La geolocalizzazione estende la “Snack Culture” anche al turismo?

Movies, TV, songs, games. Pop culture now comes packaged like cookies or chips, in bite-size bits for high-speed munching. It's instant entertainment – and boy, is it tasty

Molti di voi si ricorderanno lo speciale sulla snack culture di Wired del 2007 dove si spiegava come la fruizione “snack” di contenuti e informazioni e la modalità di produzione degli stessi si estendesse a tantissime categorie.

La scrittura ne è un esempio lampante: il fenomeno del microblogging, gli haiku giapponesi e più semplicemente gli sms. A questo proposito mi fa piacere segnalare l’esperimento lanciato da Andrea Contino “WhyIBlog” perfettamente in linea con questa tendenza:

Ho deciso di raccogliere in un arco di tempo non precisamente stabilito, diciamo da qui a un mese, le vostre spiegazioni sul motivo che vi spinge a tenere in vita il vostro blog. Ben conscio del fatto che chiedere a tutti di scrivere un post al riguardo sarebbe ingiusto e probabilmente non riscuoterebbe l’attenzione che vorrei, vi chiedo di farlo attraverso un semplice Tweet quindi con un testo di massimo 140 caratteri.

Molto sfidante per me che non ho il dono della sintesi 😉

Il cortometraggio è uno snack cinematografico che trova la sua massima espressione in progetti come "The 1 Second Film". Anche nell’animazione troviamo casi celebri come i corti Pixar ed esempi più recenti come i webisodes della nuova property di Mattel “Monster High”.

La cultura snack è fortemente visibile anche nel gaming ed è diventato un vero e proprio business con lo sviluppo delle applicazioni iPhone.

E ancora pensiamo allo “snack shopping” con il proliferare dei one-day deals come Woot, siti che mettono in vendita un solo oggetto per una sola giornata, ovviamente a condizioni molto vantaggiose.

Si potrebbe associare ogni manifestazione della snack culture ad una particolare innovazione o fenomeno digitale: l’evoluzione delle piattaforme video online, i servizi di microblogging, l’e-commerce, il mercato delle apps e così via.

Mi chiedo se la geolocalizzazione e servizi come Foursquare, Facebook Places e a quanto pare anche Twitter non stia estendendo la snack culture anche al turismo.

Non più, o meglio non solo, guide con pagine e pagine di descrizioni di monumenti, cattedrali e piazze ma brevi notizie e curiosità come fa Travelitalia che grazie a Foursquare può geolocalizzare i suoi tweet e trasformarli in tips.


Per altri esempi di utilizzo di Foursquare in chiave turistica vi consiglio di leggere il post Geolocalizzazione e turismo.

Io personalmente apprezzo questa modalità di produzione e di fruizione delle informazioni, riesco a trovare il tempo per leggere un tip e magari è uno stimolo per ulteriori approfondimenti.

Nel medio-lungo periodo vedo però due criticità: l’invasività e la ridondanza dei contenuti.

Se il numero dei contatti e il numero dei tip cresce presto potremmo trovarci a leggere tantissimi tip molto simili tra di loro che si materializzano uno dopo l’altro in automatico sullo schermo del telefonino non appena fatto check-in.

Immagino che questo problema sarà già stato preso in considerazione da Foursquare (ammetto di non aver fatto ricerche in merito) e magari sono già in fase di implementazione dei filtri per la visualizzazione dei tip legati ad un rating associato ai nostri contatti, alle interazioni fatte a livello assoluto con il tip o ad una combinazione delle due variabili, oppure più semplicemente un sistema di riconoscimento dei tip che ti avvisa se è già presente qualcosa di analogo con la possibilità di editarlo come se fosse un wiki.

Dall’altra mi sono immaginata la nascita di nuovi servizi e nuove realtà come gli “aggregatori di tips”.

Circa 2 anni fa parlavo della ricerca del filtro perfetto, tema valido anche oggi se pensiamo alla continua ricerca di modalità per selezionare, aggregare e appunto filtrare il gran numero di notizie, post, tweet ed in generale stimoli informativi con cui abbiamo a che fare ogni giorno. Avremo bisogno di un filtro ancher per i contenuti prodotti all'interno dei servizi dei geolocalizzazione?

