle di quelle che faccio io 😉

Ma tu ce l’hai la “Foto Faccioni”?

Grazie alla mia vita da blogger ho avuto la possibilita’ di conoscere persone dotate di uno stra-ordinario talento fotografico, e il stra davanti alla parola ordinario implica che ognuno abbia una qualche particolarita’ che lo fa emergere e lo distingue dalla norma per un motivo o per un altro.

Mi piacerebbe mostrarvi uno scatto di alcune di queste persone:

auro

palmasco

vanz

giovy

lyonora (ha dato a questa foto il titolo "pacman maya" :-) )

e la recente scoperta dafne

Ce ne sono tante altre ma preferisco fermarmi qui per adesso.

A questo punto alcuni di voi potranno chiedersi, ma cosa centra il titolo?

Diciamo che ho voluto prenderla alla larga.

Diciamo che io non ho un talento fotografico.

Diciamo che punto sulla quantita’ piuttosto che sulla qualita’ e il mio account di Flickr ne e’ la dimostrazione lampante (quasi 7500 fotografie uploadate in poco piu’ di due anni).

Ma diciamo pure che anch’io ho sviluppato una particolare "dote" fotografica con anni di duro allenamento: LE FOTO FACCIONI, ossia una modalita di autoscatto in cui la sottoscritta viene ritratta insieme ad un altro soggetto (anche piu’ di uno) tenendo la fotocamera.

Perche’ ho sentito la necessita’ di scrivere questo post? Oggi ho notato che prossimamente a Londra ci saranno due eventi ai quali potrei essere interessata a partecipare e vorrei cogliere l’occasione per "farmi" anch’io le notissime Moo Cards. Ma cosa ci metto?

Se fossi brava come i fotografi citati sopra potrei scegliere delle belle foto. Oppure potrei scegliere delle mie foto. Perche’ non allora combinare la "dote" con la sottoscritta? Perche’ non creare le Moo Cards con le Foto Faccioni fatte in questi anni? Non so, ci sto facendo un penserino.

Non e’ detto che io lo faccia ma diciamo che questo post e’ comunque un avviso per coloro che si riconoscono in una di queste foto 😉

La deformazione professionale

Tutti conviviamo con il fenomeno della deformazione professionale, o perlomeno tutti quelli che lavorano: se sei estetista noti ogni categoria di pelo superfluo, se lavori nell’ambito della climatizzazione noti di quale marca sono i climatizzatori nelle case dei tuoi amici, se operi nel campo della ventilazione industriale potresti trovarti sul London Eye con la tua fidanzata ed esclamare con toni entusiastici "Guarda quei ventilatori!" mentre lei sta cercando di capire dove si trova St Paul’s Cathedral (riferimenti a fatti o persone sono puramente casuali).
Se sei una digital strategist che lavora in un gruppo di comunicazione / centro media con un passato da project manager e account le deformazioni si moltiplicano … se sei blogger arrivi al punto di volerti confrontare con gli altri su questo tema 😉

Io trovo che la deformazione professionale sia affascinante, ti porta a fare e a vedere cose che gli altri ignorano. Quando lavoravo in Decathlon mi ritrovavo a sorridere alla gente anche quando non stavo lavorando, in alcuni casi le persone rispondevano con un sorriso ma la maggior parte mi guardava storto.
Ora la mia deformazione mi porta ad esempio a trovare sempre qualcosa di potenzialmente "interessante" da vedere in televisione o sulle riviste: la pubblicità. Guardando uno spot possono insorgere mille interrogativi: com’è nato, a chi è destinato, perchè è visibile in quel momento, etc.

Pazza? No, semplicemente deformata. Ieri ho fatto questa foto per esempio solo perchè ho trovato il messaggio divertente

londraluglio 125

Con il web però ho notato che riesco a mantenere un certo distacco dalla mia deformazione. Il fatto di avere una vita sostanzialmente attiva anche come utente mi consente di essere ancora obiettiva su quello che trovo online e a criticare le idee troppo markettare.

Credo che essere un utente prima di essere un digital strategist, un project manager, un media planner etc sia molto importante, motivo per il quale sono praticamente ovunque nella rete :-) , bisogna provare tutto e poi lasciare che la deformazione faccia il resto: perchè sto usando questo servizio? quali motivazioni mi spingono a visitare questo sito? che uso fanno i miei conoscenti di questo social network e perchè? quali opportunità di comunicazione potrebbero esserci dietro a questo hype del momento?

E la vostra deformazione professionale cosa vi porta a fare?

Cannes Lions 2008: Voglio una presa!