Forse in futuro nasceranno servizi che aggregheranno i tips degli utenti per tipologia, come fa Liquida con i post, e invece di leggerli tutti, sceglieremo di visualizzare quelli di un unico account che li selezionerà per noi in base alle nostre preferenze o ai nostri contatti.

Che ne pensate? È l’antibiotico che mi fa vaneggiare o c’è qualcosa di potenziale in quello che ho scritto? 🙂

WhaiWhai: guida turistica interattiva o urban game?

Dopo averne sentito parlare da diversi amici, un paio di settimane fa ho comprato la guida WhaiWhai di Milano e ho approfittato di un bel sabato di sole per organizzarmi con un amico e giocarci.

Per chi non ne avesse mai sentito parlare le guide Whai Whai si presentano come “guide non convenzionali per turisti e viaggiatori che cercano un’esperienza diversa dal solito”.

La visita WHAIWHAI è un gioco e cambia la prospettiva del tuo viaggio perché accende la tua curiosità e ti rende protagonista di un’avventura. Questo guida è diversa dalle altre perché ti dà delle informazioni originali sulla città mentre sei a caccia dei suoi enigmi. Ogni città ha il suo carattere e così ogni guida racconta una storia differente attraverso una raccolta di racconti dedicati ai luoghi e ai particolari più affascinanti. La storia serve a calarti nell’atmosfera della città, i racconti sono le chiavi per scoprirla e conoscerla. Con questa guida non percorri i consueti tragitti turistici ma vai dove la città nasconde il suo spirito più autentico e sconosciuto: i miti, le leggende, le storie della tradizione orale e ti guidano e ti consegnano i segreti più belli […]” (da “Cosa sono le Guide Whai Whai”, pag. 7)

Ho pensato che nonostante io non sia una turista a Milano poteva essere un modo divertente per scoprire qualcosa in più su questa tanto amata / odiata città. Dopotutto cosa so su Milano? Posso dire davvero di conoscerla? Come spesso accade a volte si tende a conoscere di più città in cui non si vive perché in quel poco tempo che abbiamo a disposizione per visitarla cerchiamo di vedere più luoghi possibili mentre nella tua città hai la sensazione di poterlo fare quando vuoi e continui a rimandare.

Insomma ho tutto quello che mi serve: la guida e la curiosità.

Ah sì, ho anche un telefono cellulare.

Uno dei punti di forza del gioco è che è accessibile a tutti. È sufficiente un telefono abilitato all’invio e alla ricezione di SMS (OT: mi ha sempre fatto sorridere questa espressione, così formulata sembra una di quelle funzionalità che solo alcuni telefoni hanno, un po’ come le applicazioni che richiedono l’iPhone 4. Ah piuttosto cosa mi consigliate come prossimo investimento / follia? iPhone 4 o iPad? Ok, ne riparleremo, fine OT) e (tot euro) per acquistare la guida.

All’interno della guida sono indicate le modalità per l’invio dei primi SMS con cui dare inizio all’avventura: è possibile indicare la zona di Milano in cui ti trovi inserendo uno dei punti cardinali e avendo come punto di riferimento il Duomo, il tempo di gioco a disposizione, il livello di difficoltà e un’eventuale preferenza sul tema (storia, design etc).

Arriva il primo SMS, contiene tre combinazioni di numeri e lettere che ci servono per “costruire” la pagina della guida. Il libretto infatti non è composto da singole pagine ma da porzioni di pagina che devono essere combinate tra di loro per riuscire a leggervi le storie contenute.


Ci dirigiamo verso la prima meta e inizia il gioco.

Ogni tappa del gioco è associata alla ricezione di due SMS: uno con le coordinate per le pagine al cui interno è presente un racconto, una citazione storica o un aneddoto (molti di questi davvero interessanti e curiosi) e uno con la prova da superare. Una volta trovata la soluzione, è sufficiente inviare un messaggio con il numero o la parola richiesta per ricevere i due SMS relativi alla prossima tappa in caso di successo o un messaggio sullo stile del “ritenta sarai più fortunato” in caso di errore.

Non vi racconterò nessuna delle prove e nessuno dei racconti per non togliervi la sorpresa, vi darò però qualche consiglio per vivere al meglio questa esperienza:

  • La guida WhaiWhai non è a mio avviso una guida turistica, non utilizzatela per visitare la città, soprattutto se è la prima volta che lo fate e se avete poco tempo a disposizione. Non è una Lonely Planet con una componente interattiva, è un gioco, un modo per scoprire aneddoti curiosi e interessanti su una città e vivere un’avventura divertente in un contesto urbano. Credo che l’esperienza Whai Whai sia di fatto più interessante per chi vive in quella città o ci lavora e magari non presta attenzione ai piccoli dettagli che questa nasconde. Mi è capitato più volte di esclamare “Dai, non lo sapevo” “Ma tu pensa, non lo avrei mai notato”. A maggior ragione sostengo questo pensiero dato che le tappe erano concentrate tutte nella stessa zona, siamo anche dovuti tornare in uno stesso punto tre volte (se io fossi stata una turista credo che avrei chiuso il libro e lo avrei riposto nello zaino).
  • All’interno della guida Whai Whai manca una cartina dettagliata della città, se non avessi avuto l’iPhone mi sarei fermata alla terza tappa. Magari con po’ di spirito d’iniziativa l’avrei trovata ugualmente, non so chiedendo ai passanti (l’ulteriore prova: trovare un non turista nel centro di Milano) o ai vigili come abbiamo fatto in alcune situazioni. In ogni caso la prossima volta ne porto una con me.
  • Se giocate da soli, ossia non in modalità sfida, e non avete fretta di completare le singole tappe considerate un tempo maggiore di quello proposto dalla guida. Noi avevamo scelto di indicare come tempo a disposizione 3 ore ma ne abbiamo impiegate 4: lontananza della prima tappa rispetto a dove eravamo, qualche sosta, il gelato, una manifestazione sportiva nel centro di Milano, un po’ di stanchezza e il tempo scorre.
  • Un buon modo per velocizzare il gioco e sentire meno la stanchezza è usare una bicicletta. Mi sarebbe tanto piaciuta averne una in quel momento.

In definitiva il mio giudizio è positivo. E anche se la tendenza è ovviamente quella di sfruttare le opportunità offerte dall’evoluzione tecnologica, vedi la stessa esperienza WhaiWhai al Veneziacamp, o la recente caccia al tesoro di foursquare Surfin'Milan, questo libricino ha saputo coniugare bene l’elemento urbano con quello ludico utilizzando mezzi accessibili a tutti.

Appunti londinesi tra family, friends and brands

Quest’ultimo weekend l’ho trascorso nella mia adorata Londra, diciamo un altro long weekend londinese se consideriamo che sono tornata martedì.

Se prima anche un classico fine settimana da venerdì sera a domenica sera mi bastava ora, dopo averci vissuto quattro mesi, ho affetti che vanno al di là di quelli familiari e sono “costretta” a pianificare weekend più lunghi.

Il motivo principale del mio viaggetto era lo “spupazzamento” (dal verbo "spupazzare" 😉 ) del mio nuovo nipote (figlio di mio cugino per la verità, ma essenzialmente un nipote).

Eccomi praticamente appena sveglia (ossia senza trucco) con l’adorabile pupo addormentato tra le mie braccia.

Cuore di zia (seppiato)

Motivi secondari, ma non per questo meno importanti, il voler vedere alcuni colleghi, alcuni amichetti italiani

Due Fra Ca[etc] a Londra

e lo shopping (ribattezzato SHOePPING visto che mi sono portata a casa quattro paia di scarpe).

SHOePPING londinese

Nel set dedicato al weekend su Flickr ho inoltre aggiunto scatti in apparenza senza senso, in realtà si tratta di “appunti fotografici” in quanto mi servono per ricordarmi di cercare informazioni sugli oggetti fotografati.

  1. I gusti "Crispy Duck & Hoisin" e "Fish & Chips" delle patatine Walkers

Walkers VOTE FOR ME

Gli inglesi sono grandi consumatori di patatine in busta e quando da noi esistevano come varianti di gusto solo “paprika” con le Più Gusto e “formaggio” con le Dixi, gli inglesi potevano già scegliere tra “Cheese & Onion”, “Salt & Vinegar”, "BBQ" (barbecue), "Prawn Cocktail", etc.

Uno dei brand di patatine più conosciuti è Walkers il quale ha deciso di coinvolgere direttamente i consumatori nella invenzione e nella scelta del nuovo gusto da aggiungere alle 13 varianti già presenti.

L’iniziativa "Do us a flavour" (basato sul gioco di parole "Do us a favour" ossia "Facci un favore"), partita l’estate scorsa, è entrata a inizio anno nella seconda fase.