Vi avevo promesso aggiornamenti continui, liveblogging e invece sto bloggando giusto il minimo indispensabile.

Colpa dell’assenza di prese nel Palais! Conservo la batteria per scrivere appunti durante i seminari (che condividerò con voi non appena rientro) e la mia permanenza in albergo è decisamente fugace :-)

Le uniche prese che ho trovato sono vicine ai bagni, ed eccomi seduta per terra con il mio eeepc con un lieve tanfo  di piscio che invade il mio naso!

Wireless everywhere, ma le prese?
 
Ci sarà anche il wireless ovunque ma ditemi voi se devo ridurmi in questo stato per bloggare un po’.
 
Mi sono fatta perdonare? :-)

Pensierini “impuri” a Disneyland

Sì lo ammetto, qualche pensierino impuro l’ho fatto durante la mia vacanza a Disneyland:

  • "Capisco che Disneyland sia intramontabile ma perchè questi video sono sempre così anni 80?" Quando arrivi in albergo e accendi la televisione ti accoglie l’agghiacciante filmato "10 things to know before you go": una ragazza bionda mi racconta in inglese le 10 cose che devo assolutamente sapere prima di iniziare questa indimenticabile esperienza. Lei è assolutamente odiosa con quella maglietta di Topolino e il ciuffo alla Cindy Lauper.
  • "Chissà chi è quel poveretto vestito da Pippo. Ma in estate che doccia si fanno? Chissà come li reclutano...". Se volessi diventare la prossima Paperina cosa devo fare? Cosa devo scrivere nel mio curriculum? Quali annunci devo cercare :-)
  • "Direi che a Disneyland gli sponsor (=soldi) non mancano!" Il filmato si conclude con la schermata dei loghi degli sponsor di Disneyland, saranno stati una decina circa, ora però non me li ricordo tutti quindi non proverò ad elencarli

Vorrei soffermarmi su questo ultimo pensierino perché credo che questo mio vuoto di memoria sia probabilmente sintomatico del fatto che gli sponsor dovrebbero godere di una visibilità diversa da una schermata alla fine di un video agghiacciante, che forse non tutti vedranno, per essere minimamente efficace. E infatti a questo proposito voglio invece citare i due brand che mi ricordo perfettamente, uno per deformazione professionale l’ho anche fotografato, che sono France Télécom e Kodak in quanto sponsor “esclusivisti” di due attrazioni provate; nel primo caso si è trattato di una gita in barca all’interno di "un mondo a misura di bambino" dove all’ingresso e all’uscita veniva comunicato ai “passeggeri” che l’attrazione era sponsorizzata appunto dalla compagnia telefonica francese (notare che non è stato utilizzato il logo ma è stato scritto il nome, evitando quindi il forte effetto marketta).

Nel secondo caso invece l’attrazione sponsorizzata era uno spettacolo in 3D intitolato “Tesoro, mi si è ristretta l’audience” (ispirato al film “Tesoro mi si sono ristretti i ragazzi”) dove l’audience in questione ha dovuto subirsi un buon 15 minuti di filmato pubblicitario Kodak prima di entrare nella sala.

(foto di Dave McKay)

Non è stata un’iniziativa apprezzata dal pubblico che l’ha giudicata eccessiva e invadente, o almeno questa è l’impressione che ho avuto. Per darvi l’idea di quanto è stato lungo vi posso dire che ad un certo punto ho visto persone indossare gli occhiali 3D mentre guardava gli schermi televisivi dove veniva trasmesso il filmato, forse con il dubbio che fosse quella l’attrazione 3D. L’altra faccia della medaglia però può essere la memorabilità della comunicazione: credo che il messaggio che Kodak ha voluto trasmettere con il filmato, ossia che dietro ad ogni foto c’è una storia, sia rimasto impresso al pubblico più delle motivazioni che possono spingere France Telecom a sponsorizzare un’attrazione per bambini (sempre se viene notata).

Sono tuttavia dell’idea che in comunicazione sempre di più conti la qualità che la quantità e di conseguenza ho preferito la scelta di France Telecom:

  • Sponsor di un’attrazione per tutta la famiglia avente come tema il giro del mondo e quindi in parte riconducibile all’internazionalità e a un brand mobile senza confini (ops questa frase l’ho già vista da qualche parte).
  • Presenza del brand non invasiva anzi per quanto possibile integrata con l’ambiente che lo ospita.

Forse è proprio questo il punto: lo sponsor dovrebbe considerarsi un ospite nel contesto da lui sponsorizzato e adeguarsi ad esso e alle sue logiche, non un padrone che cerca di imporre la sua presenza e di dettare le regole di inserimento.

Voi che ne pensate?

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