La prima prevedeva l’invio da parte degli utenti di proposte per il nuovo gusto delle patatine e la votazione da parte degli utenti.

La seconda consiste nell’individuazione dei finalisti e la creazione di una short list per la votazione. 

Questi sono i gusti finalisti

Walker Flavours Contest

è possibile votare Online, via mobile (SMS o mobile site), via email o su Facebook.

Ho assaggiato il gusto Chili e Chocolate e non mi è piaciuto (bleah); in aeroporto ho comprato i due gusti che avete visto sopra, vediamo come sono 🙂

Il premio per il vincitore?

Not only does the winner get bragging rights as the taste’s inventor, but they also receive 50,000 pounds in prize money and 1% of future sales in the new product – an unique opportunity to truly feel apart of the Walker brand. [via pskf]

Un case study davvero interessante, cercherò di riprenderlo in futuro e di dettagliarlo raccogliendo un po’ di numeri.

Altri appunti che voglio approfondire sono il Personal Stylist di GAP

GAS Personal Stylist

su cui da una veloce navigazione non ho trovato informazioni in rete, e la macchina mediatica che vive dietro al Red Nose Day di Comic Relief di cui qui vedete il cd dell’edizione di quest’anno con il singolo e il video del cortometraggio.

Comic Relief 2009 CD Single

Anche questo in quanto appunto andrà approfondito 🙂

Appunti da Amsterdam (su Londra): Tit Monday

Settimana scorsa sono stata ad Amsterdam due giorni per lavoro.

Era la prima volta. Non sono riuscita a vedere un granche’ perche’ non ho avuto il tempo di gironzolare ma ne sono rimasta ugualmente affascinata. L’ufficio che mi ha ospitata e’ in una delle strade che costeggiano i canali non lontana dal centro.

Che meraviglia! Tutti in giro in bicicletta, biciclette all’apparenza vecchie visto che in alcuni casi si tratta solo di look e non di eta’ del mezzo, e pochissime macchine.

amsterdam 020

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Su Flickr ho caricato un po’ di foto, anch’esse scattate di fretta senza dedicarci troppo tempo ma che rimangono ugualmente un bel ricordo di questa trasferta olandese.

Ma veniamo al titolo del post: come spesso succede le discussioni piu’ improbabili e le curiosita’ piu’ bizzarre nascono e vengono fuori mentre si mangia (mannaggia ai miei colleghi inglesi che non hanno questa cultura, passano tutte le pause pranzo in ufficio sigh).

La curiosita’ che vorrei condividere con voi e’ l’espressione inglese Tit Monday. C’e’ un giorno dell’anno non predefinito ma che cade generalmente in primavera dove le donne la mattina si svegliano e dato un improvviso aumento della temperatura decidono di lasciare a casa il cappotto pesante e di scoprirsi un pochino. Quel giorno si chiama appunto “Tit Monday” ed e’ un’espressione che ormai fa parte del vocabolario linguistico di molti inglesi (a quanto mi e’ stato detto), uomini e donne. Visto che su queste cose sono come san tommaso, se non googlo non credo, ho cercato l’espressione ed effettivamente esiste eheh! Vi riporto un estratto di un articolo dedicato a questo “fenomeno”.

That glorious day when, heading into work on the bus, or walking to the tube, or sitting on the train, you find yourself suddenly chirpier than you have been in months. You find yourself smiling at strangers again. […] And then you get a text around lunchtime from a mate which says: "At last, Tit Monday!" And you instantly understand why you are so happy. For Tit Monday is that special day in the year when, for the first time, the temperature rises above that magical point which causes girls getting dressed in the morning to decide to show a bit of skin.

Dopo questa chicca mi rimetto a lavorare 🙂

Buona giornata a tutti.

Le mie vacanze a Berenice (Mar Rosso)

L’arrivo a Berenice e’ stato un tantino traumatico. Ero talmente sconcertata dalla situazione che mi sono sorpresa a volerne fare un videopost 🙂

Per quanto riguarda il mezzo di trasporto che ci ha portati dall’aeroporto al resort immaginatevi la scena: trasciniamo il nostro trolley verso il parcheggio dove circa una ventina di bus granturismo sono in attesa di accompagnare i turisti in arrivo verso i rispettivi alberghi/villaggi… li scorriamo con lo sguardo tutti, uno dopo l’altro cercando di capire quale potrebbe essere il nostro e poi ad un certo punto vediamo un mezzo di locomozione decisamente spartano e pensiamo "non sara’ mica quello?" ERA QUELLO.

berenice (1)
 
berenice
 
Devo dire pero’ che non mi ‘ dispiaciuto affatto, e’ stato a suo modo divertente e comunque non particolarmente scomodo.
 
Per quanto riguarda la desolazione del posto devo ammettere che all’inizio e’ stato un piccolo shock, vi assicuro che appena arrivati non abbiamo visto NESSUNO, solo il personale. La prima sera a cena eravamo solo io e uragano, una coppia di russi e altre due-tre persone. Fortunatamente il giorno dopo e’ arrivata una coppia di italiani con cui ci siamo trovati molto bene e con cui abbiamo ovviamente trascorso tutta la settimana.
 
Altro grosso problema iniziale e’ stato constatare come fosse impossibile accedere al mare: i coralli in quella zona arrivano fino a riva e noi non avevamo le apposite scarpette per camminarci sopra. In molte altre strutture e’ presente un ponte che consente di arrivare a piedi fino al di la’ della barriera, in mare aperto e lo stesso accorgimento doveva essere presente anche nel nostro villaggio. Purtroppo il rispetto delle tempistiche e la celerita’ a quanto sembra non sono decisamente uno dei punti forza degli egiziani e del ponte non c’era nemmeno l’ombra.
 
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Anche in questo caso pero’ il problema e’ stato risolto dalla nostra guida Ashim (credo si scriva cosi’) che ci ha portato le scarpette e ci ha accompagnato fino al di la’ della barriera corallina per una snorkelata di un’ora circa dove ho avuto l’occasione di vedere, oltre ai bellissimi pesci del Mar Rosso, una temutissima Murena.
 
Vi risparmio i dettagli sui problemi fisici che mi hanno un tantino devastata i primi giorni della settimana per passare all’ultimo giorno effettivo di vacanza e alla nostra gita alla Baia dei Delfini.
 
Un posto meraviglioso, un cerchio di coralli in mezzo al mare che delimitano un’area nota appunto come una delle Dolphins House, dove branchi di delfini nuotano liberi anche se non indisturbati eheh.
 
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Una volta ancorata la barca infatti si attende l’arrivo del branco e non appena viene avvistato si salta tutti sul gommone e si parte all’inseguimento per vederli da vicino e provare ad entrare in acqua con loro.
 
Io sono stata molto fortunata, sono saltata giu’ dal gommone dalla parte dove se ne vedevano pochi e ormai in lontananza ma con mia grande sorpresa il branco stava nuotando sotto di me con alcuni delfinini saldamente attaccati al fianco della mamma. L’emozione e’ stata davvero indescrivibile. Ho scattato qualche foto con una macchinetta usa e getta, non appena le sviluppo le fotografo 🙂 e le aggiungo al set che ho creato su Flickr.
Intanto vi lascio con questo video.

 

Le vacanze sono finite. Ora inizia l’avventura.

Chi mi segue al di fuori di questo blog (ad esempio su twitter) qualche notizia sul mio conto l’ha gia’ letta. Per tutti gli altri eventualmente interessati faccio un breve riepilogo della mia vita dall’ultimo post che ho scritto.

La settimana successiva al long weekend londinese l’ho trascorsa in ufficio per portare a termine alcuni task e per fare il passaggio di consegna dei vari progetti su cui sto lavorando al mio adorato collega Mauri (che ora mi vorra’ meno bene). E perche’ mai? Niente dimissioni, niente prepensionamento, semplicemente mi e’ stato proposto di lavorare nella sede londinese della mia azienda per due mesi :-). Data di inizio dell’avventura londinese: 11 agosto 2008 (quindi SI sono gia’ qui, nel caso qualcuno non lo avesse ancora capito, vero Tony?).

Ho quindi anticipato le mie vacanze durate relativamente poco: due settimane di ferie di cui una trascorsa a casa con mamma Jacqueline a recuperare con un leggero ritardo sia le pulizie di primavera sia il cambio di stagione e l’altra di effettive vacanze.

La prima delle due settimane di ferie e’ stata fortunatamente non solo all’insegna delle grandi manovre domestiche ma anche dei saluti agli amici.

Tra feste a sorpresa

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matrimoni (per un totale di quattro in un solo mese)

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e regali provenienti da oltreoceano

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arriva il momento di partire per le tanto attese vacanze con uragano: destinazione Berenice (Mar Rosso).


View Larger Map

…to be continued

Ritorno da un Long Weekend inglese. Parte Seconda.

Visto che il tempo è tiranno cercherò di essere estremamente sintetica (e la sintesi non è assolutamente il mio forte 😉 )

Ecco le altre curiosità che mi sono portata a casa da Londra durante il mio recente long weekend.

IL CHA CHA SLIDE

Sono dell’idea che gli inglesi compensino la scarsa varietà culinaria con tanto sano divertimento. Questo è assolutamente visibile durante i party dove i miei familiari e i miei amici si scatenano sempre in balli sfrenati, sia i più giovani sia i più "maturi".

Quest’anno ho scoperto un ballo di gruppo che esiste a quanto pare già da tantissimi anni e che mi ha divertito tantissimo guardare: il cha cha slide. Cercando su Youtube ho trovato tantissimi risultati: sia il video ufficiale che tanti filmati amatoriali e non basati su questo brano.

 

 

La prossima volta dovrò essere pronta!

LA PINTA

Se volete essere delle signorine a modo non potete ordinare la pinta di birra perchè è da "maschi". Se proprio non potete farne a meno ordinate due piccole. Questo è quello che mi hanno raccontato le mie girlfriends un po’ inorridite dalla mia scelta alcolica. In realtà una di queste mi ha poi detto che "al nord" anche le ragazze bevono la pinta. In ogni caso non penso che mi farò intimidire da queste regole, a maggior ragione dopo che il mio cuginetto vedendomi bere il bicchierozzo di birra ha esclamato "tu sì che sei una vera donna" eheh.

THANK YOU TEACHER

Come vi raccontavo nel precedente post gli inglesi sono fanatici dei biglietti d’auguri, ma più in generale delle festività, tanto da creare occasioni diverse per festeggiare e comprare biglietti e pensierini. A luglio è il periodo "Thank you Teacher": i negozi sono pieni di idee regalo per la maestra! Sarei proprio curiosa di sapere cosa potrebbe succedere in Italia di fronte ad un’iniziativa di questo tipo 🙂

Qui vi riporto l’immagine della vetrina di un negozio di cioccolatini.

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I SALDI DI NEXT

Next è una catena di negozi di abbigliamento molto conosciuta a Londra. Non so darvi ulteriori dettagli perchè personalmente ho acquistato poche volte ma so che le inglesi, o almeno alcune di mia conoscenza, impazziscono per i saldi di Next che rappresentano ormai un vero e proprio evento a cui non ci si può sottrarre, a prescindere dall’orario di apertura del negozio.

Mia cugina si è alzata alle 4:30 per essere una delle prime ad entrare. Vi state chiedendo come mai così presto? Date un’occhiata all’orario di apertura del primo giorno dei saldi 😀

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Mi ha raccontato che lo fa da quand’era ragazzina con una sua cara amica, praticamente è diventata una loro tradizione.
Dopo aver fatto acquisti è tornata a casa e si è rimessa a letto.

Si parte per Cannes. IO, LEI, LUI e la Uoma.

Stazione centrale ore 15. Binario 19. Carrozza 1 dell’eurocity che porta a Nizza.

Eh si, carrozza 1, per una volta tanto viaggio in prima classe! Non che cambi poi molto, in più c’è solo la moquette e in meno i posti a sedere nel corridoio.

Dannazione ma perché i gradini sono così alti?”, la domanda che segue è “perché non c’è mai un uomo quando serve?”. Fortunatamente una ragazza giapponese mi aiuta a far salire la mia valigia sul treno perché da sola l’avrei vista davvero molto dura.

La ragazza giapponese in questione va avanti ed entra nel suo scompartimento. Controllo i numeri e scopro con piacere che è anche il mio, mi siedo di fronte a lei e ridiamo della casualità.

Ottimo inizio direi.

Manca solo un uomo per mettere la valigia in alto (io e lei insieme non ce l’avremmo fatta). Non c’è, va beh vado a cercarlo e lo trovo nello scompartimento accanto (mi sento tanto Victoria nella pubblicità stampa della Modus Grazia).

Perfetto sono pronta! Cannes arrivooo.

Poi arriva lei: una uoma sui 130 chili direi che traspira puzza di sudore da ogni poro. Mi guarda e mi dice che sono seduta al suo posto. Ha ragione, io avrei il posto della giapponese e lei purtroppo aveva sbagliato a leggere il biglietto e il suo posto non era il 56 ma il 65.

Quindi rimaniamo io e la uoma che mi racconta che sta andando dai suoi genitori e che la sua gatta, rinchiusa in un trasportino di plastica rossa, è “inca..ata nera”. Gli altri dettagli li ho persi, non sono riuscita a concentrarmi sulle sue parole, solo sulla sua puzza.

L’aria si fa irrespirabile, apro il finestrino ma non entra niente, mi dico che proverò a resistere.

Nel frattempo arrivano loro: una coppia di mezza età con la puzza sotto il naso; si guardano in giro evidentemente schifati alla ricerca del motivo di cotanta puzza, guardano prima il gatto poi guardano la uoma e capiscono che è lei la causa.

LUI mi guarda storcendo il naso e io ricambio lo sguardo annuendo. Poi LUI apre bocca e dice alla uoma biascicando “c’è puzza eh?” Poi si gira verso di me e sempre biascicando aggiunge “bisogna dirle queste cose se no la gente non impara”. Io vorrei nascondermi, ma perché tutte a me?

Cerco lo sguardo di LEI, magari sta accompagnando LUI che è evidentemente ritardato, ma con accento snob lo guarda e dice squadrando la uoma che nel frattempo è di spalle “ma cos’è? Un uomo o una donna?”… la uoma non dice niente, è in imbarazzo e lo maschera cercando di sistemarsi la pancia che straborda dal pantalone.

Mi chiama uragano, che è ad un addio al celibato in canoa; mentre sto parlando LEI si alza va da LUI con qualcosa in mano ma non riesco a capire cos’è… me ne rendo conto troppo tardi, è una boccetta di profumo che LEI gli spruzza praticamente dentro le narici. Ve lo giuro gli ha spruzzato il profumo nelle narici. Sono assolutamente basita e un tantino innervosita. Io odio il 90% dei profumi in commercio, mi fanno venire mal di testa e la nausea.

Appena finito di parlare con uragano chiedo gentilmente a LEI di non spruzzare altro profumo e LEI con tono da super donna mi dice "Eh pazienza, cosa possiamo fare? Io ho la nausea, e poi il profumo è alcool e disinfetta"… non sono stata capace di aggiungere altro ma una domanda mi tormenta.

Ma disinfetta cosa?? Le vie respiratorie?

Dov’è finita LaFra? Su Flickr

Qualcuno mi ha "rimproverato" perchè ultimamente sto scrivendo poco, effettivamente è trascorsa oltre una settimana dal mio ultimo post.

In compenso sto popolando il mio account su Flickr di centinaia di fotografie a dimostrazione del fatto che sono stata un pochino presa in questo ultimo periodo:

AddioNubilatoChicca313
  • Palio San Giorgio della Valera di Varedo che non ha niente a che a vedere con il Palio di Siena: niente cavalli, piuttosto tante leonesse 😉
FotoMaggio 550
  • Il mio compleanno. Lo abbiamo festeggiato in mille modi diversi, dalla cenetta per due cucinata dal mio  uragano al Brunch domenicale con gli amici (guardate che meraviglia i miei pseudonipoti!).
BrunchCompleanno2008_024
GGD3035
  • Addio al Nubilato a Milano Marittima (sì lo so, tutte che si sposano…). Ho lasciato le foto visibili solo a Friends e Family, quindi se volete vederle dovete aggiungermi come Friend su Flickr e io farò lo stesso (mi confermate che non è possibile far vedere le foto solo ai tuoi Contacts??)!
AddioNubilatoTati 734

Gli impegni non finiscono qui:

  • Dal 15 al 22 Giugno sarò a Cannes in occasione dei Cannes Lions 2008 (in veste di Giovane Leonessa ;-))
  • Il 27 giugno si sposerà la protagonista dell’addio al nubilato a Barcellona
  • Il 7 luglio altro matrimonio, questa volta della festeggiata dell’addio al nubilato a Milano Marittima
  • Dal 18 luglio al 21 sarò a Londra per una mega festa di compleanno (la mia adorata cugina compie 21 anni, e lì sono più celebrati dei 18)
  • e così via…

Voglio sdoppiarmiiiiiiiiiiiii.

Oppure più semplicemente vorrei un portatilino leggero leggero da borsetta per scrivere anche quando sono in movimento 😉

Quindi in conclusione è intuitivo che se ci saranno comunque pochi post, non mancheranno tantissime altre foto!

Pensierini “impuri” a Disneyland

Sì lo ammetto, qualche pensierino impuro l’ho fatto durante la mia vacanza a Disneyland:

  • "Capisco che Disneyland sia intramontabile ma perchè questi video sono sempre così anni 80?" Quando arrivi in albergo e accendi la televisione ti accoglie l’agghiacciante filmato "10 things to know before you go": una ragazza bionda mi racconta in inglese le 10 cose che devo assolutamente sapere prima di iniziare questa indimenticabile esperienza. Lei è assolutamente odiosa con quella maglietta di Topolino e il ciuffo alla Cindy Lauper.
  • "Chissà chi è quel poveretto vestito da Pippo. Ma in estate che doccia si fanno? Chissà come li reclutano...". Se volessi diventare la prossima Paperina cosa devo fare? Cosa devo scrivere nel mio curriculum? Quali annunci devo cercare 🙂
  • "Direi che a Disneyland gli sponsor (=soldi) non mancano!" Il filmato si conclude con la schermata dei loghi degli sponsor di Disneyland, saranno stati una decina circa, ora però non me li ricordo tutti quindi non proverò ad elencarli

Vorrei soffermarmi su questo ultimo pensierino perché credo che questo mio vuoto di memoria sia probabilmente sintomatico del fatto che gli sponsor dovrebbero godere di una visibilità diversa da una schermata alla fine di un video agghiacciante, che forse non tutti vedranno, per essere minimamente efficace. E infatti a questo proposito voglio invece citare i due brand che mi ricordo perfettamente, uno per deformazione professionale l’ho anche fotografato, che sono France Télécom e Kodak in quanto sponsor “esclusivisti” di due attrazioni provate; nel primo caso si è trattato di una gita in barca all’interno di "un mondo a misura di bambino" dove all’ingresso e all’uscita veniva comunicato ai “passeggeri” che l’attrazione era sponsorizzata appunto dalla compagnia telefonica francese (notare che non è stato utilizzato il logo ma è stato scritto il nome, evitando quindi il forte effetto marketta).

Nel secondo caso invece l’attrazione sponsorizzata era uno spettacolo in 3D intitolato “Tesoro, mi si è ristretta l’audience” (ispirato al film “Tesoro mi si sono ristretti i ragazzi”) dove l’audience in questione ha dovuto subirsi un buon 15 minuti di filmato pubblicitario Kodak prima di entrare nella sala.

(foto di Dave McKay)

Non è stata un’iniziativa apprezzata dal pubblico che l’ha giudicata eccessiva e invadente, o almeno questa è l’impressione che ho avuto. Per darvi l’idea di quanto è stato lungo vi posso dire che ad un certo punto ho visto persone indossare gli occhiali 3D mentre guardava gli schermi televisivi dove veniva trasmesso il filmato, forse con il dubbio che fosse quella l’attrazione 3D. L’altra faccia della medaglia però può essere la memorabilità della comunicazione: credo che il messaggio che Kodak ha voluto trasmettere con il filmato, ossia che dietro ad ogni foto c’è una storia, sia rimasto impresso al pubblico più delle motivazioni che possono spingere France Telecom a sponsorizzare un’attrazione per bambini (sempre se viene notata).

Sono tuttavia dell’idea che in comunicazione sempre di più conti la qualità che la quantità e di conseguenza ho preferito la scelta di France Telecom:

  • Sponsor di un’attrazione per tutta la famiglia avente come tema il giro del mondo e quindi in parte riconducibile all’internazionalità e a un brand mobile senza confini (ops questa frase l’ho già vista da qualche parte).
  • Presenza del brand non invasiva anzi per quanto possibile integrata con l’ambiente che lo ospita.

Forse è proprio questo il punto: lo sponsor dovrebbe considerarsi un ospite nel contesto da lui sponsorizzato e adeguarsi ad esso e alle sue logiche, non un padrone che cerca di imporre la sua presenza e di dettare le regole di inserimento.

Voi che ne pensate?

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